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  • "Informatica e biotecnologie. Sull’opzione del modello aperto", l'abstract dell'intervento della Prof.ssa Valeria Falce al convegno del prossimo 29 ottobre

    Di seguito l’abstract dell’intervento con il quale la Prof.ssa Valeria Falce dell’Università Europea di Roma parteciperà a "Le nuove frontiere dell'innovazione tra diritto d'autore e brevetto", evento previsto a Roma il prossimo 29 ottobre

    Informatica e biotecnologie. Sull’opzione del modello aperto

    “Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti”: con questa immagine Bernando di Chartes dipingeva in modo assai felice il processo conoscitivo, un percorso cioè che è sempre frutto di scambio, collaborazione e arricchimento reciproco.

    Già nel XII secolo era chiaro che la direzione e gli avanzamenti della ricerca sono fortemente condizionati dal contesto e dall’ambiente circostante, perché è sul relativo bagaglio di conoscenze e saperi che una specifica linea di ricerca si innesta e ad essa attinge.

    Non stupisce dunque che la scelta tra i diversi modelli che si presentano oggi alle imprese per accelerare il processo innovativo e tradurne i frutti in innovazioni sul mercato sia strettamente legato al sistema di regole che governa a livello nazionale, comunitario e internazionale l’accesso, lo scambio e la rielaborazione di informazioni tecniche.

    Ebbene, nell’esercitare la suddetta scelta, ricercatori e imprese si trovano di fronte ad un bivio. Per un verso, l’opzione del modello aperto viene cavalcata come la più promettente ed appetibile. D’altra parte, a ridimensionarne la portata contribuiscono taluni limiti che nel mercato globale discendono da un sistema di regole eterogeneo ed incerto.

    Muovendo da questa premessa, l’obiettivo dell’analisi che segue è proprio quello di analizzare le evoluzioni in corso, di comprenderne la genesi e le giustificazioni ultime, nonché di verificare se i presidi giuridici invocabili consentano effettivamente di ritenere le licenze aperte come l’opzione preferibile e comunque funzionale ad incentivare l’attività inventiva in maniera effettiva ed efficace.

    27 ottobre 2014
  • "Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”: report e materiali del Convegno

    "La strada verso soluzioni equilibrate è complessa, ma bisogna iniziare il lavoro e saper osare. In questo senso il ministero dei Beni Culturali è impegnato nella messa a punto di misure che, al netto di polemiche, puntano a dare una spinta in questa direzione". Così il Prof. Giampaolo D'Andrea, Capo di Gabinetto dell’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha aperto il lavori di "Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, convegno che ha avuto luogo nella giornata di mercoledì 20 ottobre, a Roma, e organizzato dalla sinergica collaborazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore del MiBACT e l’Università Europea di Roma, attraverso il Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA). L’evento, inserito tra le iniziative del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE, ha avuto l’intento di dare alcune risposte concrete alle molte sfide da affrontare in ambito di tutela e sviluppo della proprietà intellettuale.

    Guarda i video degli interventi

    "Sarà importante, e vi invito a farlo - ha chiosato D'Andrea - continuare ad animare il dibattito in tutte le sedi, così da aiutare chi dovrà prendere le decisioni alla migliore conoscenza possibile per raccogliere quella che è una sfida piena di occasioni".

    "Il diritto d’autore e le sfide del digitale"

    Prima sessioneLa prima sessione ha così spaziato dalle occasioni per produrre e diffondere cultura e per condividere valori offerte dal Web alla necessità di enforcement in chiave antipirateria e di politiche di regolamentazione che assicurino il rispetto delle libertà e al tempo stesso dei diritti dei vari attori coinvolti; a presiedere il Professor Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma), Coordinatore Nazionale PRIN “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione" e presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet. "In questi anni  - ha spiegato il Prof. Gambino - il CREDA ha animato proprio il dibattito del quale parlava il Professor D'Andrea, ottenendo il grande successo dell'ottenimento, con 70 accademici, del progetto PRIN. Bisogna considerare che, in ultima analisi, c'è un fruitore che beneficia della creatività di un settore, ed è centrale che sia il ministero della Cultura ad occuparsi della preservazione dei diritti che devono accompagnare la circolazione di contenuti artistici e creativi che sono una specificità d'eccellenza del nostro Paese". Nella relazione introduttiva Vittorio Ragonesi, Presidente del Gruppo Proprietà intellettuale del Consiglio dell’Unione Europea per il Semestre di Presidenza italiana, ha sottolineato come la Commissione Europea avesse "predisposto un libro bianco sul diritto d'autore che non ha più visto al luce soprattutto a causa del ricambio istituzionale seguito alle elezioni. Il dato rilevante è stato tuttavia il trasferimento della unità del diritto d'autore alla DG Connect, che si occupa in prevalenza di commercio in ambito digitale. Questo passaggio è frutto di diversi tentativi già fatti in passato e ovviamente questo separare il diritto d'autore dalle altre materia della proprietà intellettuale, che restano localizzate presso la Direzione generale del mercato interno, susciterà delle problematiche a partire da quelle dell'enforcement, che finora è stata una materia disciplinata in modo unitario per tutta la proprietà intellettuale". "È poi tutta da risolvere - ha proseguito Ragonesi - la disparità di opinione tra chi considera il diritto d'autore un diritto da ribadire anche online e chi invece pensa ad una profonda riforma alla luce dell'evoluzione tecnologica. C'è poi, in ambito internazionale, una divaricazione tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo, con i secondi impegnati ad incentivare le eccezioni, e a richiedere invece la protezione di ambiti non ancora protetti dal diritto d'autore. Infine, i negoziati in sede ONPI sono diventati estremamente difficoltosi, oltre che per la differenza di vedute di alcuni importanti attori, per via del fatto che ormai è intervenuta una mentalità di scambio: si scambia un trattato con l'altro, un do ut des che rende i negoziati sempre più difficili, tanto che gli USA hanno proposto di modificare lo stesso sistema di governance cercando di focalizzarlo su aspetti tecnici e non politici". Via Skype è intervenuto successivamente l'Ing. Roberto Viola (Commissione europea - DG Connect): "La modernizzazione del quadro normativo dell'UE in materia di diritto d’autore alla luce della rivoluzione digitale in corso è una delle priorità della Commissione Juncker. Le linee guida politiche del Presidente-eletto della Commissione Europea e le lettere di missione indirizzate al Vice-presidente per il mercato unico digitale Ansip ed al Commissario Oettinger sottolineano l'esigenza di abbattere i silos nazionali che impediscono il pieno sviluppo del mercato interno digitale. Si tratta di una questione vitale per la crescita e la competitività internazionale dell’Unione. Il diritto d’autore è al centro di questo dibattito. Il compito della Commissione è fare in modo che il diritto d’autore sia in grado di continuare a giocare pienamente il suo ruolo d'incentivo per la produzione e la disseminazione della cultura nell’era digitale, offrendo ai consumatori la possibilità di accedere ai contenuti anche al di là dei confini nazionali, ed ai titolari dei diritti i giusti incentivi per continuare ad investire nella creazione e nelle opere intellettuali. L'apparato normativo europeo, vecchio di 15 anni, ha sicuro bisogno di una rinfrescata, in una dinamica che di sicuro dovrà prevedere l'enforcement in chiave antipirateria. Una delle direttrici fondamentali dell'azione sarà il follow the money; il principio è semplice: se togli acqua ad una pianta, muore". "A sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica è interessante fare un bilancio", ha esordito il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Marcello Cardani. "Il regolamento entrato in vigore il 31 marzo scorso ha alcuni principi di fondo: è orientato alla repressione delle violazioni massive, non coinvolge l'utente finale preservando la libertà dei singoli, non ci sono interventi d'ufficio ed è esclusa la deep packet inspection. Resta inoltre inalterata la supremazia dell'Autorità Giudiziaria. I risultati più importanti che abbiamo raggiunto sono senza dubbio quello riferito alla maggiore consapevolezza e sensibilità degli utenti rispetto a quella che è una pratica illecita ma che come tale non era percepita e quello riferito alle rimozioni spontanee di materiale illegale dalla rete. C'è stato un generale calo di accessi ai siti pirata, e particolarmente importante il calo di accesso ai siti in qualche modo coinvolti nelle nostre azioni. Inoltre, da non trascurare il fatto che l'Italia è uscita dalla watch list statunitense nella quale il nostro Paese figurava da 25 anni". "Passando ai dati - ha proseguito Cardani - abbiamo avuto 108 istanze, forse non tantissime, ma neanche irrilevanti. Il 42% riguarda immagini e fotografie, il che si sposa con le caratteristiche di visualità proprie del Web. Venti procedimenti di enforcement sono stati avviati per i casi gravi, mentre otto casi di archiviazione del procedimento sono stati stabiliti perché si è ritenuto che la disabilitazione del sito fosse una misura sproporzionata rispetto alla violazione. Dunque, il bilancio è positivo, la procedura ha retto e c'è stato un sicuro calo dell'illecito e un aumento della sensibilizzazione, che cambia la realtà più di quanto non possano farlo le 108 segnalazioni. Il Comitato per lo sviluppo di offerta legale ha inoltre aperto una seria discussione in questo senso". Un passaggio anche sulla recente decisione del Tar del Lazio di rinviare alla Corte Cosituzionale la normativa primaria sulla quale si fonda il regolamento: "Le ordinanze riconoscono la correttezza dell'azione dell'Agcom, che all'Autorità spetta la competenza ad adottare provvedimenti di rimozione e oscuramento, che può esistere il doppio binario amministrativo e giudiziario. Insomma, ci danno ragione, ma vanno a monte a verificare se quell'azione che abbiamo legittimamente messo a punto non sia fondata su leggi che abbiano vizi di costituzionalità, una valutazione che spetta alla Consulta. Il che è molto diverso rispetto a tutta una serie di interpretazioni che ho letto in giro in queste settimane. In ogni caso, una volta avvenuta la valutazione di costituzionalità riprenderemo ad agire a pieno regime; certo ora continuiamo nella nostra azione, ma con prudenza, solo laddove ci sia reale urgenza". Subito dopo il Commissario Agcm Gabriella Muscolo, che ha ricordato come l'Autorità sia "intervenuta più volte sia a garanzia della struttura concorrenziale del mercato che a tutela de consumatore, e lo ha fatto soprattutto nella funzione di advocay, più ancora che nella tradizionale funzione di enforcement. Importante anche l'intervento nella gestione collettiva dei diritti d'autore. In democrazia il diritto di libera informazione, sia di informare che ad essere informati, si declina anche nella libertà di accesso all'informazione, e quindi ad Internet. La libertà di accesso ad Internet diventa così un diritto fondamentale. Una importante conclusione è che però il diritto di informazione e quello d'autore costano e quindi vanno resi effettivi, soprattutto con la conformazione giuridica del mercato su cui quel diritto va ad impattare, operazione che rende sempre necessario un bilanciamento degli interessi orientato allo sviluppo del settore. Inoltre la natura di sistema globale di Internet richiama la necessità di regole internazionali. In questo senso il Bill of Rights elaborato dalla commissione presieduta dal Professor Rodotà apre una discussione che vedrà di sicuro l'Autorità partecipare alla consultazione". Per il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuta al tavolo la Vice-presidente Augusta Iannini: "L'avvento della digitalizzazione di immagini e di suoni ha di fatto consentito una definitiva separazione dell'opera coperta da diritto d'autore dal suo supporto, in una diffusione rapidissima spinta e promossa anche dalla concezione sbagliata della totale gratuità dei contenuti in rete. Ed è ancora complicata la tutela nei confronti delle violazioni, anche perché i mezzi messi a disposizioni degli autori sono limitati e spesso rischiano di entrare in conflitto con la tutela dei dati personali. Il primo mezzo configura una lotta impari: il monitoraggio dei siti, perché per quante risorse umane si possano destinare a questo scopo saranno sempre sottodimensionate rispetto alla dimensione della rete. Il secondo metodo si potrebbe attuare mediante tecnologie informatiche che individuano automaticamente nei flussi di contenuti i file in violazione per poi richiederne la rimozione o il blocco dei siti in caso di violazioni massive". "Ma se il primo metodo non viola la privacy - ha chiosato Iannini - perché destinato verso dati visibili per definizione, non si può dire altrettanto per il secondo, perché implica un quotidiano intercettamento e monitoraggio del traffico online, nel quale sono contenuti dati personali di ogni genere. Celebre il caso della casa discografica tedesca Peppermint, che a seguito del monitoraggio di una rete P2P aveva inviato lettere a singoli utenti accusandoli di aver fruito di materiale illecito; il Garante italiano si è costituito in giudizio in un procedimento nel quale la Peppermint aveva chiesto al provider la lista degli utenti coinvolti nelle violazioni, una dinamica che è stata successivamente vietata in apposita delibera dal Garante, nella quale si imponeva anche la distruzione dei dati. Due i profili che rilevano: il primo è il monitoraggio dei soggetti che si avvalgono del P2P, il secondo la richiesta agli operatori. Per il primo, è chiaro che il file intercettato da Peppermint è riconducibile al concetto di dato personale e che l'utente non ha dato consenso ad un tale trattamento. Inoltre l'articolo 122 del codice privacy vieta espressamente questo tipo di monitoraggio. Per quanto attiene la richiesta agli operatori, rilevano le finalità di conservazione dei dati disciplinate dal codice e ribadite in chiave europea, che non ricomprendono certo quelle della cessione a terzi per i motivi avanzati da Peppermint".

    "Il diritto d'autore e il contesto internazionale" 

    La seconda sessione è stata invece moderata da Paolo Marzano, Presidente del Comitato Consultivo permanente per il Diritto d'Autore. "Internet ha rivoluzionato il concetto di diritto d’autore e ridimensionato un settore già caratterizzato da incertezze e da un sentimento comune di insoddisfazione", ha chiosato il Professor Pier Luigi Parcu dello European University Institute aprendo il suo intervento.   "Is copyright an innovation right?” è invece il titolo dell'intervento della Prof.ssa Fiona Macmillan (Birkbeck, University of London) Seconda sessioneA chiudere la sessione il Professor Christope Geiger, Direttore Generale del CEIPI (Université de Strasbourg), con un intervento sulla promozione dell'innovazione. "Le strategie legislative del passato non sembrano proporre una risposta giuridica adeguata al problema della violazione del copyright, in particolare attraverso le reti di file sharing peer-to-peer. Per gli usi non autorizzati di massa delle opere su Internet, nuovi approcci restano da esplorare, come ad esempio un sistema di 'limitation-based’ remuneration system, una gestione collettiva obbligatoria estesa o una combinazione di entrambi. Ulteriori studi empirici sono necessari al fine di raccogliere dati sui ricavi dei creatori nell'ambiente digitale. Emerge inoltre la necessità di facilitare il lavoro interdisciplinare sul diritto d'autore: non è solo una questione legale, ma ha bisogno di essere studiata dal punto di vista economico, filosofico, sociologico, storico e psicologico".

    "La proprietà intellettuale nel settore BioTech"

    Il pomeriggio si è aperto con la sessione durante la quale è stata presentata la ricerca “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura dei Proff. Gustavo Olivieri, Valeria Falce ed Emanuela Arezzo (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). A presiedere lo stesso Prof. Olivieri (Università Luiss Guido Carli). Terza Sessione"Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti”. Con questa immagine di Bernando di Chartes ha aperto il suo intervento la Prof.ssa Falce dell'Università Europea di Roma e membro del direttivo CREDA. "È una metafora con la quale si dipingeva in modo assai felice il processo conoscitivo, un percorso cioè che è sempre frutto di scambio, collaborazione e arricchimento reciproco. Già nel XII secolo era chiaro che la direzione e gli avanzamenti della ricerca sono fortemente condizionati dal contesto e dall’ambiente circostante, perché è sul relativo bagaglio di conoscenze e saperi che una specifica linea di ricerca si innesta e ad essa attinge. Non stupisce dunque che la scelta tra i diversi modelli che si presentano oggi alle imprese per accelerare il processo innovativo e tradurne i frutti in innovazioni sul mercato sia strettamente legato al sistema di regole che governa a livello nazionale, comunitario e internazionale l’accesso, lo scambio e la rielaborazione di informazioni tecniche. Ebbene, nell’esercitare la suddetta scelta, ricercatori e imprese si trovano di fronte ad un bivio. Per un verso, l’opzione del modello aperto viene cavalcata come la più promettente ed appetibile. D’altra parte, a ridimensionarne la portata contribuiscono taluni limiti che nel mercato globale discendono da un sistema di regole eterogeneo ed incerto". La brevettabilità delle biotecnologie è alla base dell'intervento del Professor Andrea Stazi (Università Europea di Roma e membro del direttivo CREDA): "È ormai innegabile che la tecnologia stia andando talmente veloce che finisce per arrivare prima che il diritto possa immaginare delle risposte, degli approcci e delle regole efficaci e valide. Di fronte a questo scenario, mentre la tecnologia arriva nelle nostre lenti a contatto e nei nostri orologi, la bussola, non soltanto a livello europeo, non può che essere il confronto e il dialogo transnazionale, e nel nostro caso transatlantico, nella misura in cui c'è una cultura comune nei Paesi occidentali legata a diritti fondamentali. Occorre dunque non limitarsi ad un approccio puramente tecnico ma andare a cercare costantemente punti di contatto. Laddove l'approccio tecnico del diritto non riesce a tenere il passo di certe materie, l'approccio ispirato ai diritti fondamentali, dalla dignità della persona alla libertà di iniziativa economica, è l'unica bussola, con la necessità di evitare l'oltranzismo su uno dei diritti a scapito di altri". È stata così la volta de "Il software e le biotecnologie: far away, so close", intervento della Prof.ssa Arezzo (Università degli Studi di Teramo). La Prof.ssa Rosaria Romano (Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara) ha esordito con una citazione di Luigi Einaudi del 1940: "Si domanda Einaudi: 'forse che i medicinali sono tutelati da privative? Nessun privilegio protegge le semenze elette di frumento, le nuove varietà di fiori, gli incroci di volatili; eppure rari ingegni applicano lavoro non piccolo e non ordinario alla invenzione di nuovi prodotti agricoli o di nuovi sistemi di coltivazione, con vantaggio grande della produzione della terra'. Ebbene tutti i trovati menzionati in quel saggio sono oggi ammessi alla tutela della proprietà intellettuale". Le conclusioni sono state curate dal Prof. Gustavo Ghidini (Università Luiss Guido Carli di Roma – Università degli Studi di Milano):  "Proprio per assicurare quell'equilibrio tra giusta remunerazione per chi crea e interessi sociali e collettivi di rango costituzionale, credo sia giusto cercare prima di tutto interpretare in senso dimagrante, salvando la funzione essenziale, gli istituti, cosa che è possibile fare in diversa misura nell'uno o nell'altro caso, che sia il brevetto o il diritto d'autore. E questo anche per una ragione di economia, sia concettuale che applicativa".

    "Confini e prospettive dell'innovazione digitale"

    A chiudere la giornata è stata la ricca tavola rotonda presieduta da Carole Croella (WIPO – Senior Counsellor, Copyright Law Division). Ad animare gli interventi Alessandra De Marco (Coordinatore Ufficio Tutela del diritto d’autore, proprietà intellettuale e vigilanza sulla SIAE - Presidenza del Consiglio dei Ministri), Loredana Guglielmetti (Dirigente Div. XI - Direzione Generale per la lotta alla contraffazione - UIBM ), Ferdinando Tozzi(Esperto Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore), Paolo Agoglia (Capo Ufficio Legislativo e Rapporti Istituzionali SIAE), Piero Attanasio (Responsabile Ricerca e Sviluppo dell’Associazione Italiana Editori), Roberto Bedani (Confindustria Digitale), Andrea Franceschi (Direttore Confindustria Radio Televisioni), Mario Gallavotti (Consulente Legale ANICA), Enzo Mazza (CEO Federazione Industria Musicale Italiana), Giordano Sangiorgi (Presidente AudioCoop) e Giorgia Abeltino (Direttore Public Policy di Google). [gallery ids="11922,11923"]   Tozzi ha posto l'attenzione sul complesso quadro che regola i file lecitamente acquistati al momento della morte dell'acquirente, alla luce del fatto che quello che si considera un acquisto è in realtà spesso una sorta di noleggio, rilanciando l'idea del Corpus Digitalis. "Il fenomeno che ha da quattro quadrimestri ha trascinato la crescita del settore musicale è lo streaming - ha invece chiosato Mazza - e questo significa che siamo di fronte ad un ampliamento dei consumi. Sento spesso dire che il diritto d'autore è vecchio, che va riformato e che è incompatibile con l'innovazione tecnologica. Spiace, ma non è vero, perché il diritto d'autore convive da sempre con l'evoluzione tecnologica. Inoltre, spesso è il mercato a trovare le sue soluzioni prima ancora che intervenga una norma. I mercati e le imprese trovano l'equilibrio all'interno della flessibilità offerta dal sistema normativo. Per un altro verso, importante l'impegno da parte di soggetti come Google, che nel momento in cui danno visibilità agli spazi legali a danno di quelli illegali contribuiscono a valorizzare gli accordi tra l'industria dei contenuti e i nuovi soggetti nati negli spazi digitali". "Ho seguito tutti i lavori - ha commentato Abeltino - e mi è piaciuto vedere un netto cambio di approccio rispetto ad un anno e mezzo fa, perché quasi tutti i relatori hanno concordato su un punto: il digitale e la tutela del diritto d'autore non sono due elementi in contrasto fra di loro ma vanno nella stessa direzione a beneficio dell'ecosistema digitale e dei produttori di opere. È un punto importante perché partendo da questa base possiamo capire come il digitale possa essere un partner fondamentale per l'industria dei contenuti, e questo in merito a due pilastri: la tutela del diritto d'autore e lo sviluppo di modelli di business che permettano ai creatori di trovare un nuovo pubblico. Come sottolineato da Mazza, il mercato musicale, anziché fare muro contro muro, ha sperimentato modelli di business che hanno riportato l'industria alla crescita, ed in questo senso rappresenta un modello". Era prevista anche la presenza di Diana Agosti (Capo Dipartimento per le Politiche Europee Presidenza del Consiglio dei Ministri), che impossibilitata a partecipare ha inviato un messaggio alla sala letto dalla Dott.ssa Maria Concetta Cassata del MiBACT. La conclusione dei lavori della giornata è stata curata da Rossana Rummo, Direttore Generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore. Il Convegno è stato coordinato dal Professor Alberto Maria Gambino, e la direzione scientifica affidata al CREDA, il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi (Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il CREDA promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. 30 ottobre 2014
  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto” - Roma

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    Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

    Viale Castro Pretorio, 105

    Sala conferenze

    Dalle ore 9.00 alle ore 18.00

    La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III - Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea di Roma, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, che si terrà il prossimo 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila. Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura di Gustavo Olivieri, Valeria Falce, Emanuela Arezzo (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell'economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l'evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell'innovazione biotecnologica. Il Convegno, occasione di confronto e contatto tra ricerca e impresa e tra scienza e società, è coordinato dal Prof. Alberto Gambino, Coordinatore Nazionale PRIN "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione", e la direzione scientifica è affidata al Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA), il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi (Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il Centro promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. E’ in corso la richiesta di accreditamento all’Ordine dei dottori Commercialisti  ed Esperti contabili di Roma ai fini della formazione continua per 7 crediti. Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto” - Roma, 29 ottobre 2014

    Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

    Viale Castro Pretorio, 105

    Sala conferenze

    Dalle ore 9.00 alle ore 18.00

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    La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III - Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea di Roma, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, che si terrà il prossimo 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila. Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura di Gustavo Olivieri, Valeria Falce, Emanuela Arezzo (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell'economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l'evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell'innovazione biotecnologica. Il Convegno, occasione di confronto e contatto tra ricerca e impresa e tra scienza e società, è coordinato dal Prof. Alberto Gambino, Coordinatore Nazionale PRIN "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione", e la direzione scientifica è affidata al Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA), il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi (Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il Centro promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. E’ in corso la richiesta di accreditamento all’Ordine dei dottori Commercialisti  ed Esperti contabili di Roma ai fini della formazione continua per 7 crediti. Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, a Roma il 29 ottobre

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    La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III - Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea di Roma, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, che si terrà il prossimo 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila. Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, e del Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura di Gustavo Olivieri, Valeria Falce, Emanuela Arezzo (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell'economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l'evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell'innovazione biotecnologica. Il Convegno, occasione di confronto e contatto tra ricerca e impresa e tra scienza e società, è coordinato dal Prof. Alberto Gambino, Coordinatore Nazionale PRIN "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione", e la direzione scientifica è affidata al Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA), il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi (Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il Centro promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. E’ in corso la richiesta di accreditamento all’Ordine dei dottori Commercialisti  ed Esperti contabili di Roma ai fini della formazione continua per 7 crediti. Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, convegno con il Ministro Dario Franceschini il 29 ottobre a Roma

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    La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III - Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea di Roma, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, che si terrà il prossimo 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila. Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura di Gustavo Olivieri, Valeria Falce, Emanuela Arezzo (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell'economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l'evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell'innovazione biotecnologica. Il Convegno, occasione di confronto e contatto tra ricerca e impresa e tra scienza e società, è coordinato dal Prof. Alberto Gambino, Coordinatore Nazionale PRIN "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione", e la direzione scientifica è affidata al Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA), il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi (Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il Centro promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. E’ in corso la richiesta di accreditamento all’Ordine dei dottori Commercialisti  ed Esperti contabili di Roma ai fini della formazione continua per 7 crediti. Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, il 29 ottobre presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

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    La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III - Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, che si terrà il prossimo 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila. Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) Angelo Marcello Cardani, e del Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Confini e fronti dell'innovazione biotecnologica” a cura dei Proff. Gustavo Olivieri, Valeria Falce ed Emanuela Arezzo, (Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré 2014). Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell'economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l'evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell'innovazione biotecnologica. Il convegno, occasione di confronto e contatto tra ricerca e impresa e tra scienza e società, è coordinato dal Prof. Alberto Gambino, Coordinatore Nazionale PRIN, mentre la direzione scientifica è affidata al Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA), il cui comitato direttivo è composto dai Proff. Valeria Falce e Andrea Stazi(Università Europea) e dalle Dott.sse Maria Concetta Cassata e Lucia Marchi (MiBACT). Dal 2012 il Centro promuove assiduamente ogni attività connessa ad un proficuo sviluppo della conoscenza della proprietà intellettuale complessivamente intesa, e, nello specifico, del diritto dell’innovazione e del diritto d’autore, delle biotecnologie, delle comunicazioni elettroniche e dell'audiovisivo, del diritto dell'informazione e dell'informatica, della responsabilità in rete, della concorrenza e della regolazione delle industrie a rete. La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Di seguito il programma dell'evento, per ulteriori info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e 0644869977-0644869944. 2 ottobre 2014

  • “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, il convegno di oggi a Roma

    Le sfide proposte dal digitale, il contesto internazionale e i contrappesi offerti dal sistema brevettuale. Sono questi i tre principali ambiti di indagine al centro di “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”, convegno che avrà luogo nella giornata di oggi, a Roma, e organizzato dalla sinergica collaborazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d'Autore del MiBACT e l’Università Europea di Roma, attraverso il Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore (CREDA). L'evento  si inserisce tra le iniziative del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE, con l’intento di dare alcune risposte concrete alle molte sfide da affrontare in ambito di tutela e sviluppo della proprietà intellettuale. Il lavori del Convegno, aperti dal Capo di Gabinetto dell’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Prof. Giampaolo D’Andrea, saranno coordinati dal Direttore Generale delle Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del MiBACT, Dott.ssa Rossana Rummo, e dal Coordinatore Nazionale PRIN "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione", Prof. Alberto Gambino. Tra gli illustri relatori, il Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, e il Vice Presidente del Garante per la protezione dei dati personali Augusta Iannini, nonché numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee. Al dibattito interverranno inoltre rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione Europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria. Diritto d'autore - Al fine di comprendere la forte interconnessione tra innovazione e diritto d’autore, occorre guardare allo sviluppo tecnologico, vera leva che ha consentito di rendere l’informazione più accessibile attraverso l’uso della rete. Partendo dunque, dallo stravolgimento dei tradizionali strumenti di tutela autoriale, a seguito dell’avvento di internet, si guarderà ai fenomeni dell’online e alle relative ricadute a livello giuridico ed economico. Per rispondere alle numerose questioni che emergono dalle prospettive di tutela del diritto d’autore in internet, sono stati coinvolti alcuni tra i massimi rappresentanti delle Autorità nazionali garanti della concorrenza, delle comunicazioni e dei dati personali, istituzioni sempre più presenti nella tutela dei numerosi interessi in gioco nel web. Sempre con riguardo all’ambiente digitale non si ometterà, infine, una riflessione sul tema dell’enforcement rispetto al contrasto del fenomeno della pirateria online. Per questa ragione è divenuto indispensabile adattare la cornice normativa dei diritti d’autore ai recenti sviluppi della tecnologia. Solo un’efficace tutela di questi diritti consente una difesa contro la pirateria digitale, gli scambi illegali e la contraffazione. Se dunque è innegabile il valore dello sviluppo del web, come straordinaria occasione per produrre e diffondere cultura e per condividere valori, conoscenze ed ideali, tuttavia, urge portare avanti politiche di regolamentazione che assicurino il rispetto delle libertà e al tempo stesso dei diritti dei vari attori coinvolti. La necessità di un ulteriore sforzo per la tutela del diritto d'autore in Italia è stata evidenziata nelle scorse ore anche nell'ambito dell'International Property Rights Index 2014 presentato a Washington. Con la partecipazione di illustri professori, provenienti da università straniere, si allargherà inoltre il focus sul diritto d’autore nel contesto internazionale. Gli interventi cercheranno di evidenziare come, il diritto d’autore, e più in generale la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, rappresentino a loro volta fattori chiave per la crescita e l’occupazione, specie nell’ambito del completamento di un mercato unico digitale entro il 2015. In questo senso verrà illustrato come, seppur l’acquis comunitario nell’ambito del diritto d’autore e dei diritti connessi sia stato piuttosto armonizzato, si stia cercando una definizione di un più adeguato ambito normativo per la tutela della proprietà intellettuale, conto tenuto della sempre più frequente sua applicazione nel contesto digitale. Sempre guardando al contesto internazionale, verrà data opportuna rilevanza all’eterogenea struttura dell’Unione Europea, composta da Membri caratterizzati da lingue, culture, interessi, reddito e penetrazione della banda larga differenti, tutti fattori che impongono un generale ripensamento dell’approccio country by country, sempre più in netto contrasto con l’assenza di confini del mondo digitale. Proprietà industriale - Infine, quanto alle evoluzioni in tema di proprietà industriale, con particolare riguardo all’innovazione biotecnologica, verrà dimostrato, con l’aiuto di professori universitari esperti della materia, come tale settore costituisca vero e proprio banco di prova alla tenuta del regime di proprietà intellettuale. A riguardo, si terranno altresì a mente i lavori in corso da parte della Presidenza italiana sulla riforma del sistema di registrazione dei marchi e dei brevetti, per migliorarne la protezione dalle contraffazioni, nonché, lo stato di avanzamento dei negoziati sulla proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la tutela contro l’illecita acquisizione, utilizzo e divulgazione di know-how e delle informazioni commerciali riservate, lavorando per la definizione di un quadro legislativo armonizzato, relativo al segreto commerciale, che possa potenziare la cooperazione tecnologica e lo scambio di know-how. Il contesto italiano vede una leggera flessione nella registrazione di brevetti (deposito invenzioni e modelli di utilità) tra il 2012 e il 2013, quando rispettivamente i depositi all'Uibm sono stati rispettivamente 11961 e 11793, a fronte dei 12151 del 2010. A sorprendere è il divario territoriale nel nostro Paese, come emerge dai dati del Ministero dello Sviluppo Economico; se nel 2013 al Nord si depositavano 6990 invenzioni, al Centro lo stesso dato si fermava a 1749, mentre al Sud non superava le 373 unità. misebrevetti Per quanto attiene la contraffazione in ambito tecnologico, invece, il Rapporto 2014 MISE-CENSIS parla di un giro d'affari per il comparto di software, Cd e Dvd che nel 2012 ha superato 1,786 miliardi di euro, il 27,3% dell'intera spesa per merci contraffatte nel nostro Paese. Nella tavola rotonda finale, attraverso il dibattito con gli operatori e i rappresentanti delle categorie autoriali e le imprese, si cercherà di raccogliere utili spunti al fine di incentivare nuovi processi creativi. A benvedere, la difesa del diritto d’autore e il sostegno all’innovazione, in un momento di grave crisi economica, rappresentano un presidio per tanti operatori e tanti giovani di talento, per le imprese, che, con la loro attività, offrono opportunità che favoriscono nuovi sviluppi innovativi. La creatività, anche alla luce delle politiche europee, rappresenta senza dubbio per il Paese Italia, un ottimo strumento di rilancio economico e sociale. 29 ottobre 2014
  • Apple, vittoria sul "brevetto di Jobs" e grane sulla lettura degli iMessage. In attesa del nuovo iPad

    Il brevetto "Steve Jobs" resta nella cassetta degli attrezzi della Apple. Lo US Patent and Trademark Office ha infatti concluso a favore di Cupertino il riesame del "7,479,949" sul multitouch. Il procedimento era stato avviato su richiesta di alcuni soggetti anonimi, i quali contestavano l'eventualità che Apple potesse tenere per sé una tecnologia, quella del funzionamento di uno schermo tramite il tocco di più dita, messa a punto con l'aiuto anche di alcune università e fondamentale per tutte le aziende del settore. Un punto di vista opposto a quello dello USPTO, che ha respinto le obiezioni e segnato un nuovo episodio della guerra dei brevetti sempre più accesa in territorio americano; non avrà sicuramente gradito la decisione Samsung, che da pochi giorni sconta un divieto di importazione di vecchi dispositivi proprio per la violazione di due brevetti di proprietà della Mela, uno dei quali relativo agli schermi touch. Mentre gongola, tuttavia, la Apple è costretta a fare i conti con una spina nel fianco che in tempi di Nsa risulta più appuntita e dolorosa; alcuni hacker avrebbero infatti smentito le rassicurazioni arrivate da Cupertino in merito alla possibilità che qualcuno al di fuori di mittente e ricevente abbia la possibilità di leggere gli iMessage scambiati dagli utenti. L'azienda, all'indomani delle rivelazioni di Edward Snowden, aveva assicurato che il sistema di crittografia "end-to-end" avrebbe messo al riparo le comunicazioni da occhi indiscreti, compresi quelli dell'azienda, un dato che sembra invece uscire malconcio dalla prova dei fatti. Certo, puntualizzano i ricercatori, questo tipo di intercettazione risulta particolarmente complicata e non appannaggio del primo hacker di passaggio. Intanto cresce l'attesa intorno all'evento di martedì 22 a San Francisco dove, c'è chi ne è sicuro, sarà presentato il nuovo iPad.
  • AT&T brevetta un nuovo strumento per individuare i "pirati"

    L'azienda texana potrà assegnare ai suoi utenti una "categoria a rischio" e prendere provvedimenti a loro carico, restringendo il loro raggio d'azione sulla rete. Nel settembre scorso il "patent" per il monitoraggio delle condivisioni di BitTorrent e reti P2P Le migliaia di petabyte prodotte sulle reti di AT&T dalla circolazione di file illeciti potrebbe presto doversi confrontare con una nuova minaccia. Il colosso delle telecomunicazioni americano ha infatti brevettato un software che permetterà alla società texana di individuare chi scambia file non autorizzati, inserirlo in una "categoria di rischio" e successivamente prendere provvedimenti nei suoi confronti. "La pirateria su Internet - afferma la società - può occupare una quantità di banda notevole, il che può tramutarsi in criticità per un fornitore di servizi. Finora, le misure di protezione del copyright che sono state messe a punto, ad esempio, dall'industria dello spettacolo, non sono riuscite a limitare l'aumento della pirateria su Internet". Da qui la necessità percepita dall'azienda di dotarsi di un proprio strumento tecnologico.
    patentatt Come riferisce TorrentFreak, il brevetto, chiamato “Methods, devices and computer program products for regulating network activity using a subscriber scoring system”, permetterà all'azienda di analizzare i modelli di utilizzo della rete assegnando agli utenti un punteggio chiamato Subscriber Reputation Score (SRS), che determina la categoria nella quale viene inserito il sospetto "pirata". Sulle contromisure per chi dovesse finire nella rete dei controlli AT&T resta sul generico, parlando della possibilità che i servizi di accesso vengano ristretti per determinati utenti, ai quali verrebbe anche inibito l'accesso ai siti pirata conosciuti. Non si parla esplicitamente di cancellazione dell'account, ma è questa una misura che la stessa AT&T si era detta pronta a mettere in atto nell'ambito del "Six Strikes" americano a base di Copyright Alert System. La stessa compagnia ha ottenuto recentemente un altro brevetto antipirateria, quello relativo ad uno strumento che permette il monitoraggio di quello che viene scambiato sulle reti di BitTorrent e P2P. Ora bisogna capire se e quando il provider vorrà tradurre in realtà queste possibilità offertegli dalla tecnologia e dallo United States Patent Office. Di sicuro, come segnalato da Valerio Procu su Tom's Hardware, gli strumenti nelle disponibilità di AT&T pongono interrogativi anche sul rispetto della neutralità della rete. LEGGI "Facebook, gli 'indicatori sociali' contro i contenuti pirata" LEGGI "La FCC di Wheeler rovescierà la net neutrality?" 17 dicembre 2013
  • AT&T brevetta una "fast lane" per il file sharing

    4-a5b1c364fcLa già accesa discussione sulla neutralità della rete negli Stati Uniti viene alimentata a colpi di brevetti. A tenere banco nelle ultime settimane, all'apice di un dibattito che dura da anni, è stata la volontà espressa dalla Federal Communications Commission di riclassificare i servizi di Internet a banda larga come “telecomunication service” al posto di “information service", dando così alla FCC presieduta da Tom Wheeler la possibilità di esercitare su di loro il proprio potere regolamentare. Le ferme dichiarazioni di Barack Obama a favore della net neutrality e le reazioni di Isp e repubblicani sono la cornice nella quale si inserisce la notizia di un nuovo brevetto ottenuto dalla AT&T in merito alla garanzia di una "corsia veloce" per i file BitTorrent e gli altri protocolli di condivisione peer to peer. Nel documento depositato presso lo United States Patent and Trademark Office si afferma che "la condivisione di file in P2P rappresenta il 20% del traffico sulle reti a banda larga". Di qui la volontà di ridurre l'impatto di questo traffico dando priorità ai local peer server riducendo così la quantità di banda utilizzata e il tempo di download, oltre che analizzando i dati in transito per mettere in connessione peers che causano minore congestione della rete. L'Internet Service Provider ha poi premura di sottolineare che "alcuni contenuti senza licenza" resterebbero esclusi da un tale meccanismo, aprendo una serie di interrogativi sulla deep packet inspection che un tale approccio sembra portare in dote (e in quel caso, quale tipo di ripercussioni si avrebbe sul safe harbor in merito alle violazioni del copyright?). Oltre, ovviamente, alle prevedibili levate di scudi da parte degli strenui difensori della neutralità della rete. Se AT&T abbia seriamente intenzione di implementare queste tecnologie non è dato sapere; quello che è certo è che contribuirà con questa mossa a rendere ancor più aspro il dibattito che porterà al pronunciamento ufficiale della FCC previsto per il prossimo 26 febbraio.
    Gli “Sponsored data” per i content provider, una nuova strategia per il mobile di AT&T. Ma è polemica sul rispetto della Net Neutrality AT&T brevetta un nuovo strumento per individuare i ‘pirati’
    20 febbraio 2015
  • Brevetti e posizioni dominanti: l'azione inibitoria proposta dal titolare nei confronti di un presunto contraffattore può, a certe condizioni, costituire un abuso

    L’azione inibitoria proposta nei confronti di un presunto contraffattore dal titolare di un brevetto essenziale per l’applicazione di una norma tecnica e che si trovi in posizione dominante può, a certe condizioni, costituire un abuso di posizione dominante. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia dell'Unione Europea in una sentenza nella quale si afferma che il titolare del brevetto, che si sia in precedenza impegnato a concedere a terzi una licenza a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, deve, prima di esperire l’azione per la cessazione del pregiudizio arrecato al suo brevetto o per il richiamo dei prodotti fabbricati utilizzando tale brevetto, trasmettere al presunto contraffattore una proposta concreta di licenza. Il diritto dell’Unione mira a garantire l’esercizio dei diritti esclusivi collegati a un diritto di proprietà intellettuale, quale un brevetto, preservando al contempo il libero gioco della concorrenza. Per quanto riguarda i rapporti tra tali due obiettivi, la Corte ha già precisato che l’esercizio di tali diritti esclusivi (come il diritto di esperire un’azione per contraffazione) fa parte delle prerogative del titolare, con la conseguenza che tale esercizio, quand’anche provenga da un’impresa in posizione dominante, non può costituire di per sé un abuso. È solo in circostanze eccezionali che l’esercizio del diritto esclusivo può dare luogo a un abuso di posizione dominante, come già stabilito in una sentenza della Corte del 29 aprile 2004. La fattispecie in esame presenta tuttavia alcune peculiarità rispetto a tale giurisprudenza. Da un lato, essa riguarda un brevetto essenziale ai fini dell’applicazione di una norma tecnica (BEN), vale a dire un brevetto il cui sfruttamento è indispensabile per ogni concorrente che intenda fabbricare prodotti conformi alla norma tecnica cui esso è collegato (norma tecnica che è stabilita da un organismo di normalizzazione). Dall’altro lato, il brevetto ha ottenuto lo status di BEN soltanto perché il suo titolare ha dichiarato dinanzi all’organismo di normalizzazione la sua irrevocabile disponibilità ad accordare a terzi licenze a condizioni FRAND (Fair, Reasonable and Non-Discriminatory), vale a dire a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. La Huawei Technologies, una società di dimensioni mondiali attiva nel settore delle telecomunicazioni, è titolare di un brevetto europeo intitolato Procedura e impianto per la creazione di un segnale di sincronizzazione in un sistema di comunicazione e rilasciato nella Repubblica federale di Germania, notificato quale brevetto essenziale ai fini dell’applicazione della norma tecnica Long Term Evolution allo European Telecommunication Standards Institute (ETSI, organismo il cui scopo è quello di creare norme tecniche adeguate agli obiettivi tecnici del settore europeo delle telecomunicazioni e di ridurre il rischio, per sé stesso, i suoi membri e i terzi che applicano le sue norme tecniche, che investimenti destinati all’elaborazione, all’adozione e all’applicazione di tali norme vadano perduti a causa dell’indisponibilità della proprietà intellettuale essenziale per l’applicazione di dette norme tecniche). In occasione della notifica all'ETSI, la Huawei si è impegnata a concedere a terzi licenze a condizioni FRAND. La Huawei ha tuttavia adito il Landgericht Düsseldorf (tribunale regionale di Düsseldorf, in Germania) con un’azione per contraffazione contro due società del gruppo internazionale ZTE. Tale gruppo commercializza in Germania prodotti funzionanti sulla base della norma tecnica Long Term Evolution, in tal modo sfruttando il brevetto della Huawei senza tuttavia versarle alcun corrispettivo. Mediante la sua azione, la Huawei ha chiesto la cessazione della contraffazione, il richiamo dei prodotti, la presentazione di dati contabili, nonché il risarcimento dei danni. In precedenza, la Huawei e la ZTE avevano avviato discussioni sulla contraffazione e sulla possibilità di concludere un contratto di licenza a condizioni FRAND, senza tuttavia pervenire a un accordo. Il Landgericht, da parte sua, ha chiesto alla Corte di giustizia di precisare a quali condizioni la proposizione di un’azione per contraffazione da parte di un’impresa in posizione dominante, come la Huawei, costituisca un abuso di tale posizione (secondo il tribunale tedesco le parti non hanno contestato che la Huawei occupi una posizione dominante. Pertanto, le questioni sollevate si riferiscono unicamente all’esistenza di un abuso). Nella sua sentenza, la Corte distingue innanzitutto le azioni inibitorie o per il richiamo di prodotti da quelle volte ad ottenere la presentazione di dati contabili e il risarcimento dei danni. Per quanto riguarda il primo tipo di azioni, la Corte dichiara che il titolare di un brevetto essenziale ai fini dell’applicazione di una norma tecnica stabilita da un organismo di normalizzazione, che si sia irrevocabilmente impegnato nei confronti di tale organismo a concedere a terzi una licenza a condizioni FRAND, non abusa della sua posizione dominante quando esperisce un’azione per contraffazione volta alla cessazione del pregiudizio arrecato al suo brevetto o al richiamo dei prodotti per la fabbricazione dei quali sia stato utilizzato tale brevetto, laddove: ‒ prima di esperire l’azione, da un lato, abbia avvertito il presunto contraffattore della contraffazione addebitatagli, indicando il brevetto interessato e specificando il modo in cui esso è stato contraffatto, e, dall’altro, abbia trasmesso a tale contraffattore, dopo che quest’ultimo ha espresso la sua volontà di stipulare un contratto di licenza a condizioni FRAND, una proposta di licenza concreta e scritta alle suddette condizioni, specificando il corrispettivo e le sue modalità di calcolo, e ‒ il presunto contraffattore, continuando a sfruttare il brevetto, non abbia dato seguito a tale proposta con diligenza, conformemente agli usi commerciali riconosciuti in materia e in buona fede, circostanza che deve essere determinata sulla base di elementi obiettivi ed implica in particolare l’assenza di ogni tattica dilatoria. La Corte dichiara che il presunto contraffattore, non avendo accettato la proposta del titolare del BEN, può eccepire il carattere abusivo di un’azione inibitoria o per richiamo di prodotti soltanto qualora sottoponga al titolare del BEN, entro un breve termine e per iscritto, una controproposta concreta rispondente alle condizioni FRAND. Per quanto riguarda le azioni per ottenere la presentazione di dati contabili o il risarcimento dei danni, la Corte dichiara che, in circostanze come quelle in esame, il divieto di abuso di posizione dominante non impedisce a un’impresa in posizione dominante e titolare di un brevetto essenziale ai fini dell’applicazione di una norma tecnica stabilita da un organismo di normalizzazione, che si è impegnata dinanzi a tale organismo a concedere in licenza a condizioni FRAND, di esperire un’azione per contraffazione contro il presunto contraffattore del suo brevetto volta ad ottenere dati contabili relativi ai precedenti atti di sfruttamento di tale brevetto o il risarcimento dei danni derivanti da tali atti. Tali azioni non hanno conseguenze dirette sull’immissione o sul mantenimento nel mercato di prodotti conformi alla norma tecnica fabbricati da concorrenti. 17 luglio 2015
  • Proprietà Intellettuale: per una prospettiva sistematica

    di Gustavo Ghidini* E’ quasi superfluo rimarcare quanto il complessivo quadro normativo della PI si sia complicato - e con speciale intensità nell’ultimo cinquantennio - rispetto alla classica  rappresentazione delle grandi Convenzioni di fine ‘800, Parigi e Berna. In estrema sintesi, alla intrinseca diversità di oggetto, funzione, lineamenti caratteristici dei singoli paradigmi fondamentali (brevetto, marchio, diritto d’autore), sì è aggiunta una progressiva frammentazione interna, per così dire, dei medesimi. Si pensi alla varietà di modelli brevettuali ‘speciali’ (per novità vegetali, biotecnologie, topografie di semiconduttori) [1] , o alla varietà di (regimi dei ) diritti c.d. connessi con il diritto d’autore.

  • Tutela brevettuale unitaria: la Corte di Giustizia respinge i ricorsi della Spagna contro i regolamenti

    La Corte di Giustizia dell'Unione europea ha respinto i due ricorsi presentati dalla Spagna contro i regolamenti di attuazione della cooperazione rafforzata per l’istituzione di una tutela brevettuale unitaria. Corte di Giustizia Unione Europea CGUE 2Il sistema attuale di protezione dei brevetti europei è disciplinato dalla convenzione sul brevetto europeo (Cbe), un accordo internazionale che non fa parte del diritto dell’Unione [*]. Tale convenzione prevede che i brevetti europei producano gli stessi effetti in ciascuno degli Stati contraenti per i quali sono concessi e siano soggetti allo stesso regime dei brevetti nazionali concessi in tale Stato. Mediante il "pacchetto brevetto unitario" [**], il legislatore dell’Unione europea ha voluto conferire al brevetto europeo una tutela unitaria e istituire un tribunale unificato in tale settore. Nel sistema della Cbe, i brevetti europei garantiscono, in ciascuno degli Stati parti della convenzione, una tutela la cui portata è definita dal diritto nazionale di ciascuno Stato. Nel sistema del brevetto europeo con effetto unitario (Beeu), invece, il diritto nazionale designato ai sensi del regolamento n. 1257/2012 sarà applicato nel territorio di tutti gli Stati membri partecipanti, in cui il brevetto dispiega un effetto unitario, il che garantirà l’uniformità della tutela conferita dal brevetto. Il regime di traduzione per il Beeu, che si basa sulla procedura in vigore presso l’Ufficio europeo dei brevetti, mira a conseguire il necessario equilibrio tra gli interessi degli operatori economici e il pubblico interesse, in termini di costo del procedimento e di disponibilità delle informazioni tecniche. Le lingue ufficiali dell’Ufficio sono il tedesco, l’inglese e il francese. Il legislatore dell’Unione ha inoltre ritenuto essenziale istituire un tribunale competente a giudicare le cause concernenti i Beeu, al fine di garantire il loro corretto funzionamento, la coerenza della giurisprudenza, la certezza del diritto nonché l’efficienza dei costi per i titolari dei brevetti. È in questa cornice che la Spagna aveva richiesto l’annullamento dei regolamenti sull’istituzione di una tutela brevettuale unitaria (causa C-146/13) e sul regime di traduzione (causa C-147/13). Con le sue sentenze, la Corte di giustizia ha respinto i due ricorsi del Paese iberico. Causa C-146/13 (regolamento UE n. 1257/2012) - In questo primo caso la Spagna contestava la legittimità, rispetto al diritto dell’Unione, del procedimento amministrativo che precede la concessione di un brevetto europeo. Essa deduceva che detto procedimento sarebbe sottratto a un controllo giurisdizionale che consenta di garantire la corretta e uniforme applicazione del diritto dell’Unione e la tutela dei diritti fondamentali, il che lederebbe il principio della tutela giurisdizionale effettiva. La Corte ha respinto l’argomento della Spagna osservando che il regolamento non ha affatto lo scopo di fissare, anche solo parzialmente, le condizioni di concessione dei brevetti europei, che sono disciplinate unicamente dalla Cbe, e altresì che esso non accorpa il procedimento di concessione dei brevetti europei previsto dalla Cbe nel diritto dell’Unione. Infatti, il regolamento si limita, da un lato, a stabilire le condizioni alle quali un brevetto europeo precedentemente concesso dall’Ufficio europeo dei brevetti ai sensi della Cbe può, su richiesta del suo titolare, vedersi conferire un effetto unitario e, dall’altro, a definire tale effetto unitario. La Spagna sosteneva altresì che l’articolo 118, primo comma, Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), relativo alla protezione uniforme dei diritti di proprietà intellettuale nell’Unione, non costituirebbe la base giuridica appropriata per l’adozione del regolamento. La Corte ha considerato a tal riguardo che la tutela brevettuale unitaria è atta a prevenire divergenze in termini di tutela brevettuale negli Stati membri partecipanti e, pertanto, mira a una protezione uniforme dei diritti di proprietà intellettuale nel territorio di tali Stati. La Spagna contestava inoltre l’attribuzione agli Stati membri partecipanti, che agiscono nel quadro del comitato ristretto del consiglio d’amministrazione dell’Organizzazione europea dei brevetti, della competenza a fissare il livello delle tasse di rinnovo e a definire la loro quota di distribuzione. La Corte ha rilevato a tal proposito che, secondo il TFUE, spetta agli Stati membri adottare tutte le misure di diritto interno necessarie per l’attuazione degli atti giuridicamente vincolanti dell’Unione. Per di più, sono necessariamente gli Stati membri partecipanti, e non la Commissione o il Consiglio, a dover adottare tutte le misure necessarie ai fini dell’esecuzione di tali compiti, dato che l’Unione, diversamente dagli Stati membri, non è parte della CBE. La Corte ha aggiunto che il legislatore dell’Unione non ha delegato agli Stati membri partecipanti né all’Ufficio europeo dei brevetti competenze di esecuzione che spetterebbero propriamente ad esso ai sensi del diritto dell’Unione. Causa C-147/13 (regolamento UE n. 1260/2012) - In questo secondo caso, per quanto riguarda il regime di traduzione, la Spagna deduceva la violazione del principio di non discriminazione fondata sulla lingua, dato che, a suo parere, il regolamento istituisce, per il Beeu, un regime linguistico che lederebbe i soggetti la cui lingua non rientra tra le lingue ufficiali dell’Ufficio europeo dei brevetti. Il Paese iberico sosteneva che qualsiasi eccezione al principio dell’uguaglianza tra le lingue ufficiali dell’Unione dev’essere giustificata da criteri diversi da quelli puramente economici. La Corte ha constatato che nel regolamento si opera un trattamento differenziato delle lingue ufficiali dell’Unione. Nondimeno, la Corte ha sottolineato che il regolamento ha un obiettivo legittimo, segnatamente quello di creare un regime di traduzione semplice e uniforme per il Beeu e di agevolare in tal modo l’accesso alla tutela offerta dal brevetto, in particolare per le piccole e medie imprese. Infatti, la complessità e i costi particolarmente elevati che caratterizzano l’attuale sistema di tutela del brevetto europeo costituiscono un ostacolo alla tutela brevettuale nell’Unione e producono effetti negativi sulla capacità di innovazione e di competitività delle imprese dell’Unione, in particolare delle piccole e medie. La Corte ha sottolineato che il regime linguistico istituito dal regolamento rende più facile, meno costoso e giuridicamente più sicuro l’accesso al Beeu ed al sistema brevettuale in generale. Il regolamento, secondo la Corte, è altresi proporzionato, dato che preserva il necessario equilibrio tra gli interessi di coloro che richiedono il Beeu e quelli degli altri operatori economici relativamente all’accesso alle traduzioni dei documenti che concedono diritti o ai procedimenti che coinvolgono diversi operatori economici, e ciò mediante l’istituzione di vari meccanismi (in particolare, un regime di compensazione per il rimborso dei costi di traduzione, un periodo transitorio fino a quando sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione un sistema di traduzione automatica di alta qualità e la traduzione integrale del Beeu per gli operatori sospettati di contraffazione in caso di controversia). La Corte ha dichiarato infine che l’articolo 118, secondo comma, Tfue costituisce una base giuridica corretta per il regolamento, dato che esso istituisce in effetti il regime linguistico di un titolo europeo (il Beeu), definito mediante il rinvio alla Cbe. [*] Convenzione sulla concessione di brevetti europei, sottoscritta a Monaco (Germania) il 5 ottobre 1973 ed entrata in vigore il 7 ottobre 1977. L’Organizzazione europea dei brevetti è un’organizzazione intergovernativa che è stata istituita sulla base di tale convenzione. L’Organizzazione comprende due organi, ossia l’Ufficio europeo dei brevetti e il Consiglio d’amministrazione, che esercita un controllo sulle attività dell’Ufficio. L’Ufficio europeo dei brevetti è l’organo esecutivo dell’Organizzazione europea dei brevetti e l’attività principale di tale Ufficio è l’esame delle domande di brevetto e la concessione di brevetti europei. [**] Tale "pacchetto" si compone del regolamento (UE) n. 1257/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2012, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria (GU L 361, pag. 1), del regolamento (UE) n. 1260/2012 del Consiglio, del 17 dicembre 2012, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria con riferimento al regime di traduzione applicabile (GU L 361, pag. 89) e dell’accordo su un tribunale unificato dei brevetti, firmato il 19 febbraio 2013 (GU C 175, pag. 1). 6 maggio 2015