Pubblica amministrazione digitale, cosa sta funzionando

Lo Sportello unico delle attività produttive digitale (Suap) è stato un successo. Al momento è una delle poche cose “uniche” di PA digitale ad aver funzionato. Tra tutti i tentativi che l’Italia ha fatto per mettere ordine nel caos di pratiche, documenti e interazioni con la Pubblica amministrazione. Da una parte si registra che il Suap, gestito da 3.830 Comuni con le Camere di commercio, nei primi nove mesi dell’anno ha visto crescere di quasi un terzo le pratiche amministrative completate online rispetto a un anno prima, arrivando a quota 411.600.

Dall’altra, sta per arrivare una nuova “identità unica”, in forma di carta universale (ulteriore evoluzione della Cie), con dentro anche la patente e un borsellino per i pagamenti elettronici. L’Anagrafe unica (Anpr) e l’identità digitale unica (Spid) continuano a mancare gli obiettivi fissati, a quattro anni dall’avvio del progetto. In audizione alla Camera, la neoministra all’innovazione Paola Pisano ha annunciato un impegno prioritario su Anpr (siamo a 30 milioni di italiani coinvolti) e ha riconosciuto i problemi strutturali di Spid. «Ci vuole una riforma all’interno di Spid per superare alcune criticità che abbiamo oggi - ha affermato -. La user experience di Spid è migliorabile, ma gli identity provider sono in perdita, e quindi non la vogliono migliorare: non sono in grado di fare business attraverso l’utilizzo di Spid da parte dei privati. Agid è in difficoltà sulla governance di questo sistema estremamente complesso».

Un passo avanti certo è stato fatto, nella governance, con le deleghe alla ministra Pisano, dove si accentrano e coordinano le materie dell’innovazione (con anche l’Agenzia per l’Italia Digitale, finora sotto i ministri della Pa). Ma adesso bisogna coglierne i frutti. Un primissimo traguardo da segnare riguarda PagoPA, che mette ordine (“unicità”) in una delle cose più importanti del rapporto Pa-cittadino: i pagamenti. 

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