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Mercato, concorrenza e regolazione

Avviata istruttoria nei confronti di Telecom per abuso di posizione dominante, di Serena Rossi.

TelefonoPochi giorni fa l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia, sulla base delle denunce presentate da Fastweb e Wind, per verificare se la società sia passibile di comportamenti riconducibili alla fattispecie di abuso di posizione dominante. L’istruttoria dovrà verificare se l’insieme dei comportamenti perpetrati da Telecom nei mercati dei servizi della telefonia vocale ed in quello dei servizi al dettaglio di accesso alla Rete Internet a banda larga possa configurare una strategia abusiva unitaria, finalizzata ad ostacolare i concorrenti.
Secondo le accuse mosse dalle due sopracitate società, Telecom, in primo luogo, avrebbe posto in essere una sorta di “boicottaggio tecnico”, ostacolando e ritardando in modo strumentale le attivazioni dei servizi all’ingrosso richieste dagli operatori concorrenti, penalizzando, in particolar modo, gli utenti intenzionati a passare ad altro gestore telefonico, il più delle volte adducendo motivazioni tecniche o burocratiche infondate o pretestuose. Inoltre, Telecom non avrebbe adottato sufficiente diligenza nel fornire servizi fondamentali alle imprese concorrenti, che volessero accedere alla rete fisica ed alla banda larga.
In secondo luogo, la società avrebbe attuato politiche di prezzo particolarmente aggressive nelle aree dove i concorrenti accedono alla Rete tramite l’unbundling, ovvero l’affitto dell’ultimo miglio. Telecom avrebbe, difatti, offerto agli utenti sconti molto elevati rispetto ai prezzi da essa praticati nelle aree meno esposte alla concorrenza e, comunque, a prezzi inferiori ai costi sostenuti all’ingrosso dai concorrenti per l’unbundling. Secondo Wind e Fastweb, in questo secondo caso, Telecom avrebbe abusato della propria posizione dominante estraendo profitti nelle aree in cui la concorrenza avviene solo attraverso altri servizi d’accesso, per finanziare sconti alla clientela finale non replicabili nelle zone in cui i concorrenti possono operare attraverso l’unbundling. Questa condotta avrebbe ostacolato non solo gli operatori alternativi, ma anche l’utente finale.
Telecom Italia ha dichiarato di poter dimostrare di aver agito nel pieno rispetto delle regole concorrenziali e di aver intenzione di collaborare con l’Autorità, fornendo tutta la documentazione e le informazioni necessarie allo svolgimento dell’istruttoria.

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