DIMT.IT - 2015

  • Festival ICT 2015 - Milano

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  • Festival ICT 2015 - Milano, 11 novembre 2015

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  • Fondazioni e partenariato pubblico-privato nel prisma della sussidiarietà - Siena, 5 giugno 2015

    Fondazioni e partenariato pubblico-privato nel prisma della sussidiarieta
  • Formazione del civilista. Percorsi didattici - Foggia, 22 aprile 2015

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  • Forum Pa 2015 - Roma, 26-28 maggio

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  • France Télécom, non fu aiuto di Stato: il Tribunale Ue annulla la decisione della Commissione

    Il prestito di azionista proposto alla France Télécom da parte delle autorità francesi quando l’operatore si trovava in una crisi rilevante non può essere qualificato come aiuto di Stato. Così il Tribunale dell'Unione Europea in una sentenza che annulla quanto stabilito dalla Commissione nel 2004, in quanto essa non avrebbe "correttamente applicato il criterio dell’investitore privato avveduto". La France Télécom SA, oggi denominata Orange, è stata costituita nel 1991 come persona giuridica di diritto pubblico e dispone, dal 1996, dello status di una società per azioni della quale lo Stato francese nel 2002 era l’azionista maggioritario. Al 30 giugno 2002, il debito netto della France Télécom aveva raggiunto i 69,69 miliardi di euro, dei quali 48,9 di indebitamento obbligazionario che sarebbe giunto a scadenza nel corso degli anni dal 2003 al 2005. Alla luce della situazione finanziaria della France Télécom, il Ministro francese dell’Economia, delle Finanze e dell’Industria dichiarò, durante un’intervista pubblicata il 12 luglio 2002 nel giornale Les Échos, che "lo Stato azionista si comporterà da investitore avveduto e se la France Télécom dovesse trovarsi in difficoltà, adotteremo le disposizioni adeguate. Ripeto che se la France Télécom avesse problemi di finanziamento, il che non è il caso attualmente, lo Stato adotterebbe le decisioni necessarie affinché tali problemi siano superati". Tale dichiarazione fu stata seguita, il 13 settembre e il 2 ottobre 2002, da altre dichiarazioni pubbliche dirette essenzialmente a garantire alla compagnia il sostegno delle autorità francesi. Il 4 dicembre 2002, lo Stato francese pubblicò così l’annuncio di un progetto di prestito di azionista a vantaggio dell’impresa. Tale progetto consisteva nell’apertura di una linea di credito di 9 miliardi di euro sotto forma di un contratto di prestito, la cui offerta è stata inviata alla France Télécom il 20 dicembre 2002. Tuttavia, l’offerta di contratto non fu stata accettata, né eseguita. Con decisione del 2 agosto 2004, la Commissione aveva concluso che tale prestito, nel contesto delle dichiarazioni fatte a partire dal luglio 2002, costituiva un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell’Unione. Il governo francese, la France Télécom e altri interessati avevano quindi chiesto al Tribunale dell’Unione di annullare la decisione della Commissione. Nella sua sentenza del 21 maggio 2010, il Tribunale aveva da parte sua annullato la decisione della Commissione, in quanto le dichiarazioni delle autorità francesi non potevano essere qualificate come aiuti di Stato poiché esse non avevano effettivamente impegnato risorse statali, nonostante il vantaggio finanziario così conferito alla France Télécom. Nei confronti di tale sentenza furono presentati presentati ricorsi di impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia. Con sentenza del 19 marzo 2013, la Corte censurò la sentenza del Tribunale, considerando che, sebbene non fosse stato eseguito, il prestito promesso alla France Télécom aveva conferito a quest’ultima un vantaggio concesso mediante risorse statali, in quanto il bilancio statale era potenzialmente gravato. Dopo essersi pronunciata definitivamente sugli argomenti trattati dal Tribunale, la Corte rinviò la causa allo stesso affinché statuisse sugli argomenti dello Stato francese e della France Télécom sui quali non si era pronunciato nella sua prima sentenza. Con la sua recente sentenza, invece, il Tribunale considera, alla luce degli argomenti che non aveva trattato nell’ambito della prima sentenza, che la Commissione ha erroneamente qualificato come aiuto di Stato l’offerta di prestito proposta alla France Télécom e ne annulla quindi la decisione. Il governo francese e la France Télécom hanno sostenuto che la Commissione, nella sua analisi dell’esistenza di un aiuto di Stato, non ha correttamente applicato, né valutato, il criterio cosiddetto dell’"investitore privato avveduto". Essenzialmente, tale criterio mira a determinare se un investitore privato avveduto, posto nella stessa situazione dello Stato francese, avrebbe fatto dichiarazioni di sostegno in favore della France Télécom e le avrebbe concesso un prestito di azionista assumendo solo su se stesso un rischio finanziario molto rilevante. Tale criterio è necessario per determinare l’esistenza di un aiuto di Stato: infatti, i capitali messi a disposizione dell’impresa da parte dello Stato in circostanze che corrispondono alle condizioni normali del mercato non possono essere qualificati come aiuti di Stato. A tal riguardo, il Tribunale, come si legge in una nota della Corte del Lussemburgo, ricorda che "l’annuncio del 4 dicembre 2002 e l’offerta di prestito di azionista, considerate congiuntamente, sono stati qualificati dalla Commissione come aiuti di Stato, il che comporta che il criterio dell’investitore privato avveduto deve essere applicato a tali due misure e solo a esse. Orbene, il Tribunale constata che, per considerare l’offerta di prestito di azionista come un aiuto di Stato, la Commissione ha essenzialmente applicato il criterio dell’investitore privato alle dichiarazioni fatte a partire dal luglio 2002. Una siffatta applicazione del criterio è tanto più erronea, in quanto la Commissione non disponeva di elementi sufficienti per determinare se le dichiarazioni fatte a partire dal luglio 2002 fossero, di per sé, idonee a impegnare risorse statali e, pertanto, a costituire un aiuto di Stato". Peraltro, il Tribunale ricorda che la Commissione "era tenuta ad analizzare il criterio dell’investitore privato avveduto ponendosi nel contesto dell’epoca in cui le misure (annuncio del 4 dicembre 2002 e offerta di prestito di azionista) erano state adottate dallo Stato francese, vale a dire il dicembre 2002. Il Tribunale rileva che la Commissione si è posta, in realtà, nel contesto della situazione precedente al mese di luglio 2002. Pur riconoscendo che è possibile fare riferimento a eventi e a elementi obiettivi rilevanti del passato, il Tribunale non ammette che tali eventi ed elementi del passato costituiscano in modo determinante, di per se stessi, il contesto di riferimento pertinente ai fini dell’applicazione del criterio dell’investitore privato avveduto". Per quanto riguarda, segnatamente, la dichiarazione del 12 luglio 2002 (ben precedente all’annuncio del 4 dicembre 2002), il Tribunale sottolinea che "la Commissione non è riuscita a provare il carattere concreto, serio, preciso e incondizionato dell’intento delle autorità francesi, in modo tale da far sorgere un’obbligazione giuridica a carico di queste ultime". In risposta all’argomento della Commissione secondo il quale l’offerta di prestito di azionista costituisce solo la concretizzazione delle precedenti dichiarazioni dello Stato francese di modo che il comportamento di quest’ultimo non ha rispettato il criterio dell’investitore privato avveduto, il Tribunale sottolinea che "le dichiarazioni fatte a partire dal luglio 2002 non comportavano, di per sé, l’anticipazione di un sostegno finanziario specifico come quello che si è infine concretizzato nel mese di dicembre 2002. Infatti, tali dichiarazioni avevano un carattere aperto, impreciso e condizionato quanto riguarda la natura, la portata e le condizioni di un eventuale futuro intervento dello Stato francese". Contro la decisione del Tribunale, entro due mesi a decorrere dalla data della sua notifica, può essere proposta un'impugnazione, limitata alle questioni di diritto, dinanzi alla Corte. 6 luglio 2015
  • Future Internet in Horizon 2020: how to build a pan-European framework to support Innovation in SMEs - Rome, 17 March 2015

    A one-day summit organized by the Italian National Research Council and supported by the XIFI project that will gather key players in the European scene to present and discuss how EC-driven programmes and National initiatives will boost innovation for Small and Medium Enterprises across Europe. Starting from the H2020 framework, which actively supports SMEs by providing both direct financial support, and indirect support to increase their innovation capacity, the main goal of the summit is to discuss how coordinated actions between the European Commission and various National Programs can boost R&D and Innovation as key pillars of the European SMEs' ecosystem growth.

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  • Gartner, nel 2015 si venderanno 2,5 miliardi di dispositivi: cresce il volume, cala la spesa complessiva

    Circa 2,5 miliardi di dispositivi tra Pc, tablet, ultramobile e smartphone saranno venduti nell'anno in corso, dato che segnerà una crescita dei volumi complessivi rispetto al 2014 ma che al contempo equivarrà ad una riduzione in termini di valori complessivi di spesa. Gartner user spending È Gartner a diffondere i dati di un mercato che vedrà dunque un +1,5% di vendite rispetto allo scorso anno ma un aggiustamento al ribasso delle previsioni del precedente trimestre. Il perché lo spiega Ranjit Atwalresearch director della società, il quale afferma che ci troviamo di fronte ad un "un rallentamento costante degli acquisti di Pc in Europa occidentale, Russia e Giappone, in particolare, in gran parte a causa di aumento dei prezzi conseguente alla svalutazione della moneta locale nei confronti del dollaro. L'unico mercato che continua a mostrare una crescita è il mercato della telefonia mobile, dove, al contrario, i prezzi continuano a scendere. I mercati emergenti stanno guidando il mercato degli smartphone verso l'alto, con la Cina in testa". A ciò si aggiungono gli effetti negativi della fine della migrazione da Windows XP; nel mercato globale della spedizione dei Pc sono così previste 300 milioni di unità vendute nel 2015, con un calo del 4,5% su base annua. "Non ci aspettiamo che il mercato globale dei Pc possa recuperare prima del 2016", aggiunge Atwal. Per quanto attiene il segmento ultramobile si stima un totale di 214 milioni di unità vendute nell'anno in corso, pari ad un calo del 5,3% anno su anno. Il mercato dei tablet è invece "caraterrizzato da un minor numero di nuovi acquirenti, cicli di vita prolungati e poca innovazione per favorire nuovi acquisti", come spiega Roberta Cozza:"Allo stesso tempo, il valore di uno smartwatch per l'utente medio non è ancora abbastanza convincente". Il tasso di crescita del mercato della telefonia mobile dovrebbe a sua volta rallentare al 3,3%. "Il mercato globale - chiosa Annette Zimmermann - è stato interessato da una performance più debole in Cina. Abbiamo osservato per la prima volta un numero di acquirenti inferiore nel Paese asiatico, un segno che il mercato dei cellulari sta raggiungendo la saturazione. I fornitori in Cina dovranno puntare sul mercato delle sostituzioni e migliorare il fascino delle loro offerte premium se vogliono mantenere o aumentare la loro quota di mercato". Con un occhio ai nuovi mercati emergenti, dove la saturazione è invece ben lontana dalla saturazione e restano aperte le opportunità di crescita a doppia cifra.   8 luglio 2015
  • Giovani e robot. L’impresa digitale e il suo futuro - Milano, 30 marzo 2015

    Giovani e robot_Milano
  • Gli accordi di trasferimento di tecnologia

    Di seguito le slide presentate dalla Prof.ssa Valeria Falce e dall'Avv. Elena Maggio nella lezione del Master in Diritto della Concorrenza e dell’Innovazione dello scorso 17 aprile. 21 aprile 2015
  • Homo Pluralis. Essere umani nell’era tecnologica - Roma, 13 maggio 2015

    Homo pluralis
  • I ‘lacci e i lacciuoli’ gravanti sulle imprese italiane: il fisco - Roma, 21 maggio 2015

    21 maggio 2015

    Sala delle Colonne - LUISS Guido Carli – Viale Pola 12, Roma

    Si terrà giovedì 21 maggio, alle ore 15,00, presso la Sala delle Colonne della LUISS Guido Carli (viale Pola 12), il convegno “I ‘Lacci e Lacciuoli’ gravanti sulle imprese italiane: il fisco”, organizzato dalla Fondazione Bruno Visentini e dalla Piccola Industria di Confindustria. Al centro dei lavori la presentazione dei risultati della ricerca “I lacci e i lacciuoli fiscali”, realizzata dalla Fondazione con la collaborazione della la P.I. di Confindustria. Il convegno sarà aperto dal Rettore della LUISS Massimo Egidi e introdotto dagli interventi di Alberto Baban, Presidente della Piccola Industria di Confindustria, e Alessandro Laterza Presidente della Fondazione Bruno Visentini. Dopo una panoramica sull’insieme dei “lacci e i lacciuoli” gravanti sulle imprese (in particolare fisco, lavoro, previdenza, ambiente) fornita attraverso i contribuiti di Marcella Panucci (Direttore Generale Confindustria), Gustavo Visentini (Direttore Scientifico FBV) e Roberto Pessi (Prorettore della LUISS), i risultati della ricerca “I lacci e i lacciuoli fiscali” saranno presentati dai Proff. Fabio Marchetti, Condirettore scientifico FBV e coordinatore del progetto, e Luciano Monti (Docente di Politica Economica Europea, LUISS). Ne discuteranno con Fabrizio Forquet (Vicedirettore de Il Sole 24 Ore): Vincenzo Boccia (Delegato Confindustria per il Credito), Andrea Bolla (Delegato Confindustria per il Fisco), Giorgio Merletti (Presidente Confartigianato) e Carlo Sangalli (Presidente Confcommercio). Le conclusioni saranno tratte dal Viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando. LACCI E LACCIUOLI programma
  • I Congresso Nazionale sui servizi ADR - Roma, 17 dicembre 2015

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  • I contratti del duemila - Roma, 4 giugno 2015

    I contratti del duemila
  • I contratti rent to buy e l’accesso “graduale” alla proprietà immobiliare - Marina di Pietrasanta, 19 giugno 2015

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  • I diritti audiovisivi sportivi: l’uso scenografico di immagini e le precisazioni del Consiglio di Stato

    Con la sentenza n. 2156 del 27 aprile 2015 il Consiglio di Stato affronta il tema dei limiti allo sfruttamento dei diritti audiovisivi sportivi per i soggetti non concessionari. La sentenza origina da fatti così riassumibili. Una rete televisiva regionale trasmette, in più di un’occasione e in diverse fasce orarie, immagini di alcuni incontri di calcio del campionato di Serie A in violazione del divieto di diffusione una volta decorse 48 ore dalla conclusione dell’evento. Accertata l’infrazione, l’AGCOM adotta provvedimento di irrogazione di sanzione per inosservanza dell’art. 5, 3° comma, del d.lgs. 9 gennaio 2008, n. 9 e dell’art. 3, 2° e 3° comma, del Regolamento per l’esercizio del diritto di cronaca audiovisiva allegato alla delibera AGCOM n. 405/09/CONS del 17 luglio 2009.

    L'articolo di Alessio Bonafine sulla Rivista di Diritto sportivo

    9 giugno 2015
  • I diritti sportivi tra concorrenza e regolazione – Padova, 22 maggio 2015

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  • I nuovi confini del diritto privato europeo - Roma, 5 e 6 giugno 2015

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  • I nuovi diritti dei consumatori alla luce delle ultime novità normative - Napoli

    “I nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014”   Contratti online, negoziazione assistita e teleselling: i nuovi diritti dei consumatori nel convegno a Roma. All’attenzione dell’Agcm GUARDA i video del convegno “I nuovi diritti dei consumatori alla prova della negoziazione assistita. D.Lgs. n. 21/2014 e D.L. n. 132/2014 a confronto
  • I nuovi poteri di advocacy dell’autorità Antitrust: un primo bilancio – Roma

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