DIMT.IT - autorità

  • "App gratuite e pagamenti nascosti", Altroconsumo segnala Apple e Google all'Agcm

    "Scarichi un gioco gratuito sullo smartphone o sul tablet, giochi per un po’, ma proprio quando il gioco diventa interessante ti chiedono di acquistare componenti, accessori, attrezzi o risorse indispensabili per proseguire". Descrivendo questo scenario Altroconsumo spiega il senso della segnalazione inviata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta nei confronti di Apple e Google. "Si chiamano acquisti in-app - spiega l'associazione - perché fatti all’interno del gioco stesso, ma si tratta di acquisti veri e propri con addebiti reali sulle carte di credito; sono di fatto previsti da un gran numero di app (soprattutto giochi) che si possono scaricare (all’apparenza gratuitamente) dall’Apple Store e da Google Play. Si tratta però di una pratica commerciale aggressiva, vietata dal Codice del Consumo, soprattutto se si pensa che la maggior parte di questi giochi sono destinati ai bambini". Altroconsumo si concentra dapprima sulla possibilità che minori scarichino questo tipo di applicazioni all'insaputa dei genitori, dato che "sia Apple che Google offrono (per comodità) la possibilità di acquistare o scaricare dagli store ciò che si vuole senza dover inserire nuovamente la password di sicurezza per un lasso di tempo determinato dopo il primo acquisto"; in secondo luogo, sulla possibilità che sia i minori sia gli adulti possano restare ingannati dalla presunta gratuità dell'app, evidenziando il fatot che il Codice del Consumo fa rientrare tra le pratiche commerciali aggressive anche l'inclusione "in un messaggio pubblicitario di un’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati”. "Se si considera poi che Apple incassa il 30% di tutti gli acquisti in-app - chiosa Altroconsumo - che detiene l’esclusiva gestione di tutti i giochi che girano sui dispositivi iOS e che i giochi generano per Google circa l’80% delle entrate complessive del suo store, abbiamo deciso di segnalare entrambe le aziende. Una situazione piuttosto delicata se anche la Commissione Europea, a febbraio 2014, ha convocato formalmente Apple e Google per discutere della tematica degli acquisti in-app e delle potenziali criticità per i diritti dei consumatori, e che Apple (a gennaio di quest’anno) ha persino raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission (FTC) statunitense per un risarcimento di 32,5 milioni di dollari a favore delle famiglie che avevano subito un danno derivante da acquisti in-app effettuati da minori senza il consenso dei genitori". 18 aprile 2014
  • "Diritti e benessere del consumatore nell'ecosistema digitale", a Roma il 14 maggio

    Roma, 14 maggio 2015

    Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

    L’inizio del XXI secolo è stato segnato dalla deflagrazione delle potenzialità offerte dalla rete Internet che ha contribuito in modo determinante all’avvento della c.d. globalizzazione, dando vita a nuove forme di comunicazione, di vita e di lavoro fino a generare una nuova economia in un vero e proprio ecosistema digitale. Smartphone, tablet, social networks, banche dati digitali, wearable devices per il monitoraggio della salute, app, download di brani MP3, alias, pagamenti wireless, hanno travolto quegli schemi di scambio culturale ed economico che solo fino a dieci anni fa erano rappresentati da altre icone quali le bacheche nei corridoi, le agende (di carta), gli assegni, i contanti, i libri, i dischi in vinile, le lettere. E con essi un modo di fare business che oggi appare, per taluni versi, così remoto da sembrare “preistorico”. In questo scenario, l’evoluzione tecnologica è stata entusiasmante, coinvolgendo, anche attraverso la crescente semplicità della user experience, sempre più cittadini di ogni età. Tuttavia, l’innovazione tecnologica è stata foriera non solo di un maggiore benessere del consumatore - che ha ogni giorno di più il mondo a portata di mano - ma anche di notevoli insidie per i sempre più numerosi fruitori di beni e servizi digitali e per il mercato rispetto alle quali l’intervento del legislatore non sempre è stato tempestivo ed efficace come avrebbe dovuto. È inoltre storia recentissima la vicenda - da poco conclusa in Italia, Francia e Svezia con l’assunzione di impegni vincolanti da parte delle società coinvolte - che ha contrapposto le agenzie di viaggio on-line a quelle c.d. tradizionali che sono quindi dovute ricorrere all’Autorità antitrust affinché ponesse rimedio alle pratiche anticoncorrenziali che dal mercato tradizionale si erano spostate a quello on-line, cambiando ecosistema ma non i danni subiti dai consumatori a causa della distorsione della concorrenza. È questo il contesto nel quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet (IAIC), ha promosso, con il coordinamento scientifico della prof.ssa Valeria Falce dell’Università Europea di Roma e del Commissario AGCM dr.ssa Gabriella Muscolo, un convegno finalizzato a comprendere l’evoluzione dei mercati, dell’effettivo benessere e della tutela dei consumatori anche alla luce delle più recenti innovazioni normative di matrice comunitaria. Il convegno si terrà il prossimo 14 maggio, presso la sede dell’Autorità, in occasione della pubblicazione del volume "I nuovi diritti dei consumatori" curato dal prof. Alberto Maria Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava - un commentario ragionato e analitico delle singole disposizioni del Codice del Consumo riformato, che, all’indomani del recepimento della Direttiva Consumer Rights, si propone di offrire ai diversi stakeholders un concreto ausilio nell’interpretazione e nell’applicazione della rinnovata normativa consumeristica - nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma e diretto dai professori Gustavo Olivieri e Gustavo Ghidini. L’incontro sarà presieduto e moderato dalla dr.ssa Gabriella Muscolo, componente dell’AGCM e vedrà la presenza del prof. Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’on. prof. Stefano Quintarelli, oltre all’intervento dei professori Paul Nihoul, Alberto Gambino, Gustavo Olivieri, Massimiliano Granieri, Marco Gambaro, Valeria Falce, Vincenzo Meli, Giovanni Calabrò e Gustavo Ghidini. Locandina-Diritti-e-benessere-del-consumatore-nellecosistema-digitale-Roma-14-maggio-2015
    Recensione de “I nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014”   Contratti online, negoziazione assistita e teleselling: i nuovi diritti dei consumatori nel convegno a Roma. All’attenzione dell’Agcm
    29 aprile 2015
  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare la serie di interventi in sala sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino, Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare gli interventi in aula sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino,Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione", a Roma il 2 luglio

    In un convegno promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internet si approfondiranno, con l'aiuto di giuristi, esponenti delle istituzioni e delle associazioni, le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali. Questi temi saranno al centro del convegno "Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione", previsto a Roma il 2 luglio 2015. L'evento, che sarà ospitato presso Palazzo Sant'Andrea (Via del Quirinale, 30), è promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internetnell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Il quadro normativo europeo nel quale si inseriscono i lavori si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, che ne estende gli ambiti alle risorse digitali di Archivi, Biblioteche e Musei, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default. Locandina 2 luglio 2015 Dopo l'apertura affidata a Marina Giannetto (Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica), l'introduzione di Alberto M. Gambino (Presidente dell’Accademia e Ordinario di Diritto privato nell'Università Europea di Roma) e le relazioni di Gustavo Ghidini (Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Piperata (Associato di Diritto amministrativo presso l'IUAV di Venezia) e Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo). Le conclusioni saranno curate da Angelo Rughetti, Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Sarà così la volta di una tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Antonello Cherchi e animata dagli interventi di Valentina Grippo (Accademia Italiana del Codice di Internet), Roberta Guizzi (Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Andrea Marcucci (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato), Flavia Piccoli Nardelli (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati), Marco Pierani (Altroconsumo), Riccardo Pozzo (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Eugenio Prosperetti (Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e Ferdinando Tozzi (Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). A concludere Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura dell'Unione Europea. È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

    La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

    È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • "Pratica commerciale aggressiva" contro operatori medico-sanitari: Antitrust sanziona società portoghese per 500mila euro

    medici"A seguito di una pratica commerciale aggressiva, è stata irrogato una sanzione di 500mila euro alla società portoghese United Directorios Lda". Ad annunciare il provvedimento è l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale aveva aperto un procedimento "in base alle segnalazioni di numerosi operatori medico-sanitari italiani che hanno ricevuto fatture per importi consistenti, anche oltre mille euro, per l’iscrizione a una banca dati online a cui non avevano mai chiesto di aderire". "La pratica commerciale in questione - spiega l'Agcm in una nota - era particolarmente articolata e complessa. All’inizio la società raccoglieva i dati relativi agli operatori medico-sanitari, senza informarli preventivamente. Poi li pubblicava in un database denominato Registro Italiano dei Medici, accessibile esclusivamente online sul sito www.registromedici.com. Gli incaricati della United Directorios Lda contattavano poi sistematicamente gli operatori medico-sanitari inseriti nel Registro, chiedendo loro di verificare e correggere i propri dati riportati in un modulo: questo, una volta firmato e ritrasmesso, comportava l’inconsapevole sottoscrizione di un abbonamento al servizio telematico di annunci pubblicitari a pagamento sopra descritto, di durata triennale. In caso di mancata disdetta scritta, il rapporto veniva automaticamente rinnovato". "Solo dopo la scadenza dei termini per l’esercizio del diritto di ripensamento contrattualmente previsto - prosegue l'Authority - la società portoghese procedeva a inviare la fattura della prima rata annuale. A questa faceva seguito una lunga serie di solleciti di pagamento delle rate insolute, caratterizzati da toni sempre più aggressivi, con l’aggiunta di ulteriori somme a titolo di interessi di mora e spese di recupero. In diversi casi, inoltre, la United Directorios Lda ha rafforzato il meccanismo intimidatorio, reiterando i solleciti di pagamento e minacciando di adire un’autorità giudiziaria straniera per procedere al recupero coattivo dei crediti nei confronti delle microimprese medico-sanitarie coinvolte dalla pratica commerciale. La stessa società paventava contemporaneamente la possibilità di un ulteriore aggravio economico rispetto alle somme già richieste". 7 dicembre 2015
  • "Proprietà Intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?". In occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma

    La tutela della Proprietà intellettuale e la disciplina Antitrust sono due aspetti del mercato destinati a confliggere o c'è una strada che permetta loro di entrare in una proficua sinergia? È questa la domanda al centro del convegno che il 26 marzo 2014 avrà luogo presso l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in piazza Verdi, 9, a Roma. L'evento, organizzato in occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma, sarà dunque l'occasione per approfondire, con l'aiuto di autorevoli accademici ed esperti del settore, le dinamiche con le quali evolvono e si sovrappongono due aspetti centrali nell'economia dell'informazione. A fare gli onori di casa sarà il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella, il quale sarà seguito nell'introduzione ai lavori dal Professor Gustavo Ghidini, Professore presso la Luiss Guido Carli. La prima tematica a finire sotto la lente sarà la "Questione in tema di marchi", al centro degli interventi del Professor Giovanni Cavani (Università di Modena e Reggio Emilia), della Dott.ssa Anna Argentati, funzionario dell'AGCM, e del Professor Gianni Capuzzi (LUISS). Subito dopo sarà la volta della "Questione in tema di copyright", aspetto che sarà analizzato nelle relazioni della Professoressa Valeria Falce (Università Europea), del Dott. Antonio Buttà (AGCM) e del Professor Francesco Graziadei (LUISS). La "Questione in tema di brevetti" vedrà invece protagonisti gli interventi della Professoressa Emanuela Arezzo (Università di Teramo), del Dott. Luca Arnaudo (AGCM) e del Professor Andrea Stazi (Università Europea). Le conclusioni saranno affidate al Professor Gustavo Olivieri (LUISS). La partecipazione al convegno è libera e gratuita previa gentile conferma tramite l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Locandina 26 marzo 2014

  • "Search neutrality e benessere del consumatore", l'abstract dell'intervento della Prof.ssa Valeria Falce al convegno in Agcm

    Di seguito l'abstract dell'intervento con il quale la Prof.ssa Valeria Falce [*] ha partecipato al convegno “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, che ha avuto luogo nel pomeriggio di giovedì a Roma presso la sede dell'Agcm.

    Search neutrality e benessere del consumatore 

    Si riaccende il dibattito sulla neutralità dei motori di ricerca anche al di qua dell’oceano.

    Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese. Da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile u.s a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca. Da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce al § 3 i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione. Ora, nell'ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell'innovazione nell'economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una (aggressiva ma pur sempre) legittima iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l'innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito. La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi, tra i quali: 1) la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? 2) e semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? 3) più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo? Le risposte a queste domande si inseriranno poi in un mosaico più ampio, la Digital Single Market Strategy for Europe. Qui, la Commissione preannuncia entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto 4 diverse ed intrecciate prospettive: 1) la trasparenza nei risultati di ricerca; 2) l’uso delle informazioni acquisite; 3) le opportunità e gli ostacoli (per consumatori e imprese) nel passaggio da una piattaforma ad un’altra; 4) le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet. Alla fine bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell'ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up (è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud), lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali (è quanto sta accadendo con il caso Google UE) o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio.   [*] Professore di diritto dell'economia presso l’Università Europea di Roma; Membro della Commissione Ricorsi avverso i Provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi; Visiting Fellow presso lo Schuman Centre dell’Istituto Universitario Europeo; Socio Fondatore dell’Accademia Italiana del Codice di Internet; Coordinatore scientifico del Master della LUISS e dell’Università Europea di Roma in Diritto dell’innovazione e della concorrenza.
  • “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”: report, video, audio e materiali del convegno presso l'Agcm

    L'evento, promosso dalla stessa Autorità e dall'Accademia Italiana del Codice di Internet, ha avuto luogo il 14 maggio. Hanno partecipato ai lavori il Presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, l'on. Stefano Quintarelli e diversi accademici impegnati nell'analisi dello scenario aperto dai mercati digitali "Abbiamo identificato i fenomeni ambientali, nuovi e complessi, del sistema Internet, esaminato le regole esistenti e i loro enforcement, ma soprattutto abbiamo tentato di formulare delle proposte di regolamentazione futura e di evoluzione dell'enforcement stesso". È così che la Dott.ssa Gabriella Muscolo[audio], componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha chiuso i lavori di “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, evento che ha avuto luogo presso l'Auditorium dell'Agcm nel pomeriggio di giovedì 14 maggio. A promuovere l'appuntamento la stessa Authority unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet in occasione della pubblicazione del volumeI nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014 ”,curato dal Prof. Alberto Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava, nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma.

    I video degli interventi

    Il Prof. Giovanni Pitruzzella[audio],Presidente dell’Agcm, ha aperto i lavori sottolineando che "nell'ultimo periodo l'Antitrust tende ad instaurare un rapporto sempre più frequente con l'accademia, con gli studiosi e con gli operatori proprio perché parliamo di un diritto di frontiera che richiede una evoluzione costante in rapporto con le grandi trasformazioni della tecnologia e dell'economia che caratterizzano questa era. La tutela del consumatore in ambiente digitale presenta delle peculiarità non solo normative, ma lancia una sfida alle Autorità antitrust, che l'Agcm ha raccolto in pieno aprendo e concludendo casi di un certo rilievo anche a livello europeo sia sul terreno della tutela del consumatore sia su quello della tutela della concorrenza. Sul primo piano ci siamo mossi come apripista, anche perché l'Autorità italiana gode di strumenti di enforcement probabilmente più raffinati rispetto a quelli di cui dispongono altri, ma sempre in una collaborazione che prevede scambi di informazioni in merito a un tema sul quale la Commissione europea credo voglia investire. Sul secondo secondo versante, abbiamo agito a stretto contatto con le altre Autorità, in particolare con quella francese e quella svedese, per raggiungere decisioni comuni". Il Prof. Gustavo Olivieri[audio],Direttore del Master, ha successivamente sottolineato il collegamento "fra le questioni affrontate nel volume e l'agenda che è stata recentemente pubblicata sotto forma di comunicazione dalla Commissione Europea sul mercato unico digitale, che apre un vero e proprio cantiere che occuperà gli ordinamenti nazionali per i prossimi anni sotto vari profili fra cui certamente quello della tutela del consumatore. Tra gli argomenti segnalati nell'agenda della Commissione c'è infatti, al paragrafo 3.4, rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Da questo punto di vista mi sembra che una delle chiavi di lettura sia delle novità recenti sia in prospettiva possa essere proprio quella di rafforzare la tutela e la confidenza dei consumatori con l'accesso ai servizi in rete. In questo senso credo che i dati recentemente pubblicati dall'Osservatorio sulle comunicazioni per l'Italia siano eloquenti e segnalino un preoccupante ritardo del nostro Paese. Basti citare che gli italiani che usano Internet per fare degli acquisti sono meno della metà della media europea". "Non credo - ha chiosato il Prof. Olivieri - basti soltanto rafforzare l'armamentario giuridico e la tutela per migliorare il quadro, ma è certamente uno degli elementi sui quali occorre lavorare per avvicinare i consumatori italiani all'uso della rete come strumento di acquisto e utilizzo di beni e di servizi. Diversi punti meritano di essere individuati: un primo tema è quello delle interferenze tra questa disciplina e altri settori che ne sono toccati e coinvolti, e penso al settore dei servizi di pagamento; un secondo settore che necessita di un coordinamento è quello del diritto d'autore sulla rete. Terzo punto, più in generale, sappiamo che in questi mesi si sta studiando l'attuazione della direttiva sui sitemi alternativi di risoluzione delle controversie; ci sono settori dove si è già fatto qualcosa di egregio, ma certamente c'è tutto il mondo dei servizi e dei prodotti commerciali che a mio avviso va pensato e coordinato per dare maggiore efficacia ed effettività alla tutela dei consumatori con servizi di risoluzione delle controversie che allo stato non possono dirsi, nel nostro Paese, sufficientemente sviluppati e che credo l'attuazione della direttiva contribuirà a rendere più efficienti". La sessione su Internet come facilitatore nella creazione e condivisione di beni e servizi è stata aperta dal Prof. Paul Nihoul[audio] (University of Louvain e Presidente di Ascola), il quale ha tracciato una evoluzione storica dei mezzi di comunicazione e delle peculiarità introdotte nelle varie fasi, concludendo sulla tensione e sulla convivenza tra una competizione "distruttiva" e una competizione "costruttiva". Convegno 14 maggio 2015 1 Dopo di lui l'On. Stefano Quintarelli[audio], deputato di Scelta Civica e Presidente del Comitato di Indirizzo dell'Agenzia per l'Italia digitale, ha esordito affermando che "il tema è squisitamente politico. Purtroppo in parlamento, in Italia, su mille parlamentari siamo solo tre informatici; l'effetto netto è che quando si discute di certe cose spesso non se ne capisce la rilevanza".  Quintarelli ha esaminato uno scenario nel quale "quelli che una volta erano abilitatori oggi sono nuovi intermediari", descrivendo Internet come "la dimensione immateriale dell'esistenza" e sostenendo che "mettere insieme la parola neutralità con motore di ricerca è un ossimoro. Il motore di ricerca deve fare delle scelte, e la trasparenza dell'algoritmo è una cosa impossibile. Anche se un problema esiste e dobbiamo farci la punta al cervello per trovare la soluzione". Convegno 14 maggio 2015 4Il Prof. Alberto Gambino[audio],Presidente dell'Accademia, ha ripercorso il lavoro che ha portato al commentario, prima di spiegare: "L'Accademia è una sorta di spin off del Prin La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure, ed è dunque una prosecuzione del percorso di studio di questi temi e contenuti, ai quali si punta a dare una caratterizzazione più pratica e pragmatica anche in una cornice di dialogo con le istituzioni e le autorità". La discussione che ne è seguita è stata presieduta e moderata dalla dott.ssa Muscolo: "I primi a dover migliorare la conoscenza dell'alto tasso tecnologico alla base dei nuovi mercati siamo proprio noi enforcer. Un assunto fondamentale è che tra mercato e diritti non vi è antinomia, ma questo mercato digitale è speciale e al suo interno si aprono questioni rilevanti". Convegno 14 maggio 2015 2 Il Prof. Marco Gambaro[audio] dell'Università degli Studi di Milano è intervenuto con una relazione dal titolo Dinamiche competitive in rete: "Agli albori della rete molti economisti sostenevano che con Internet, essendo più facile confrontare i prezzi, il mercato sarebbe andato meglio e la concorrenza avrebbe funzionato di più. Allo stesso tempo alcuni filoni di pensiero sostenevano che alcune nicchie non sfruttate a causa dei costi di transazione sarebbero state occupate. Ma la dispersione dei prezzi resta evidente anche nei mercati elettronici e la lunga coda non è così incisiva come si sperava". "Non è un fenomeno nuovo, ma la dimensione verticale della concorrenza è aumentata nei mercati digitali. Non è più utilizzabile un approccio statico all'attività di promozione della concorrenza, la definizione statica dei mercati funziona solo parzialmente. E il tema delle autorità antitrust diventa quello di assicurare che questo gioco dell'innovazione, dove i monopoli vengono scardinati da altra innovazione, possa evolvere nel modo corretto". "Su un altro fronte - ha proseguito il Prof. Gambaro - con i mercati digitali i consumatori si trovano in posizione più sfavorevole rispetto al negozio tradizionale; se infatti chi acquistava aveva la possibilità di tenere i soldi in una mano e il prodotto nell'altra, pagando a valle, ora deve pagare prima e sperare gli arrivi il prodotto, mentre gli intermediari sono distanti, le comunicazioni con essi spesso difficoltose e le piattaforme declinano responsabilità di terze parti. Credo bisognerà ragionare su come compensare alcune asimmetrie". Search neutrality e consumer welfare è stato l'argomento sul quale si è focalizzata la Prof.ssa Valeria Falce[audio] dell'Università Europea di Roma: "Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese: da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile scorso a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca; da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato unico digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione". "Nell’ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell’innovazione nell’economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una, aggressiva ma pur sempre legittima, iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l’innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito”. "La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi; ad esempio, la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? E semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? Più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo?”. "Nell'ambito del più ampio mosaico disegnato dalla Digital Single Market Strategy for Europe, la Commissione ha preannunciato entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto quattro diverse ed intrecciate prospettive: la trasparenza nei risultati di ricerca, l’uso delle informazioni acquisite; le opportunità e gli ostacoli, per consumatori e imprese, nel passaggio da una piattaforma ad un’altra e le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet". "Alla fine - ha concluso - bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell’ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up, ed è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud, lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali, ed è quanto sta accadendo con il caso Google Ue, o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio". Il Prof. Massimiliano Granieri[audio] (Università degli Studi di Brescia) ha concentrato la sua attenzione su Economia della conoscenza ed evoluzione dei mercati, approfondendo le criticità emerse in relazione al servizio Google News e al non sempre facile rapporto con gli editori in Europa: "Innanzitutto, ci troviamo a chiederci se sia estendibile la tutela proprietaria ad oggetti nuovi come gli snippets; in secondo luogo, è interessante notare che ci troviamo di fronte ad un inedito caso di rapporto tra proprietà intellettuale e concorrenza. Di solito il titolare del diritto abusava della sua proprietà per escludere un competitor, qui sarebbe invece il titolare a subire l'abuso da un soggetto che non si sa neanche bene se si possa considerare un concorrente. Entrano infine in ballo diritti fondamentali come quello all'informazione". “Bisogna dunque domandarsi innanzitutto se si possa argomentare un presidio proprietario, con tre prospettive; si, no e forse. La prima alletta gli editori, la seconda Google, la terza è una strada che porterebbe sostanzialmente a riconoscere un'eccezione a questo tipo di aggregazione delle notizie. Di sicuro c'è che questo caso in giro per l'Europa al momento ha prodotto dei danni, tanto da portare Google ad interrompere il suo servizio in Spagna, e bisogna dunque chiedersi se i consumatori stiano meglio o peggio. Quando il caso è approdato di fronte all'Agcm, essa ha rimandato il caso al legislatore con l'argomento che non può creare un presidio proprietario”. "È chiaro - ha chiuso il Prof. Granieri - che c'è un profilo di contrasto tra tecnologia e diritto d'autore, un contrasto che genera equilibri puntuali che si creano apparentemente con gli interventi del legislatore ma che in realtà vengono creati da movimenti di mercato", indicando come strada maestra per il regolatore quella di assecondare i movimenti stessi e non tentare di interferire con le naturali dinamiche di mercato. Nuove forme contrattuali e obblighi normativi è stato il focus del Prof. Vincenzo Meli[audio] (Università degli Studi di Palermo): "Da un lato abbiamo uno scenario modernissimo, dall'altro questo scenario esaspera problemi vecchi. Di fronte a questo mercato immateriale e globale abbiamo problemi materiali, locali e personali. In Europa siamo passati da norme tutto sommato abbastanza semplici, a norme sempre più complicate. La sfida dell'Authority è dunque su quali categorie e strumenti usare per interpretare queste nuove norme". Il Dott. Giovanni Calabrò[audio], Direttore generale per la tutela del Consumatore in Agcm, ha ripercorso alcuni dei recenti interventi dell'Authority chiosando che "oggi il consumatore ha bisogno di una tutela immediata. Certo l'Agcm non può dare tutela al singolo consumatore, ma è anche vero che spesso da singole segnalazioni emergono dei veri e propri iceberg". E allargando la visuale sull'Europa: "Abbiamo oltre 300 milioni di europei che fanno transazioni e solo il 15% di essi riesce a superare le frontiere, dato che ci fa capire molto sulle barriere e difficoltà ancora esistenti tra gli Stati. Da una parte dunque c'è il progetto ambizioso della Commissione, dall'altro occorre rafforzare la fiducia rafforzando le tutele. Va detto infine che la Commissione con la Direttiva consumer rights ha riavvicinato sistemi che avevano in alcuni casi discipline molto diverse e ha lanciato una importante campagna di educational. Perché l'idea di fondo è che il consumatore deve essere informato, non bastano direttive ed enforcement". L'ultimo intervento è stato quello del Prof. Gustavo Ghidini[audio 1 / audio 2] (Università LUISS Guido Carli), Condirettore del Master, incentrato su un particolare tipo di consumo, quello di prodotti finanziari: "Penso ad un risparmiatore che ha una modesta preparazione e sulle cui scelte di investimento la pubblicità può costituire una rilevante e concorrente fonte di influenza"; esaminando alcune delle tutele riconosciute al consumatore nell'ambito dell'acquisto di "beni mobili di consumo ordinari" il Prof. Ghidini ha affermato che "non si vede il motivo per negare una tutela corrispondente ai clienti al dettaglio di emittenti intermediari e distributori di prodotti finanziari perché in questa attività si espone il pubblico a rischi ben più elevati rispetto a quelli di un elettrodomestico inefficiente". "Sarei felice - ha auspicato la Dott.ssa Muscolo in chiusura - di dedicare nella Rivista Italiana di Antitrust una sezione ai risultati di questo convegno, sezione che proporrei di intitolare Don't look back".

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    Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nella riunione del 28 luglio, relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, lo schema di delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia, valido per il periodo 2014-2017. "Con questa decisione - si legge in una nota dell'Agcom - vengono definite regole e prezzi per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti, uniformi su tutto il territorio nazionale, dando così certezza al mercato e creando le condizioni per nuovi investimenti nelle reti NGA". Le principali regole riguardano:
    1. l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare;
    2. la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling sub-loop unbundling;
    3. nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti;
    4. semplificazione amministrativa tramite l’armonizzazione del sistema degli SLA e delle penali tra i vari servizi di accesso, la maggiore efficienza nei procedimenti di approvazione delle offerte di riferimento di Telecom;
    5. penali più stringenti, in capo a Telecom Italia, in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti,
    6. chiare regole per l’uso del vectoring, in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet;
    7. nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni;
    8. chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati.
      Riguardo agli obblighi 2 e 3 Telecom "dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che sarà sottoposta all’Autorità, che la approverà nell’ambito di un apposito procedimento". Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    • canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
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    • ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    • valutazione al costo del canone del sub-loop.
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Ma mentre in alcune aree del Paese si assiste a una dinamica concorrenziale da parte degli operatori privati sotto lo stimolo della regolamentazione, in altre si registra una sostanziale assenza di investimenti infrastrutturali. Per questo serve un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, anche con la previsione di politiche pubbliche a sostegno degli investimenti; occorre accelerare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e, più in generale, promuovere interventi pubblici a sostegno della domanda e dell’offerta di servizi a banda ultra-larga; vanno sostenute forme di joint-venture tra operatori privati finalizzate ad accelerare gli investimenti nelle reti di nuova generazione". 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Le reti ed i servizi di nuova generazione La realizzazione delle reti di nuova generazione deve essere riconosciuta come un’esigenza prioritaria per la competitività dell’intero sistema economico e per la crescita, meritevole di un intervento di politica pubblica, in quanto le sole forze di mercato non portano – naturalmente – al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. I motivi sono noti. Per un verso, l’Italia non è caratterizzata da una diffusa cultura digitale e sono poche le famiglie (e le imprese) connesse ad Internet, come pure risulta modesto l’utilizzo dei servizi digitali on-line. Per altro verso, gli investimenti delle imprese private sono insufficienti – nel medio periodo – a garantire lo sviluppo diffuso delle reti di nuova generazione. Ciò in quanto si tratta di investimenti che comportano significativi costi irrecuperabili, mentre i connessi ricavi incrementali attesi dagli operatori appaiono altamente incerti. Ed è proprio tale incertezza, peraltro in un contesto di progressiva riduzione di ricavi e margini nell’industria delle TLC, che costituisce probabilmente il principale fattore di rischio che incide sugli (insufficienti) investimenti nelle nuove infrastrutture. Tuttavia, per programmare gli investimenti, sarebbe riduttivo considerare solo l’attuale domanda di servizi a banda ultra-larga, senza valutare che – nei prossimi anni – la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo agli utilizzi delle famiglie (video on-line, ad esempio), sia con riguardo alle esigenze della Pubblica Amministrazione e delle imprese private (cloud computing, ad esempio). Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti Appare fondamentale la definizione di un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture che individui in maniera organica le aree di intervento, semplifichi le relazioni tra i diversi decisori coinvolti e svolga una pianificazione degli interventi sulle infrastrutture, proseguendo nel contempo con l’accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ciò al fine di ridurre le incertezze che possono gravare sulle scelte di investimento degli operatori privati, rallentando lo sviluppo delle infrastrutture. In questo contesto, assume un rilievo significativo anche la politica di sostegno della domanda. Si potrebbero considerare ad esempio interventi pubblici volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni on-line al fine di rendere gli utenti maggiormente consapevoli della differenziazione dei servizi di connettività a Internet. Particolarmente efficaci possono essere politiche di sostegno della domanda sotto forma di voucher, sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e/o imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Dal lato dell’offerta, occorre garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all’obiettivo di digitalizzazione attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo, consentano di ridurre i tempi e i costi per la posa delle infrastrutture in fibra ottica. Vi è – inoltre – un evidente spazio per l’intervento pubblico diretto nelle aree del Paese che non risultano coperte dai piani di investimento privati. L’investimento pubblico deve però chiaramente coniugarsi con modalità di selezione degli operatori e scelte architetturali idonee a garantire una effettiva concorrenza. Agenda Digitale Europea, programmi pubblici, ruolo dei privati Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea può richiedere un differente insieme di politiche pubbliche che possono riguardare anche aree nelle quali gli operatori privati hanno già definito piani di investimento. In queste circostanze, è evidente che, tanto più la politica pubblica assume un ruolo di guida del processo innovativo del settore, tanto più occorre tenere presente i rischi per il funzionamento dei mercati e per il processo concorrenziale, sia nella sua declinazione statica che dinamica. Più in generale, l’intervento pubblico – che appare necessario anche nel nostro Paese per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea – può intrecciarsi con scenari di organizzazione del settore che presentano gradi di problematicità differenti con riguardo agli impatti concorrenziali e le misure regolamentari. "La realizzazione di un assetto di mercato caratterizzato dall’esistenza di un operatore di rete puro, non verticalmente integrato nella fornitura di servizi agli utenti finali - proseguono le Authorities - costituisce evidentemente lo scenario ideale sotto il profilo concorrenziale e più lineare dal punto di vista della regolamentazione; tuttavia, si tratta di uno scenario di assai difficile realizzazione concreta. Un eventuale scenario alternativo, in cui la struttura di mercato venisse a riorganizzarsi solo sulla figura dell’operatore dominante verticalmente integrato, implicherebbe – al contrario – uno scrutinio particolarmente attento sia sotto il profilo antitrust, sia in relazione alla sua disciplina regolamentare. Un terzo scenario è quello in cui si sviluppano forme di co-investimento tra una pluralità di operatori, eventualmente anche attraverso la costituzione di joint venture. Se quest’ultima opzione venisse realizzata in modo da non restringere ingiustificatamente gli spazi per il confronto concorrenziale - chiude la nota - potrebbe essere considerata come soluzione di second best dal punto di vista concorrenziale, ma con il merito di accelerare i processi di investimento nelle reti di nuova generazione". 10 novembre 2014
  • Agcom, al via la consultazione per la modifica del sistema di indennizzi per i disservizi nel settore delle comunicazioni elettroniche

    Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di modifiche del Regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori, approvato con la delibera n. 73/11/CONS del 16 febbraio 2011. "Con tale Regolamento - spiega l'Agcom - intervenendo nella disciplina di definizione delle controversie tra utenti ed operatori, l'Autorità ha risposto all’esigenza di assicurare uniformità di trattamento delle varie fattispecie di disservizio individuando un criterio minimo di calcolo per gli indennizzi dovuti, indipendentemente dall’operatore interessato, nonché un’adeguata commisurazione del dovuto in base alla gravità del disservizio". Alla luce dei primi quattro anni di esperienza applicativa del Regolamento, l’Agcom propone "alcune modifiche ed integrazioni per garantire una più efficace tutela per gli utenti. In tale direzione, sono previsti indennizzi maggiorati per i disservizi che coinvolgono clienti di reti a banda ultra-larga, al fine di garantire l’offerta di servizi con prestazioni elevate e, di conseguenza, spingere verso un maggiore utilizzo di tali servizi". Si propone, inoltre, "di rendere più operativo il meccanismo dell’indennizzo automatico prevedendo che quest’ultimo venga corrisposto dietro segnalazione del cliente e rinviando ad una fase successiva l’eventuale accertamento delle cause del disservizio. Peraltro, nel caso in cui l’operatore non provveda a corrispondere quanto dovuto – al più tardi prima dell’avvio della procedura di conciliazione – l’utente avrà diritto a vedersi corrispondere gli importi indennizzatori stabiliti dal Regolamento in misura superiore a quella contrattualmente stabilita". Infine, sono messi a consultazione meccanismi "volti a facilitare l’individuazione della responsabilità degli operatori per garantire un maggiore equilibrio in quelle situazioni – non infrequenti nella prassi – in cui l’operatore titolare del contratto con l’utente che ha patito il disservizio è tenuto a indennizzare il cliente a causa di un comportamento tenuto da un terzo operatore coinvolto nella vicenda". "L’intervento di controllo centralizzato - chiosa l'Authoroty - da un lato rafforzerà la tutela dell’utente, che potrà identificare l’operatore responsabile del disservizio (pur continuando ad essere indennizzato dalla controparte contrattuale); dall’altro, consentirà all’operatore danneggiato di chiedere all’Autorità l’accertamento della responsabilità tra operatori e di rivalersi, eventualmente, sull’operatore terzo in misura proporzionale al disservizio arrecato". 27 maggio 2015
  • Agcom, indagine su M2M: "Diverse criticità. Un Comitato sulle azioni regolamentari per favorire lo sviluppo dei servizi"

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, con relatori i Commissari Antonio Martusciello e Antonio Nicitaun’indagine conoscitiva sui servizi di comunicazione machine-to-machine (M2M). "Si tratta di una delle prime sul tema a livello europeo", spiega l'Authority in una nota. "In essa sono stati esaminati, grazie alla partecipazione di numerosi e qualificati stakeholder, i fattori che influenzano lo sviluppo e le modalità di utilizzo dei servizi M2M e, più in generale, nell’Internet of Things, individuandone le criticità e le aree di intervento". m2m_communication_lgIl mondo del M2M include una vastissima ed eterogenea serie di servizi di comunicazione elettronica, che vanno dalle connected car, ossia le automobili che utilizzano la connessione per le dotazioni di sicurezza e per i servizi di infotainment, agli smart metering; dalle smart grid che, nel settore elettrico, permettono di eliminare i contatori elettromeccanici e di gestire la rete in maniera efficiente e razionale, alle smart city grazie alle quali, con l’applicazione di tecnologie ICT alle infrastrutture e ai servizi delle città, si determina una maggiore efficienza e qualità nell’utilizzo dei servizi a beneficio dei cittadini, delle imprese e così via. I servizi M2M possono essere impiegati anche per uso domestico, per la gestione a distanza dei veicoli, sistema sicuro dei pagamenti, insomma per un ampio e crescente insieme di servizi che caratterizzano la cosiddetta digital life. Nel mondo si stimano circa 225 milioni di connessioni M2M nel 2014, di cui il 27% in Europa, con un trend di crescita di oltre il 20% annuo. L’ecosistema M2M comprende numerosi soggetti: produttori di dispositivi di comunicazione, operatori di rete, gestori di piattaforme, produttori di contenuti, fornitori di servizi. "Dall’indagine - affermano da via Isonzo - sono emerse diverse criticità relative allo sviluppo dei servizi M2M. Ad esempio, a causa della configurazione del servizio e dell’eterogeneità dei soggetti coinvolti, i servizi M2M stanno modificando le relazioni tra operatori tradizionali di telecomunicazioni che, dal tipico modello Business-to-Consumer (B2C), si stanno evolvendo verso modelli Business-to-Business (B2B) o Business-to-Business-to-Consumer (B2B2C), perdendo la relazione diretta con l’utente finale, che diventa invece prerogativa del fornitore di servizi M2M. Tale fenomeno ha impatti rilevanti in termini di garanzie contrattuali e data protection degli utenti finali". "Ancora, è emerso che le infrastrutture ad oggi utilizzate per fornire i servizi M2M sono inadeguate a soddisfare le esigenze trasmissive, così come le soluzioni tecnologiche sono estremamente frammentate e le piattaforme risultano di natura prevalentemente proprietaria: è dunque necessario incentivare lo sviluppo di piattaforme standard, eventualmente anche attraverso l’intervento pubblico". "A livello transnazionale - prosegue l'Agcom - i servizi M2M stanno inoltre spingendo gli operatori mobili a sviluppare importanti alleanze internazionali. Se da un lato forme di consolidamento possono portare a importanti incrementi di efficienza, dall’altro occorre vigilare sui rischi di innalzamento di barriere all’ingresso del mercato, specie a danno di quegli operatori nazionali che sono più deboli nella competizione globale. Dall’indagine è infine emersa anche la necessità di qualificare i servizi M2M rispetto all’attuale regime regolamentare in materia di roaming internazionale, autorizzazioni e numerazione: tutti elementi sui quali sono in corso approfondimenti in vista di eventuali interventi da parte dell’Autorità a livello nazionale ed europeo". Tra gli strumenti "per effettuare gli approfondimenti ed individuare le eventuali azioni regolamentari per favorire lo sviluppo dei servizi M2M", l’Autorità ha così annunciato la costituzione di un apposito Comitato aperto alla partecipazione di tutti i soggetti, istituzionali e non, "coinvolti nello sviluppo di tali servizi". 24 marzo 2015
  • Agcom, la Relazione annuale al Parlamento: il macrosettore delle comunicazioni è in perdita per 5,4 miliardi di euro. Cardani: "Avanti con una regolazione 2.0"

    Il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) Angelo Marcello Cardani ha presentato oggi in Parlamento la Relazione annuale 2014 dell'Authority, dalla quale emerge come, nel 2013, il settore delle comunicazioni rappresenti circa il 4% del Pil. Il valore del macrosettore delle comunicazioni (comprensivo dei settori media, telecomunicazioni e servizi postali) per il 2013 è dunque stimato in 56,1 miliardi di euro, un volume che corrisponde a una perdita complessiva di 5,4 miliardi di euro in termini di fatturato rispetto al 2012 (-9%). I comparti che compongono il settore registrano una riduzione dell'11% per le telecomunicazioni, del 7% per i servizi media e del 2% per i servizi postali. "Come nello scorso anno - si legge nel documento - gli operatori delle comunicazioni hanno dovuto fronteggiare la congiuntura economica negativa che caratterizza ormai l’economia italiana nell’ultimo quinquennio e, nel difficile contesto macroeconomico, hanno registrato una progressiva contrazione della spesa di utenti e imprese con conseguente declino dei ricavi unitari. Si tratta di un fenomeno generalizzato che, tuttavia, colpisce alcuni settori delle comunicazioni in misura maggiore di altri". Mentre prosegue la diminuzione dei prezzi per i servizi telefonici e i ricavi degli operatori sono distribuiti equamente tra rete fissa e rete mobile, si registra una calo degli investimenti complessivi nel settore del 5%. Per il 2014 è tuttavia attesa una ripresa degli investimenti per la realizzazione dei piani a banda larga e ultra larga degli operatori. Durante lo scorso anno, inoltre, la quota di mercato di Telecom Italia nei servizi a banda larga è scesa, per la prima volta, al di sotto del 50%. La riduzione delle quote di mercato delle principali imprese è osservata anche nel settore mobile, con riferimento ai primi due operatori Telecom Italia e Vodafone. Da un lato aumentano i minuti di traffico veicolati sulle reti mobili, dall'altro la distribuzione degli utenti vede una riduzione delle quote dei principali operatori a vantaggio delle imprese di minore dimensione. La raccolta pubblicitaria registra infine una ulteriore contrazione dei ricavi nei diversi settori, compreso Internet, che sconta un -2%. Nel corso del suo intervento, Cardani ha illustrato le "sette direttrici lungo le quali si muovono gli obiettivi strategici di breve periodo dell'Autorità":
    • tutela di consumatori e utenti;
    • promozione della concorrenza nei mercati delle comunicazioni elettroniche, dell’audiovisivo e dei servizi postali;
    • pianificazione dell’uso efficiente ed efficace dello spettro radioelettrico;
    • incentivazione dello sviluppo di reti e servizi digitali;
    • garanzia del pluralismo e della parità di accesso ai mezzi di informazione e comunicazione;
    • educazione alla legalità e promozione dell’offerta legale di contenuti digitali;
    • razionalizzazione ed incremento dell’efficienza della macchina organizzativa e dell’azione dell’Autorità.
      "Nell’anno appena trascorso - ha sottolineato il Presidente Agcom - l’Autorità ha mosso i primi ma rilevanti passi verso una regolazione delle comunicazioni internet- oriented, che quindi tiene presente l’esistenza di una modalità di comunicazione pervasiva, in continua evoluzione e generatrice di prodotti potenzialmente concorrenti rispetto a quelli delle modalità tradizionali". In riferimento al Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore online entrato in vigore lo scorso 31 marzo, Cardani ha affermato: "A tre mesi dall’entrata in vigore del Regolamento, i primi risultati mostrano come l’Autorità stia effettivamente perseguendo l’obiettivo virtuoso che si era prefissata nell’affrontare il delicato tema della tutela del diritto d’autore online. Numerose procedure avviate, infatti, si sono concluse con l’adeguamento spontaneo di uploader, provider e gestori di siti internet alle richieste dell’Autorità, mostrando una risposta positiva della rete alle attività di contrasto alla pirateria, a riprova dell’efficacia del sistema introdotto. L’intervento dell’Autorità si fonda, peraltro, sulla convinzione che la lotta alla pirateria non possa limitarsi solo all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti". Cardani ha infine auspicato l'apertura di una fase di regolazione 2.0 con il motto "Adelante... con juicio!": "Si parla sempre più spesso, benché non ancora con adeguato livello di approfondimento, dei nuovi compiti che dovrebbero assumere le autorità di regolazione di fronte allo sviluppo ormai totalizzante della rete internet, compiti che potrebbero costituire l’essenza di una nuova stagione della regolazione 2.0". "Innanzitutto, da più parti, in sede internazionale e nazionale - ha sottolineato il Presidente di Agcom - viene con sempre più forza la richiesta di stabilire una parità di obblighi tra i diversi soggetti attivi dal lato dell’offerta. Ciò, peraltro, da un lato potrebbe avvenire allorché i servizi da questi offerti siano effettivamente sostituibili; e dall’altro, ove gli interventi siano realmente efficaci e adeguati alle nuove caratteristiche dei soggetti e degli scambi nello scenario di internet. Per citare un esempio delle difficoltà che i regolatori incontrano a questo proposito, basta richiamare la nota questione di servizi di instant messaging o di fonia vocale offerti da imprese quali Whatsapp e Skype. Il principale momento in cui le Autorità di regolazione si occupano di tali servizi è quello della definizione dei mercati rilevanti nell’ambito delle analisi di mercato, ossia dei procedimenti con cui si dettano le regole per il settore. In queste circostanze, si esamina il carattere di sostituibilità dal lato della domanda e da quello dell’offerta dei servizi offerti dagli operatori Over The Top rispetto ai tradizionali servizi forniti dagli operatori di telecomunicazioni e soggetti a regolamentazione ex ante. E’ chiaro - ha chiosato - che attraverso questo strumento non è possibile cogliere l’effettiva portata dell’ingresso degli OTT sui mercati delle telecomunicazioni, oltre che su quelli dei media. In tal senso, non aiuta certo l’approccio, tipico dell’analisi antitrust, che assume a riferimento singoli mercati, senza condurre un’analisi per l’intera industria. In altri termini ci si dovrà interrogare sull’eventuale cambiamento dell’approccio regolamentare". Cardani ha poi parlato della necessità di "una visione strategica, e quindi di lungo periodo, in materia di politiche dello spettro radio, tenuto conto anche dei crescenti fabbisogni della banda larga mobile per sostenere lo sviluppo della cosiddetta internet delle cose e delle applicazioni machine to machine", oltre che di "capire quale possa essere il ruolo delle Autorità di regolazione in materia di Big Data e Open Data". Cardani ha infine accennato all’opportunità "di una riflessione in merito alla possibile ridefinizione dei compiti delle Autorità di regolazione, con un’estensione dei loro poteri che consenta un’azione integrata ed efficace rispetto ai diversi profili accennati: in direzioni già sperimentate in altri Paesi, come l’attribuzione all’Ofcom di poteri antitrust, o verso tematiche che – ad oggi – sembrerebbero di competenza esclusiva delle autorità di tutela della privacy. In considerazione della natura multiforme delle problematiche sollecitate dal mondo di Internet, che insistono su territori nuovi rispetto ai quali le Autorità hanno ad oggi scarsi strumenti di intervento, occorrerebbe forse iniziare a riflettere sulla prossima revisione del quadro legislativo europeo con un approccio olistico, che consenta di intervenire proprio sui confini in evoluzione del comparto allargato delle comunicazioni e sui relativi strumenti dell’intervento regolatori". 15 luglio 2014
  • Agcom, online i dati dell'Osservatorio sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Meno accessi su linee fisse, traffico dati su banda larga mobile in crescita del 32,7% in un anno

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato i dati dell'Osservatorio Trimestrale sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Qui sotto il documento integrale. 24 marzo 2014
  • Agcom, operativo il regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Posteraro: "Un modello per i procedimenti della Pa. Nessuna minaccia alla libertà del Web"

    Entra in vigore oggi il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) lo scorso 12 dicembre. Le modalità applicative del regolamento, che promuove l’offerta legale di contenuti digitali e definisce le procedure di enforcement nel caso di violazioni commesse in rete o sui mezzi radiotelevisivi, sono state presentate lo scorso giovedì agli addetti ai lavori nell’ambito di un seminario organizzato presso la sede di Roma dell’Authority. Per l’invio delle istanze e la loro gestione è stata predisposta un’area dedicata accessibile dal sito Web dell’Autorità o direttamente dall’indirizzo www.ddaonline.it. Il sistema, messo a punto in partnership con la Fondazione Ugo Bordoni, prevede una procedura specifica che sarà interamente telematica, in linea con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione digitale. Per assistere e guidare chi voglia segnalare all’Autorità presunte violazioni e avviare così l’iter previsto dal regolamento, sono disponibili online un manuale d’uso e una guida alla compilazione del webform. Del regolamento si è discusso anche nella puntata del 30 marzo di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014 Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014[/caption] Ospiti dell'appuntamento Francesco Posteraro, Commissario Agcom e relatore del provvedimento, Fabio del Giudice, Direttore generale di Confindustria Italia, Carlo Blengino, Avvocato e Membro di NEXA Italia, Paolo Marzano, presidente del Comitato Consultivo sul diritto d'autore, Guido Scorza, blogger, giurista e giornalista, e Arturo Di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. "Un web form da compilare - ha affermato Posteraro - per una procedura che si svolge tutta online e che per questo può rappresentare un modello al quale ispirare altre iniziative della Pubblica Amministrazione". "Agcom - ha spiegato il Commissario - aveva già, leggi alla mano, il potere di emanare ordini nei confronti dei provider; il regolamento serve a regolare un'attività comunque legittima e a dare agli attori in gioco le dovute garanzie. Abbiamo messo in campo una procedura il cui l'interlocutore è il provider, ma nella quale diamo spazio a tutte le parti, inviando una segnalazione dell'avvio del procedimento anche all'uploader, al titolare delle pagine e al gestore del sito, raro caso di procedimento amministrativo in cui si dà spazio anche a parti che non sono oggetto del procedimento stesso. E comunque gli utenti finali non sono interessati da queste misure. C'è chi parla di minacce alla libertà del Web, ma è come affermare che il reato di calunnia possa rappresentare una minaccia alla libertà di informazione". "È chiaro - ha concluso Posteraro - che l'Agcom farà giurisprudenza. Il mio auspicio è quello di ritrovarci tra un anno qui a ringraziare chi, anche con le sue critiche, ci avrà dato modo di approfondire l'interpretazione dei provvedimenti. Ed è chiaro anche che noi agiamo diversi livelli sotto il Parlamento: qualora si decidesse di modificare le leggi sulle quali si basa la nostra azione le nostre iniziative regolamentari decadrebbero". LEGGI "Il Professor Alberto Gambino: 'Bene l'enforcement,ma attenzione a rispettare il ruolo dell'Autorità Giudiziaria'" ASCOLTA "Il Professor Alberto Gambino: 'Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali' " Qui sotto il testo integrale del regolamento. 31 marzo 2014
  • Agcom: approvato il regolamento per la tutela degli utenti in materia di contratti relativi alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica

    Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato, su proposta del relatore Francesco Posteraro, il regolamento recante "disposizioni a tutela dell’utenza in materia di contratti relativi alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica". "L’Agcom - si legge in una nota - ha inteso così rafforzare le tutele offerte agli utenti di comunicazioni elettroniche dal d.lgs. 259/2003 e, in generale, dal novellato Codice del consumo. L’Autorità ha stabilito misure per garantire, innanzi tutto, il diritto degli utenti di scegliere liberamente e consapevolmente il proprio operatore, limitando il pericolo di attivazioni non richieste o richieste sulla base di informazioni incomplete o fuorvianti. Ha inoltre definito precisi obblighi informativi in capo agli operatori, in particolare nel caso di contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali". Il regolamento intende anche "rispondere alle urgenti esigenze di maggiore chiarezza riguardo a rimodulazioni contrattuali decise unilateralmente da alcuni operatori. Da oggi in poi la comunicazione delle modifiche delle condizioni vigenti dovrà essere trasparente, efficace e realizzata secondo un format stabilito dall’Autorità. Per quanto riguarda la durata dei contratti si precisa, inoltre, che l’impegno minimo iniziale non potrà superare, per i consumatori, i 24 mesi". Al fine di "garantire che l’acquisizione di nuovi clienti avvenga secondo criteri di buona fede, correttezza e trasparenza", il regolamento, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, mira a "promuovere l’adozione di specifici codici di condotta". Nella medesima riunione, l’Agcom ha approvato anche alcuni orientamenti per il mercato per la conclusione tramite telefono di contratti per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica; l'Authority precisa che questo passaggio avviene comunque "ferma restando la competenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a vigilare sul rispetto delle disposizioni del Codice del consumo in materia".
    Teleselling e diritti dei consumatori: Antitrust sanziona H3G e Sky Italia
    1 ottobre 2015
  • Agcom: comparto pubblicità online ha struttura "piuttosto concentrata". Google leader, per gli altri operatori quote "nettamente inferiori". I risultati di un'indagine conoscitiva

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha presentato i risultati della sua "Indagine conoscitiva sul settore dei servizi Internet e della pubblicità online". Nell’ambito dell’indagine l'Authority ha svolto un’analisi approfondita del funzionamento di Internet, finalizzata sia alla comprensione degli assetti competitivi nei settori che compongono la filiera produttiva, comprensiva dei diversi ambiti, sia ad offrire una valutazione prospettica dell’intero ecosistema di Internet e delle criticità emerse. Sebbene i mezzi tradizionali rivestano ancora un ruolo prioritario per gli individui ai fini informativi, Internet sta assumendo progressivamente maggiore rilievo. In particolare, il nuovo mezzo di comunicazione si colloca in terza posizione, essendo utilizzato dal 42% delle persone che si interessano attivamente ai fatti di attualità, con una distanza di appena 3 punti percentuali dai quotidiani. Inoltre, Internet si configura come una fonte di primaria importanza soprattutto per la ricerca di notizie inerenti l’attualità internazionale e nazionale (essendo diventato il secondo mezzo di informazione dopo la televisione). Livelli e dimensioni L’indagine ha messo in evidenza come l’evoluzione di Internet sia piuttosto complessa e si articoli su tre differenti dimensioni che corrispondono ai livelli nei quali può essere idealmente scomposta la filiera produttiva: quello delle infrastrutture, quello degli strumenti e softwareper la connessione e, infine, quello delle applicazioni (beni e servizi) diffusi attraverso il web. Ciascun livello ha contribuito allo sviluppo del mezzo mediante processi di innovazione radicale che si sono succeduti nel tempo, sconvolgendo gli assetti di mercato, imponendo forme di “separazione” e di “apertura” di sistemi centralizzati e concentrati, seguiti da fasi di consolidamento dell’industria e di “chiusura” dei mercati, con la fuoriuscita di numerosi operatori ed un ritorno verso modelli di gestione centralizzati, che, almeno fino ad ora, non hanno compromesso la natura e le caratteristiche della rete internet – sistema aperto, flessibile, adattabile, non proprietario - alle quali si deve il successo a livello globale. Nel dettaglio, è emerso che l’attuale fase evolutiva di Internet è contraddistinta dall’affermazione di una pluralità di servizi di tipo verticale (ossia volti a soddisfare una specifica esigenza, quale l’informazione o l’intrattenimento audiovisivo), ovvero orizzontale(rivolti ad una pluralità di scopi, quali i portali, i motori di ricerca e i social network), offerti sempre più in mobilità, e spesso finanziati attraverso il ricorso alla raccolta pubblicitaria online.Tali servizi sono offerti da network platform– piattaforme che servono reti di utenti – caratterizzate dall’esistenza di fattori (quali esternalità di rete – di tipo diretto, indiretto e incrociato - rendimenti crescenti di scala, costi di multi-homing, sunk cost) che tendono a determinare un incremento del livello di concentrazione fino ad una situazione in cui, alle volte, un unico operatore rimane sul mercato (situazione in cui the winner takes all). Inoltre, i diversi livelli della filiera produttiva, nonché i servizi presenti nell’ambito delle singole fasi, sono caratterizzati da una stretta interdipendenza, in particolare quello dei devicee dei softwaredi navigazione (sistemi operativi e browser) con l’offerta di servizi web(sia orizzontali che verticali). Demografia L’analisi socio-demografica degli utenti del webha evidenziato che: i) gli utenti della rete rappresentano una parte cospicua della popolazione e presentano caratteristiche socio-economiche peculiarie distintive rispetto ai fruitori degli altri mezzi di comunicazione; ii) sussistono elevati rischi di esclusione digitaleche, oltre a motivi geografici (il cd. digital divide) tuttora presenti, appaiono connessi a fattori di natura generazionale, al genere, all’istruzione, al reddito, e alla professione; iii) il mezzo è particolarmente idoneo ad attrarre le fasce giovani della popolazione, i cd. “nativi digitali”, che costituiscono la forza propulsiva della società dell’informazione. Modalità d'uso Quanto alle modalità di fruizione di Internet, è emersa ancora la prevalenza del modello di navigazione da apparati fissi, sebbene gli apparati mobili tendano ad acquisire quote di mercato sempre maggiori. In particolare, per alcune categorie di servizi orizzontali, è iniziato uno spostamento della navigazione dalla modalità fissa a quella mobile, portando con sé profonde trasformazioni nelle forme di fruizione degli utenti e, quindi, anche nella struttura dell’offerta dei servizi (e della loro valorizzazione economica). Infine, il versante degli utenti è caratterizzato dalla gratuità, nella maggior parte dei casi, dei contenuti e servizi weberogati, la quale implica una transazione di natura non economica per gli stessi (cessione di informazioni relative al proprio profilo di consumatore). Conseguentemente, si registra una crescente attenzione, da parte degli operatori del webe degli inserzionisti che si rivolgono al mezzo, per la raccolta dei dati e delle informazioni personali degli utenti. La quantità di dati raccolti, conservati ed elaborati ogni anno sta aumentando in maniera esponenziale e l’evoluzione della tecnologia, peraltro, sta modificando le modalità di tracciamento, che, dunque, risulta sempre più accurato, ancorché avvenga in modo non sempre consapevole per gli utenti. Ciò non ha soltanto effetti su aspetti quali la privacy, ma anche sugli assetti concorrenziali dell’intero ecosistema di Internet, dai servizi weborizzontali, all’offerta di informazione online, fino ad arrivare alla raccolta di pubblicità sul web. Mercato e filiera Sotto il profilo dell’offerta, è emerso che la filiera industriale dei servizi weborizzontali è particolarmente complessa, sia per l’ampiezza e le differenti caratteristiche economiche dei segmenti di attività in cui è articolata, sia per la stretta interdipendenza fra la struttura dei mercati collocati a monte (devicee softwareper la navigazione) e quella presente negli ambiti a valle (search, social network, portali). L’analisi degli assetti concorrenziali dei servizi orizzontali (motori di ricerca, social network, portali) ha evidenziato la natura degli stessi come “porta di ingresso” al web, consentendo di indirizzare e orientare le diverse richieste degli utenti (ricerca, intrattenimento, informazione e transazione), nonché la presenza, con riferimento ad alcuni ambiti, di una elevata concentrazione industrialecon esiti tendenti addirittura alla monopolizzazione. Questa dinamica è riconducibile prevalentemente all’esistenza di forti esternalità di rete: dirette (es. social network), indirette (es. sistema operativo e applicazioni software) ed incrociate (search), che inducono l’utente a scegliere network platformcon basi installate più ampie, favorendo, pertanto, l’emergere di una sola piattaforma. Inoltre, in alcuni ambiti, l’impatto degli effetti di rete (e dei feedbackpositivi generati) è rafforzato dalla presenza di elevati multi-hominge switching cost(sistemi operativi) idonei a vincolare l’utente all’utilizzo di una determinata piattaforma. In altri ancora, è la particolare struttura dei costi d’impresa (elevati costi fissi e affondati, a fronte di costi marginali poco significativi) a determinare rendimenti crescenti di scala per un lungo tratto della curva dei costi medi, inducendo verso assetti particolarmente concentrati (browser) o addirittura monopolistici (search). L’analisi della posizione di mercato dei principali operatori del web(e delle rispettive piattaforme) nei diversi segmenti della filiera produttiva dei servizi weborizzontali ha consentito, altresì, di inquadrare le politiche perseguite dai principali operatori, sia con riferimento a quelle che hanno caratterizzato la passata evoluzione della rete, sia con riguardo alle recenti operazioni di M&Ae agli investimenti greenfield. È in atto, infatti, un processo di integrazione verticale che risponde ad una strategia di platform envelopment, volta ad acquisire un assetstrategico - i dati personali degli utenti - mediante le attività gestite a monte (sistemi operativi, browser, devicemobili e fissi) in grado di determinare gli esiti di mercato dei collegati mercati a valle (search, portali, social network, raccolta pubblicitaria, ecc.). Non solo le reti di server sviluppate da questi operatori per immagazzinare ed elaborare la gran massa di dati acquisiti rappresentano degli assetstrategici, nonché delle barriere all’ingresso per i nuovi operatori (si pensi che, sulla base di dati di contabilità e della struttura delle reti informatiche sviluppate, si è potuto stimare che il break evendi un nuovo motore di ricerca internazionale supera oramai i 10 miliardi di dollari), ma sono soprattutto i dati stessi a rappresentare delle leve competitive difficilmente replicabili. In questo senso, il futuro di internet e i suoi esiti competitivi sembrano essere imprescindibilmente legati alla disponibilità di gran masse di dati personali sugli utenti. In altri termini, un’impresa attiva nei mercati a monte del webè in grado di sfruttare i rendimenti di scala derivanti dall’acquisizione, e utilizzo di una grande mole di informazioni, sia nell’offerta dei servizi agli utenti difficilmente replicabili da potenziali new comer, sia per valorizzare al massimo la propria pubblicità. In questi contesti, un operatore può pertanto fare leva sulla propria base di utenti e avvalersi dei medesimi fattori produttivi (reti di server, personale specializzato, informazioni datizzate, ecc.) per entrare in altri mercati anche offrendo un pacchetto (bundle) di prodotti che include le funzioni della piattaforma e i nuovi servizi. Applicando questa strategia che si basa essenzialmente sulle economie di varietà, oltre che su quelle di scala, un gestore o providerdi piattaforma a rete che offre servizi in mercati a monte e/o adiacenti è in grado di spiazzare gli operatori nei mercati dei servizi collegati e acquisire velocemente quote di mercato. L’insieme dei due fenomeni sopra descritti – tendenza alla concentrazione industriale e strategie di platform envelopmentin comparti industriali strettamente correlati – potrebbe comportare un deterioramento degli assetti complessivi del sistema, con un allontanamento rispetto ad esiti socialmente efficienti, rendendo, pertanto, opportuna una rigorosa quanto complessa attività di analisi e di monitoraggio dei mercati, nonché una valutazione circa la possibilità di eventuali interventi. Internet mezzo d'informazione Dal punto di vista della valenza informativa, internet rappresenta, in Italia come all’estero, uno straordinario mezzo di informazione, di discussione e di formazione dell’opinione pubblica. In tal senso, dal confronto internazionale è emerso come, in Italia, internet rappresenti uno strumento di informazione che riveste un’importanza, ai fini della tutela del pluralismo, sorprendentemente simile a quanto avviene in Paesi, quali Regno Unito e USA, con una maggiore penetrazione del mezzo. L’informazione onlineè una tipologia di offerta informativa al pubblico che si distingue rispetto a quella tradizionale per l’abbondanza- sia in termini di varietà e articolazione di contenuti, sia di numerosità e caratteristiche di operatori - e per l’ampia possibilità di personalizzazione dei contenuti, nonché per la presenza di un diverso modello di offerta, non più basato soltanto su un bundledi articoli e servizi acquistati congiuntamente dal consumatore bensì sullo spacchettamento e sulla riaggregazione dei contenuti presenti nelle piattaforme informative (di editori tradizionali e nativi digitali) da parte di nuovi soggetti ovvero piattaforme che offrono servizi orizzontali (motori di ricerca, portali, social network). Per quanto riguarda le varie forme di informazione in rete, l’indagine di mercato svolta da SWG per conto dell’Autorità ha evidenziato che: l’informazione tradizionale (quotidiani onlinesoprattutto) riveste un ruolo prioritario,con una penetrazione del 28% della popolazione; la penetrazione degli aggregatori è ben al di sopra del 10%(maggiore per i bloge più marginale per le nuove testate online); una rilevante percentuale di utenti utilizza il searchanche per informarsi sull’attualità nazionale e/o locale(in Italia pari al 12,4% della popolazione e al 21,6% degli utenti che navigano). Google rappresenta in Italia il sito più utilizzatoper informarsi (21,5% degli utenti web), mentre Facebook si colloca al quinto posto. L’offerta di informazione onlineè, come detto, spesso gratuita, per cui la valorizzazione dei contenuti informativi digitali si basa principalmente sulla generazione di audienceal fine della vendita di contatti agli inserzionisti di pubblicità. Di conseguenza, le piattaforme informative competono con i fornitori di servizi generalisti (principalmente portali, motori di ricerca, e social network) sia nell’audience, sia soprattutto nel versante pubblicitario. L’affermazione di internet, il calo delle vendite e di audiencedei prodotti informativi tradizionali, e, al contempo, la concorrenza di molteplici operatori nell’alveo dell’offerta informativa digitale ha creato, a livello mondiale, problemi di finanziamento all’intero sistema dell’informazione. Pertanto, se, da un lato, l’affermazione dell’informazione onlinesta determinando ricadute positive sul benessere sociale, in quanto genera un surplus informativo spesso a costo quasi nullo per i cittadini; dall’altro lato, la riduzione delle fonti di reddito rischia di danneggiare durevolmente la qualità e la veridicità dell’informazione. La stretta dipendenza dei servizi web, inclusi quelli di natura informativa, dalla pubblicità onlinequale fonte di finanziamento ha richiesto un’analisi approfondita di tale comparto. La raccolta pubblicitaria Con riferimento alla raccolta di pubblicità su internet, si è appurato l’alto grado di complessità della filiera pubblicitaria, riconducibile, oltre che al gran numero di soggetti coinvolti dal lato della domanda, dell’offerta e dell’intermediazione, all’esistenza di diverse tipologie di prodotto offerto (pubblicità di tipo display, video, search, classified/directory, newsletter/email/SMS/MMS, visualizzata su desktop, dispositivi mobili e smart Tv/console), alla peculiarità dei meccanismi di vendita (aste specializzate in tempo reale, negoziazioni tra le parti, vendite dirette), nonché all’esistenza di molteplici modelli di costo (CPM, CPC, CPA, CPL, ecc.) e di ripartizione dei ricavi tra i vari soggetti della filiera. Inoltre, nella pubblicità online, si è riscontrata la capacità di realizzare, attraverso la tecnologia propria di Internet, una sempre più accurata profilazione dell’utenza, dalla quale dipende la possibilità di raggiungere targetspecifici di consumatori – indirizzando loro messaggi mirati, con crescenti livelli di personalizzazione – e di misurare in modo più preciso l’efficacia della campagna pubblicitaria. In questa prospettiva, assume rilevanza strategica la raccolta di dati sugli utenti, i quali si configurano come assetdi grande importanza economica, in quanto suscettibili di essere valorizzati nell’ambito del settore pubblicitario. Per quel che concerne la quantificazione dei ricavi afferenti al settore della raccolta pubblicitaria online, gli stessi mostrano, in controtendenza rispetto a quanto avviene con i mezzi tradizionali, un andamento crescente nel tempo sia a livello internazionale – raggiungendo, nel 2012, circa 81 miliardi di euro nel mondo e 24 miliardi di euro in Europa – sia nel contesto nazionale, superando 1,5 miliardi di euro nell’ultimo anno. L’esame della ripartizione dei ricavi tra i singoli operatori ha rivelato una struttura del comparto piuttosto concentrata, con la presenza di un operatore leader(Google) e una moltitudine di soggetti con quote nettamente inferiori. La tendenza del settore pubblicitario onlinealla concentrazione appare riconducibile a diversi fattori, tra cui: le caratteristiche economichedel settore, ossia la presenza di economie di scala; la sussistenza di costi fissi, switching coste costi di multi- homing, deboli vincoli di capacità; il grado di concentrazione che caratterizza i mercati collegati a monte(device, sistemi operativi e browserattraverso i quali avviene l’acquisizione dei dati degli utenti), in virtù del processo di integrazione verticalein atto (in una logica di platform envelopment); la concentrazione(in termini di audience) dei mercati a valle relativi ai servizi orizzontali(searchin particolar modo), che, grazie al sistema di retroazioni tipico dei mercati a due (o più) versanti è atta a riverberarsi sul livello di concentrazione dei ricavi derivanti dalla raccolta di pubblicità sul web. Infine, poiché la raccolta pubblicitaria rappresenta la fonte di finanziamento ampiamente prevalente per gli editori di siti web– dalla quale dipende, quindi, la qualità dei contenuti veicolati online– e la presenza del versante pubblicitario è atta ad influire sul designdella piattaforma (ossia, su come il contenuto viene presentato agli utenti), restrizioni concorrenziali dal lato pubblicitario potrebbero avere conseguenze negative in una prospettiva di tutela del pluralismo informativo. In definitiva, l’indagine ha mostrato come problematiche complesse ed in continuo divenire come quelle relative all’ecosistema di Internet necessitino di soluzioni sofisticate. Inoltre, le forme di governancedi Internet finora attuate a livello internazionale, basate su auto-regolamentazione e interventi leggeri, hanno fatto crescere l’intero sistema. L’emergere, come visto, di nuovi colli di bottiglia, deve essere pertanto affrontato tenendo conto delle caratteristiche peculiari dell’ecosistema di internet e dei suoi molteplici segmenti di mercato, che operano in continua e complessa relazione, nell’intento di massimizzare il benessere dell’intera collettività. LEGGI "I 'tecnoesclusi' d'Italia: il 37% dei cittadini non ha mai usato un pc. Cresce il consumo di tv. 'La fragilità di una cultura tecnologica'" LEGGI “Il Paese connesso nei numeri di “Noi Italia”. Uso di Internet in crescita, ma l’UE è lontana e resistono le differenze territorialiGUARDA I GRAFICI ”Digital economy italiana ancora in calo, la fotografia nei dati SirmiLEGGI ”Italia sempre più mobile, i risultati dell’ultimo studio CiscoGUARDA LA MAPPA INTERATTIVA ”Connessi al Web 39 milioni di italiani, i risultati della ricerca Audiweb: in Trentino la più alta percentuale di utenti, trend annuali negativi” 21 febbraio 2014