Smart contract, pregi e limiti del loro impiego

Gli smart contract sono programmi per elaboratore che consentono, al ricorrere di determinati presupposti, l’ottenimento di determinati risultati. Presupposti e risultati sono presi in considerazione dallo smart contract, ossia dall’automatismo che ontologicamente lo costituisce, alla pari, senza distinzione nell’importanza, e per il ciclo di vita che il compilatore dello smart contract e le parti che decidono di farne uso hanno ritenuto di voler disciplinare, tenere sotto controllo, seguire e conoscere.

Lo smart contract va letto, usato e preso in esame esattamente come prenderemmo in esame un foglio di carta ed una penna, o una tastiera ed un file di videoscrittura blank o con un template precedentemente scritto e da completare; di più: così come prenderemmo in esame, per ciò che più semplicemente essa costituisce, la parola parlata, pronunciata ed ascoltata.

Questo, almeno a voler ragionare della natura più intima ed essenziale dello smart contract. Dopo aver acquisito tale consapevolezza, si dovrà passare a prendere nella debita considerazione il contenuto che lo smart contract dovrà avere, e per far ciò, così come per il foglio e la penna, il file di videoscrittura, il dialogo orale, chi ne farà uso dovrà conoscere, di esso, natura, forma e sostanza.

  • Natura: un elemento informatico, reattivo all’introduzione di dati.
  • Forma: un programma con le proprie automaticità, le proprie regole di funzionamento, adattabili all’uso ed allo scopo.
  • Sostanza: le informazioni da inserire nel modo previsto (in modo tale che possano essere comprese ed elaborate) al ricorrere delle quali il risultato che si ottiene è predeterminato.

Ed è su questi due ultimi aspetti che occorre soffermarsi: le regole di funzionamento e l’inserimento, in esse, nel modo previsto, del relativo contenuto.

La pratica della conclusione degli accordi, nel corso dei secoli, si è adattata alle prassi ed agli usi e si è modificata con l’introduzione dei nuovi strumenti, nonché parametrata sulle esigenze: se in uno o più contesti (storico, sociale, tecnologico, contenutistico) risulta normale pensare a – ed effettuare un – contratto esplicandone oralmente il contenuto degli accordi e sancendone con una stretta di mano la conclusione, ciò evidentemente non può valere per tutti i contesti.

Se l’esempio può risultare fin troppo semplicistico, esso serve tuttavia ad enucleare tre piani, tre elementi che, nell’esame del contratto in forma di smart contract vengono in rilievo.

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