DIMT.IT - 13

  • "Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy" - Roma

    Giovedì 13 novembre 2014

    ore 14

    Sala Spazio Europa

    via IV Novembre, 149

    Roma

    Il regolamento generale in materia di protezione dei dati personali, la cui approvazione è prevista per il prossimo Consiglio europeo Giustizia e affari interni del 4-5 dicembre prossimi, si propone di armonizzare la normativa europea in tema di privacy, adottando regole comuni per tutti gli Stati membri al fine di superare l'estrema frammentazione e disomogeneità con cui sono state recepite in passato le direttive in materia. Alcuni aspetti di particolare interesse del testo attualmente in discussione riguardano i dati pseudonimi, le informazioni sulla profilazione, l'analisi dei rischi e la valutazione dell'impatto in materia di trattamento dei dati, il tema del diritto all'oblio, i codici di condotta e le Autorità di controllo. Ed è con l'aiuto di giuristi che si indagherà lo stato dell'arte delle suddette questioni in vista delle ormai imminenti scadenze istituzionali durante “Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy”, convegno previsto per giovedì 13 novembre a Roma ed organizzato dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet. La relazione introduttiva sarà curata dal Prof. Alberto Gambino, Presidente dell'Accademia, e la moderazione affidata a Francesco Di Mario, Capo servizio Economia del Tg1. A seguire il keynote speech del Prof. Stefano Rodotà, Presidente della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet presso la Camera dei Deputati, prima degli interventi di Antonello Soro, Garante per la Protezione dei Dati Personali, dell'On. Lorenza Bonaccorsi, membro della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dell'On. Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni presso la Camera dei Deputati, e di Anna Masera, Responsabile della comunicazione presso la Camera dei Deputati. Le relazioni accademiche saranno invece aperte da "La privacy: meno regole, più diritto" del Prof. Salvatore Sica(Università di Salerno). Subito dopo interverranno il Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) con "Cooperazione e competizione regolatoria nei rapporti EU-US: la Proposta di Regolamento alla luce del c.d. Datagate" e la Prof.ssa Valeria Falce (Università Europea di Roma) con "One stop shop ed efficienza dell'azione di vigilanza", mentre il Prof. Oreste Pollicino (Università Bocconi) presenterà una relazione dal titolo "Interpretazione o manipolazione? Ovvero il senso della Corte di giustizia per la protezione dei dati personali nelle decisioni Google Spain e Digital Rights Ireland". L'evento avrà luogo, a partire dalle ore 14.00, presso la Sala "Spazio Europa", gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. La partecipazione è gratuita previa richiesta all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’evento si inquadra nell’ambito della ricerca PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Si attribuiscono 4 crediti per la formazione continua degli Avvocati e 5 crediti per la formazione continua dei Commercialisti. L'Accademia Italiana del Codice di Internet è un'Associazione scientifica senza fini di lucro che si pone come luogo di studio e di incontro di respiro internazionale nel quale esponenti del mondo universitario, delle istituzioni e della società civile contribuiscono alla lettura giuridica degli scenari del mercato delle comunicazioni e delle tecnologie digitali, nel complesso mondo di Internet, al fine di definire assetti regolatori equilibrati e rispettosi dei diritti degli utenti.
  • "Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy", convegno con il Garante Privacy, Stefano Rodotà, giuristi e parlamentari

    Appuntamento il 13 novembre a Roma per il convegno organizzato dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet Spazio EuropaIl regolamento generale in materia di protezione dei dati personali, la cui approvazione è prevista per il prossimo Consiglio europeo Giustizia e affari interni del 4-5 dicembre prossimi, si propone di armonizzare la normativa europea in tema di privacy, adottando regole comuni per tutti gli Stati membri al fine di superare l'estrema frammentazione e disomogeneità con cui sono state recepite in passato le direttive in materia. Alcuni aspetti di particolare interesse del testo attualmente in discussione riguardano i dati pseudonimi, le informazioni sulla profilazione, l'analisi dei rischi e la valutazione dell'impatto in materia di trattamento dei dati, il tema del diritto all'oblio, i codici di condotta e le Autorità di controllo. Ed è con l'aiuto di giuristi che si indagherà lo stato dell'arte delle suddette questioni in vista delle ormai imminenti scadenze istituzionali durante “Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy”, convegno previsto per giovedì 13 novembre a Roma ed organizzato dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet. La relazione introduttiva sarà curata dal Prof. Alberto Gambino, Presidente dell'Accademia, e la moderazione affidata a Francesco Di Mario, Capo servizio Economia del Tg1. A seguire il keynote speech del Prof. Stefano Rodotà, Presidente della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet presso la Camera dei Deputati, prima degli interventi di Antonello Soro, Garante per la Protezione dei Dati Personali, dell'On. Lorenza Bonaccorsi, membro della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dell'On. Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni presso la Camera dei Deputati, e di Anna Masera, Responsabile della comunicazione presso la Camera dei Deputati. Le relazioni accademiche saranno invece aperte da "La privacy: meno regole, più diritto" del Prof. Salvatore Sica(Università di Salerno). Subito dopo interverranno il Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) con "Cooperazione e competizione regolatoria nei rapporti EU-US: la Proposta di Regolamento alla luce del c.d. Datagate" e la Prof.ssa Valeria Falce (Università Europea di Roma) con "One stop shop ed efficienza dell'azione di vigilanza", mentre il Prof. Oreste Pollicino (Università Bocconi) presenterà una relazione dal titolo "Interpretazione o manipolazione? Ovvero il senso della Corte di giustizia per la protezione dei dati personali nelle decisioni Google Spain e Digital Rights Ireland". L'evento avrà luogo, a partire dalle ore 14.00, presso la Sala "Spazio Europa", gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. La partecipazione è gratuita previa richiesta all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’evento si inquadra nell’ambito della ricerca PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Si attribuiscono 4 crediti per la formazione continua degli Avvocati e 5 crediti per la formazione continua dei Commercialisti. L'Accademia Italiana del Codice di Internet è un'Associazione scientifica senza fini di lucro che si pone come luogo di studio e di incontro di respiro internazionale nel quale esponenti del mondo universitario, delle istituzioni e della società civile contribuiscono alla lettura giuridica degli scenari del mercato delle comunicazioni e delle tecnologie digitali, nel complesso mondo di Internet, al fine di definire assetti regolatori equilibrati e rispettosi dei diritti degli utenti. 4 novembre 2014
  • "Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy", convegno con il Garante Privacy, Stefano Rodotà, giuristi e parlamentari

    Appuntamento il 13 novembre a Roma per il convegno organizzato dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet Spazio EuropaIl regolamento generale in materia di protezione dei dati personali, la cui approvazione è prevista per il prossimo Consiglio europeo Giustizia e affari interni del 4-5 dicembre prossimi, si propone di armonizzare la normativa europea in tema di privacy, adottando regole comuni per tutti gli Stati membri al fine di superare l'estrema frammentazione e disomogeneità con cui sono state recepite in passato le direttive in materia. Alcuni aspetti di particolare interesse del testo attualmente in discussione riguardano i dati pseudonimi, le informazioni sulla profilazione, l'analisi dei rischi e la valutazione dell'impatto in materia di trattamento dei dati, il tema del diritto all'oblio, i codici di condotta e le Autorità di controllo. Ed è con l'aiuto di giuristi che si indagherà lo stato dell'arte delle suddette questioni in vista delle ormai imminenti scadenze istituzionali durante “Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy”, convegno previsto per giovedì 13 novembre a Roma ed organizzato dall'Accademia Italiana per il Codice di Internet. La relazione introduttiva sarà curata dal Prof. Alberto Gambino, Presidente dell'Accademia, e la moderazione affidata a Francesco Di Mario, Capo servizio Economia del Tg1. A seguire il keynote speech del Prof. Stefano Rodotà, Presidente della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet presso la Camera dei Deputati, prima degli interventi di Antonello Soro, Garante per la Protezione dei Dati Personali, dell'On. Lorenza Bonaccorsi, membro della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dell'On. Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni presso la Camera dei Deputati, e di Anna Masera, Responsabile della comunicazione presso la Camera dei Deputati. Le relazioni accademiche saranno invece aperte da "La privacy: meno regole, più diritto" del Prof. Salvatore Sica(Università di Salerno). Subito dopo interverranno il Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) con "Cooperazione e competizione regolatoria nei rapporti EU-US: la Proposta di Regolamento alla luce del c.d. Datagate" e la Prof.ssa Valeria Falce (Università Europea di Roma) con "One stop shop ed efficienza dell'azione di vigilanza", mentre il Prof. Oreste Pollicino (Università Bocconi) presenterà una relazione dal titolo "Interpretazione o manipolazione? Ovvero il senso della Corte di giustizia per la protezione dei dati personali nelle decisioni Google Spain e Digital Rights Ireland". L'evento avrà luogo, a partire dalle ore 14.00, presso la Sala "Spazio Europa", gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. La partecipazione è gratuita previa richiesta all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’evento si inquadra nell’ambito della ricerca PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Si attribuiscono 4 crediti per la formazione continua degli Avvocati e 5 crediti per la formazione continua dei Commercialisti. L'Accademia Italiana del Codice di Internet è un'Associazione scientifica senza fini di lucro che si pone come luogo di studio e di incontro di respiro internazionale nel quale esponenti del mondo universitario, delle istituzioni e della società civile contribuiscono alla lettura giuridica degli scenari del mercato delle comunicazioni e delle tecnologie digitali, nel complesso mondo di Internet, al fine di definire assetti regolatori equilibrati e rispettosi dei diritti degli utenti. 8 novembre 2014
  • "Governance di Internet ed efficienza delle regole: verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy", il 13 novembre a Roma presso la Sala Spazio Europa

    Giovedì 13 novembre 2014

    ore 14

    Sala Spazio Europa

    via IV Novembre, 149

    Roma

    atrio_epsIl regolamento generale in materia di protezione dei dati personali, la cui approvazione è prevista per il prossimo Consiglio europeo Giustizia e affari interni del 4-5 dicembre prossimi, si propone di armonizzare la normativa europea in tema di privacy, adottando regole comuni per tutti gli Stati membri al fine di superare l'estrema frammentazione e disomogeneità con cui sono state recepite in passato le direttive in materia. Il quadro giuridico attuale, secondo il legislatore europeo, non ha impedito la frammentazione delle modalità di applicazione della protezione dei dati personali nel territorio dell’Unione, e non ha eliminato l’incertezza giuridica e operativa per le autorità pubbliche e i soggetti economici, né la diffusa percezione nel pubblico che le operazioni online comportino notevoli rischi. Alcuni aspetti di particolare interesse del testo attualmente in discussione riguardano i dati pseudonimi, le informazioni sulla profilazione, l'analisi dei rischi e la valutazione dell'impatto in materia di trattamento dei dati, il tema del diritto all'oblio, i codici di condotta e le Autorità di controllo. Con l'aiuto di prestigiosi relatori si indagherà lo stato dell'arte delle suddette questioni in vista delle ormai imminenti scadenze istituzionali. L'Accademia Italiana del Codice di Internet è un'Associazione scientifica senza fini di lucro che si pone come luogo di studio e di incontro di respiro internazionale nel quale esponenti del mondo universitario, delle istituzioni e della società civile contribuiscono alla lettura giuridica degli scenari del mercato delle comunicazioni e delle tecnologie digitali, nel complesso mondo di Internet, al fine di definire assetti regolatori equilibrati e rispettosi dei diritti degli utenti. 1 novembre 2014
  • Attivismo degli investitori istituzionali e innovazione tecnologica: una nuova stagione nel governo delle società quotate?

  • Azione revocatoria e presenza di ipoteche sull’immobile trasferito: sussiste il pregiudizio per il creditore chirografario?

    Cass. civile III sezione, n. 16793, del 13 agosto 2015 di Monica La Pietra Con la pronuncia n. 16793 del 13 agosto 2015, la Terza Sezione della Cassazione afferma che la presenza di ipoteche sull’immobile trasferito non esclude di per sé il requisito del pregiudizio per il creditore chirografario e l’interesse di questi a proporre l’azione revocatoria. La Suprema Corte innanzitutto ribadisce che, come la giurisprudenza di legittimità ha più volte affermato [1], l’esenzione da revocatoria dell’atto di adempimento di un debito scaduto ex art. 2901 terzo comma c.c.:
    • trova ragione nella natura di atto dovuto della prestazione del debitore in mora e, di conseguenza, nell’assenza della consapevolezza e volontarietà dell’atto di disposizione patrimoniale, richiesta in linea generale quale elemento soggettivo o psicologico della revoca;
    • non è impedita dalla disparità di trattamento che l’atto può determinare, atteso che l’azione revocatoria ordinaria, a differenza di quella fallimentare, non si pone l’obiettivo di tutelare la par condicio creditorum;
    • sebbene normativamente prevista soltanto per l’atto di adempimento in sé, va estesa anche all’ipotesi di alienazione di un bene eseguita per reperire la provvista necessaria a soddisfare i creditori, a condizione che tale alienazione rappresenti il solo mezzo per tacitare questi ultimi e si ponga in rapporto di strumentalità necessaria con l’atto di adempimento;
    • opera, ferma restando anche in questo caso la necessità di un rapporto strumentale, anche quando la somma realizzata con l’atto di alienazione sia maggiore di quella impiegata nel pagamento dei debiti. In questo caso la revoca potrà eventualmente colpire solo gli atti con i quali il debitore abbia disposto della somma residua.
      Ciò premesso, la Corte esamina il motivo di ricorso avente ad oggetto la violazione dell’art. 2901 c.c. per l’esistenza di iscrizioni ipotecarie sul compendio immobiliare oggetto del giudizio, che secondo i ricorrenti avrebbero comunque impedito al creditore chirografario attore, in caso di esecuzione sul bene, di rivalersi sul ricavato della vendita e soddisfare le proprie ragioni creditorie. Sul punto la Suprema Corte afferma che la presenza di ipoteche al momento della vendita non esclude di per sé il requisito del pregiudizio per il creditore chirografario e, quindi, la revocabilità dell’atto di trasferimento. Ciò in quanto «l’azione revocatoria opera a tutela dell’effettività della responsabilità patrimoniale del debitore ex art. 2740 cc, ma non produce, per ciò solo, effetti recuperatori o restitutori del bene dismesso al patrimonio del medesimo, sì che se ne debba necessariamente esigere la libertà e capienza». L’inefficacia dell’atto di disposizione, derivante dal vittorioso esperimento dell’azione, comporta infatti esclusivamente l’assoggettamento del bene al diritto del creditore revocante di promuovere nei confronti del terzo acquirente l’azione esecutiva o conservativa. L’esito di tale azione eventuale e differita, anche se proposta da un creditore chirografario, non può essere considerato, al momento della pronuncia di revoca, necessariamente compromesso dalla presenza di iscrizioni ipotecarie sul bene, poiché queste ultime possono subire vicende modificative o estintive. Pertanto, non può escludersi a priori la possibilità del soddisfacimento, anche soltanto parziale, del creditore revocante e l’utilità pratica dell’azione da questi proposta. Tale conclusione vale a maggior ragione in considerazione dell’arco temporale potenzialmente intercorrente tra l’atto revocato e la proposizione dell’azione espropriativa da parte del creditore revocante; arco temporale che può essere anche molto ampio, nell’ipotesi in cui il credito tutelato ex art. 2901 c.c. debba ancora giungere ad accertamento definitivo e compiuta esigibilità. I giudici di legittimità, infine, precisano che tale principio non si pone in contrasto con quanto affermato dalla Corte di Cassazione nel 2009 con la pronuncia n. 13435. Nel caso di specie, la Suprema Corte aveva confermato la sentenza di merito di rigetto della domanda per mancanza del presupposto del danno, sul rilievo che l’immobile oggetto di revocatoria era gravato da due ipoteche, sicché il creditore chirografario, ove anche la vendita non avesse avuto luogo, difficilmente avrebbe potuto ottenere su quel bene la soddisfazione del proprio credito. Per la sentenza del 2015 quest’ultima decisione non si esprime però in termini assoluti, ma meramente relativi, in quanto evidenzia la necessità di considerare la fattispecie concreta oggetto di giudizio. Per la citata pronuncia, infatti, «a norma dell’art. 2901, comma 1, c.c., il presupposto dell’azione revocatoria costituito dal pregiudizio alle ragioni del creditore si riferisce anche al pericolo di danno, la cui valutazione è rimessa alla concreta valutazione del giudice; ne consegue che, ove oggetto dell’azione revocatoria sia un atto di compravendita di un bene già ipotecato, se ad agire è un creditore chirografario, il pregiudizio deve essere specificamente valutato – nella sua certezza ed effettività – con riguardo al potenziale conflitto tra il creditore chirografario e il creditore garantito da ipoteca, e quindi in relazione alla concreta possibilità di soddisfazione del primo con riguardo all’entità della garanzia reale del secondo» [2]. Note [1] Cass. n. 13435 del 20.07.2004, in Giust. civ. Mass., 2004, 7-8; Cass. n. 16756 del 21.07.2006, in Giust. civ. Mass., 2006, 7-8; Cass. n. 11051 del 13.05.2009, in Banca borsa tit. cred., 2010, 2, II, 137 (s.m.), con nota di Bertino; Cass. n. 14557 del 22.06.2009, in Giust. civ. Mass., 2009, 6, 957; Cass. n. 14420 del 7.06.2013, in Giustizia Civile Massimario, 2013. [2] Cass. n. 16464 del 15.07.2009, in Vita not., 2009, 3, 1456. 31 agosto 2015
  • Codice dell’ordinamento giudiziario

  • Concorrenza e crescita, il ruolo delle Autorità Antitrust

  • Concorrenza e crescita, il ruolo delle Autorità Antitrust

  • Contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali: la disciplina sui contratti dei consumatori in vigore dal 13 giugno 2014

    di Eleonora Sbarbaro A decorrere dal 13 giugno 2014 entrerà in vigore la sostituzione di un gruppo consistente di norme del Codice del Consumo (articoli dal 45 al 67, d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206), relative ai “Diritti dei Consumatori nei Contratti”, con particolare riferimento ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali – ovverosia in un luogo diverso dai locali in cui il professionista esercita la propria attività [1] – ed ai contratti a distanza – conclusi senza la presenza fisica simultanea di professionista e consumatore, ad esempio, via telefono o via internet [2]. La disciplina si applicherà ai contratti conclusi dopo tale data. Le nuove disposizioni sono introdotte dal decreto legislativo 21 febbraio 2014 n. 21 [3], che recepisce la corposa riorganizzazione della disciplina compiuta dalla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori. Essa aveva abrogato ed unificato le direttive 85/577/CEE, per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, e 97/7/CEE, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, e recava modifiche alle precedenti direttive 93/13/CEE, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, e 1999/44/CE, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo. L’armonizzazione compiuta dalla direttiva rispondeva alla fondamentale esigenza di assicurare una migliore tutela del consumatore, nonché alla necessità di offrire ai soggetti che operano a livello transfrontaliero la possibilità di utilizzare i medesimi documenti informativi e contratti standard, con una conseguente semplificazione e maggiore economicità delle vendite B2C nel mercato interno. Si riassumono di seguito alcuni dei principali capisaldi della normativa, completa delle modifiche che saranno in vigore da giugno. 1) Ambito di applicazione ed esclusioni: innanzitutto, mentre il pacchetto di norme precedenti era titolato “Particolari modalità di conclusione del contratto”, e riguardava unicamente i contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali, il nuovo Capo I, Titolo III, Parte III, del Codice del Consumo, allarga l’ambito di applicazione delle relative previsioni e riguarda, in generale, i “Diritti dei consumatori nei contratti”. Le norme si applicano “a qualsiasi contratto concluso tra consumatore e professionista” [4], includendo espressamente i contratti per la fornitura, su base contrattuale, di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento, anche da parte di prestatori pubblici; con l’esplicita indicazione della prevalenza delle discipline di settori specifici, nonché di una lista di esclusioni [5], tra le quali, ad esempio, i contratti relativi a viaggi, vacanze e circuiti “tutto compreso”, che rientrano nel campo di applicazione del c.d. Codice del Turismo (in particolare, artt. 32 a 51, d.lgs. n. 79 del 2011). 2) Obblighi di informativa precontrattuale ai consumatori: gli obblighi si fanno molto più ampi rispetto alla disciplina precedente – soprattutto per quel che riguarda i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, per i quali l’informativa obbligatoria riguardava solo il diritto di recesso – e vi sono specifici doveri di informazione anche per i contratti diversi dai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali [6]. L’Allegato 1 del decreto di modifica contiene, poi, le “Informazioni relative all’esercizio del recesso” suddivise in “A. Istruzioni tipo sul recesso – ai sensi dell’art. 49, comma 4” che, debitamente compilate, possono essere fornite al consumatore per assolvere i relativi oneri informativi e “B. Modulo di recesso tipo – ai sensi dell’art. 49, comma 1, lett. h)”, un modello standard di recesso che deve essere consegnato al consumatore prima che quest’ultimo sia contrattualmente vincolato. Inoltre, tutte le informazioni e documentazioni presenti sui siti Internet devono contenere un riferimento a queste norme del Codice del Consumo [7]. 3) Requisiti formali per i contratti: i requisiti sono differenti per le due tipologie contrattuali, a distanza e fuori dei locali commerciali, ma le previsioni hanno come comune denominatore la semplicità, chiarezza, leggibilità e comprensibilità di tutto ciò che viene comunicato o fornito al consumatore. 4) Diritto di recesso: il termine offerto al consumatore per esercitare il recesso dal contratto senza necessità di fornire alcuna motivazione (c.d. diritto di ripensamento) è di 14 giorni (contro i precedenti 10), che diventano 12 mesi a decorrere dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi) nel caso in cui il professionista non abbia adempiuto ai relativi obblighi di informazione (contro i precedenti 60 giorni, per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, e 90 giorni, per i contratti a distanza) [8]. Il recesso è escluso in alcune ipotesi espressamente indicate. Tra queste spiccano i casi di contratti di servizi successivamente alla completa prestazione del servizio da parte del professionista e di contratti di fornitura di contenuti in formato digitale mediante supporto non materiale. In entrambi i casi il recesso è escluso se l’esecuzione è avvenuta con l’accordo del consumatore, il quale deve aver previamente accettato la conseguente perdita del proprio diritto di recesso. 5) Obblighi conseguenti al recesso: entro 14 giorni dal recesso del consumatore, il professionista deve rimborsare tutti i pagamenti ricevuti (il termine precedente era di 30 giorni) ed è nulla la clausola che ponga limiti a detto rimborso. Il consumatore, invece, sempre entro 14 giorni dalla comunicazione del proprio recesso, deve rispedire i beni al professionista. Un dato fondamentale introdotto dalla disciplina che si applicherà ai contratti conclusi dal 13 giugno, è che il consumatore sarà responsabile solo di quelle diminuzioni del valore dei beni che risultino “da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni”, mentre non è passibile di alcuna attribuzione di responsabilità qualora il professionista non abbia adempiuto agli obblighi informativi sul diritto di recesso. Fino ad oggi, invece, l’“integrità sostanziale” del bene da restituite è stata sempre un elemento fondamentale ai fini dell’esercizio del recesso [9], recesso che in realtà non viene posto in dubbio nella nuova disposizione sopra riportata, che appunto riguarda la sola “responsabilità” per la riduzione del valore del bene. 6) Altri diritti attribuiti al consumatore: sono previste poi alcune norme che si applicano ai contratti di vendita [10], relative alla consegna ed al passaggio del rischio nell’ambito della spedizione dei beni [11]; ed altre norme, che si applicano ai contratti di vendita, di servizio e di fornitura di acqua, gas, elettricità, teleriscaldamento o contenuto digitale, che concernono le tariffe per l’utilizzo di strumenti di pagamento come la carta di credito e per le comunicazioni telefoniche tra consumatore e professionista (combattendo così alcune prassi consolidate), nonché la necessità di ottenere l’esplicito consenso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare [12]. 7) Carattere imperativo delle norme: previsto dal nuovo articolo 66-ter del Codice del Consumo. 8) Tutela amministrativa: la nuova disciplina attribuisce all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il compito di intervenire (accertare le violazioni, inibirne la continuazione ed eliminarne gli effetti), d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse. 9) Foro competente: come già previsto, per le controversie civili sull’applicazione della normativa di cui sopra è stabilita la competenza inderogabile del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se si trova nel territorio italiano. Infine, nel caso di contratti del c.d. commercio elettronico, alla disciplina di cui sopra continua aggiungersi quella specificamente prevista dal d.lgs. 9 aprile 2003 n. 70 [13]. Le relative previsioni vengono, infatti, fatte espressamente salve in alcune delle nuove disposizioni del Codice del Consumo [14]. In realtà, già la precedente disciplina conteneva alcuni espressi rinvii alla normativa speciale sul commercio elettronico [15]. Note [1] Per la definizione di “contratto negoziato fuori dei locali commerciali” e di “locali commerciali”, v. art. 45, lett. h) e i), del Codice del Consumo, nuova formulazione a decorrere dal 13 giugno 2014. Anche i riferimenti normativi che seguono riguarderanno la disciplina come modificata. Per la nozione di “consumatore” e di “professionista” si rinvia all’art. 3, comma 1, lett. a) e c), del Codice del Consumo. [2] Per la definizione “contratto a distanza”, v. art. 45, lett. g), del Codice del Consumo. [3] Art. 1, comma 1, del d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 21 - Attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recante modifica delle direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e che abroga le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE. Più precisamente, entrerà in vigore anche l’inserimento degli articoli dal 66-bis al 66-quinquies, nonché la modifica di alcune norme preesistenti ad opera dei commi successivi dello stesso decreto. [4] Art. 46, Codice del Consumo. [5] Art. 47, Codice del Consumo. [6] Art. 48, Codice del Consumo. [7] Nuovo art. 66-quater del Codice del Consumo. [8] Artt. 52-53. [9] Si vedano gli artt. 56 e 57 come sostituiti, e 67, vecchia formulazione. [10] E “non si applicano ai contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale”, così art. 60, primo comma. [11] V. artt. 61 e 63. [12] V. artt. 62, 64, e 65. [13] Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico. [14] Ad esempio, il nuovo art. 49 “Obblighi di informazione nei contratti a distanza e nei contratti negoziati fuori dei locali commerciali”, commi 8 e 9, prevede: “8. Gli obblighi di informazione stabiliti nella presente sezione si aggiungono agli obblighi di informazione contenuti nel decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e successive modificazioni, e nel decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, e successive modificazioni, e non ostano ad obblighi di informazione aggiuntivi previsti in conformità a tali disposizioni. 9. Fatto salvo quanto previsto dal comma 8, in caso di conflitto tra una disposizione del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, e successive modificazioni, sul contenuto e le modalità di rilascio delle informazioni e una disposizione della presente sezione, prevale quest'ultima”. Poi, il nuovo art. 51 “Requisiti formali per i contratti a distanza”, comma 9, dispone: “9. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni relative alla conclusione di contratti elettronici e all'inoltro di ordini per via elettronica conformemente agli articoli 12, commi 2 e 3, e 13 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, e successive modificazioni”. [15] Si veda l’art. 68 del Codice del Consumo, peraltro non oggetto dell’odierna revisione, il quale rinvia alla normativa speciale sul commercio elettronico, per tutti gli aspetti non previsti dal codice stesso, in caso di offerte ai consumatori per via elettronica di servizi della società dell’informazione. Inoltre, il vecchio art. 52, sulle “Informazioni per il consumatore” nei contratti a distanza prevedeva, al comma 5:  “5. In caso di commercio elettronico gli obblighi informativi dovuti dal professionista vanno integrati con le informazioni previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70”. Immagine in home page: IlSole24Ore 7 maggio 2014