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Biotecnologie, ogm e vita
Gli OGM in cerca di condizioni e limiti per l’utilizzo, di Andrea Stazi, da Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2010
Nelle ultime settimane si è riacceso con forza il dibattito in materia di OGM, a seguito di interventi sia della Commissione europea, che ha adottato delle decisioni riguardanti la coltivazione e la commercializzazione di alcuni prodotti geneticamente modificati, sia del Consiglio di Stato, che ha accolto un ricorso volto ad ottenere un’autorizzazione dal Ministero delle politiche agricole per la coltivazione di mais transgenico.
Da un lato, vi sono coloro che evidenziano le nuove opportunità derivanti dallo sviluppo degli OGM, in particolare la resistenza ai diserbanti, agli insetti, ai funghi parassiti e ai virus, nonché lo sviluppo della qualità dei frutti, e di conseguenza la possibile funzione degli OGM di risorsa contro la fame nel mondo (evidenziata anche dalla Pontificia Accademia delle Scienze).
Dall’altro, vi è chi rileva i rischi ai quali darebbe luogo la diffusione di tali prodotti per l’economia agricola, la salute dell’uomo (allergie, e secondo qualcuno perfino tumori, sebbene questa ipotesi sia avversata da esperti come il prof. Veronesi) e la biodiversità (ossia la varietà delle forme di vita presenti sul pianeta).
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La sfida del diritto dell'Innovazione nei nuovi settori della tecnica. Cenni sui modelli cooperativi, di Valeria Falce
Cifre distintive dell’innovazione nei settori della chimica e delle bio-tecnologie sono i costi di ricerca elevatissimi e gli elevatissimi rischi di insuccesso, nonchè la promessa di significativi benefici accompagnata dalla preoccupazione per possibili effetti negativi imprevisti. Di più, e come è ben noto, in tali settori l’innovazione procede non tanto per salti inventivi eclatanti e stacchi qualitativamente decisivi, quanto per uno stratificarsi di più modeste acquisizioni dovute alla sperimentazione su larga scala, le ultime fortemente tributarie rispetto al bagaglio delle informazioni che le hanno precedute. Ciò considerato, non stupisce che il progresso tecnologico nei suddetti nuovi settori sia inerentemente legato all’esistenza dell’istituto brevettuale, nè che siano proprio i corrispondenti percorsi innovativi a costituire il terreno elettivo di verifica delle tensioni che agitano il diritto dell’innovazione. Da un lato, infatti, l’esigenza di finanziare la grande ricerca suggerisce di arretrare la fase della brevettabilità per poi accordare spazi di riserva ampi, assoluti; d’altra parte, il saldo di siffatta duplice, intrecciata, scelta rischia di non essere interamente positivo, potendo concretamente sfociare in una forma di "appropriazione prematura" (o comunque inappropriata) di sapere scientifico e di rallentamento del processo innovativo. Ancora e proprio perché qui l’innovazione si realizza attraverso passaggi successivi, è sul corrispondente modus procedendi che si misura la tenuta delle regole che governano l’innovazione successiva13 e si studiano tecniche che consentano di facilitarla’. Più in particolare, è rispetto a tali percorsi innovativi che si esplora l’opportunità di avvalersi delle prerogative dell’istituto per costruire un sistema di “ponti”, che favoriscano l’accesso e il trasferimento più efficace della tecnologia, per una più funzionale divisione del lavoro e dei rischi degli investimenti in ricerca16. Ed è sempre in relazione ai predetti distretti che si approfondiscono i modelli di comportamento “aperto”, elaborati in relazione alle Information tecnologies, per verificarne l’estendibilità ai nuovi comparti industriali anche a beneficio dei consumatori. Tenuto conto dell’interesse che la suddetta verifica suscita e nella convinzione che anche su questo terreno si gioca una delle più avvincenti sfide del diritto dell’innovazione nel nuovo millennio, è ad esso che si intendono dedicare le brevi riflessioni che seguono.
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BIOTECNOLOGIE TRA SVILUPPO, BIOETICA E DIRITTO
Cibo di Frankenstein o speranza alimentare e medica?

Indirizzi di saluto:
P. Paolo Scarafoni L.C.
Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma
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Mons. Lorenzo Leuzzi
Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria, Vicariato di Roma
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Alberto Maria Gambino
Coordinatore del Centro Dipartimentale per la Ricerca dell’Università Europea di Roma
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Relazioni di:
Francesco Sala
Biotecnologie Vegetali: Lo stato della ricerca e delle applicazioni nel mondo [presentazione pdf]
Ordinario di Botanica e Direttore dell’Orto Botanico presso l’Università degli studi di Milano
Giuliano D’Agnolo
Biotecnologie per migliorare la salute e i medicinali [presentazione pdf]
Direttore del Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità
Vice-presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita
Giuseppe Bertoni
Transgenici. Pro o contro natura? [presentazione pdf]
Ordinario di Zootecnica Speciale e Direttore dell’Istituto di Zootecnia presso l’Università Cattolica di Piacenza
P. Gonzalo Miranda, L.C.
Organismi Geneticamente Modificati e Bioetica
Ordinario di Bioetica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Andrea Stazi
Disciplina europea delle varietà vegetali e OGM [presentazione pdf]
Docente di Diritto Privato Comparato presso l’Università Europea di Roma
Silvano Dalla Libera
Mais OGM: in Italia, si potrà coltivare?
Vicepresidente di Futuragra
Modera:
Antonio Gaspari
Coordinatore scientifico del Master in Scienze Ambientali dell’Università Europea di Roma
La pronuncia della Cassazione sul caso di Eluana Englaro: alcuni spunti per il dibattito, di Andrea Stazi
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite Civili n. 27145 dell'11 novembre 2008, ha autorizzato i medici a sospendere l'alimentazione forzata ad Eluana Englaro, la donna che vive in stato vegetativo da quasi 17 anni.
La sentenza ha suscitato, da un lato, apprezzamenti provenienti dall'area laica, che plaude alla decisione ma chiede al più presto un testo normativo, dall'altro, forti critiche da parte dell'area cattolica, compatta contro la pronuncia.
Di seguito, riportiamo alcuni link utili alla riflessione e al dibattito:
- sentenza Cass. Civ. SS.UU. n. 27145/08 [pdf];
- articolo Sole 24 Ore del 14/11 - "Testamento biologico: dieci proposte all'esame del Senato";
- video in cui quattro giuristi - professori ordinari di diritto privato esprimono le loro perlessità sulla sentenza;
- parere del Comitato nazionale di bioetica del 24 ottobre su "Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico" [pdf].


