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  • "Il giusto processo sportivo”, al CONI il 3 dicembre

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare la serie di interventi in sala sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino, Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare gli interventi in aula sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino,Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Law and technology", international workshop in Turin

    The Internet of Things (IoT, sometimes Internet of Everything) is the network of physical objects or “things” embedded with electronics, software, sensors, and connectivity to enable objects to exchange data with the manufacturer, operator and/or other connected devices based on the infrastructure of International Telecommunication Union’s Global Standards Initiative. The Internet of Things allows objects to be sensed and controlled remotely across existing network infrastructure, creating opportunities for more direct integration between the physical world and computer-based systems, and resulting in improved efficiency, accuracy and economic benefit. Each thing is uniquely identifiable through its embedded computing system but is able to interoperate within the existing Internet infrastructure. Experts estimate that the IoT will consist of almost 50 billion objects by 2020. The term Internet of Things was coined by British entrepreneur Kevin Ashton in 1999. Typically, IoT is expected to offer advanced connectivity of devices, systems, and services that goes beyond machine-to-machine communications (M2M) and covers a variety of protocols, domains, and applications. The interconnection of these embedded devices (including smart objects), is expected to usher in automation in nearly all fields, while also enabling advanced applications like a Smart Grid, and expanding to the areas such as Smart city. Things, in the IoT, can refer to a wide variety of devices such as heart monitoring implants, biochip transponders on farm animals, electric clams in coastal waters, automobiles with built-in sensors, or field operation devices that assist fire-fighters in search and rescue. These devices collect useful data with the help of various existing technologies and then autonomously flow the data between other devices. Current market examples include smart thermostat systems and washer/dryers that utilize Wi-Fi for remote monitoring. Besides the plethora of new application areas for Internet connected automation to expand into, IoT is also expected to generate large amounts of data from diverse locations that is aggregated very quickly, thereby increasing the need to better index, store and process such data.

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  • "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione", a Roma il 2 luglio

    In un convegno promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internet si approfondiranno, con l'aiuto di giuristi, esponenti delle istituzioni e delle associazioni, le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali. Questi temi saranno al centro del convegno "Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione", previsto a Roma il 2 luglio 2015. L'evento, che sarà ospitato presso Palazzo Sant'Andrea (Via del Quirinale, 30), è promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internetnell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Il quadro normativo europeo nel quale si inseriscono i lavori si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, che ne estende gli ambiti alle risorse digitali di Archivi, Biblioteche e Musei, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default. Locandina 2 luglio 2015 Dopo l'apertura affidata a Marina Giannetto (Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica), l'introduzione di Alberto M. Gambino (Presidente dell’Accademia e Ordinario di Diritto privato nell'Università Europea di Roma) e le relazioni di Gustavo Ghidini (Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Piperata (Associato di Diritto amministrativo presso l'IUAV di Venezia) e Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo). Le conclusioni saranno curate da Angelo Rughetti, Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Sarà così la volta di una tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Antonello Cherchi e animata dagli interventi di Valentina Grippo (Accademia Italiana del Codice di Internet), Roberta Guizzi (Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Andrea Marcucci (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato), Flavia Piccoli Nardelli (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati), Marco Pierani (Altroconsumo), Riccardo Pozzo (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Eugenio Prosperetti (Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e Ferdinando Tozzi (Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). A concludere Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura dell'Unione Europea. È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

    La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

    È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • "Proprietà intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?", l'intervento del Prof. Andrea Stazi

    Di seguito l’intervento con il quale il Prof. Andrea Stazi, Docente di Diritto Comparato presso l’Università Europea di Roma, ha partecipato a "Proprietà intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?", convegno che ha avuto luogo lo scorso 26 marzo 2014 presso l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) Il mio intervento trae origine da una questione evidente ma densa di implicazioni che mi pare emergere a seguito della relazione di Emanuela Arezzo e degli altri interventi che l’hanno preceduta. Proprietà intellettuale e antitrust: di cosa stiamo parlando? Il tema essenziale è, mi sembra, quello del rapporto tra i diritti fondamentali previsti agli artt. 16 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il Professor Ghidini nella sua introduzione lo accennava con chiara immediatezza. Perché “tutto si tiene”? Nel suo intervento introduttivo si faceva riferimento alle ricadute penalistiche del Codice della proprietà industriale, così come anche la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguardo al caso Roche-Novartis, analogamente, ha prodotto delle ricadute penalistiche. Emerge, in quest’ottica, la necessità di una visione sistematica dell’ordinamento, che non si chiuda a compartimenti stagni rispetto all’inquadramento di ogni fattispecie di cui si proceda all’esame (come nel caso analizzato quest’oggi dell’intersezione tra proprietà intellettuale e antitrust), bensì proceda alla luce dei diritti fondamentali che di volta in volta vengono in rilievo, i quali andranno coniugati – come ha evidenziato sempre il Prof. Ghidini in un suo recente saggio – sulla base dei criteri della gerarchia e della proporzionalità. Questo scenario di intersezione tra diritti fondamentali, che non sono soltanto la libertà di iniziativa economica tutelata dalla disciplina antitrust e la protezione della proprietà intellettuale, ma sono i tanti altri che vengono in rilievo di volta in volta (farò alcuni esempi tra breve), nel mondo del “diritto ideale” dovrebbe dare luogo a una legislazione e a un enforcement che potrebbero dirsi “a fisarmonica”, nel senso che si dovrebbero espandere e ritirare a seconda dei casi per lasciar prevalere volta per volta l’interesse principale, ossia il diritto fondamentale sottostante che in quella fattispecie è prevalente sugli altri. Così, ad esempio, negli interventi dell’AGCM cui si è accennato, la tutela del consumatore diviene altresì tutela del consumatore-paziente, che è una figura ben diversa da quella del tradizionale consumatore-cliente, poiché è chiaro che i pazienti non sono dei clienti che possono scegliere se essere o non essere consumatori, non hanno la stessa libertà di scelta di quando acquistano un bene o un servizio, e alcuni hanno più bisogno di cure sanitarie rispetto ad altri. E’ soltanto un esempio di come quella “moltiplicazione” della figura del consumatore registratasi nel diritto dell’Unione Europea degli ultimi anni, che qualcuno ha denunciato, abbia una sua ragion d’essere nella misura in cui volta per volta l’autorità competente – “meglio posizionata” nel quadro dell’ordinamento e più efficace rispetto alla tutela richiesta – intervenga a tutelare il consumatore, considerato in questo caso quale portatore di un interesse che può essere più ampio di quello del suo benessere come cliente, come ad esempio quello della tutela della sua salute (e ciò può avvenire anche – si è visto – attraverso un intervento ai sensi della disciplina antitrust). D’altronde, questo andare di volta in volta ad individuare l’interesse prevalente non deve significare che esso debba diventare quello esclusivo, poiché altrimenti si ricadrebbe nell’abuso del diritto di cui all’art 54 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE; così, ad esempio, là dove l’intervento sia volto alla tutela della proprietà intellettuale non potrà essere pretermesso il rispetto del diritto alla protezione dei dati personali e della libertà di informazione (rispettivamente di cui agli artt. 8 e 11 della Carta; cfr. e.g. le sentenze della Corte di Giustizia UE riguardo ai casi Promusicae, LSG, Bonnier Audio, Scarlet-Sabam e Sabam-Netlog). Il principio alla base di questo inquadramento, dunque, è la sussidiarietà, sia tra le discipline – ossia volta per volta dovrà applicarsi la norma e si tutelerà il diritto sottostante che prevale in quella fattispecie (variamente atteggiato, ad esempio come accennato quello del consumatore quale destinatario indiretto dell’antitrust può significare del consumatore-paziente, quindi con una visione differente da quella tradizionale) – ma anche tra le istituzioni, per cui dovrà intervenire l’istituzione che possa essere più efficace per tutelare quello specifico interesse fatto valere. Ciò, ad esempio, si verifica di frequente nelle dinamiche tra AGCM ed Autorità giudiziaria, ma anche rispetto ad altre autorità di settore; si pensi ai citati interventi appunto dell’AGCM riguardo ai casi Pfizer e Roche-Novartis, ovvero alla questione della competenza in tema di pratiche commerciali scorrette di cui da ultimo al d.lgs. n. 21/2014. In tale prospettiva, nell’ordinamento statunitense, nel 2012 e 2013 si sono registrate le sentenze relative ai casi Myriad e Mayo, nelle quali la Corte Suprema ha tutelato anche lì indirettamente, attraverso la disciplina brevettuale, quello che poi era in effetti il diritto di accesso alle cure da parte dei pazienti, che nel caso Myriad erano le donne rispetto ai test genetici relativi al cancro al seno e alle ovaie, ed erano altresì la concorrenza e l’innovazione da parte di altri produttori di test genetici. Allo stesso modo, a mio avviso – e sono in assoluta minoranza su questo, anche rispetto ad autorevole dottrina presente in sala – la Corte di Giustizia nella sentenza Brüstle del 2011, sempre in tema di invenzioni biotecnologiche, ha affermato, ribadendo quanto è previsto nella direttiva n. 98/44/CE, la prevalenza della tutela dell’embrione anche nell’ambito dell’applicazione della disciplina brevettuale (secondo lo stesso approccio che aveva seguito l’EPO nella decisione WARF del 2008). Ora, autorevoli studiosi ritengono che non si potrebbe utilizzare una disciplina nata e concepita per il mercato per tutelare dei diritti che sono esterni ad esso; ma seguendo questa linea di pensiero, ad esempio, dovrebbe abrogarsi anche il divieto della pubblicità di prodotti da fumo? Infine, mi sembra doveroso un cenno al regolamento dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sul diritto d’autore online adottato con delibera n. 680/13/CONS, come noto oggetto di diverse critiche. In proposito, al di là della necessità di rispettare la riservatezza e la libertà d’informazione cui ho accennato prima, qualcuno sostiene che il diritto d’autore sarebbe in contrasto con la liberta d’espressione; viceversa, il Presidente dell’AGCOM, nella sua Audizione al Parlamento del 15 gennaio scorso innanzi alle Commissioni riunite VII e IX, ha ricordato come la Corte Suprema degli Stati Uniti abbia affermato esattamente l’opposto (copyright quale “engine of free expression”). Del resto, i problemi sollevati da internet, così come i casi di intersezione tra proprietà intellettuale, antitrust e diritto alla salute citati quest’oggi, rendono particolarmente evidente – grazie alla notevole semplicità di diffusione, modifica e riproduzione dei contenuti – la possibilità di “relazioni pericolose” tra diritti fondamentali. In tal senso, si è parlato prima del caso Google News, ma si pensi altresì alla “bad practice” del caso Google Books: se gli interventi dei giudici rispetto a Google Books sono stati giustificati in quanto a tutela della proprietà intellettuale, nella fattispecie vi erano anche, come poi piano piano è emerso, altri diritti fondamentali che eventualmente potevano essere considerati prevalenti. In conclusione, la riflessione che propongo è la seguente: l’opportunità di una lettura “a fisarmonica” delle norme – basata sui diritti fondamentali che prevalgono di volta in volta – le quali dovrebbero essere applicate, secondo un principio di “sussidiarietà istituzionale”, da parte dell’autorità che risulti “meglio posizionata”, ossia più efficace per intervenire rispetto alla specifica fattispecie, attraverso la disciplina più utile per tutelare i diritti prevalenti nel caso in esame. 12 maggio 2014
  • "Proprietà Intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?". In occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma

    La tutela della Proprietà intellettuale e la disciplina Antitrust sono due aspetti del mercato destinati a confliggere o c'è una strada che permetta loro di entrare in una proficua sinergia? È questa la domanda al centro del convegno che il 26 marzo 2014 avrà luogo presso l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in piazza Verdi, 9, a Roma. L'evento, organizzato in occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma, sarà dunque l'occasione per approfondire, con l'aiuto di autorevoli accademici ed esperti del settore, le dinamiche con le quali evolvono e si sovrappongono due aspetti centrali nell'economia dell'informazione. A fare gli onori di casa sarà il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella, il quale sarà seguito nell'introduzione ai lavori dal Professor Gustavo Ghidini, Professore presso la Luiss Guido Carli. La prima tematica a finire sotto la lente sarà la "Questione in tema di marchi", al centro degli interventi del Professor Giovanni Cavani (Università di Modena e Reggio Emilia), della Dott.ssa Anna Argentati, funzionario dell'AGCM, e del Professor Gianni Capuzzi (LUISS). Subito dopo sarà la volta della "Questione in tema di copyright", aspetto che sarà analizzato nelle relazioni della Professoressa Valeria Falce (Università Europea), del Dott. Antonio Buttà (AGCM) e del Professor Francesco Graziadei (LUISS). La "Questione in tema di brevetti" vedrà invece protagonisti gli interventi della Professoressa Emanuela Arezzo (Università di Teramo), del Dott. Luca Arnaudo (AGCM) e del Professor Andrea Stazi (Università Europea). Le conclusioni saranno affidate al Professor Gustavo Olivieri (LUISS). La partecipazione al convegno è libera e gratuita previa gentile conferma tramite l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Locandina 26 marzo 2014

  • "Risk Management e modelli di organizzazione, gestione e controllo", i materiali del VII Workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere”

    IMG_0973Ha avuto luogo nel pomeriggio di venerdì 21 novembre "Risk Management e modelli di organizzazione, gestione e controllo", il settimo e ultimo workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere. Prima applicazione e prospettive". Le relazioni, ad un tavolo presieduto e moderato dalla Prof.ssa Valeria Falce dell’Università Europea di Roma, Coordinatore scientifico del Corso, sono state precedute dall'indirizzo di saluto del Cons. Monica Parrella, Direttore Generale del dipartimento Pari opportunità presso la Presidenza del consiglio dei ministri. Dopo l'introduzione curata dalla Dott.ssa Ginevra Bruzzone, Vicedirettore generale di Assonimee responsabile dell'area Attività d’impresa e concorrenza, gli interventi del Prof. Avv. Domenico Siclari (Sapienza – Università di Roma, Ministero dell’Economia e delle Finanze) e del Prof. Andrea Nuzzi(Università Europea di Roma), prima delle conclusioni del Dott. Enzo De Angelis (Partner Spencer Stuart, Responsabile della Board Services Practice). Di seguito le slide mostrate durante i lavori dell’incontro di oggi. I materiali dei precedenti incontri sono disponibili a questo link. Il 16 dicembre, in occasione della chiusura del Corso, avrà luogo  il Convegno “Democrazia partecipativa, equilibrio di genere e composizione degli interessi (nella società per azioni)”. 21 novembre 2014
  • "Sicurezza e privacy. Verso un Safe harbour 2.0”, a Roma il 9 dicembre

    Locandina 9 dicembre 2015
  • “Biotechnological inventions and limits of patentability between recent evolutions in the us case law and the Eu perspective of fundamental rights: moving toward a common 'Western approach'?”

    Di seguito il contributo del Prof. Andrea Stazi pubblicato sull'ultimo numero della Comparative Law Review (n. 2/2014). L'articolo anticipa la pubblicazione, prevista a metà dell'anno, del volume "Biotechnological Inventions And Patentability Of Life" edito da Edward Elgar. 9 gennaio 2015
  • “Intellectual Property Perspectives on the Regulation of New Technologies”, 33esimo Congresso Annuale della International Association for the Advancement of Teaching and Research in Intellectual Property

  • “IV Colloquio biennale dei giovani comparatisti”, online i video delle sedute plenarie del 30 e 31 maggio presso l’Università Europea di Roma

    Sono online i video delle sedute plenarie del “IV Colloquio biennale dei giovani comparatisti”, evento che ha avuto luogo il 30 e 31 maggio scorsi presso l’Università Europea di Roma. Il materiale è disponibile qui di seguito e sul canale Youtube dell'Università. 30 giugno 2014
  • “La responsabilità degli organi sociali”, video e materiali del quarto workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere”

    Ha avuto luogo nel pomeriggio di venerdì "La responsabilità degli organi sociali", il quarto workshop del Corso avanzato di Alta Formazione "Corporate governance e parità di genere. Prima applicazione e prospettive". Le relazioni sono state introdotte dalla Prof. Avv. Sabrina Bruno(Associato di Diritto Commerciale e Amministratore non esecutivo di Snam e Banca Profilo), moderate dalla Prof.ssa Valeria Falce (Università Europea di Roma), Coordinatore Scientifico del Corso, e animate dalla Prof. Avv. Andrea Gemma (Associato di Istituzioni di Diritto Privato presso l'Università degli Studi di Roma Tre) e dal Prof. Avv. Carlo Bonzano (Ricercatore confermato e Professore aggregato di Procedura Penale presso l'Università Europea di Roma). A seguire, la testimonianza della Dott.ssa Paola Maria Moreschi, Vice Presidente di Le Assicurazioni di Roma. Qui sotto le slide mostrate durante i lavori dell'incontro di oggi. I materiali dei precedenti incontri sono disponibili a questo link o seguendo i collegamenti del pdf in fondo alla pagina. 3 ottobre 2014
  • Accesso all'informazione e alla conoscenza, le sfide del diritto d'autore nel libro curato dalla Prof.ssa Dana Beldiman - abstract del contributo “Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebala

    "Access to information and knowledge: 21st century challenges in intellectual property and knowledge governance", a cura della docente della Bucerius Law School di Amburgo e della University of California,  contiene tra gli altri il contributo ”Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebalance Incentives and Access” di Andrea Stazi (Università Europea di Roma) e Maximiliano Marzetti (FLACSO): scarica l'abstract  [caption id="attachment_4077" align="alignright" width="188"]Pubblicato nel dicembre 2013  Pagine: 328 Hardback: 978 1 78347 047 1  ebook ISBN: 978 1 78347 048 8 Pubblicato nel dicembre 2013
    Pagine: 328
    Hardback: 978 1 78347 047 1
    ebook ISBN: 978 1 78347 048 8[/caption] "Un libro importante, che riunisce i maggiori studiosi provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti per esplorare la sfida dell'accesso nell'ambito delle leggi sul diritto d'autore. Il dibattito viene riformulato concentrandosi sul ruolo critico che riveste l'eccesso tempestivo alle informazioni nei sistemi economici basati sull'innovazione. Vale la pena leggerlo". Così Michael W. Carroll della American University Washington College of Law descrive "Access to information and knowledge: 21st century challenges in intellectual property and knowledge governance", volume curato dalla Professoressa Dana Beldiman, docente presso la Bucerius Law School di Amburgo e press l'Hastings College of Law della University of California. Nelle nuove economie della conoscenza è necessaria una massiccia circolazione di informazioni per stimolare l'innovazione, una dinamica che spesso genera punti di frizione con le leggi sul diritto d'autore. In questo contesto, pensatori di spicco nel panorama della protezione della proprietà intellettuale esplorano le caratteristiche di quella che, nel 21esimo secolo, si pone come "sfida dell'accesso", elemento che si pone all'interno della cornice generata dalla tensione tra l'interesse per il libero fluire delle informazioni e la frammentazione della conoscenza creata da legislazioni stringenti in materia di proprietà intellettuale. In alcune aree questa tensione sembra risolversi in un cambiamento delle leggi nella direzione di una maggiore apertura, sia a causa di nuovi modelli di business, sia per il miglioramento degli strumenti legali o delle interpretazioni delle leggi esistenti in un'ottica di maggiore apertura. I capitoli del libro esplorano le sfide incontrate da questo processo di "apertura" da prospettive diverse, tra le quali: • apertura dell'accesso ai dati della pubblica amministrazione e della ricerca scientifica • aumento dell'uso delle licenze • rimodulazione dei contorni delle leggi sulla proprietà intellettuale individuale • inclusione di nuovi stakeholders nel dibattito sulla proprietà intellettuale • spostamento delle sfide sui flussi delle informazioni in un'arena internazionale Identificando alcune delle sfide centrali relative alla proprietà intellettuale e al suo percorso di adattamento al modello di conoscenza richiesto dai nuovi sistemi economici, questo libro fornisce una lettura illuminante per accademici, politici e avvocati che si occupano di leggi in materia di proprietà intellettuale e di circolazione della conoscenza. Nel volume è contenuto tra gli altri il contributo "Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebalance Incentives and Access", di Andrea Stazi (Università Europea di Roma) e Maximiliano Marzetti (FLACSO). Di seguito l'abstract e il sommario.

    Abstract

    The paper analyzes in historical perspective the law & economics of intellectual property. The impact of the “digital revolution” appears in fact analogous to that of Gutenberg’s press more than five centuries ago. The reaction of most industrial sectors negatively affected by the new technology is to block or difficult enabling legal change. Public choice scholarship explains the recent trend of strengthening intellectual property, and the limits to use digital content. The paper explores an alternative strategy to gain in efficiency and social welfare, by pushing a new balanced framework of intellectual property and consumer protection.

    Contents

    1. Intellectual property and technological evolution.
    2. Succinct economic analysis of intellectual property.
    3. IP in the digital environment and consumer interests.
    4. Law & economics of consumer protection.
    5. Public choice, interest groups and IP law.
    6. Pragmatic proposal: a consumer protection framework for IP.
    16 dicembre 2013
  • Agcom, operativo il regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Posteraro: "Un modello per i procedimenti della Pa. Nessuna minaccia alla libertà del Web"

    Entra in vigore oggi il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) lo scorso 12 dicembre. Le modalità applicative del regolamento, che promuove l’offerta legale di contenuti digitali e definisce le procedure di enforcement nel caso di violazioni commesse in rete o sui mezzi radiotelevisivi, sono state presentate lo scorso giovedì agli addetti ai lavori nell’ambito di un seminario organizzato presso la sede di Roma dell’Authority. Per l’invio delle istanze e la loro gestione è stata predisposta un’area dedicata accessibile dal sito Web dell’Autorità o direttamente dall’indirizzo www.ddaonline.it. Il sistema, messo a punto in partnership con la Fondazione Ugo Bordoni, prevede una procedura specifica che sarà interamente telematica, in linea con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione digitale. Per assistere e guidare chi voglia segnalare all’Autorità presunte violazioni e avviare così l’iter previsto dal regolamento, sono disponibili online un manuale d’uso e una guida alla compilazione del webform. Del regolamento si è discusso anche nella puntata del 30 marzo di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014 Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014[/caption] Ospiti dell'appuntamento Francesco Posteraro, Commissario Agcom e relatore del provvedimento, Fabio del Giudice, Direttore generale di Confindustria Italia, Carlo Blengino, Avvocato e Membro di NEXA Italia, Paolo Marzano, presidente del Comitato Consultivo sul diritto d'autore, Guido Scorza, blogger, giurista e giornalista, e Arturo Di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. "Un web form da compilare - ha affermato Posteraro - per una procedura che si svolge tutta online e che per questo può rappresentare un modello al quale ispirare altre iniziative della Pubblica Amministrazione". "Agcom - ha spiegato il Commissario - aveva già, leggi alla mano, il potere di emanare ordini nei confronti dei provider; il regolamento serve a regolare un'attività comunque legittima e a dare agli attori in gioco le dovute garanzie. Abbiamo messo in campo una procedura il cui l'interlocutore è il provider, ma nella quale diamo spazio a tutte le parti, inviando una segnalazione dell'avvio del procedimento anche all'uploader, al titolare delle pagine e al gestore del sito, raro caso di procedimento amministrativo in cui si dà spazio anche a parti che non sono oggetto del procedimento stesso. E comunque gli utenti finali non sono interessati da queste misure. C'è chi parla di minacce alla libertà del Web, ma è come affermare che il reato di calunnia possa rappresentare una minaccia alla libertà di informazione". "È chiaro - ha concluso Posteraro - che l'Agcom farà giurisprudenza. Il mio auspicio è quello di ritrovarci tra un anno qui a ringraziare chi, anche con le sue critiche, ci avrà dato modo di approfondire l'interpretazione dei provvedimenti. Ed è chiaro anche che noi agiamo diversi livelli sotto il Parlamento: qualora si decidesse di modificare le leggi sulle quali si basa la nostra azione le nostre iniziative regolamentari decadrebbero". LEGGI "Il Professor Alberto Gambino: 'Bene l'enforcement,ma attenzione a rispettare il ruolo dell'Autorità Giudiziaria'" ASCOLTA "Il Professor Alberto Gambino: 'Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali' " Qui sotto il testo integrale del regolamento. 31 marzo 2014
  • Agenda Digitale: quello che si vede, quello che serve alla Pa e l'equivoco sulla WebTax

    La governance e le priorità già indicate dal nuovo Governo di Matteo Renzi insieme ai nodi che andrebbero sciolti per traghettare la Pubblica Amministrazione italiana in una nuova era. L'analisi su Radio Radicale con Federica Meta, giornalista del Corriere delle Comunicazioni, Roberto Scano, presidente di IWA Italia, e Andrea Lisi, presidente di Anorc [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 2 marzo 2014 Ascolta il podcast della puntata del 2 marzo 2014[/caption] Alla fine ha scelto se stesso. Il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha licenziato una squadra di viceministri e sottosegretari tra i quali non figura alcuna specifica delega per l'Agenda Digitale, con il vertice dell'Esecutivo che dovrebbe quindi accentrare la governance delle politiche sull'innovazione e un più canonico incarico di sottosegretario alle Telecomunicazioni e frequenze affidato all'ex vicesindaco di Prato Antonello Giacomelli, che prende così il posto di Antonio Catricalà al Mise.
    Uno scenario che apre sostanzialmente a due letture. La prima, meno probabile, è che la mancanza di una delega specifica per l'Agenda sottintenda una scarsa attenzione per queste tematiche da parte del presidente del Consiglio; la seconda, più probabile, è invece che proprio alla luce della centralità che le politiche sul digitale rivestono per il futuro Matteo Renzi abbia deciso di occuparsene in prima persona, magari circondandosi di esperti della materia.
    Questo secondo punto di vista sembra trasparire anche dalle parole di chi alla vigilia delle nomine era stato indicato come probabile incaricato alle issues dell'Agenda, il deputato democratico Paolo Coppola: "È noto quanto il premier tenga a questi temi, quindi mi aspetto che settimana prossima ci dica in che modo voglia tenerli sotto l'attenzione del Governo. Andiamo avanti, senza arrenderci", ha dichiarato a caldo Coppola.
    L'analisi e la ricognizione di ciò che già si intravede e dei nodi che dovranno quanto prima essere sciolti dal nuovo Esecutivo è andata in onda nella puntata del 2 marzo di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone Sara Sbaffi. Ospiti dell'appuntamento Federica Meta, giornalista del Corriere delle Comunicazioni, Roberto Scano, presidente della International Webmaster Aassociation (IWA) Italia, e Andrea Lisi, presidente dell'Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale (Anorc). "Renzi sull'Agenda Digitale si gioca un po' la faccia - ha esordito Meta - era già una parta corposa del suo piano presentato alle primarie e l'idea è proseguire in parte sulla strada tracciata dal Governo Letta sotto due punti di vista. Il primo è quello della governance, e dunque mantenere il controllo dei progetti digitali sotto il cappello di Palazzo Chigi; il secondo è iniziare quel percorso sui tre progetti chiave di identità digitale, fatturazione elettronica e anagrafe digitale. A questo Renzi ha intenzione di aggiungere un respiro più politico,  trasformare quella che è una lista di cose da fare in un'idea di Paese, tanto che il dossier sulle politiche digitali è stato affidato al suo uomo di fiducia Graziano Delrio". "Inoltre - ha proseguito Meta - c'è da parte del nuovo presidente del consiglio una grande attenzione alle startup, tanto che la sua prima uscita pubblica sia andato a visitare una startup veneta. Per facilitare la loro diffusione intende lanciare un grande piano industriale che porti ad una revisione della fiscalità per creare un ambiente più favorevole alle nuove imprese". Intanto il consiglio dei ministri dello scorso venerdì ha preso già un'importante decisione stabilendo l'abolizione della WebTax, la norma voluta dal deputato del Partito Democratico Francesco Boccia e la cui attuazione è stata rinviata poco prima della caduta del Governo Letta, salvo poi rischiare di diventare operativa già da sabato. La scorsa settimana, infatti, la mancata approvazione del decreto Salva Roma ha messo in pericolo l'emendamento che, appunto, posticipava l'entrata in vigore di una norma che avrebbe imposto agli operatori dell'online advertising di fornirsi di partita Iva italiana. LEGGI "Webtax, il dibattito si infiamma a ridosso del passaggio in Senato" Matteo Renzi su Twitter ha rimandato la discussione sulle misure in materia di tassazione degli operatori online ad un contesto di normazione europeo. E lo ha fatto rispondendo ad un cinguettio di Scano.   Ma nelle scorse ore l'abrogazione è stata messa in dubbio in quanto nella delega fiscale ci sarebbero gli strumenti che obbligherebbero il Governo alla reintroduzione di una norma simile. "Non è così - ha affermato il presidente di IWA Italia - l'articolo 9 della delega fiscale dice esclusivamente che bisognerà prevedere un qualcosa sulla tassazione di tutte le attività transnazionali, e dunque non solo dell'online, a seguito anche di decisioni in sede europea e tenendo conto di esperienze internazionali. Un ampio respiro sia in termini di tempo che geografici". "Certo - ha chiosato Scano - aspetto a vedere effettivamente il testo del decreto per capire se è stata abrogata tutta la WebTax o solo il comma 33, il cosidetto 'comma Boccia'" . Il dibattito ha virato verso la dematerializzazione dei processi della Pubblica Amministrazione con l'intervento di Lisi: "Sembrerebbe la volta buona, perché dal 6 giugno sarà impossibile non fatturare elettronicamente verso la Pa. Quello che mi rende perplesso nei confronti di questo progetto è che se l'infrastruttura sarà pronta per quella data, potrebbe non esserlo il processo di alfabetizzazione dei professionisti, dei fornitori e dell'apparato umano della Pa. Soprattutto perché occorre contezza di quello che realmente significa fatturare verso la Pa, che non è solo produrre un documento fiscale, ma produrre un documento che deve essere conservato con tutte le caratteristiche e gli accorgimenti che gli permettano di garantire loro valore legale". "Importante il discorso sui datacenter - ha continuato Lisi - che a sentire Agostino Ragosa, commissario dell'Agenzia per l'Italia Digitale, avrebbero dovuto essere centralizzati e messi in rete. Un discorso che come tanti altri è stato cavalcato in termini di principi e normative generali, ma non abbiamo norme tecniche che garantiscano una reale traduzione nella realtà di questi buoni propositi. Parliamo da anni di tematiche che non hanno mai trovato questa traduzione normativa". "Se vogliamo fare l'Agenda Digitale, anche solo nella sua versione più semplificata, il tema sul piatto è lo switch off della Pubblica Amministrazione - ha chiosato Meta - è questo il presupposto per poi attuare tutte le altre misure". "Rendiamoci conto - ha affermato Scano - che anche gran parte del mondo industriale non è alfabetizzato al digitale. Se non creiamo la necessità all'imprenditore di innovare il suo rapporto con la Pa non si va da nessuna parte. Occorre introdurre una vera e propria cultura del digitale che permetta ai privati di non vivere la digitalizzazione delle procedure come una imposizione, ma percepirla come un bisogno a apprezzarne i vantaggi". LEGGI "La staffetta Letta-Renzi: cosa resterà dell'Agenda Digitale?" Immagine in home page: agendadigitale.eu 3 marzo 2014
  • Andrea Stazi Professore Associato di Diritto Comparato, le felicitazioni della direzione scientifica di Dimt

    La direzione scientifica di Dimt saluta con soddisfazione il conseguimento dell’abilitazione quale Professore Associato di Diritto Comparato di ANDREA STAZI, caporedattore della nostra Rivista, con l’augurio di raggiungere ulteriori e meritati successi accademici. Ad maiora! Andrea Stazi, Laureato in Giurisprudenza presso l’Università “Luiss Guido Carli”, con la votazione di 110/110 cum laude, menzione speciale e dignità di stampa, è Ricercatore e docente di Diritto privato comparato presso l’Università Europea di Roma, dove insegna altresì Diritto dell’informatica e della comunicazione. Membro del Collegio dei docenti del Corso di dottorato in “Categorie giuridiche e tecnologia” dell’Università Europea di Roma. Vice-Coordinatore del modulo di Diritto dell’Unione Europea e docente di Diritto dell’Unione Europea e di Informatica giuridica presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della medesima Università. Coordinatore del Corso di perfezionamento in Diritto e Gestione della Proprietà Intellettuale, della Concorrenza e delle Comunicazioni dell’Università ”Luiss Guido Carli”. Research fellow presso il Max-Planck Institut für Geistiges Eigentum, Wettbewerbs- und Steuerrecht, Monaco di Baviera (dal 2007). Senior researcher presso l’Osservatorio di Proprietà Intellettuale, Concorrenza e Comunicazioni dell’Università “Luiss Guido Carli” (dal 2003; direttore: Prof. G. Ghidini). Membro del Comitato scientifico della rivista “Concorrenza e Mercato” (Giuffré). Consigliere giuridico del Sottosegretario di Stato alla Difesa. Funzionario presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Relatore a numerosi Convegni e Seminari e collaboratore in diversi progetti e gruppi di ricerca. Dottore di ricerca in Disciplina e Libertà della Concorrenza presso l’Università degli Studi di Perugia. Abilitato all’esercizio della professione di avvocato presso il Foro di Roma. Aspen Junior Fellow. Socio della International Association for the Advancement of Teaching and Research in Intellectual Property (ATRIP), dell’International Institute of Communications (IIC), dell’Associazione Italiana di Diritto Comparato (AIDC), dell’Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale (AIPPI) e della Società italiana di Diritto ed Economia (SIDE).
  • Anno III - Numero 4 - Ottobre/Dicembre 2013

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    Con contributi di

    Lorenzo Delli Priscoli, Valeria Falce, Gustavo Ghidini, Daniela Messina,

    Maria Cecilia Paglietti, Giuseppe Pennisi e Marco Scialdone

    Sommario

    Cultura, industria e proprietà intellettuale 

    Il ruolo degli utenti nella generazione dei contenuti creativi di Marco Scialdone

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    Mercato, concorrenza e regolazione 

    Trade Secret Protection in the Innovation Union. From the Italian approach to the UE solution di Valeria Falce

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    Appraisal Parameters, Selection Criteria and Regulations for Long-Term Investment in Europe: Issues and Possible Solutions di Giuseppe Pennisi

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    Pratiche commerciali e tutela dei consumatori

    Beauty rules: la responsabilità per la circolazione giuridica dei cosmetici alla luce del Reg. 1223/2009 di Maria Cecilia Paglietti

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    Comunicazioni elettroniche, audiovisivo e garanzie

    Il pluralismo radiotelevisivo nel panorama della convergenza tecnologica: il caso della Web TV e delle Over-the-Top TV di Daniela Messina

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    Diritti della persona e responsabilità in rete 

    Internet e il diritto alla riservatezza dei dati personali contenuti in atti parlamentari di Lorenzo Delli Priscoli

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    Rubrica “Diverso Avviso” a cura di Gustavo Ghidini

    Proprietà Intellettuale: per una prospettiva sistematica

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