DIMT.IT - antitrust

  • "Antitrust in Emerging and Developing Countries" - New York, October 24, 2014

    New York University School of Law and Concurrences Journal will launch the inaugural conference "Antitrust in Emerging and Developing Countries" at NYU School of Law in New York City on Friday, October 24, 2014. The conference will feature the law, practice and policy in several of the most antitrust-prominent developing nations, including China, India, Brazil, Mexico, and South Africa. In the last several years developing countries have acquired a high profile in the world of antitrust. Issues of context, resources, institutions and state of development present challenges to the newer authorities in making their markets work. Competition law enforcement presents cross-border business risks and counseling opportunities. The issues of competition policy in the context of various stages of development have been under-explored in the antitrust world in spite of their increasing relevance. The program aspires to bridge the gap and help policy makers and practitioners keep pace with the new reality. In addition to learning and sharing, the conference will present a unique occasion to network with some of the most knowledgeable and thoughtful leaders in competition and development in the world. The full conference program is available following this link.
  • "App gratuite e pagamenti nascosti", Altroconsumo segnala Apple e Google all'Agcm

    "Scarichi un gioco gratuito sullo smartphone o sul tablet, giochi per un po’, ma proprio quando il gioco diventa interessante ti chiedono di acquistare componenti, accessori, attrezzi o risorse indispensabili per proseguire". Descrivendo questo scenario Altroconsumo spiega il senso della segnalazione inviata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta nei confronti di Apple e Google. "Si chiamano acquisti in-app - spiega l'associazione - perché fatti all’interno del gioco stesso, ma si tratta di acquisti veri e propri con addebiti reali sulle carte di credito; sono di fatto previsti da un gran numero di app (soprattutto giochi) che si possono scaricare (all’apparenza gratuitamente) dall’Apple Store e da Google Play. Si tratta però di una pratica commerciale aggressiva, vietata dal Codice del Consumo, soprattutto se si pensa che la maggior parte di questi giochi sono destinati ai bambini". Altroconsumo si concentra dapprima sulla possibilità che minori scarichino questo tipo di applicazioni all'insaputa dei genitori, dato che "sia Apple che Google offrono (per comodità) la possibilità di acquistare o scaricare dagli store ciò che si vuole senza dover inserire nuovamente la password di sicurezza per un lasso di tempo determinato dopo il primo acquisto"; in secondo luogo, sulla possibilità che sia i minori sia gli adulti possano restare ingannati dalla presunta gratuità dell'app, evidenziando il fatot che il Codice del Consumo fa rientrare tra le pratiche commerciali aggressive anche l'inclusione "in un messaggio pubblicitario di un’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati”. "Se si considera poi che Apple incassa il 30% di tutti gli acquisti in-app - chiosa Altroconsumo - che detiene l’esclusiva gestione di tutti i giochi che girano sui dispositivi iOS e che i giochi generano per Google circa l’80% delle entrate complessive del suo store, abbiamo deciso di segnalare entrambe le aziende. Una situazione piuttosto delicata se anche la Commissione Europea, a febbraio 2014, ha convocato formalmente Apple e Google per discutere della tematica degli acquisti in-app e delle potenziali criticità per i diritti dei consumatori, e che Apple (a gennaio di quest’anno) ha persino raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission (FTC) statunitense per un risarcimento di 32,5 milioni di dollari a favore delle famiglie che avevano subito un danno derivante da acquisti in-app effettuati da minori senza il consenso dei genitori". 18 aprile 2014
  • "Concorrenza e crescita, il ruolo delle Autorità Antitrust", il Convegno nell'ambito del Master in "Diritto della concorrenza e dell'innovazione" Luiss Guido Carli - Università Europea di Roma

  • "Diritti e benessere del consumatore nell'ecosistema digitale", a Roma il 14 maggio

    Roma, 14 maggio 2015

    Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

    L’inizio del XXI secolo è stato segnato dalla deflagrazione delle potenzialità offerte dalla rete Internet che ha contribuito in modo determinante all’avvento della c.d. globalizzazione, dando vita a nuove forme di comunicazione, di vita e di lavoro fino a generare una nuova economia in un vero e proprio ecosistema digitale. Smartphone, tablet, social networks, banche dati digitali, wearable devices per il monitoraggio della salute, app, download di brani MP3, alias, pagamenti wireless, hanno travolto quegli schemi di scambio culturale ed economico che solo fino a dieci anni fa erano rappresentati da altre icone quali le bacheche nei corridoi, le agende (di carta), gli assegni, i contanti, i libri, i dischi in vinile, le lettere. E con essi un modo di fare business che oggi appare, per taluni versi, così remoto da sembrare “preistorico”. In questo scenario, l’evoluzione tecnologica è stata entusiasmante, coinvolgendo, anche attraverso la crescente semplicità della user experience, sempre più cittadini di ogni età. Tuttavia, l’innovazione tecnologica è stata foriera non solo di un maggiore benessere del consumatore - che ha ogni giorno di più il mondo a portata di mano - ma anche di notevoli insidie per i sempre più numerosi fruitori di beni e servizi digitali e per il mercato rispetto alle quali l’intervento del legislatore non sempre è stato tempestivo ed efficace come avrebbe dovuto. È inoltre storia recentissima la vicenda - da poco conclusa in Italia, Francia e Svezia con l’assunzione di impegni vincolanti da parte delle società coinvolte - che ha contrapposto le agenzie di viaggio on-line a quelle c.d. tradizionali che sono quindi dovute ricorrere all’Autorità antitrust affinché ponesse rimedio alle pratiche anticoncorrenziali che dal mercato tradizionale si erano spostate a quello on-line, cambiando ecosistema ma non i danni subiti dai consumatori a causa della distorsione della concorrenza. È questo il contesto nel quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet (IAIC), ha promosso, con il coordinamento scientifico della prof.ssa Valeria Falce dell’Università Europea di Roma e del Commissario AGCM dr.ssa Gabriella Muscolo, un convegno finalizzato a comprendere l’evoluzione dei mercati, dell’effettivo benessere e della tutela dei consumatori anche alla luce delle più recenti innovazioni normative di matrice comunitaria. Il convegno si terrà il prossimo 14 maggio, presso la sede dell’Autorità, in occasione della pubblicazione del volume "I nuovi diritti dei consumatori" curato dal prof. Alberto Maria Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava - un commentario ragionato e analitico delle singole disposizioni del Codice del Consumo riformato, che, all’indomani del recepimento della Direttiva Consumer Rights, si propone di offrire ai diversi stakeholders un concreto ausilio nell’interpretazione e nell’applicazione della rinnovata normativa consumeristica - nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma e diretto dai professori Gustavo Olivieri e Gustavo Ghidini. L’incontro sarà presieduto e moderato dalla dr.ssa Gabriella Muscolo, componente dell’AGCM e vedrà la presenza del prof. Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’on. prof. Stefano Quintarelli, oltre all’intervento dei professori Paul Nihoul, Alberto Gambino, Gustavo Olivieri, Massimiliano Granieri, Marco Gambaro, Valeria Falce, Vincenzo Meli, Giovanni Calabrò e Gustavo Ghidini. Locandina-Diritti-e-benessere-del-consumatore-nellecosistema-digitale-Roma-14-maggio-2015
    Recensione de “I nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014”   Contratti online, negoziazione assistita e teleselling: i nuovi diritti dei consumatori nel convegno a Roma. All’attenzione dell’Agcm
    29 aprile 2015
  • "Diritto antitrust e appropriatezza terapeutica dei farmaci. Il caso Avastin-Lucentis" - Roma, 21 novembre 2014

  • "Pratica commerciale aggressiva" contro operatori medico-sanitari: Antitrust sanziona società portoghese per 500mila euro

    medici"A seguito di una pratica commerciale aggressiva, è stata irrogato una sanzione di 500mila euro alla società portoghese United Directorios Lda". Ad annunciare il provvedimento è l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale aveva aperto un procedimento "in base alle segnalazioni di numerosi operatori medico-sanitari italiani che hanno ricevuto fatture per importi consistenti, anche oltre mille euro, per l’iscrizione a una banca dati online a cui non avevano mai chiesto di aderire". "La pratica commerciale in questione - spiega l'Agcm in una nota - era particolarmente articolata e complessa. All’inizio la società raccoglieva i dati relativi agli operatori medico-sanitari, senza informarli preventivamente. Poi li pubblicava in un database denominato Registro Italiano dei Medici, accessibile esclusivamente online sul sito www.registromedici.com. Gli incaricati della United Directorios Lda contattavano poi sistematicamente gli operatori medico-sanitari inseriti nel Registro, chiedendo loro di verificare e correggere i propri dati riportati in un modulo: questo, una volta firmato e ritrasmesso, comportava l’inconsapevole sottoscrizione di un abbonamento al servizio telematico di annunci pubblicitari a pagamento sopra descritto, di durata triennale. In caso di mancata disdetta scritta, il rapporto veniva automaticamente rinnovato". "Solo dopo la scadenza dei termini per l’esercizio del diritto di ripensamento contrattualmente previsto - prosegue l'Authority - la società portoghese procedeva a inviare la fattura della prima rata annuale. A questa faceva seguito una lunga serie di solleciti di pagamento delle rate insolute, caratterizzati da toni sempre più aggressivi, con l’aggiunta di ulteriori somme a titolo di interessi di mora e spese di recupero. In diversi casi, inoltre, la United Directorios Lda ha rafforzato il meccanismo intimidatorio, reiterando i solleciti di pagamento e minacciando di adire un’autorità giudiziaria straniera per procedere al recupero coattivo dei crediti nei confronti delle microimprese medico-sanitarie coinvolte dalla pratica commerciale. La stessa società paventava contemporaneamente la possibilità di un ulteriore aggravio economico rispetto alle somme già richieste". 7 dicembre 2015
  • "Proprietà Intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?". In occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma

    La tutela della Proprietà intellettuale e la disciplina Antitrust sono due aspetti del mercato destinati a confliggere o c'è una strada che permetta loro di entrare in una proficua sinergia? È questa la domanda al centro del convegno che il 26 marzo 2014 avrà luogo presso l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in piazza Verdi, 9, a Roma. L'evento, organizzato in occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma, sarà dunque l'occasione per approfondire, con l'aiuto di autorevoli accademici ed esperti del settore, le dinamiche con le quali evolvono e si sovrappongono due aspetti centrali nell'economia dell'informazione. A fare gli onori di casa sarà il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella, il quale sarà seguito nell'introduzione ai lavori dal Professor Gustavo Ghidini, Professore presso la Luiss Guido Carli. La prima tematica a finire sotto la lente sarà la "Questione in tema di marchi", al centro degli interventi del Professor Giovanni Cavani (Università di Modena e Reggio Emilia), della Dott.ssa Anna Argentati, funzionario dell'AGCM, e del Professor Gianni Capuzzi (LUISS). Subito dopo sarà la volta della "Questione in tema di copyright", aspetto che sarà analizzato nelle relazioni della Professoressa Valeria Falce (Università Europea), del Dott. Antonio Buttà (AGCM) e del Professor Francesco Graziadei (LUISS). La "Questione in tema di brevetti" vedrà invece protagonisti gli interventi della Professoressa Emanuela Arezzo (Università di Teramo), del Dott. Luca Arnaudo (AGCM) e del Professor Andrea Stazi (Università Europea). Le conclusioni saranno affidate al Professor Gustavo Olivieri (LUISS). La partecipazione al convegno è libera e gratuita previa gentile conferma tramite l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Locandina 26 marzo 2014

  • "Questioni di diritto d'autore", la presentazione della Prof.ssa Valeria Falce al Convegno “Proprietà intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?”

    "È pacifico il traguardo ad una moderna concenzione della concorrenza che ormai scorge un denominatore comune tra disciplina autorale e disciplina Antitrust, con l'esistenza di strumenti diversi che promuovano con tecniche diverse la finalità del benessere collettivo e la corretta allocazione delle risorse". Così la Prof.ssa Valeria Falce, ordinario di Diritto dell'Economia presso l'Università Europea di Roma, intervenendo nel corso di “Proprietà intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?", convegno che ha avuto luogo lo scorso 26 marzo 2014 presso l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM). Di seguito il materiale presentato contestualmente all'intervento. 13 maggio 2014
  • "Search neutrality e benessere del consumatore", l'abstract dell'intervento della Prof.ssa Valeria Falce al convegno in Agcm

    Di seguito l'abstract dell'intervento con il quale la Prof.ssa Valeria Falce [*] ha partecipato al convegno “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, che ha avuto luogo nel pomeriggio di giovedì a Roma presso la sede dell'Agcm.

    Search neutrality e benessere del consumatore 

    Si riaccende il dibattito sulla neutralità dei motori di ricerca anche al di qua dell’oceano.

    Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese. Da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile u.s a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca. Da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce al § 3 i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione. Ora, nell'ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell'innovazione nell'economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una (aggressiva ma pur sempre) legittima iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l'innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito. La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi, tra i quali: 1) la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? 2) e semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? 3) più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo? Le risposte a queste domande si inseriranno poi in un mosaico più ampio, la Digital Single Market Strategy for Europe. Qui, la Commissione preannuncia entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto 4 diverse ed intrecciate prospettive: 1) la trasparenza nei risultati di ricerca; 2) l’uso delle informazioni acquisite; 3) le opportunità e gli ostacoli (per consumatori e imprese) nel passaggio da una piattaforma ad un’altra; 4) le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet. Alla fine bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell'ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up (è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud), lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali (è quanto sta accadendo con il caso Google UE) o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio.   [*] Professore di diritto dell'economia presso l’Università Europea di Roma; Membro della Commissione Ricorsi avverso i Provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi; Visiting Fellow presso lo Schuman Centre dell’Istituto Universitario Europeo; Socio Fondatore dell’Accademia Italiana del Codice di Internet; Coordinatore scientifico del Master della LUISS e dell’Università Europea di Roma in Diritto dell’innovazione e della concorrenza.
  • "Sfide competitive e soluzioni antitrust", report del convegno che inaugura ciclo di Seminari dedicati alla Digital Single Market Strategy

    Di seguito il report dei lavori di “Sfide competitive e soluzioni antitrust“, workshop tenutosi a Milano lo scorso 16 dicembre di Francesco Vizzone

    Dopo i saluti e l’introduzione ai lavori da parte del Prof. Federico Ghezzi, il Prof. Alberto Gambino ha illustrato gli ambiti e i temi dell’iniziativa con la quale le Università Europea di Roma e Bocconi di Milano hanno inteso avviare un Ciclo di workshop dedicati alla Digital Single Market Strategy for Europe, muovendo dalle Sfide competitive e soluzioni antitrust.

    Il Prof. Gambino ha poi illustrato le altre linee di ricerca e di approfondimento lungo le quali si snoderanno i successivi seminari, a partire dal prossimo che sarà ospitato presso l’Università Europea e che si soffermerà sulla responsabilità degli intermediari sulle reti di comunicazione elettronica (c.d. Internet Service Provider).

    È seguita l’ampia relazione dell’Ing. Roberto Viola nell’ambito della quale il Direttore generale ha esaminato le iniziative in corso per la realizzazione della Digital Single Market Strategyper soffermarsi tra l’altro sugli snodi critici e sui risultati attesi, nonché sulla recente pubblicazione delle proposte di direttiva tese a disciplinare le vendite transfrontaliere nonché lo scambio di contenuti digitali online, che sono ispirate agli studi già svolti in occasione della proposta di regolamento per una Common European Sales Law (CESL) del 2011. L’Ing. Viola ha concluso l’intervento manifestando interesse nei confronti di iniziative scientifiche tese ad approfondire le dinamiche di mercati in continua evoluzione.

    È dunque intervenuta la Prof.ssa Mariateresa Maggiolino che, entrando nel vivo del tema dell’incontro, ha sollecitato la platea a considerare le peculiarità dello scenario digitale con particolare riguardo all’ambiente web rispetto al quale si colgono evoluzioni significative che, come tali, impongono un’attenta valutazione al fine di un corretto inquadramento. In proposito, il caso delle app per il dating online dimostra come le condotte apparentemente restrittive della concorrenza in ordine alla gestione dei dati degli utenti da parte di un attore del mercato non abbiano di fatto impedito l’avvento di una impresa concorrente che si è affermata, nonostante le dette restrizioni, grazie all’innovazione tecnologica e al diverso modello di business proposto pur rivolgendo i propri servizi alla medesima utenza.

    Il tema è stato ripreso dalla Prof.ssa Valeria Falce che ha incentrato la sua relazione sulla necessità di modernizzare alcune delle categorie antitrust tradizionali, che allo stato risultano inidonee ad intercettare comportamenti che incidono su mercati digitali, in cui l’innovazione attiva incessanti processi di distruzione creativa che conducono alla soppressione di alcuni mercati, all’emersione di nuovi e al travolgimenti di altri ancora. Esempio di questo fenomeno sono i motori di ricerca, l’elaborazione di algoritmi sempre più sofisticati e l’esigenza di catturare l’attenzione dei consumatori. Prova della necessità di affinare lo strumentario antitrust è il recente caso Google Shopping, in cui i contorni del mercato rilevante (mercato della ricerca generica) si fanno sfuggenti come pure la posizione dominante rivestita al suo interno, e rispetto al quale l’effetto anticoncorrenziale merita di essere approfondito in termini di pregiudizio all’innovazione e al benessere dei consumatori.

    Infine, il Professor Pierluigi Parcu e il Dott. Andrea Pezzoli, dai rispettivi punti di osservazione e sulla scorta delle diverse competenze ed esperienze, hanno dato conto di come l’attuale “scatola degli attrezzi” antitrust sia sufficiente ad affrontare le sfide portate dall’innovazione tecnologica e come spetti dunque all’interprete servirsi dei tools offerti dall’ordinamento in modo attento e puntuale in relazione alla peculiarità dei modelli di business e dei singoli casi che devono pertanto essere valutati in concreto case by caseanche alla luce dei paradigmi sopra ricordati. A tale scopo hanno evidenziato altresì come, proprio per l’imprevedibilità e l’innovatività di certi servizi, non sia possibile regolare ex ante la materia ma come, viceversa, l’attività regolatoria ex ante e quella antitrust compiuta ex post debbano integrarsi e non sovrapporsi, attesa la diversa portata dei rispettivi interventi, anche al fine di non creare inutili ostacoli allo sviluppo del mercato. Il Dott. Pezzoli ha poi ricordato il successo della cooperazione internazionale tra le Autorità antitrust italiana, francese e svedese nella soluzione – attraverso degli impegni assunti dalle società coinvolte - dei casi delle On-line Travel Agencies (OTA) Expedia e Booking che, attraverso l’inserimento di clausole contrattuali abusive quali ad esempio quelle della parità di prezzo, avevano non solo ristretto l’offerta ai consumatori ma altresì posto barriere all’ingresso di possibili nuovi protagonisti del mercato.

    [gallery type="slideshow" ids="21736,21755"] 23 dicembre 2015
  • "Sfide competitive e soluzioni antitrust": a Milano il 16 dicembre

    Si terrà mercoledì 16 dicembre a Milano "Sfide competitive e soluzioni antitrust", workshop che inaugura un Ciclo di Seminari dedicati alla Digital Single Market Strategy, che si svolgeranno con cadenza semestrale alternativamente presso le Università Bocconi di Milano ed Europea di Roma. Nell'ambito dei Seminari verranno discusse con approccio comparativo e multidisciplinare le sfide, le opportunità e le insidie dell'Agenda Digitale‎ con l'obiettivo di suggerire proposte e soluzioni per promuovere lo sviluppo di società effettivamente inclusive ed interconnesse nel rispetto dei diritti fondamentali. ‎Dopo i saluti di Federico Ghezzi (Università Bocconi) e l'introduzione di Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma), interverranno come ospiti Roberto Viola (DG Connect), Maria Teresa Maggiolino (Università Bocconi), Pier Luigi Parcu (European University Institute), Valeria Falce (Università Europea di Roma), Andrea Pezzoli (AGCM) e Antonio Nicita (Sapienza e AGCOM).

    La partecipazione e' gratuita, previa‎ iscrizione on line all'indirizzo www.unibocconi.it/eventi

    Locandina 16 dicembre 2015 - Milano
  • "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", a Roma l'11 settembre

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS il prossimo 11 settembre in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato dall’Avv. Marco Pierani, Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. È stato richiesto l’accreditamento per la formazione continua degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", oggi a Roma

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS nel pomeriggio di oggi in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato da Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. 11 settembre 2015
  • “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”: report, video, audio e materiali del convegno presso l'Agcm

    L'evento, promosso dalla stessa Autorità e dall'Accademia Italiana del Codice di Internet, ha avuto luogo il 14 maggio. Hanno partecipato ai lavori il Presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, l'on. Stefano Quintarelli e diversi accademici impegnati nell'analisi dello scenario aperto dai mercati digitali "Abbiamo identificato i fenomeni ambientali, nuovi e complessi, del sistema Internet, esaminato le regole esistenti e i loro enforcement, ma soprattutto abbiamo tentato di formulare delle proposte di regolamentazione futura e di evoluzione dell'enforcement stesso". È così che la Dott.ssa Gabriella Muscolo[audio], componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha chiuso i lavori di “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, evento che ha avuto luogo presso l'Auditorium dell'Agcm nel pomeriggio di giovedì 14 maggio. A promuovere l'appuntamento la stessa Authority unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet in occasione della pubblicazione del volumeI nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014 ”,curato dal Prof. Alberto Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava, nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma.

    I video degli interventi

    Il Prof. Giovanni Pitruzzella[audio],Presidente dell’Agcm, ha aperto i lavori sottolineando che "nell'ultimo periodo l'Antitrust tende ad instaurare un rapporto sempre più frequente con l'accademia, con gli studiosi e con gli operatori proprio perché parliamo di un diritto di frontiera che richiede una evoluzione costante in rapporto con le grandi trasformazioni della tecnologia e dell'economia che caratterizzano questa era. La tutela del consumatore in ambiente digitale presenta delle peculiarità non solo normative, ma lancia una sfida alle Autorità antitrust, che l'Agcm ha raccolto in pieno aprendo e concludendo casi di un certo rilievo anche a livello europeo sia sul terreno della tutela del consumatore sia su quello della tutela della concorrenza. Sul primo piano ci siamo mossi come apripista, anche perché l'Autorità italiana gode di strumenti di enforcement probabilmente più raffinati rispetto a quelli di cui dispongono altri, ma sempre in una collaborazione che prevede scambi di informazioni in merito a un tema sul quale la Commissione europea credo voglia investire. Sul secondo secondo versante, abbiamo agito a stretto contatto con le altre Autorità, in particolare con quella francese e quella svedese, per raggiungere decisioni comuni". Il Prof. Gustavo Olivieri[audio],Direttore del Master, ha successivamente sottolineato il collegamento "fra le questioni affrontate nel volume e l'agenda che è stata recentemente pubblicata sotto forma di comunicazione dalla Commissione Europea sul mercato unico digitale, che apre un vero e proprio cantiere che occuperà gli ordinamenti nazionali per i prossimi anni sotto vari profili fra cui certamente quello della tutela del consumatore. Tra gli argomenti segnalati nell'agenda della Commissione c'è infatti, al paragrafo 3.4, rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Da questo punto di vista mi sembra che una delle chiavi di lettura sia delle novità recenti sia in prospettiva possa essere proprio quella di rafforzare la tutela e la confidenza dei consumatori con l'accesso ai servizi in rete. In questo senso credo che i dati recentemente pubblicati dall'Osservatorio sulle comunicazioni per l'Italia siano eloquenti e segnalino un preoccupante ritardo del nostro Paese. Basti citare che gli italiani che usano Internet per fare degli acquisti sono meno della metà della media europea". "Non credo - ha chiosato il Prof. Olivieri - basti soltanto rafforzare l'armamentario giuridico e la tutela per migliorare il quadro, ma è certamente uno degli elementi sui quali occorre lavorare per avvicinare i consumatori italiani all'uso della rete come strumento di acquisto e utilizzo di beni e di servizi. Diversi punti meritano di essere individuati: un primo tema è quello delle interferenze tra questa disciplina e altri settori che ne sono toccati e coinvolti, e penso al settore dei servizi di pagamento; un secondo settore che necessita di un coordinamento è quello del diritto d'autore sulla rete. Terzo punto, più in generale, sappiamo che in questi mesi si sta studiando l'attuazione della direttiva sui sitemi alternativi di risoluzione delle controversie; ci sono settori dove si è già fatto qualcosa di egregio, ma certamente c'è tutto il mondo dei servizi e dei prodotti commerciali che a mio avviso va pensato e coordinato per dare maggiore efficacia ed effettività alla tutela dei consumatori con servizi di risoluzione delle controversie che allo stato non possono dirsi, nel nostro Paese, sufficientemente sviluppati e che credo l'attuazione della direttiva contribuirà a rendere più efficienti". La sessione su Internet come facilitatore nella creazione e condivisione di beni e servizi è stata aperta dal Prof. Paul Nihoul[audio] (University of Louvain e Presidente di Ascola), il quale ha tracciato una evoluzione storica dei mezzi di comunicazione e delle peculiarità introdotte nelle varie fasi, concludendo sulla tensione e sulla convivenza tra una competizione "distruttiva" e una competizione "costruttiva". Convegno 14 maggio 2015 1 Dopo di lui l'On. Stefano Quintarelli[audio], deputato di Scelta Civica e Presidente del Comitato di Indirizzo dell'Agenzia per l'Italia digitale, ha esordito affermando che "il tema è squisitamente politico. Purtroppo in parlamento, in Italia, su mille parlamentari siamo solo tre informatici; l'effetto netto è che quando si discute di certe cose spesso non se ne capisce la rilevanza".  Quintarelli ha esaminato uno scenario nel quale "quelli che una volta erano abilitatori oggi sono nuovi intermediari", descrivendo Internet come "la dimensione immateriale dell'esistenza" e sostenendo che "mettere insieme la parola neutralità con motore di ricerca è un ossimoro. Il motore di ricerca deve fare delle scelte, e la trasparenza dell'algoritmo è una cosa impossibile. Anche se un problema esiste e dobbiamo farci la punta al cervello per trovare la soluzione". Convegno 14 maggio 2015 4Il Prof. Alberto Gambino[audio],Presidente dell'Accademia, ha ripercorso il lavoro che ha portato al commentario, prima di spiegare: "L'Accademia è una sorta di spin off del Prin La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure, ed è dunque una prosecuzione del percorso di studio di questi temi e contenuti, ai quali si punta a dare una caratterizzazione più pratica e pragmatica anche in una cornice di dialogo con le istituzioni e le autorità". La discussione che ne è seguita è stata presieduta e moderata dalla dott.ssa Muscolo: "I primi a dover migliorare la conoscenza dell'alto tasso tecnologico alla base dei nuovi mercati siamo proprio noi enforcer. Un assunto fondamentale è che tra mercato e diritti non vi è antinomia, ma questo mercato digitale è speciale e al suo interno si aprono questioni rilevanti". Convegno 14 maggio 2015 2 Il Prof. Marco Gambaro[audio] dell'Università degli Studi di Milano è intervenuto con una relazione dal titolo Dinamiche competitive in rete: "Agli albori della rete molti economisti sostenevano che con Internet, essendo più facile confrontare i prezzi, il mercato sarebbe andato meglio e la concorrenza avrebbe funzionato di più. Allo stesso tempo alcuni filoni di pensiero sostenevano che alcune nicchie non sfruttate a causa dei costi di transazione sarebbero state occupate. Ma la dispersione dei prezzi resta evidente anche nei mercati elettronici e la lunga coda non è così incisiva come si sperava". "Non è un fenomeno nuovo, ma la dimensione verticale della concorrenza è aumentata nei mercati digitali. Non è più utilizzabile un approccio statico all'attività di promozione della concorrenza, la definizione statica dei mercati funziona solo parzialmente. E il tema delle autorità antitrust diventa quello di assicurare che questo gioco dell'innovazione, dove i monopoli vengono scardinati da altra innovazione, possa evolvere nel modo corretto". "Su un altro fronte - ha proseguito il Prof. Gambaro - con i mercati digitali i consumatori si trovano in posizione più sfavorevole rispetto al negozio tradizionale; se infatti chi acquistava aveva la possibilità di tenere i soldi in una mano e il prodotto nell'altra, pagando a valle, ora deve pagare prima e sperare gli arrivi il prodotto, mentre gli intermediari sono distanti, le comunicazioni con essi spesso difficoltose e le piattaforme declinano responsabilità di terze parti. Credo bisognerà ragionare su come compensare alcune asimmetrie". Search neutrality e consumer welfare è stato l'argomento sul quale si è focalizzata la Prof.ssa Valeria Falce[audio] dell'Università Europea di Roma: "Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese: da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile scorso a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca; da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato unico digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione". "Nell’ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell’innovazione nell’economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una, aggressiva ma pur sempre legittima, iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l’innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito”. "La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi; ad esempio, la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? E semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? Più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo?”. "Nell'ambito del più ampio mosaico disegnato dalla Digital Single Market Strategy for Europe, la Commissione ha preannunciato entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto quattro diverse ed intrecciate prospettive: la trasparenza nei risultati di ricerca, l’uso delle informazioni acquisite; le opportunità e gli ostacoli, per consumatori e imprese, nel passaggio da una piattaforma ad un’altra e le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet". "Alla fine - ha concluso - bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell’ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up, ed è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud, lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali, ed è quanto sta accadendo con il caso Google Ue, o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio". Il Prof. Massimiliano Granieri[audio] (Università degli Studi di Brescia) ha concentrato la sua attenzione su Economia della conoscenza ed evoluzione dei mercati, approfondendo le criticità emerse in relazione al servizio Google News e al non sempre facile rapporto con gli editori in Europa: "Innanzitutto, ci troviamo a chiederci se sia estendibile la tutela proprietaria ad oggetti nuovi come gli snippets; in secondo luogo, è interessante notare che ci troviamo di fronte ad un inedito caso di rapporto tra proprietà intellettuale e concorrenza. Di solito il titolare del diritto abusava della sua proprietà per escludere un competitor, qui sarebbe invece il titolare a subire l'abuso da un soggetto che non si sa neanche bene se si possa considerare un concorrente. Entrano infine in ballo diritti fondamentali come quello all'informazione". “Bisogna dunque domandarsi innanzitutto se si possa argomentare un presidio proprietario, con tre prospettive; si, no e forse. La prima alletta gli editori, la seconda Google, la terza è una strada che porterebbe sostanzialmente a riconoscere un'eccezione a questo tipo di aggregazione delle notizie. Di sicuro c'è che questo caso in giro per l'Europa al momento ha prodotto dei danni, tanto da portare Google ad interrompere il suo servizio in Spagna, e bisogna dunque chiedersi se i consumatori stiano meglio o peggio. Quando il caso è approdato di fronte all'Agcm, essa ha rimandato il caso al legislatore con l'argomento che non può creare un presidio proprietario”. "È chiaro - ha chiuso il Prof. Granieri - che c'è un profilo di contrasto tra tecnologia e diritto d'autore, un contrasto che genera equilibri puntuali che si creano apparentemente con gli interventi del legislatore ma che in realtà vengono creati da movimenti di mercato", indicando come strada maestra per il regolatore quella di assecondare i movimenti stessi e non tentare di interferire con le naturali dinamiche di mercato. Nuove forme contrattuali e obblighi normativi è stato il focus del Prof. Vincenzo Meli[audio] (Università degli Studi di Palermo): "Da un lato abbiamo uno scenario modernissimo, dall'altro questo scenario esaspera problemi vecchi. Di fronte a questo mercato immateriale e globale abbiamo problemi materiali, locali e personali. In Europa siamo passati da norme tutto sommato abbastanza semplici, a norme sempre più complicate. La sfida dell'Authority è dunque su quali categorie e strumenti usare per interpretare queste nuove norme". Il Dott. Giovanni Calabrò[audio], Direttore generale per la tutela del Consumatore in Agcm, ha ripercorso alcuni dei recenti interventi dell'Authority chiosando che "oggi il consumatore ha bisogno di una tutela immediata. Certo l'Agcm non può dare tutela al singolo consumatore, ma è anche vero che spesso da singole segnalazioni emergono dei veri e propri iceberg". E allargando la visuale sull'Europa: "Abbiamo oltre 300 milioni di europei che fanno transazioni e solo il 15% di essi riesce a superare le frontiere, dato che ci fa capire molto sulle barriere e difficoltà ancora esistenti tra gli Stati. Da una parte dunque c'è il progetto ambizioso della Commissione, dall'altro occorre rafforzare la fiducia rafforzando le tutele. Va detto infine che la Commissione con la Direttiva consumer rights ha riavvicinato sistemi che avevano in alcuni casi discipline molto diverse e ha lanciato una importante campagna di educational. Perché l'idea di fondo è che il consumatore deve essere informato, non bastano direttive ed enforcement". L'ultimo intervento è stato quello del Prof. Gustavo Ghidini[audio 1 / audio 2] (Università LUISS Guido Carli), Condirettore del Master, incentrato su un particolare tipo di consumo, quello di prodotti finanziari: "Penso ad un risparmiatore che ha una modesta preparazione e sulle cui scelte di investimento la pubblicità può costituire una rilevante e concorrente fonte di influenza"; esaminando alcune delle tutele riconosciute al consumatore nell'ambito dell'acquisto di "beni mobili di consumo ordinari" il Prof. Ghidini ha affermato che "non si vede il motivo per negare una tutela corrispondente ai clienti al dettaglio di emittenti intermediari e distributori di prodotti finanziari perché in questa attività si espone il pubblico a rischi ben più elevati rispetto a quelli di un elettrodomestico inefficiente". "Sarei felice - ha auspicato la Dott.ssa Muscolo in chiusura - di dedicare nella Rivista Italiana di Antitrust una sezione ai risultati di questo convegno, sezione che proporrei di intitolare Don't look back".

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Le reti ed i servizi di nuova generazione La realizzazione delle reti di nuova generazione deve essere riconosciuta come un’esigenza prioritaria per la competitività dell’intero sistema economico e per la crescita, meritevole di un intervento di politica pubblica, in quanto le sole forze di mercato non portano – naturalmente – al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. I motivi sono noti. Per un verso, l’Italia non è caratterizzata da una diffusa cultura digitale e sono poche le famiglie (e le imprese) connesse ad Internet, come pure risulta modesto l’utilizzo dei servizi digitali on-line. Per altro verso, gli investimenti delle imprese private sono insufficienti – nel medio periodo – a garantire lo sviluppo diffuso delle reti di nuova generazione. Ciò in quanto si tratta di investimenti che comportano significativi costi irrecuperabili, mentre i connessi ricavi incrementali attesi dagli operatori appaiono altamente incerti. Ed è proprio tale incertezza, peraltro in un contesto di progressiva riduzione di ricavi e margini nell’industria delle TLC, che costituisce probabilmente il principale fattore di rischio che incide sugli (insufficienti) investimenti nelle nuove infrastrutture. Tuttavia, per programmare gli investimenti, sarebbe riduttivo considerare solo l’attuale domanda di servizi a banda ultra-larga, senza valutare che – nei prossimi anni – la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo agli utilizzi delle famiglie (video on-line, ad esempio), sia con riguardo alle esigenze della Pubblica Amministrazione e delle imprese private (cloud computing, ad esempio). Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti Appare fondamentale la definizione di un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture che individui in maniera organica le aree di intervento, semplifichi le relazioni tra i diversi decisori coinvolti e svolga una pianificazione degli interventi sulle infrastrutture, proseguendo nel contempo con l’accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ciò al fine di ridurre le incertezze che possono gravare sulle scelte di investimento degli operatori privati, rallentando lo sviluppo delle infrastrutture. In questo contesto, assume un rilievo significativo anche la politica di sostegno della domanda. Si potrebbero considerare ad esempio interventi pubblici volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni on-line al fine di rendere gli utenti maggiormente consapevoli della differenziazione dei servizi di connettività a Internet. Particolarmente efficaci possono essere politiche di sostegno della domanda sotto forma di voucher, sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e/o imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Dal lato dell’offerta, occorre garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all’obiettivo di digitalizzazione attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo, consentano di ridurre i tempi e i costi per la posa delle infrastrutture in fibra ottica. Vi è – inoltre – un evidente spazio per l’intervento pubblico diretto nelle aree del Paese che non risultano coperte dai piani di investimento privati. L’investimento pubblico deve però chiaramente coniugarsi con modalità di selezione degli operatori e scelte architetturali idonee a garantire una effettiva concorrenza. Agenda Digitale Europea, programmi pubblici, ruolo dei privati Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea può richiedere un differente insieme di politiche pubbliche che possono riguardare anche aree nelle quali gli operatori privati hanno già definito piani di investimento. In queste circostanze, è evidente che, tanto più la politica pubblica assume un ruolo di guida del processo innovativo del settore, tanto più occorre tenere presente i rischi per il funzionamento dei mercati e per il processo concorrenziale, sia nella sua declinazione statica che dinamica. Più in generale, l’intervento pubblico – che appare necessario anche nel nostro Paese per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea – può intrecciarsi con scenari di organizzazione del settore che presentano gradi di problematicità differenti con riguardo agli impatti concorrenziali e le misure regolamentari. "La realizzazione di un assetto di mercato caratterizzato dall’esistenza di un operatore di rete puro, non verticalmente integrato nella fornitura di servizi agli utenti finali - proseguono le Authorities - costituisce evidentemente lo scenario ideale sotto il profilo concorrenziale e più lineare dal punto di vista della regolamentazione; tuttavia, si tratta di uno scenario di assai difficile realizzazione concreta. Un eventuale scenario alternativo, in cui la struttura di mercato venisse a riorganizzarsi solo sulla figura dell’operatore dominante verticalmente integrato, implicherebbe – al contrario – uno scrutinio particolarmente attento sia sotto il profilo antitrust, sia in relazione alla sua disciplina regolamentare. Un terzo scenario è quello in cui si sviluppano forme di co-investimento tra una pluralità di operatori, eventualmente anche attraverso la costituzione di joint venture. 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