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Intel condannata per abuso di posizione dominante, di Serena Rossi

IntelLo scorso 13 maggio 2009, la Commissione Europea ha imposto alla società informatica Intel una multa pari a 1,06 miliardi di euro per aver violato quanto previsto dall’art. 82 TCE sull’abuso di posizione dominante, attraverso l’adozione di comportamenti anticompetitivi, finalizzati ad escludere i concorrenti dal mercato dei microprocessori. L’Organo comunitario, inoltre, ha ordinato l’immediata cessazione di tali pratiche, sulla base della constatazione che le stesse erano ancora in corso.

Nel periodo compreso tra ottobre 2002 e dicembre 2007, Intel deteneva una posizione di dominanza nel mercato mondiale dei microprocessori “x86”, vantando una quota di mercato pari ad almeno il 70%.
La Commissione ha rilevato che la società informatica si è resa colpevole di due specifiche tipologie di pratiche illecite. In primo luogo, Intel ha praticato degli sconti nei confronti dei principali produttori di personal computers, a condizione che questi acquistassero la totalità, o la quasi totalità, di microprocessori dalla suddetta. Inoltre, la società ha elargito somme di denaro ai principali rivenditori affinché si rifornissero esclusivamente dei personal computers equipaggiati con il microprocessore “x86”.

Un simile comportamento, secondo la Commissione europea, è risultato fortemente lesivo della possibilità di scelta di prodotti alternativi, con l’effetto di penalizzare in maniera rilevante i clienti e, in ultimo luogo, i consumatori finali.

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