DIMT.IT - 2015

  • "La lezione di Roma per l’Europa", il Prof. Umberto Roberto su Il Mattino

    Umberto Roberto Il Mattino novembre 2015"Esiste un’inquietante analogia tra quello che la nostra Europa sta vivendo, attonita e sofferente, e quanto il mondo romano – un impero immenso che si estendeva dalla Britannia, al Mediterraneo fino alla Mesopotamia – visse per alcuni secoli alle sue frontiere”. Così il Professor Umberto Roberto, docente di storia romana all'Università europea di Roma, in un commento pubblicato nell'edizione del 28 novembre 2015 de Il Mattino. "È importante fare una prima, istruttiva distinzione", scrive: "I Romani, che molto riflettevano su come conservare il loro equilibrio, non credevano che gli imperi cadessero a causa di frontiere poco sicure. Non era una questione di barriere o muri più o meno fortificati. Temevano, piuttosto, che la decadenza arrivasse inesorabile quando non vi fossero buoni governanti a gestire il potere; e questo valeva tanto per i vertici, l’imperatore e i suoi diretti collaboratori, quanto per i funzionari locali, soprattutto nelle province di frontiera. Fin dall’inizio dell’impero, Augusto, che sulla pace fondò la legittimazione della sua monarchia, assunse personalmente il controllo delle frontiere. Stabilì che vi andassero uomini di sua fiducia, che rispondevano direttamente a lui delle loro azioni. Il buon governo, dunque, affidato a funzionari capaci era la prima efficace risposta a ogni problema che insorgesse ai più remoti angoli dell’impero. D’altra parte, immaginare le frontiere dell’impero romano con la visione otto-novecentesca dei confini nazionali è un errore storico da evitare. Le frontiere romane non erano baluardi invalicabili, e l’impero non era un mondo chiuso, impermeabile a ogni interferenza esterna". "I Romani - prosegue il Prof. Roberto - sentivano che il loro dominio dovesse abbracciare tutto il mondo abitato. Erano i signori dell’ecumene: per questo integravano i popoli vinti nel loro impero; per questo non potevano concepire il loro spazio come chiuso. In questa logica del confine la pace alle frontiere era garantita solo attraverso una cura costante dei rapporti con i popoli ancora al di fuori dell’impero. Occorreva attuare scelte politiche per vigilare costantemente sulla pace: occorreva parlare con le genti esterne, individuare mediatori, cercare per quanto possibile di evitare l’intervento militare. Certo, quando poi si passava alle armi, i Romani erano spietati e di una crudeltà senza pari. Ma anche questo faceva parte delle loro strategie di controllo della frontiera. Ed anzi, perfino nelle sue ore più drammatiche, l’impero romano offre una lezione molto istruttiva alla nostra attenzione. Per una serie di sfavorevoli circostanze, a metà del III secolo dopo Cristo lo stato millenario di Roma entrò in crisi profonda. La precarietà delle frontiere fu uno dei segni più drammatici dell’emergenza. Per lunghi anni Germania, Gallia, Siria furono sconvolte dalle incursioni violente di popoli esterni. Si arrivò sull’orlo del baratro. Poi, Roma trovò il modo di reagire al suo interno, attraverso una successione felice di imperatori-soldati che seppero dare una massiccia risposta militare. L’ultimo di questi imperatori, Diocleziano, fu il più grande. Celebrò il suo magnifico trionfo a Roma nel 303: con tanto sudore – queste sono le sue parole – era riuscito a restituire la pace all’impero. Ed in effetti, le frontiere dell’impero sembrarono di nuovo consolidate attraverso un imponente e serrato controllo militare. Ma non durò a lungo. A distanza di qualche decennio, si innescò la grande crisi del V secolo d.C., fatale per la sopravvivenza di un impero che si sentiva senza fine. Nell’arco di pochi anni masse imponenti di popolazioni che vivevano oltre le frontiere di Roma si misero in marcia verso lo spazio mediterraneo. Li muoveva la guerra, la fame, il terrore dell’annientamento. La vicenda dei Goti è emblematica. In fuga dagli Unni attraversarono il Danubio e vennero nell’impero da profughi. Fu tentata un’accoglienza con le risorse dell’epoca; ma i funzionari locali gestirono male l’emergenza umanitaria. I Goti si ribellarono e i Romani subirono ad Adrianopoli nel 378 una delle loro più gravi sconfitte. Anche l’imperatore, Valente, cadde sul campo. Fu allora, nell’emergenza più drammatica, che il nuovo principe, Teodosio, scelse la via della diplomazia e del dialogo. I barbari vengono insediati nei territori romani, purché li difendessero. Teodosio diviene amico dei Goti, coopta nobili e ufficiali nell’esercito e alla sua corte, favorisce matrimoni tra famiglie dei due popoli. Ma alla sua morte, nel 395, l’equilibrio salta di nuovo. I Goti si rimettono in marcia, questa volta all’interno dell’impero, e per quaranta lunghi anni seminano terrore e devastazione nei Balcani, in Italia, a Roma, che viene saccheggiata da Alarico nel 410. A loro si uniscono altri Germani che per scampare agli Unni avevano attraversato il Reno ghiacciato alla fine del 406. La scelta del governo romano d’Occidente di opporsi con le armi a queste ondate migratorie fu miope e inutile. Alla fine prevalse nuovamente la diplomazia, ma era troppo tardi. Iniziarono a formarsi i primi regni romano-barbarici, sulla carta alleati dei Romani, in realtà autonomi e indipendenti. Nel volgere di pochi decenni, nel 476 l’impero d’Occidente terminò per sempre. Dalla crisi di V secolo si salvò, invece, l’impero d’Oriente; e di nuovo la lezione di Roma può esserci di aiuto. A Constantinopoli vi furono ministri illuminati e capaci che seppero modulare l’uso moderato della forza con una attenta diplomazia, che passava anche attraverso la conoscenza e il dialogo con i popoli alle precarie frontiere del mondo romano". "Montesquieu - ricorda concludendo il Prof. Roberto - ripeteva spesso di amare la grandezza dei Romani ed esortava a studiare le loro imprese, perché i Romani nel bene e nel male sono sempre superiori. Gli Europei sono eredi di questa grande esperienza culturale e politica. Ma bisogna comprendere bene, e non superficialmente, la storia: perfino i Romani, nonostante la loro straordinaria potenza e la loro organizzazione, nulla poterono contro masse di disperati, in fuga dalla guerra, affamati, disposti a fatiche incredibili per garantire salvezza, cibo, futuro ai loro figli". 1 dicembre 2015
  • "Law and technology", international workshop in Turin

    The Internet of Things (IoT, sometimes Internet of Everything) is the network of physical objects or “things” embedded with electronics, software, sensors, and connectivity to enable objects to exchange data with the manufacturer, operator and/or other connected devices based on the infrastructure of International Telecommunication Union’s Global Standards Initiative. The Internet of Things allows objects to be sensed and controlled remotely across existing network infrastructure, creating opportunities for more direct integration between the physical world and computer-based systems, and resulting in improved efficiency, accuracy and economic benefit. Each thing is uniquely identifiable through its embedded computing system but is able to interoperate within the existing Internet infrastructure. Experts estimate that the IoT will consist of almost 50 billion objects by 2020. The term Internet of Things was coined by British entrepreneur Kevin Ashton in 1999. Typically, IoT is expected to offer advanced connectivity of devices, systems, and services that goes beyond machine-to-machine communications (M2M) and covers a variety of protocols, domains, and applications. The interconnection of these embedded devices (including smart objects), is expected to usher in automation in nearly all fields, while also enabling advanced applications like a Smart Grid, and expanding to the areas such as Smart city. Things, in the IoT, can refer to a wide variety of devices such as heart monitoring implants, biochip transponders on farm animals, electric clams in coastal waters, automobiles with built-in sensors, or field operation devices that assist fire-fighters in search and rescue. These devices collect useful data with the help of various existing technologies and then autonomously flow the data between other devices. Current market examples include smart thermostat systems and washer/dryers that utilize Wi-Fi for remote monitoring. Besides the plethora of new application areas for Internet connected automation to expand into, IoT is also expected to generate large amounts of data from diverse locations that is aggregated very quickly, thereby increasing the need to better index, store and process such data.

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  • "Lettera ai figli mai visti", Corriere della Sera - 31 luglio 2015

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  • "Open issues on electronic commerce: the digital identity", il convegno di Bologna

    Giuristi ed esperti internazionali si sono incontrati nell’ambito di un workshop il cui obiettivo è stato definire le problematiche relative all’identità digitale nell’ambito dell'eCommerce Ha avuto luogo nella giornata di mercoledì a Palazzo Malvezzi, sede della Scuola di giurisprudenza dell’Università di Bologna, il convegno internazionale UnicitralOpen issues on electronic commerce: the digital identity”. Prima sessione 2L’incontro nasce su iniziativa della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, Socio fondatore dell'Accademia Italiana del Codice di Internet, Presidente del Gruppo di lavoro sul commercio elettronico della United Nations Commission on International Trade Law e rappresentante del Governo italiano in tale sede. Come si accerta l’identità di una persona su Internet? Cosa si deve fare per evitare i furti di identità digitale, che nel 2014 hanno fatto registrare in Italia quasi 5mila denunce? Queste domande sono il vero interrogativo per la nuova fase della digitalizzazione che riguarda tutti i servizi che richiedono l’accertamento dell’identità: per esempio, aprire un conto corrente bancario, inviare un’istanza alla pubblica amministrazione, partecipare ad una gara d’appalto on line. Open issues on electronic commerce - the digital identity - Prof.ssa FinocchiaroL’identificazione digitale è un tema di importanza cruciale per il Gruppo di lavoro dell’Uncitral, che opera per definire regole internazionali comuni sul commercio elettronico. Il convegno ha quindi riunito rappresentanti del mondo economico, istituzionale e accademico per individuare le questioni ancora aperte sull’identificazione online che dovranno essere affrontate dalle future sessioni di lavoro della Commissione delle Nazioni Unite. Durante il suo saluto in apertura il rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi, ha ricordato che nel mondo immateriale "l'identificazione è la chiave per la fiducia", sottolineando l'importanza del fatto che "un incontro sull'innovazione si tenga nell'Università piu' antica del mondo. Tradizione e progresso possono coesistere e portare a grandi risultati". All'introduzione della Prof.ssa Finocchiaro è seguita così la prima sessione The Digital Identity: the European Prospective con gli interventi di Eric A. Caprioli (Avocat à la Cour de Paris, Ph.D, Member of the French delegation at the Uncitral Working Group on Electronic Commerce) e Andrea Servida (Head of Task Force Legislation Team eIDAS, European Commission). A moderare Didier Gobert (Head of the Electronic commerce service, Public Federal Service Economy and trainer in ICT law – Belgium). "Nel rapporto con altre regioni del pianeta - ha chiosato Servida - avere un comune quadro di riconoscimento di credenziali di identità elettronica consentirà a tutti di avere un controllo più efficace sui dati personali, perché in qualche modo ciascuno avrà la possibilità di usare gli strumenti che meglio conosce e non dovrà fruire di un processo di identificazione fatto e condotto da un service provider che magari è basato in una giurisdizione della quale sa poco. L'altra faccia della medaglia, tuttavia, è la condivisione di quelle che sono le regole minimali di protezione dei dati personali, della dignità umana e della libertà parola, che attualmente possiamo condividere solo con alcune regioni. L'identità è un tema molto sensibile, per questo gli Stati membri hanno la responsabilità unica in questo senso; in quest'ottica dobbiamo essere molto attenti che le attività di riconoscimento non vadano a scapito di quelle che sono le salvaguardie per le libertà personali". [gallery ids="17898,17900"]   The Digital Identity: the Global Prospective è invece il titolo della seconda sessione, moderata dal Prof. Francesco Delfini dell'Università di Milano e animata da Thomas J. Smedinghoff (Of Counsel in the Privacy & Cybersecurity Practice Group in the Chicago office of Locke Lord LLP, Chair of the Identity Management Legal Task Force of the American Bar Association) e dalla Prof.ssa Hong Xue (Beijing Normal University, Director of BNU Institute for Internet Policy & Law and Co-Director of Uncitral-Bnu Joint Certificate Program on International E-Commerce Law). Tra i temi caldi si è discusso della mancanza, a livello mondiale, di un modello unico di accertamento dell'identità digitale che metta d'accordo tutti i paesi del pianeta. "La differenza fondamentale tra Europa e Cina - ha affermato Xue - è che nel nostro Paese non c'è un regolamento come l'eIDAS, e il management dell'identificazione esiste solo nella pratica delle aziende che operano sul campo. Ma credo ci sia grande disponibilità a lavorare per superare questo stato di cose esattamente come è stato fatto in Europa". [gallery ids="17903,17902"]   Con la moderazione del Prof. Alberto Gambino(Presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet) il focus si è spostato sulle questioni aperte in materia di eCommerce; ad intervenire il Prof. Andrea Stazi (Public Policy and Government Relations Manager di Google) e Ala Musi (China Electronic Commerce Association Policy & Law Committee Deputy Director di Alibaba, la piu' grande società di eCommerce cinese). [gallery type="slideshow" ids="17905,17906,17907"] IMG_4467   Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Luca Castellani (Secretary of the Working Group IV Uncitral). La conferenza si inserisce nell’ambito del Progetto Scientifico PRIN 2011: “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. 10 giugno 2015
  • "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione", a Roma il 2 luglio

    In un convegno promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internet si approfondiranno, con l'aiuto di giuristi, esponenti delle istituzioni e delle associazioni, le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali. Questi temi saranno al centro del convegno "Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione", previsto a Roma il 2 luglio 2015. L'evento, che sarà ospitato presso Palazzo Sant'Andrea (Via del Quirinale, 30), è promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internetnell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Il quadro normativo europeo nel quale si inseriscono i lavori si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, che ne estende gli ambiti alle risorse digitali di Archivi, Biblioteche e Musei, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default. Locandina 2 luglio 2015 Dopo l'apertura affidata a Marina Giannetto (Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica), l'introduzione di Alberto M. Gambino (Presidente dell’Accademia e Ordinario di Diritto privato nell'Università Europea di Roma) e le relazioni di Gustavo Ghidini (Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Piperata (Associato di Diritto amministrativo presso l'IUAV di Venezia) e Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo). Le conclusioni saranno curate da Angelo Rughetti, Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Sarà così la volta di una tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Antonello Cherchi e animata dagli interventi di Valentina Grippo (Accademia Italiana del Codice di Internet), Roberta Guizzi (Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Andrea Marcucci (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato), Flavia Piccoli Nardelli (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati), Marco Pierani (Altroconsumo), Riccardo Pozzo (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Eugenio Prosperetti (Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e Ferdinando Tozzi (Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). A concludere Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura dell'Unione Europea. È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

    La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

    È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • "Problemi attuali di Diritto privato", in ricordo del Professore Nicola Di Prisco - Benevento, 30 settembre 2015

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  • "Sfide competitive e soluzioni antitrust": a Milano il 16 dicembre

    Si terrà mercoledì 16 dicembre a Milano "Sfide competitive e soluzioni antitrust", workshop che inaugura un Ciclo di Seminari dedicati alla Digital Single Market Strategy, che si svolgeranno con cadenza semestrale alternativamente presso le Università Bocconi di Milano ed Europea di Roma. Nell'ambito dei Seminari verranno discusse con approccio comparativo e multidisciplinare le sfide, le opportunità e le insidie dell'Agenda Digitale‎ con l'obiettivo di suggerire proposte e soluzioni per promuovere lo sviluppo di società effettivamente inclusive ed interconnesse nel rispetto dei diritti fondamentali. ‎Dopo i saluti di Federico Ghezzi (Università Bocconi) e l'introduzione di Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma), interverranno come ospiti Roberto Viola (DG Connect), Maria Teresa Maggiolino (Università Bocconi), Pier Luigi Parcu (European University Institute), Valeria Falce (Università Europea di Roma), Andrea Pezzoli (AGCM) e Antonio Nicita (Sapienza e AGCOM).

    La partecipazione e' gratuita, previa‎ iscrizione on line all'indirizzo www.unibocconi.it/eventi

    Locandina 16 dicembre 2015 - Milano
  • "Supranational Trends of Civil and Commercial Law: Towards a Reunification of Private law? - Florence, 8-10 October 2015

    First Colloquium of the Osservatorio del Diritto Civile e Commerciale

    testatanuovaaThe ambition of the colloquium is to bring together some prominent figures in the fields of European private law as well as younger researchers, who may share the interest in a genuine and open-minded discussion on some of the most challenging topics of common interest to private and commercial law academics. The idea is, inter alia, to foster future research connections among scholars from different countries and with different viewpoints. The emphasis of the colloquium is on the need to re-examine and reassess the borders of private law, with a focus on the the traditional distinction between civil law stricto sensu and commercial law., which the 1942 Italian codice civile was first to abandon (book V of the code encompasses company law, labour law and parts of what we call today competition law).

    THURSDAY, 8 OCTOBER 2015

    Ore 9:30 Welcome – Introduction to the seminar

    Ore 10:00 Market Regulation and Business-Client Relationships

    Chair:  Prof. Stefan Grundmann, Berlin-EUI

    Key-note speech:Prof. Maria Rosaria Maugeri Responsible Editor of the ODCC, Catania, Catania

    Prof. Volker Wiese, Bayreuth Dott. Francesco Mezzanotte, Roma

    Ore 15:00 Consumer Protection

    Chair:  Prof. Hans Cristoph Grigoleit, München

    Key-note speech:Prof. Élise Poillot,Luxembourg

    Prof. François Barrière, Paris Prof. Stefano Pagliantini, Siena Dott. Francesco Paolo Patti, Roma

    FRIDAY, 9 OCTOBER 2015

    Ore 9:00 Disgorgement of Profits and Unjustified Enrichment

    Chair: Prof. Thomas Pfeiffer, Heidelberg

    Key-note speech: Prof. Daniel Friedmann,Tel Aviv

    Prof. Moshe Gelbard, Netanya Prof. Carlos Gomez Ligüerre, Barcelona Prof. Albert Ruda González, Girona Dott. Ilaria Amelia Caggiano, Napoli

    Ore 15:00 The proposal of a Common European Sales Law

    Chair:Prof. Michele Graziadei, Turin

    Key-note speech:Prof. Tommaso Dalla Massara, Verona

    Prof. Esther Arroyo, Barcelona Prof. Jacobien Rutgers, Amsterdam Prof. Gianni Ballarani, Roma Dott. Matteo Checchi, Siena

    SATURDAY, 10 OCTOBER 2015

    Ore 9:00 Standard Contract Terms

    Chair:Prof. Ewoud Hondius, Utrecht

    Key-note speech:Prof. Yehuda Adar, Haifa

    Dott. Irina Domurath, EUI Dott. Alberto De Franceschi, Ferrara Dott. Massimo D’Auria, Siena

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  • "Sweep day" sulla privacy dei bambini: focus su app e siti dedicati ai più piccoli

    Una "indagine a tappeto sulla privacy dei bimbi", in particolare quelli compresi tra gli 8 e i 12 anni. Come lo scorso anno torna lo "sweep day", appuntamento previsto nella giornata di oggi e inserito nell'ambito del "Privacy Sweep 2015" promosso dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN), la rete internazionale nata per rafforzare la cooperazione tra le Autorità della privacy di diversi Paesi. Ventotto le Authorities coinvolte in tutto il mondo, tra le quali quella italiana, che annuncia l'avvio di una "indagine sull'Internet dei bambini, per verificare in particolare se i principali siti Internet visitati e alcune delle più diffuse app scaricabili su smartphone e tablet rispettano la privacy dei minori. Si tratta di una fascia d'età molto vulnerabile, in cui molti giovanissimi già navigano in rete tramite pc e dispositivi mobili, scaricano giochi e altre app". Il Garante "sottoporrà ad un attento esame i siti e le app più popolari nonché le app appositamente realizzate per i più giovani. In particolare, sarà analizzato il grado di trasparenza sulla raccolta e sull'uso delle informazioni riguardanti i minori, le autorizzazioni richieste loro per scaricare le applicazioni e il rispetto della normativa italiana sulla protezione dati. Le analisi saranno inserite in un report comune a tutti i paesi coinvolti". Gli obiettivi dell'iniziativa globale sono quelli di "accrescere la consapevolezza della necessità di proteggere i dati personali, favorire il rispetto delle norme a salvaguardia degli utenti, specie se minori, sviluppare azioni di sensibilizzazione e formazione del pubblico sull'uso delle applicazioni mobili e promuovere iniziative globali sulla privacy". I risultati dell'indagine internazionale verranno resi noti il prossimo autunno. 12 maggio 2015
  • "Telegiornali a confronto", il Prof. Gambino ospite di Tv2000

    "Viviamo la nostra vita in funzione di quanto gli altri la percepiscono. Quando vediamo qualcosa di interessante non pensiamo tanto a godere e fruire di quel momento ma cerchiamo di comunicarlo all'esterno, ed è una dimensione nuova; i nostri giovani ragionano così e cercano la divulgazione non tanto ad un pubblico vasto quanto all'interno di piccole comunità, quelle degli amici, che sono comunque più ampie di quanto non lo fossero in passato". Così il Professor Alberto Gambino, ordinario di diritto privato presso l’Università Europea di Roma e Direttore scientifico di Dimt, nel corso della puntata del 14 maggio 2015 di “TGtg – Telegiornali a confronto“, trasmissione diTV2000 Tra gli argomenti trattati anche il rapporto tra Internet e lettura: "È fondamentale, soprattutto per gli studenti, il discernimento di quanto viene trovato in rete. Spesso ci si affida a ricerche online superficiali che espongono a contenuti di scarsa qualità a scapito di articoli scientifici e studi affidabili". 16 maggio 2015
  • "Wikimedia è un hosting provider", la sentenza del Tribunale di Roma

    Wikimedia Foundation "può  essere qualificata, secondo quanto indicato dalla normativa di origine comunitaria, quale hosting provider nella gestione dell’enciclopedia online Wikipedia, da cui consegue, secondo i principi generali sanciti dalla predetta normativa, una generale esenzione di responsabilità del gestore, il quale si limita ad offrire ospitalità sui propri server ad informazioni fornite dal pubblico degli utenti". È quanto si legge nella sentenza del 10 luglio scorso della Prima sezione civile del Tribunale di Roma. Il giudice monocratico Damiana Colla ha dovuto pronunciarsi su una querela presentata dal Movimento Italiano Genitori (Moige) con una richiesta di risarcimento danni per diffamazione. In sostanza, la Onlus lamentava la presenza di "informazioni inesatte" sulla pagina ad essa dedicata, nella quale figuravano anche passaggi dai quali emergeva nel complesso un’immagine negativa dell'associazione. Il Moige, si legge nella sentenza, "ha infine evidenziato di avere invano inoltrato alla convenuta richieste scritte e diffide, nonchè tentato di effettuare, sia prima che dopo l’instaurazione del giudizio, la procedura di modifica della pagina in contestazione secondo quanto previsto dal sito stesso dell’enciclopedia, il tutto senza l’esito auspicato ed il conseguente blocco dell’account degli utenti che avevano proceduto in tal senso per conto del Moige". Per il Tribunale "occorre premettere che la convenuta, in quanto soggetto stabilito al di fuori dello spazio economico europeo (società avente sede in California), non risulta direttamente soggetta alle disposizioni del decreto legislativo n. 70/2003, espressamente riservate, ai sensi dell’art. 2 lett. c), ai soli servizi prestati da soggetti stabiliti in paesi UE, sebbene tali disposizioni – costituendo un sistema organico di norme volte a disciplinare nel nostro ordinamento i rapporti conseguenti alla libera circolazione dei servizi della società dell’informazione – possano essere considerate quali principi regolatori della materia al fine di valutare se la condotta della parte convenuta, pur esaminata sotto il profilo della normativa interna, possa o meno configurare un illecito diffamatorio". Wikimedia, qualificata come hosting provider, è dunque chiamata a rispondere degli illeciti commessi sulle pagine dell'enciclopedia "solo qualora, non appena a conoscenza di tali fatti su espressa comunicazione delle autorità competenti, non si attivi per rimuovere le informazioni illecite o per disabilitarne l’accesso, come previsto dall’art. 17, terzo comma, d.lgs. n. 70/2003, secondo il quale il provider è civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto dall’autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per impedire l’accesso a detto contenuto, in tal modo risultando il provider sollevato, secondo la normativa europea, dall’obbligo di controllo". "Estremamente chiara, oltre che confermata dalla documentazione allegata - prosegue la sentenza - risulta infatti la descrizione delle modalità operative di Wikipedia, enciclopedia online dal contenuto aperto, effettuata dalla convenuta in comparsa di risposta, laddove è fatto riferimento ai cinque pilastri che ne costituiscono le caratteristiche fondamentali (è un’enciclopedia, ha un punto di vista neutrale, è libera nel contenuto e modificabile da chiunque, si ispira ad un codice di condotta), al manuale di stile per una corretta redazione delle voci enciclopediche, al Disclaimer Generale circa l’impossibilità di garantire la validità delle informazioni pubblicate in quanto inserite dagli utenti senza alcun controllo redazionale preventivo o verifica successiva dell’eventuale illiceità dei contenuti immessi, i quali peraltro rimangono responsabili dell’effettuata pubblicazione, nonché alla possibilità di cancellare e/o modificare le voci inappropriate (dai contenuti illegali o inutili), anche questo su richiesta degli utenti e con apposita procedura agli stessi rimessa. A fronte di ciò, è evidente che l’hosting provider si pone in posizione neutra rispetto al contenuto delle informazioni inserite dagli utenti (a differenza di quanto avviene per il content provider, per il quale difetta nella menzionata normativa europea la predetta esenzione di responsabilità proprio in considerazione del fatto che il destinatario del servizio agisce sotto l’autorità o il controllo del prestatore). Né la neutralità dell’hosting provider viene meno per il fatto che la società convenuta, ove informata del potenziale contenuto illecito di alcuni dei contenuti riversati nello spazio offerto agli utenti, possa attivarsi per disporne la cancellazione, atteso che tale attività - di carattere demolitivo e non costruttivo rispetto ai contenuti dell’enciclopedia – è svolta all’unico fine di non incorrere a sua volta in responsabilità e non di incidere sulle voci enciclopediche pubblicate, attività che rimane demandata esclusivamente agli utenti, al di fuori di ogni controllo preventivo e/o successivo". "In altri termini, la neutralità è legata all’aspetto della formazione/modifica delle voci enciclopediche e prescinde dall’eventuale incidenza postuma del provider a fini demolitivi, neutralità che, ai fini che qui interessano, rende superfluo l’esame degli specifici contenuti asseritamente diffamatori dedotti dall’ente odierno attore, comunque trattandosi di contenuti immessi e modificati dagli utenti senza alcun ruolo attivo da parte della convenuta, contenuti peraltro al momento della decisione profondamente diversi, per effetto delle numerose modifiche apportate nelle more del giudizio alla voce enciclopedica Moige, rispetto a quelli visibili sulla predetta pagina all’epoca della notifica dell’atto introduttivo". La Corte esclude così la possibilità di applicare alla fattispecie in esame l’art. 11 della legge n. 47/48 in tema di reati commessi col mezzo della stampa così come non si può inquadrare la posizione dell'hosting provider nella "fattispecie della responsabilità per attività pericolosa (art. 2050 c.c.), avendo la convenuta evidenziato l’esistenza di una pagina web del sito indicata come Disclaimer generale in cui la stessa provvede a fornire una serie di informazioni preventive tra le quali chiarisce di non poter garantire in alcun modo la validità delle informazioni pubblicate, con una chiara presa di distanze dalla verità dei fatti riportati nelle singole voci". Viene dunque meno anche "la configurabilità della responsabilità della convenuta a titolo di concorso nella diffamazione, oltre che l’esistenza dell’elemento soggettivo dell’illecito diffamatorio". Ancora, sotto il profilo della condotta omissiva, "non è rinvenibile alcun obbligo in capo alla società convenuta di garantire che non vengano commessi illeciti lesivi dell’altrui reputazione in quanto l’hosting provider offre un servizio basato proprio sulla libertà degli utenti di compilare le voci dell’enciclopedia: è proprio questa libertà che esclude l’obbligo di garanzia di verità e validità e che trova il suo bilanciamento nella possibilità lasciata a chiunque di modificarne i contenuti e di chiederne la cancellazione. Del resto, nemmeno la proprietà dei server e la titolarità del dominio wikipedia.org rappresentano elementi idonei a modificare la natura dell’attività in concreto svolta dalla convenuta, la quale risulta del tutto estranea all’organizzazione e alla selezione dei contenuti pubblicati, avverso i quali l’odierna attrice muove le sue censure nell’odierno giudizio". Infine, osserva la Corte, "conformemente allo spirito della libera enciclopedia, la pagina della medesima dedicata al Moige ed oggetto di contestazione è stata ripetutamente modificata dall’epoca dell’introduzione del giudizio sino all’attualità, per come evidenziato da entrambe le parti anche in sede di precisazione delle conclusioni e di scritti conclusivi". In particolare, quanto all’attribuzione al Moige di alcuni dei contenuti oggetto della causa e riferiti ad un corso di educazione sessuale, "risulta soppresso il riferimento all’ente, ripetutamente sostituito dal riferimento al docente che ha tenuto il corso, essendo pertanto venuto meno il collegamento non gradito a parte attrice". Circostanza che dunque conferma "l’idoneità del sistema ideato dalla convenuta di auto correggersi tramite le modifiche apportate dagli utenti, non potendosi in tale sede escludere che si tratti di modifiche apportate, quale utente, proprio dalla stessa attrice, la quale peraltro ha evidenziato di aver effettuato senza successo numerosi tentativi al fine di modificare il contenuto della pagina di Wikipedia ad essa relativa. A tale ultimo riguardo, non pare al giudicante che siano meritevoli di rilievo le censure di parte attrice relative all’impossibilità di apportare, quale utente, le modifiche desiderate alla voce enciclopedica Moige, atteso che – pur non essendo contestato il fatto, circostanza che ha reso condivisibilmente superflua la prova testimoniale – le possibilità di modifica e di cancellazione sono previste da Wikipedia, ma occorre seguire le procedure ivi analiticamente descritte, nulla evincendosi dagli atti circa la correttezza delle modalità seguite a tal fine da parte attrice nelle volte in cui questa ha fallito". "Del resto - conclude la Corte - per come condivisibilmente evidenziato dalla convenuta nella comparsa di risposta, il sistema Wiki espressamente prevede il blocco dell’account degli utenti che hanno cercato ripetutamente di modificare voci esistenti senza il supporto di fonti attendibili o di motivazioni verificabili o in contrasto con le regole redazionali, ciò al fine di tutela del servizio e della sua integrità".
    Intermediary liability. The “Achilles’ heel” of the current legislation: the courts. A comparative analysis with the U.S, focusing on copyright infringement
    20 luglio 2015
  • “….con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” – Pescara, 29 maggio 2015

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  • “Crescere in digitale": un progetto di Ministero del Lavoro, Google e Unioncamere per gli iscritti a Garanzia Giovani

    Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con Google e Unioncamere, lancia “Crescere in Digitale”, un progetto che punta a formare giovani in cerca di occupazione attraverso training online e sul territorio focalizzata sulle competenze digitali, e a inserirli nel mondo del lavoro attraverso tirocini formativi nelle imprese italiane. L'iniziativa si inserisce nell’ambito del programma “Garanzia Giovani”. Il progetto è stato presentato oggi nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, alla presenza di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giorgia Abeltino, Head of Public Policy di Google in Italia, e Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere. “Crescere in Digitale” prende spunto dal successo del progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, portato avanti da Google e Unioncamere, che per avvicinare le PMI italiane al web ha formato oltre 100 giovani e li ha incaricati di svolgere attività di sensibilizzazione ai temi del digitale, coinvolgendo oltre 20mila imprese in tutta Italia. Attraverso l’iniziativa “Crescere in Digitale” agli oltre 500mila ragazzi iscritti a Garanzia Giovani verrà offerta l’opportunità di seguire un percorso formativo definito dal Comitato scientifico del progetto, per acquisire competenze digitali strategiche per l'inserimento nel mondo del lavoro. Il programma prevede:
    • Formazione online: un percorso formativo di almeno 50 ore, erogato su una piattaforma offerta da Google, i cui contenuti vengono identificati e certificati dal Comitato Scientifico del progetto. A conclusione del percorso formativo, attraverso un test online verranno selezionati i giovani che potranno partecipare ai laboratori di gruppo locali.
    • 120 laboratori di gruppo locali (ciascuno di 50 persone) per avviare i giovani a un tirocinio oppure ad attività imprenditoriale. Organizzati da Unioncamere coinvolgendo le associazioni di imprese, i laboratori potranno avere un focus tematico-settoriale oppure territoriale.
    • fino a 3000 tirocini in aziende tradizionali da avvicinare al digitale, organizzazioni d’impresa, agenzie web, grandi imprese. I tirocini avranno durata di 6 mesi e saranno retribuiti (500€ al mese) attraverso un finanziamento del programma “Garanzia Giovani”. Nessun costo ricadrà sulle imprese ospitanti, che anzi riceveranno un bonus fino a 6.000 euro, in caso assumano il giovane dopo il tirocinio. Già da oggi le imprese interessate possono esprimere il loro interesse ad ospitare un tirocinante sul sito www.crescereindigitale.it compilando l’apposita domanda. Le attività dei tirocinanti saranno supportate, monitorate e coordinate in tempo reale attraverso una community di esperti.
      “Questo progetto rappresenta un esempio significativo delle azioni che stiamo portando avanti per rafforzare e qualificare il programma Garanzia Giovani, nel segno dell’innovazione e di un ampliamento delle opportunità che vogliamo offrire ai ragazzi che si registrano - ha dichiarato Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. "Siamo convinti che un intervento formativo di qualità, che punta a far acquisire ai giovani competenze digitali anche attraverso tirocini nelle imprese, costituisca una leva essenziale per migliorare la loro occupabilità, che è l’obiettivo della Garanzia Giovani. Crediamo che ‘Crescere in digitale’ costituisca, inoltre, un esempio positivo di collaborazione tra istituzioni e soggetti privati che è fondamentale per rendere più agevole l’accesso dei giovani al mercato del lavoro”. “Da tempo siamo impegnati in progetti che favoriscano la digitalizzazione delle imprese tradizionali del Made in Italy e siamo convinti che i giovani siano gli abilitatori naturali di questa transizione - ha dichiarato Giorgia Abeltino, Head of Public Policy di Google in Italia - Di recente, a Bruxelles, abbiamo confermato il nostro impegno a formare 1 milione di cittadini europei sulle competenze digitali entro il 2016. Con questo spirito, insieme al Ministero del Lavoro e Unioncamere presentiamo ‘Crescere in digitale’ e investiamo per offrire formazione dedicata ai giovani senza occupazione con l'obiettivo di inserirli nel mondo del lavoro e al tempo stesso aiutare le imprese a utilizzare al meglio gli strumenti dell'economia digitale”. “Aiutare i giovani a trovare occupazione, utilizzandoli come veicolo dell’innovazione nel mondo delle imprese e del mercato del lavoro – ha sottolineato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere – E’ questa l’idea fondamentale dell’iniziativa che lanciamo oggi e che affronta alcuni dei temi strategici sui quali Unioncamere e le Camere di commercio sono da tempo attivi: l’auto-imprenditorialità, l’orientamento, l’alternanza scuola- lavoro, l’incontro fra mondo della formazione ed esigenze delle imprese, l’avvicinamento fra domanda e offerta di lavoro, l’innalzamento della competitività delle imprese attraverso l’economia digitale e la proiezione sui mercati internazionali”.
    Eccellenze in digitale e Made in Italy: si rinnova il progetto Google-Unioncamere
    28 aprile 2015
  • “Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco”, il convegno dell'11 febbraio in Cassazione

    I drammatici episodi di Parigi e i conseguenti annunci di nuove misure antiterrorismo da parte dei governi occidentali hanno aperto un acceso dibattito su quali strumenti possano garantire, in riferimento ai mezzi di comunicazione digitale, un equo contemperamento dei diritti dei cittadini e degli interessi in gioco nel percorso di ricerca di una maggiore sicurezza sulle reti informatiche. Tematica di rilievo tale da spingere il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad uno specifico richiamo durante il suo discorso di insediamento quando ha dichiarato che “per minacce globali servono risposte globali” ricordando che “i predicatori d'odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per la loro stessa natura, a una dimensione territoriale”. Dalle reti inter-istituzionali alla criptazione dei dati, dalla repressione della propaganda estremista alla sicurezza informatica in senso stretto, non mancano temi e strumenti sui quali incardinare e sviluppare un dibattito al quale l'Accademia Italiana del Codice di Internet mira a contribuire promuovendo “Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco”, convegno previsto nel pomeriggio del prossimo 11 febbraio a Roma presso l'Aula Giallombardo della Suprema Corte di Cassazione. In occasione del Safer Internet Day 2015 saranno così riuniti giuristi, esperti della materia, rappresentanti delle istituzioni e stakeholder per un evento che sarà introdotto dal Prof. Alberto Gambino, Presidente dell'Accademia e Ordinario di Diritto privato presso l'Università Europea di Roma, e moderato Prof.ssa Giusella Finocchiaro, Presidente del gruppo di lavoro sul commercio elettronico della Commissione Onu per il diritto commerciale internazionale - Uncitral. La prima parte "Quali strumenti normativi che garantiscano i diritti fondamentali?" sarà animata dagli interventi del Min. Plen. Giovanni Brauzzi (Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e Direttore Centrale per la Sicurezza), dell'Avv. Giuseppe Busia (Segretario Generale Autorità Garante per la protezione dei dati personali), del Tenente Colonnello Antonio Colella (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Consigliere Militare), di Corrado Giustozzi (membro del Permanent Stakeholders’ Group ENISA), di Alessandro Politi (direttore NATO Defense College Foundation) e dell'Ing. Mario Terranova (Area Sistemi e Tecnologie - AgID). Spazio poi a “Quali modelli d’intervento efficaci per il contemperamento degli interessi in gioco?”, alla quale parteciperanno il Prof. Francesco Saverio Romolo (Université de Lausanne), Anna Cataleta (H3G), Roberto Fermani (Telecom Italia) e Andrea Stazi (Google). È stato richiesto l’accreditamento per 4 crediti formativi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.  La partecipazione al Convegno è gratuita previa conferma all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
  • “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”: i video del convegno presso l’Agcm

    Di seguito i video degli interventi al convegno “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, evento che ha avuto luogo il 14 maggio 2015 a Roma ed è stato promosso dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e dall’Accademia Italiana del Codice di Internetin occasione della pubblicazione del volumeI nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014”,curato dal Prof. Alberto Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava, nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazioneorganizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma.

    Il report e i materiali del convegno

    Prof. Giovanni Pitruzzella Presidente Agcm

    Prof. Gustavo Olivieri Università LUISS Guido Carli e Direttore del Master

    Prof. Paul Nihoul University of Louvain e Presidente di Ascola

    On. Stefano Quintarelli Deputato di Scelta Civica e Presidente del Comitato di Indirizzo Agid

    Prof. Alberto Gambino Presidente Accademia Italiana del Codice di Internet

    Dott.ssa Gabriella Muscolo Componente Agcm

    Prof. Marco Gambaro Università degli Studi di Milano

    Prof.ssa Valeria Falce Università Europea di Roma

    Prof. Massimiliano Granieri Università degli Studi di Brescia

    Prof. Vincenzo Meli Università degli Studi di Palermo

    Dott. Giovanni Calabrò Direttore generale Tutela del Consumatore in Agcm

    Prof. Gustavo Ghidini Università LUISS Guido Carli 22 maggio 2015
  • “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”: report, video, audio e materiali del convegno presso l'Agcm

    L'evento, promosso dalla stessa Autorità e dall'Accademia Italiana del Codice di Internet, ha avuto luogo il 14 maggio. Hanno partecipato ai lavori il Presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, l'on. Stefano Quintarelli e diversi accademici impegnati nell'analisi dello scenario aperto dai mercati digitali "Abbiamo identificato i fenomeni ambientali, nuovi e complessi, del sistema Internet, esaminato le regole esistenti e i loro enforcement, ma soprattutto abbiamo tentato di formulare delle proposte di regolamentazione futura e di evoluzione dell'enforcement stesso". È così che la Dott.ssa Gabriella Muscolo[audio], componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha chiuso i lavori di “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, evento che ha avuto luogo presso l'Auditorium dell'Agcm nel pomeriggio di giovedì 14 maggio. A promuovere l'appuntamento la stessa Authority unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet in occasione della pubblicazione del volumeI nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014 ”,curato dal Prof. Alberto Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava, nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma.

    I video degli interventi

    Il Prof. Giovanni Pitruzzella[audio],Presidente dell’Agcm, ha aperto i lavori sottolineando che "nell'ultimo periodo l'Antitrust tende ad instaurare un rapporto sempre più frequente con l'accademia, con gli studiosi e con gli operatori proprio perché parliamo di un diritto di frontiera che richiede una evoluzione costante in rapporto con le grandi trasformazioni della tecnologia e dell'economia che caratterizzano questa era. La tutela del consumatore in ambiente digitale presenta delle peculiarità non solo normative, ma lancia una sfida alle Autorità antitrust, che l'Agcm ha raccolto in pieno aprendo e concludendo casi di un certo rilievo anche a livello europeo sia sul terreno della tutela del consumatore sia su quello della tutela della concorrenza. Sul primo piano ci siamo mossi come apripista, anche perché l'Autorità italiana gode di strumenti di enforcement probabilmente più raffinati rispetto a quelli di cui dispongono altri, ma sempre in una collaborazione che prevede scambi di informazioni in merito a un tema sul quale la Commissione europea credo voglia investire. Sul secondo secondo versante, abbiamo agito a stretto contatto con le altre Autorità, in particolare con quella francese e quella svedese, per raggiungere decisioni comuni". Il Prof. Gustavo Olivieri[audio],Direttore del Master, ha successivamente sottolineato il collegamento "fra le questioni affrontate nel volume e l'agenda che è stata recentemente pubblicata sotto forma di comunicazione dalla Commissione Europea sul mercato unico digitale, che apre un vero e proprio cantiere che occuperà gli ordinamenti nazionali per i prossimi anni sotto vari profili fra cui certamente quello della tutela del consumatore. Tra gli argomenti segnalati nell'agenda della Commissione c'è infatti, al paragrafo 3.4, rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Da questo punto di vista mi sembra che una delle chiavi di lettura sia delle novità recenti sia in prospettiva possa essere proprio quella di rafforzare la tutela e la confidenza dei consumatori con l'accesso ai servizi in rete. In questo senso credo che i dati recentemente pubblicati dall'Osservatorio sulle comunicazioni per l'Italia siano eloquenti e segnalino un preoccupante ritardo del nostro Paese. Basti citare che gli italiani che usano Internet per fare degli acquisti sono meno della metà della media europea". "Non credo - ha chiosato il Prof. Olivieri - basti soltanto rafforzare l'armamentario giuridico e la tutela per migliorare il quadro, ma è certamente uno degli elementi sui quali occorre lavorare per avvicinare i consumatori italiani all'uso della rete come strumento di acquisto e utilizzo di beni e di servizi. Diversi punti meritano di essere individuati: un primo tema è quello delle interferenze tra questa disciplina e altri settori che ne sono toccati e coinvolti, e penso al settore dei servizi di pagamento; un secondo settore che necessita di un coordinamento è quello del diritto d'autore sulla rete. Terzo punto, più in generale, sappiamo che in questi mesi si sta studiando l'attuazione della direttiva sui sitemi alternativi di risoluzione delle controversie; ci sono settori dove si è già fatto qualcosa di egregio, ma certamente c'è tutto il mondo dei servizi e dei prodotti commerciali che a mio avviso va pensato e coordinato per dare maggiore efficacia ed effettività alla tutela dei consumatori con servizi di risoluzione delle controversie che allo stato non possono dirsi, nel nostro Paese, sufficientemente sviluppati e che credo l'attuazione della direttiva contribuirà a rendere più efficienti". La sessione su Internet come facilitatore nella creazione e condivisione di beni e servizi è stata aperta dal Prof. Paul Nihoul[audio] (University of Louvain e Presidente di Ascola), il quale ha tracciato una evoluzione storica dei mezzi di comunicazione e delle peculiarità introdotte nelle varie fasi, concludendo sulla tensione e sulla convivenza tra una competizione "distruttiva" e una competizione "costruttiva". Convegno 14 maggio 2015 1 Dopo di lui l'On. Stefano Quintarelli[audio], deputato di Scelta Civica e Presidente del Comitato di Indirizzo dell'Agenzia per l'Italia digitale, ha esordito affermando che "il tema è squisitamente politico. Purtroppo in parlamento, in Italia, su mille parlamentari siamo solo tre informatici; l'effetto netto è che quando si discute di certe cose spesso non se ne capisce la rilevanza".  Quintarelli ha esaminato uno scenario nel quale "quelli che una volta erano abilitatori oggi sono nuovi intermediari", descrivendo Internet come "la dimensione immateriale dell'esistenza" e sostenendo che "mettere insieme la parola neutralità con motore di ricerca è un ossimoro. Il motore di ricerca deve fare delle scelte, e la trasparenza dell'algoritmo è una cosa impossibile. Anche se un problema esiste e dobbiamo farci la punta al cervello per trovare la soluzione". Convegno 14 maggio 2015 4Il Prof. Alberto Gambino[audio],Presidente dell'Accademia, ha ripercorso il lavoro che ha portato al commentario, prima di spiegare: "L'Accademia è una sorta di spin off del Prin La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure, ed è dunque una prosecuzione del percorso di studio di questi temi e contenuti, ai quali si punta a dare una caratterizzazione più pratica e pragmatica anche in una cornice di dialogo con le istituzioni e le autorità". La discussione che ne è seguita è stata presieduta e moderata dalla dott.ssa Muscolo: "I primi a dover migliorare la conoscenza dell'alto tasso tecnologico alla base dei nuovi mercati siamo proprio noi enforcer. Un assunto fondamentale è che tra mercato e diritti non vi è antinomia, ma questo mercato digitale è speciale e al suo interno si aprono questioni rilevanti". Convegno 14 maggio 2015 2 Il Prof. Marco Gambaro[audio] dell'Università degli Studi di Milano è intervenuto con una relazione dal titolo Dinamiche competitive in rete: "Agli albori della rete molti economisti sostenevano che con Internet, essendo più facile confrontare i prezzi, il mercato sarebbe andato meglio e la concorrenza avrebbe funzionato di più. Allo stesso tempo alcuni filoni di pensiero sostenevano che alcune nicchie non sfruttate a causa dei costi di transazione sarebbero state occupate. Ma la dispersione dei prezzi resta evidente anche nei mercati elettronici e la lunga coda non è così incisiva come si sperava". "Non è un fenomeno nuovo, ma la dimensione verticale della concorrenza è aumentata nei mercati digitali. Non è più utilizzabile un approccio statico all'attività di promozione della concorrenza, la definizione statica dei mercati funziona solo parzialmente. E il tema delle autorità antitrust diventa quello di assicurare che questo gioco dell'innovazione, dove i monopoli vengono scardinati da altra innovazione, possa evolvere nel modo corretto". "Su un altro fronte - ha proseguito il Prof. Gambaro - con i mercati digitali i consumatori si trovano in posizione più sfavorevole rispetto al negozio tradizionale; se infatti chi acquistava aveva la possibilità di tenere i soldi in una mano e il prodotto nell'altra, pagando a valle, ora deve pagare prima e sperare gli arrivi il prodotto, mentre gli intermediari sono distanti, le comunicazioni con essi spesso difficoltose e le piattaforme declinano responsabilità di terze parti. Credo bisognerà ragionare su come compensare alcune asimmetrie". Search neutrality e consumer welfare è stato l'argomento sul quale si è focalizzata la Prof.ssa Valeria Falce[audio] dell'Università Europea di Roma: "Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese: da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile scorso a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca; da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato unico digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione". "Nell’ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell’innovazione nell’economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una, aggressiva ma pur sempre legittima, iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l’innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito”. "La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi; ad esempio, la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? E semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? Più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo?”. "Nell'ambito del più ampio mosaico disegnato dalla Digital Single Market Strategy for Europe, la Commissione ha preannunciato entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto quattro diverse ed intrecciate prospettive: la trasparenza nei risultati di ricerca, l’uso delle informazioni acquisite; le opportunità e gli ostacoli, per consumatori e imprese, nel passaggio da una piattaforma ad un’altra e le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet". "Alla fine - ha concluso - bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell’ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up, ed è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud, lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali, ed è quanto sta accadendo con il caso Google Ue, o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio". Il Prof. Massimiliano Granieri[audio] (Università degli Studi di Brescia) ha concentrato la sua attenzione su Economia della conoscenza ed evoluzione dei mercati, approfondendo le criticità emerse in relazione al servizio Google News e al non sempre facile rapporto con gli editori in Europa: "Innanzitutto, ci troviamo a chiederci se sia estendibile la tutela proprietaria ad oggetti nuovi come gli snippets; in secondo luogo, è interessante notare che ci troviamo di fronte ad un inedito caso di rapporto tra proprietà intellettuale e concorrenza. Di solito il titolare del diritto abusava della sua proprietà per escludere un competitor, qui sarebbe invece il titolare a subire l'abuso da un soggetto che non si sa neanche bene se si possa considerare un concorrente. Entrano infine in ballo diritti fondamentali come quello all'informazione". “Bisogna dunque domandarsi innanzitutto se si possa argomentare un presidio proprietario, con tre prospettive; si, no e forse. La prima alletta gli editori, la seconda Google, la terza è una strada che porterebbe sostanzialmente a riconoscere un'eccezione a questo tipo di aggregazione delle notizie. Di sicuro c'è che questo caso in giro per l'Europa al momento ha prodotto dei danni, tanto da portare Google ad interrompere il suo servizio in Spagna, e bisogna dunque chiedersi se i consumatori stiano meglio o peggio. Quando il caso è approdato di fronte all'Agcm, essa ha rimandato il caso al legislatore con l'argomento che non può creare un presidio proprietario”. "È chiaro - ha chiuso il Prof. Granieri - che c'è un profilo di contrasto tra tecnologia e diritto d'autore, un contrasto che genera equilibri puntuali che si creano apparentemente con gli interventi del legislatore ma che in realtà vengono creati da movimenti di mercato", indicando come strada maestra per il regolatore quella di assecondare i movimenti stessi e non tentare di interferire con le naturali dinamiche di mercato. Nuove forme contrattuali e obblighi normativi è stato il focus del Prof. Vincenzo Meli[audio] (Università degli Studi di Palermo): "Da un lato abbiamo uno scenario modernissimo, dall'altro questo scenario esaspera problemi vecchi. Di fronte a questo mercato immateriale e globale abbiamo problemi materiali, locali e personali. In Europa siamo passati da norme tutto sommato abbastanza semplici, a norme sempre più complicate. La sfida dell'Authority è dunque su quali categorie e strumenti usare per interpretare queste nuove norme". Il Dott. Giovanni Calabrò[audio], Direttore generale per la tutela del Consumatore in Agcm, ha ripercorso alcuni dei recenti interventi dell'Authority chiosando che "oggi il consumatore ha bisogno di una tutela immediata. Certo l'Agcm non può dare tutela al singolo consumatore, ma è anche vero che spesso da singole segnalazioni emergono dei veri e propri iceberg". E allargando la visuale sull'Europa: "Abbiamo oltre 300 milioni di europei che fanno transazioni e solo il 15% di essi riesce a superare le frontiere, dato che ci fa capire molto sulle barriere e difficoltà ancora esistenti tra gli Stati. Da una parte dunque c'è il progetto ambizioso della Commissione, dall'altro occorre rafforzare la fiducia rafforzando le tutele. Va detto infine che la Commissione con la Direttiva consumer rights ha riavvicinato sistemi che avevano in alcuni casi discipline molto diverse e ha lanciato una importante campagna di educational. Perché l'idea di fondo è che il consumatore deve essere informato, non bastano direttive ed enforcement". L'ultimo intervento è stato quello del Prof. Gustavo Ghidini[audio 1 / audio 2] (Università LUISS Guido Carli), Condirettore del Master, incentrato su un particolare tipo di consumo, quello di prodotti finanziari: "Penso ad un risparmiatore che ha una modesta preparazione e sulle cui scelte di investimento la pubblicità può costituire una rilevante e concorrente fonte di influenza"; esaminando alcune delle tutele riconosciute al consumatore nell'ambito dell'acquisto di "beni mobili di consumo ordinari" il Prof. Ghidini ha affermato che "non si vede il motivo per negare una tutela corrispondente ai clienti al dettaglio di emittenti intermediari e distributori di prodotti finanziari perché in questa attività si espone il pubblico a rischi ben più elevati rispetto a quelli di un elettrodomestico inefficiente". "Sarei felice - ha auspicato la Dott.ssa Muscolo in chiusura - di dedicare nella Rivista Italiana di Antitrust una sezione ai risultati di questo convegno, sezione che proporrei di intitolare Don't look back".

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    18 maggio 2015
  • “E-Government e diritti fondamentali nello Stato costituzionale”, a Roma il 20 novembre

    L'Università Europea di Roma ospiterà una giornata di studio orientata a focalizzare le principali questioni aperte nel percorso di avvicinamento dei cittadini agli strumenti messi a disposizione dalla Pubblica amministrazione

    Sono sempre più numerosi ed estesi gli strumenti con i quali la Pa punta a dialogare con il cittadino in maniera più agevole sfruttando le tecnologie digitali, formando un apparato di E-Government destinato a subire una accelerazione alla luce delle iniziative messe in campo dal Governo, su tutti i progetti di Italia Login e Identità digitale. Ma quali sono le caratteristiche principali di questo percorso? E quali i diritti fondamentali in gioco?

    Sono due delle domande intorno alle quali si svilupperanno i lavori di “E-Government e diritti fondamentali nello Stato costituzionale”, convegno previsto a Roma il 20 novembre 2015.

    IAIC-e-PRIN-per-slideshowL'iniziativa, che si inserisce nell’ambito del PRIN “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure ”, è promossa dall’Università Europea di Roma in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno. L’incontro di studio si svolgerà dalle ore 9.30 alle ore 18.30 presso la sede dell’Università Europea, in Via degli Aldobrandeschi, 190.

    Dopo i saluti del Magnifico Rettore padre Luca Gallizia, lc, i lavori saranno inaugurati dal Prof. Alberto M. Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma e Coordinatore nazionale del PRIN.

    La prima sessione del convegno, dedicata al tema “L’attuazione dell’E-Government in Italia”, sarà presieduta e introdotta dal Prof. Pasquale Costanzo, ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Genova.

    Nell’ambito della sessione prenderanno la parola Giuseppe Piperata, Professore di Diritto amministrativo nell’Università IUAV di Venezia, Enrico Carloni, Professore di Diritto amministrativo nell’Università di Perugia, Alessandro Natalini, Professore nella Scuola Nazionale dell’Amministrazione, Mario Savino, Professore di Diritto amministrativo nell’Università della Tuscia di Viterbo e Manuel Fernández Salmerón, Direttore del Dipartimento di Diritto amministrativo dell’Università di Murcia.

    La sessione sarà conclusa da Guido Corso, Professore di Diritto amministrativo nell’Università Europea di Roma.

    La seconda sessione, intitolata “E-Government e tutela dei diritti fondamentali”, sarà presieduta e introdotta da Raffaele Guido Rodio, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università Aldo Moro di Bari.

    Svolgeranno in seguito una relazione Anna Papa, Professore di Istituzioni di Diritto pubblico nell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Giorgio Resta, Professore di Diritto comparato nell’Università Aldo Moro di Bari, Valeria Falce, Professore di Diritto commerciale nell’Università Europea di Roma.

    Successivamente interverranno Marcello D’Ambrosio, Ricercatore di Diritto privato nell’Università di Salerno, Eleonora Paris, Dottore di ricerca dell’Università di Teramo e Davide Mula, Dottore di ricerca dell’Università Europea di Roma.

    I lavori saranno chiusi da Filippo Vari, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università Europea di Roma.

    La partecipazione all’intero Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti formativi ordinari per gli Avvocati

    Per ragioni organizzative è necessario accreditarsi entro il 13 novembre p.v. inviando una mail all’indirizzo di posta elettronicaQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

    E-Government e diritti fondamentali nello Stato costituzionale 10 novembre 2015
  • “E-Government e diritti fondamentali nello Stato costituzionale”, i video del convegno dell'Accademia Italiana del Codice di Internet nell'ambito del PRIN

    Di seguito i video degli interventi al convegno “E-Government e diritti fondamentali nello Stato costituzionale”, tenutosi presso l'Università Europea di Roma il 20 novembre 2015. L'iniziativa, che si inserisce nell’ambito del PRIN “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure”, è stata promossa in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

    Leggi il report dei lavori

    Introduzione Prof. Alberto Gambino Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, Coordinatore nazionale del PRIN “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure” e Presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet

    Prima sessione: “L’attuazione dell’E-Government in Italia”

    Prof. Pasquale Costanzo Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Genova
    Cittadini e imprese di fronte all'Amministrazione digitale Prof. Giuseppe Piperata Associato di Diritto amministrativo nell’Università IUAV di Venezia I principi dell’Amministrazione aperta Prof. Enrico Carloni Associato di Diritto Amministrativo nell’Università degli Studi di Perugia
    Principio di trasparenza e gestione dei dati Prof. Alessandro Natalini Ricercatore di Scienza politica nell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” - Docente nella Scuola Nazionale dell’Amministrazione
    La libertà di informazione: l'accesso generalizzato a dati e documenti Prof. Mario Savino Associato di Diritto amministrativo nell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo
    L’E-Government nell’ordinamento spagnolo Prof. Manuel Fernández Salmerón Direttore del Dipartimento di Diritto amministrativo dell’Università di Murcia
    Conclusioni Prof. Guido Corso Ordinario t.d. di Diritto amministrativo nell’Università Europea di Roma

    Seconda sessione: “E-Government e tutela dei diritti fondamentali”

    Prof. Raffaele Guido Rodio Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro
    Il contributo dei dati pubblici alla libera circolazione delle informazioni: aspettando il “Freedom of Information Act” italiano Prof.ssa Anna Papa Associato di Istituzioni di Diritto pubblico nell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
    Democrazie dell’informazione e protezione dei dati personali Prof. Giorgio Resta Professore di Diritto comparato nell’Università Aldo Moro di Bari e Socio Fondatore dell'Accademia Italiana del Codice di Internet
    Libertà d’informazione, libertà di ricerca e tutela del diritto d’autore Prof.ssa Valeria Falce Associato di Diritto commerciale nell’Università Europea di Roma e Socio Fondatore dell'Accademia Italiana del Codice di Internet Diritto all'oblio e regolamento europeo sul trattamento dei dati personali Dott. Marcello D’Ambrosio Ricercatore di Diritto privato nell’Università degli Studi di Salerno
    E-Government e tutela dei diritti fondamentali nell’ordinamento francese Dott.ssa Eleonora Paris Dottore di ricerca dell’Università degli Studi di Teramo
    Open Data e libertà di iniziativa economica Dott. Davide Mula Dottore di ricerca dell’Università Europea di Roma e Fellow dell'Accademia Italiana del Codice di Internet
    Conclusioni Prof. Filippo Vari Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università Europea di Roma
    7 dicembre 2015
  • “Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione”, video del convegno del 2 luglio

    Di seguito i video degli interventi al convegno "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione”, evento promosso a Roma dall'Accademia Italiana del Codice di Internet lo scorso 2 luglio.

    Il report dei lavori - Il position paper dell’Accademia

    Prof. Alberto Gambino

    Presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet

    Marina Giannetto

    Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica

    Paolo Coppola

    Deputato Pd e Consigliere Politico per l'Agenda Digitale del Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione

    Prof. Gustavo Ghidini Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli

    Prof. Giuseppe Piperata

    Associato di Diritto amministrativo presso l’IUAV di Venezia

    Prof. Riccardo Pozzo

    Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche

    Valentina Grippo

    Fellow dell'Accademia

    Roberta Guizzi

    Direttore Servizio Giuridico dell’Agcom

    Flavia Piccoli Nardelli

    Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati

    Marco Pierani

    Altroconsumo

    Eugenio Prosperetti

    Membro del Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Ferdinando Tozzi

    Componente del Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

    Antonia Pasqua Recchia

    Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo

    Silvia Costa

    Presidente della Commissione Cultura al Parlamento Europeo

    L'evento si inserisce nell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. 13 luglio 2015
  • “Telegiornali a confronto”: il Prof. Alberto Gambino ospite di TGtg

    Di seguito il video della puntata del 16 marzo 2015 di “TGtg – Telegiornali a confronto“, trasmissione di TV2000 che ha avuto come ospite in studio il Professor Alberto Gambino, ordinario di diritto privato presso l’Università Europea di Roma e Direttore scientifico di Dimt. Tra i temi toccati dal Prof. Gambino globalizzazione, diritti umani, bioetica e tecnologia, legalità e formazione dei giovani alla vita politica. 17 marzo 2015