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Sequenza del Dna, la ricerca si scontra sul brevetto, di Andrea Stazi, tratto da Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2011

DNAIl dipartimento di Giustizia Usa (DoJ) si è recentemente espresso con un importante amicus brief - ossia un parere non formalmente vincolante - sul tema della brevettabilità delle sequenze genetiche naturali.
Il parere è stato reso nell'ambito della causa promossa nel maggio 2009 dall'American civil liberties union e dalla Public patent foundation contro l'Ufficio brevetti e marchi statunitense, la società Myriad genetics e l'università dello Utah, con l'accusa che i brevetti ottenuti da queste ultime sullo sfruttamento esclusivo dei geni BRCA1 e BRCA2 – le cui mutazioni sono responsabili dell'insorgenza di tumori al seno e alle ovaie – ostacolassero la libera circolazione delle idee nella ricerca scientifica, in violazione del primo emendamento della costituzione Usa.
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Biotestamento. Obiezioni alla tesi dell’autodeterminazione assoluta, di Alberto M. Gambino

BiotestamentoNei giorni scorsi ha destato molto interesse nel dibattito pubblico l’appello di alcuni esponenti della società civile capitanati da insigni giuristi, rafforzato poi dalle parole di Saviano: “il diritto a scegliere sulla propria fine vita, serve a garantire che all’interno di una legge ognuno trovi la sua strada”. E’ la consacrazione di un ruolo che al diritto mai era stato assegnato: essere garante della volontà individuale, qualunque essa sia.
Il rimprovero fondamentale che l’appello muove al disegno di legge sulle direttive anticipate di trattamento ruota attorno a tre postulati: che con l’approvazione di questa legge ciascun cittadino perderebbe il proprio diritto all’autodeterminazione; che è contraddittorio ritenere la vita quale bene indisponibile essendo previsto il diritto costituzionale al rifiuto delle cure; che il disegno di legge prevede l’alimentazione e l’idratazione forzate in disprezzo dell’art. 32 della Costituzione.
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Dibattito sulla procreazione assistita in Italia dopo il rinvio della Legge 40 alla Consulta

Intervista di Radio Vaticana al Prof. Alberto Maria Gambino sulla decisione dei giudici milanesi che, accogliendo la richiesta di una coppia che non può avere figli, hanno chiesto l’intervento della Corte Costituzionale sul divieto di fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40 (4 febbraio 2011).

Procreazione assistitaScarica l'intervista [mp3]

D. - I magistrati parlano di incostituzionalità per contrasto della norma sulla fecondazione artificiale, con “il diritto alla realizzazione della vita familiare”.
R. - E’ una decisione che, in realtà, contrasta con alcuni principi della nostra Carta Costituzionale, perché la famiglia - società naturale fondata sul matrimonio - è naturalmente composta di due genitori che possono procreare e, quindi, dar origine ad una nuova vita. Da questo punto di vista, dunque, il nascituro ha diritto ad avere due genitori e non tre, quattro… come invece capiterebbe se si ammettesse uno soggetto esterno alla coppia, che possa donare il seme o il gamete che sia.
D. - Questo tipo di intervento potrebbe essere un grimaldello, una volta ottenuto un certo parere, per poter poi scardinare l’istituto del matrimonio?
R. - Certo, se la Corte Costituzionale accettasse questa interpretazione, ci troveremmo davanti non più ad un matrimonio legato alla società naturale, ma ad una società artificiale, dove in realtà ci sono delle figure estranee alla coppia. Così si minerebbe, quindi, in radice la famiglia concepita - da sempre - come il pilastro della nostra società.
D. - In questo modo si va ad elevare a diritto un desiderio?
R. - Eh sì, perché quello che viene qui definito - il diritto alla realizzazione alla vita familiare - non c’è da nessuna parte nella nostra Carta Costituzionale. Significa innalzare desiderio, aspettative, bisogni al rango di diritto: ma attenzione, quando questi sentimenti diventano diritti - e qui addirittura dovrebbero essere diritti fondamentali della Carta Costituzionale - questi possono poi prevalere su altri diritti, come quello appunto del bambino, che è tra l’altro il soggetto più fragile. E questo non può essere!
D. - Questa legge, peraltro sottoposta già a referendum, è stata otto volte rimandata dinanzi ai giudici costituzionali, dal divieto di diagnosi preimpianto sino a contestare il dubbio di legittimità sull’intero testo…
R. - La percezione è che non potendo agire sul Parlamento, si cerchi di agire sull’interprete per eccellenza delle nostre leggi, che è il giudice costituzionale. Questo, però, significa anche trovare un’altra via, fatta spesso di artifizi giuridici non corrispondenti a quello che è stato il comune sentire di quel referendum.

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Tecnologia invasiva o giudici invadenti?, di Alberto M. Gambino

Amministratore di sostegnoEra sino ad oggi una pratica sconosciuta quella di consentire al tutore di chiedere la sospensione delle cure all’assistito sulla base di sue dichiarazioni precedenti. Del resto, anche nel caso Englaro, i giudici di legittimità avevano pur artificiosamente legato quella decisione di interruzione del sostegno vitale asserendo elementi di prova della “voce” del paziente e non certo del suo tutore. Eppure si comincia a registrare qualche decisione giudiziale (come quella in epigrafe) incline ad accogliere richieste di nomina di amministratore di sostegno al fine di renderlo garante della “libertà di scelta” dei cittadini e, in particolare, delle loro volontà di fine vita. Segue...

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Gli OGM in cerca di condizioni e limiti per l’utilizzo, di Andrea Stazi, da Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2010

OGMNelle ultime settimane si è riacceso con forza il dibattito in materia di OGM, a seguito di interventi sia della Commissione europea, che ha adottato delle decisioni riguardanti la coltivazione e la commercializzazione di alcuni prodotti geneticamente modificati, sia del Consiglio di Stato, che ha accolto un ricorso volto ad ottenere un’autorizzazione dal Ministero delle politiche agricole per la coltivazione di mais transgenico.
Da un lato, vi sono coloro che evidenziano le nuove opportunità derivanti dallo sviluppo degli OGM, in particolare la resistenza ai diserbanti, agli insetti, ai funghi parassiti e ai virus, nonché lo sviluppo della qualità dei frutti, e di conseguenza la possibile funzione degli OGM di risorsa contro la fame nel mondo (evidenziata anche dalla Pontificia Accademia delle Scienze).
Dall’altro, vi è chi rileva i rischi ai quali darebbe luogo la diffusione di tali prodotti per l’economia agricola, la salute dell’uomo (allergie, e secondo qualcuno perfino tumori, sebbene questa ipotesi sia avversata da esperti come il prof. Veronesi) e la biodiversità (ossia la varietà delle forme di vita presenti sul pianeta).
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La sfida del diritto dell'Innovazione nei nuovi settori della tecnica. Cenni sui modelli cooperativi, di Valeria Falce

BiotecnologieCifre distintive dell’innovazione nei settori della chimica e delle bio-tecnologie sono i costi di ricerca elevatissimi e gli elevatissimi rischi di insuccesso, nonchè la promessa di significativi benefici accompagnata dalla preoccupazione per possibili effetti negativi imprevisti. Di più, e come è ben noto, in tali settori l’innovazione procede non tanto per salti inventivi eclatanti e stacchi qualitativamente decisivi, quanto per uno stratificarsi di più modeste acquisizioni dovute alla sperimentazione su larga scala, le ultime fortemente tributarie rispetto al bagaglio delle informazioni che le hanno precedute. Ciò considerato, non stupisce che il progresso tecnologico nei suddetti nuovi settori sia inerentemente legato all’esistenza dell’istituto brevettuale, nè che siano proprio i corrispondenti percorsi innovativi a costituire il terreno elettivo di verifica delle tensioni che agitano il diritto dell’innovazione. Da un lato, infatti, l’esigenza di finanziare la grande ricerca suggerisce di arretrare la fase della brevettabilità per poi accordare spazi di riserva ampi, assoluti; d’altra parte, il saldo di siffatta duplice, intrecciata, scelta rischia di non essere interamente positivo, potendo concretamente sfociare in una forma di "appropriazione prematura" (o comunque inappropriata) di sapere scientifico e di rallentamento del processo innovativo. Ancora e proprio perché qui l’innovazione si realizza attraverso passaggi successivi, è sul corrispondente modus procedendi che si misura la tenuta delle regole che governano l’innovazione successiva13 e si studiano tecniche che consentano di facilitarla’. Più in particolare, è rispetto a tali percorsi innovativi che si esplora l’opportunità di avvalersi delle prerogative dell’istituto per costruire un sistema di “ponti”, che favoriscano l’accesso e il trasferimento più efficace della tecnologia, per una più funzionale divisione del lavoro e dei rischi degli investimenti in ricerca16. Ed è sempre in relazione ai predetti distretti che si approfondiscono i modelli di comportamento “aperto”, elaborati in relazione alle Information tecnologies, per verificarne l’estendibilità ai nuovi comparti industriali anche a beneficio dei consumatori. Tenuto conto dell’interesse che la suddetta verifica suscita e nella convinzione che anche su questo terreno si gioca una delle più avvincenti sfide del diritto dell’innovazione nel nuovo millennio, è ad esso che si intendono dedicare le brevi riflessioni che seguono.

Scarica il contributo integrale [pdf]

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BIOTECNOLOGIE TRA SVILUPPO, BIOETICA E DIRITTO

Cibo di Frankenstein o speranza alimentare e medica?
Università Europea di Roma - Dipartimento di Didattica e di Ricerca in Scienze Umane - Ambito Giuridico

Indirizzi di saluto:
P. Paolo Scarafoni L.C.
Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma
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Mons. Lorenzo Leuzzi
Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria, Vicariato di Roma
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Alberto Maria Gambino
Coordinatore del Centro Dipartimentale per la Ricerca dell’Università Europea di Roma
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Relazioni di:
Francesco Sala
Biotecnologie Vegetali: Lo stato della ricerca e delle applicazioni nel mondo [presentazione pdf]
Ordinario di Botanica e Direttore dell’Orto Botanico presso l’Università degli studi di Milano

Giuliano D’Agnolo
Biotecnologie per migliorare la salute e i medicinali [presentazione pdf]
Direttore del Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità
Vice-presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita

Giuseppe Bertoni
Transgenici. Pro o contro natura? [presentazione pdf]
Ordinario di Zootecnica Speciale e Direttore dell’Istituto di Zootecnia presso l’Università Cattolica di Piacenza

P. Gonzalo Miranda, L.C.
Organismi Geneticamente Modificati e Bioetica
Ordinario di Bioetica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Andrea Stazi
Disciplina europea delle varietà vegetali e OGM [presentazione pdf]
Docente di Diritto Privato Comparato presso l’Università Europea di Roma

Silvano Dalla Libera
Mais OGM: in Italia, si potrà coltivare?
Vicepresidente di Futuragra

Modera:
Antonio Gaspari
Coordinatore scientifico del Master in Scienze Ambientali dell’Università Europea di Roma

La pronuncia della Cassazione sul caso di Eluana Englaro: alcuni spunti per il dibattito, di Andrea Stazi

La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite Civili n. 27145 dell'11 novembre 2008, ha autorizzato i medici a sospendere l'alimentazione forzata ad Eluana Englaro, la donna che vive in stato vegetativo da quasi 17 anni.
La sentenza ha suscitato, da un lato, apprezzamenti provenienti dall'area laica, che plaude alla decisione ma chiede al più presto un testo normativo, dall'altro, forti critiche da parte dell'area cattolica, compatta contro la pronuncia.
Di seguito, riportiamo alcuni link utili alla riflessione e al dibattito: 
- sentenza Cass. Civ. SS.UU. n. 27145/08 [pdf];
- articolo Sole 24 Ore del 14/11 - "Testamento biologico: dieci proposte all'esame del Senato";
- video in cui quattro giuristi - professori ordinari di diritto privato esprimono le loro perlessità sulla sentenza;
- parere del Comitato nazionale di bioetica del 24 ottobre su "Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico" [pdf]. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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