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  • "Il giusto processo sportivo”, al CONI il 3 dicembre

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
  • "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione", a Roma il 2 luglio

    In un convegno promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internet si approfondiranno, con l'aiuto di giuristi, esponenti delle istituzioni e delle associazioni, le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali. Questi temi saranno al centro del convegno "Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione", previsto a Roma il 2 luglio 2015. L'evento, che sarà ospitato presso Palazzo Sant'Andrea (Via del Quirinale, 30), è promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internetnell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Il quadro normativo europeo nel quale si inseriscono i lavori si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, che ne estende gli ambiti alle risorse digitali di Archivi, Biblioteche e Musei, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default. Locandina 2 luglio 2015 Dopo l'apertura affidata a Marina Giannetto (Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica), l'introduzione di Alberto M. Gambino (Presidente dell’Accademia e Ordinario di Diritto privato nell'Università Europea di Roma) e le relazioni di Gustavo Ghidini (Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Piperata (Associato di Diritto amministrativo presso l'IUAV di Venezia) e Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo). Le conclusioni saranno curate da Angelo Rughetti, Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Sarà così la volta di una tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Antonello Cherchi e animata dagli interventi di Valentina Grippo (Accademia Italiana del Codice di Internet), Roberta Guizzi (Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Andrea Marcucci (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato), Flavia Piccoli Nardelli (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati), Marco Pierani (Altroconsumo), Riccardo Pozzo (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Eugenio Prosperetti (Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e Ferdinando Tozzi (Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). A concludere Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura dell'Unione Europea. È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

    La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

    È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Alberto Gambino tra i nuovi componenti del Comitato Etico dell'Istituto Superiore della Sanità, le felicitazioni della Redazione scientifica di Dimt

    La Redazione scientifica di Dimt saluta con viva soddisfazione la nomina del suo Direttore scientifico, prof. Alberto Gambino, nel nuovo Comitato etico dell'Istituto Superiore della Sanità, sottolineando che tale scelta rappresenta un riconoscimento non solo alla persona, ma anche all'importanza del rapporto tra nuove tecnologie, profili giuridici e risvolti etici nel delicatissimo comparto sanitario, su cui la nostra Rivista - in particolare con la sezione dedicata alla E-Health - si impegna da tempo. Di seguito il link alla composizione del nuovo Comitato Etico dell'ISS: http://www.iss.it/coet/?lang=&lang=1&id=56&tipo=1 17 ottobre 2014
  • Diritto all'oblio, Google ascolta gli esperti. E i nodi restano da sciogliere

    Un intenso dibattito ha caratterizzato l'incontro tra il comitato consultivo istituito da Mountain View e gli esperti riunitisi a Roma. Un momento di riflessione che ha evidenziato, ancora una volta, quanto difficile sia il bilanciamento di diversi diritti in assenza di un quadro normativo puntuale e ritagliato sulle attuali tecnologie "Non possiamo contrapporre un diritto ad un altro, questa è la lezione ultima", Così Frank La Rue, inviato speciale dell'Onu per la libertà di opinione ed espressione, ha concluso l'incontro che nel pomeriggio di mercoledì ha visto protagonisti i membri del comitato consultivo sul diritto all'oblio di Google e il gruppo di esperti chiamati a proporre le loro riflessioni e i loro suggerimenti alla luce dei punti critici emersi a quattro mesi dalla ormai celebre sentenza con la quale la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha riconosciuto il diritto dei cittadini a veder rimossi dai motori di ricerca i link che rimandavano a contenuti ritenuti imprecisi, non più attuali o in violazione della privacy. Un numero di richieste che ha ormai superato le 120mila unità. Comitato Diritto OblioNella cornice dell'Auditorium Parco della Musica di Roma è andato in scena uno scambio di vedute a viso aperto che ha tuttavia restituito un'ulteriore conferma di tutte le complicazioni che lo stesso presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt, ha sottolineato in apertura: "Siamo qui per ascoltare gli esperti", ha affermato prima di presentare gli illustri componenti del comitato seduti al suo fianco; e quindi, oltre a La Rue, il responsabile legale di Google David Drummond, Jimmy Wales, presidente di Wikipedia, il filosofo Luciano Floridi, Sabine Leutheusser Scharrenberger, ex ministro della giustizia tedesco, Sylvie Kauffman, direttore editoriale del quotidiano Le Monde, Jose Luis Piñar, direttore dell'agenzia spagnola per la protezione dei dati e Peggy Valcke, ricercatrice dell'Università di Leuven, in Belgio. "Il diritto all'oblio è contrapposto al diritto alla storia - ha esordito l'avvocato Guido Scorza - e la cronaca di oggi è la storia di domani. Contraendo il diritto di cronaca, dando una scadenza alle informazioni, si compromette dunque la possibilità di raccontare la storia stessa. Il soggetto privato punta legittimamente a massimizzare i profitti abbattendo i rischi, e questo nel caso specifico per Google si traduce nel rispondere positivamente alle richieste di rimozione. Questo non significa non fidarsi del soggetto privato, ma di essere consapevoli che ha un interesse diverso da quello pubblico". Per il direttore di Wired Italia, Massimo Russo, "la Corte ha sottovalutato il diritto alla libertà di espressione, che non può vigere solo per le informazioni di interesse pubblico. Esiste una tutela della libertà di espressione anche nel caso in cui i contenuti siano irrilevanti, altrimenti bisognerebbe rimuovere la stragrande maggioranza dei contenuti che circola sui social network. Inoltre, le tecnologie dell'informazione hanno cambiato il concetto stesso di personaggio pubblico. Si è poi discusso sulla possibilità di informare sulle rimozioni i titolari dei siti che ospitano i contenuti originari, io ritengo non sia solo opportuno, ma che sia necessario, ed è l'unica strada per cui chi ha 'subito' una rimozione può difendersi". "Non si può assegnare ad un privato la sorveglianza sulla libertà dei espressione in rete", ha affermato ancora Russo (qui il suo intervento integrale), prima di rispondere ad una domanda di Luciano Floridi ("Il Pubblico con l'avvento di Internet ha sostanzialmente delegato al privato la gestione della società dell'informazione; non dovremmo dunque riconoscere il ruolo di gatekeeper giocato dai motori di ricerca?): "In quel caso bisognerebbe allora che il motore di ricerca restasse in ambito accademico, eludendo così le inevitabili contaminazioni a cui è esposto il soggetto privato". Il Professor Alessandro Mantelero del Politecnico di Torino ha lanciato una proposta: link sospesi per trenta giorni a seguito della richiesta di rimozione e riattivazione degli stessi nel caso in cui i richiedenti non procedano dinanzi al Garante Privacy o all'autorità giudiziaria. Accompagnando il suo intervento con la valutazione che "le media company hanno le professionalità giuste per riconoscere qual è l'interesse pubblico. Google no, perché fa un altro mestiere".   Un'altra domanda è stata posta dal Professor Floridi ("Non dovrebbe esserci tra i compiti dell'educatore quello di far capire che ci sono fatti che sono accaduti e che non si può tornare indietro?") alla scrittrice Lorella Zanardo, la quale ha risposto: "Magari è una soluzione utile per i nostri figli, ma oggi dobbiamo trovare una soluzione che permetta a chi ha sbagliato ieri di non pagare all'infinito i suoi errori". E se per il Professor Oreste Pollicino dell'Università Bocconi "la Corte ha dato una prevalenza sproporzionata alle norme sulla privacy ledendo il diritto all'informazione", per il Professor Vincenzo Zeno-Zencovich dell'Università di Roma Tre "la sentenza è di natura politica, perché afferma la sovranità europea su internet per le questioni che attengono i cittadini europei. In ogni caso una soluzione non può che essere trovata su un piano che travalichi i confini del Vecchio Continente". A margine dell'incontro Peggy Valckeha chiuso la giornata affermando che "le posizioni emerse e le riflessioni raccolte sono utili ad aprire un percorso di ampio respiro volto alla ricerca di una soluzione". Un percorso che continuerà con le prossime tappe del comitato in giro per l'Europa. LEGGI Pizzetti: “Sentenza CGUE non è su diritto all’oblio. Ma pone questioni fondamentali su evoluzione normativa” Data protection e diritto all’oblio, il Commissario Reicherts: “Dibattito distorto da detrattori. Adottare subito nuove è più forti tutele sulla protezione dei dati” "Diritto all'oblio, Google "interrogato" dai Garanti privacy europei. Accolta la metà delle richieste. In attesa di linee guida condivise" Privacy e diritto all’oblio, il gestore di un motore di ricerca online è responsabile del trattamento da esso effettuato dei dati personali che appaiono su pagine web di terzi. Montuori (Garante Privacy): “Consonanza con direzione intrapresa dall’Autorità”. Google: “Decisione deludente, sopresi differisca da Advocate General” "Google e diritto all’oblio, Giuseppe Busia (Garante Privacy): 'Stabilito un principio sulla competenza territoriale'. Il Prof. Gambino: 'Richiesta ai motori di ricerca è tutela estrema e subordinata, ma aspetti positivi per tutela delle fragilità' " "Uno, nessuno e centomila: tra reputazione online e diritto all’oblio. Montuori (Garante Privacy): 'Importante capire il diritto alla contestualizzazione dell’informazione' " 11 settembre 2014
  • Diritto all'oblio, il Comitato consultivo di Google a Roma. Aperte le registrazioni per l'incontro del 10 settembre

    00026889Il dibattito sul diritto all'oblio sarà al centro di un incontro organizzato da Google per il 10 settembre a Roma. Il Comitato consultivo di cui la compagnia di Mountain View si è dotata all'indomani della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in materia, infatti, farà tappa nella Capitale nell'ambito di una serie di consultazioni promosse per approfondire i punti critici emersi in oltre tre mesi di attuazione delle misure di rimozione dei link dai risultati del motore di ricerca. Il Consiglio si riunirà presso l'Auditorium Parco della Musica; la sessione pubblica si terra dalle ore 14.00 alle ore 17.30 e vedrà il Comitato impegnato ad ascoltare le testimonianze dei relatori invitati. La registrazione, aperta fino a esaurimento posti, si può effettuare seguendo questo link. La diretta streaming degli incontri è invece disponibile seguendo questo link. LEGGI Pizzetti: “Sentenza CGUE non è su diritto all’oblio. Ma pone questioni fondamentali su evoluzione normativa” Data protection e diritto all’oblio, il Commissario Reicherts: “Dibattito distorto da detrattori. Adottare subito nuove è più forti tutele sulla protezione dei dati” "Diritto all'oblio, Google "interrogato" dai Garanti privacy europei. Accolta la metà delle richieste. In attesa di linee guida condivise" Privacy e diritto all’oblio, il gestore di un motore di ricerca online è responsabile del trattamento da esso effettuato dei dati personali che appaiono su pagine web di terzi. Montuori (Garante Privacy): “Consonanza con direzione intrapresa dall’Autorità”. Google: “Decisione deludente, sopresi differisca da Advocate General” "Google e diritto all’oblio, Giuseppe Busia (Garante Privacy): 'Stabilito un principio sulla competenza territoriale'. Il Prof. Gambino: 'Richiesta ai motori di ricerca è tutela estrema e subordinata, ma aspetti positivi per tutela delle fragilità' " "Uno, nessuno e centomila: tra reputazione online e diritto all’oblio. Montuori (Garante Privacy): 'Importante capire il diritto alla contestualizzazione dell’informazione' " 29 agosto 2014
  • Diritto all’oblio, il Comitato consultivo di Google a Roma. Aperte le registrazioni per l’incontro del 10 settembre

    00026889Il dibattito sul diritto all'oblio sarà al centro di un incontro organizzato da Google per il 10 settembre a Roma. Il Comitato consultivo di cui la compagnia di Mountain View si è dotata all'indomani della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in materia, infatti, farà tappa nella Capitale nell'ambito di una serie di consultazioni promosse per approfondire i punti critici emersi in oltre tre mesi di attuazione delle misure di rimozione dei link dai risultati del motore di ricerca. Il Consiglio si riunirà presso l'Auditorium Parco della Musica; la sessione pubblica si terra dalle ore 14.00 alle ore 17.30 e vedrà il Comitato impegnato ad ascoltare le testimonianze dei relatori invitati. La registrazione, aperta fino a esaurimento posti, si può effettuare seguendo questo link. LEGGI Pizzetti: “Sentenza CGUE non è su diritto all’oblio. Ma pone questioni fondamentali su evoluzione normativa” Data protection e diritto all’oblio, il Commissario Reicherts: “Dibattito distorto da detrattori. Adottare subito nuove è più forti tutele sulla protezione dei dati” "Diritto all'oblio, Google "interrogato" dai Garanti privacy europei. Accolta la metà delle richieste. In attesa di linee guida condivise" Privacy e diritto all’oblio, il gestore di un motore di ricerca online è responsabile del trattamento da esso effettuato dei dati personali che appaiono su pagine web di terzi. Montuori (Garante Privacy): “Consonanza con direzione intrapresa dall’Autorità”. Google: “Decisione deludente, sopresi differisca da Advocate General” "Google e diritto all’oblio, Giuseppe Busia (Garante Privacy): 'Stabilito un principio sulla competenza territoriale'. Il Prof. Gambino: 'Richiesta ai motori di ricerca è tutela estrema e subordinata, ma aspetti positivi per tutela delle fragilità' " "Uno, nessuno e centomila: tra reputazione online e diritto all’oblio. Montuori (Garante Privacy): 'Importante capire il diritto alla contestualizzazione dell’informazione' "
  • Diritto d'autore, il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali entra nel vivo dei lavori

    La promozione della cultura della legalità nella fruizione dei contenuti che circolano sulle reti di comunicazione elettronica è stato più volte indicato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni come uno dei pilastri sui quali poggia il Regolamento per la tutela del Diritto d'autore entrato in vigore lo scorso 31 marzo. L'articolo 4 del Regolamento stesso istituisce così il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitaliinsediatosi lo scorso aprile e ieri riunito per la seconda volta presso la sede romana dell'Agcom. Un incontro presieduto da Francesco Sclafani, Segretario generale dell’Autorità e Presidente del Comitato, che ha coordinato i lavori, ai quali hanno partecipato anche i cinque rappresentanti dell’Autorità, i proff. Alberto Maria Gambino, Vincenzo Meli, Gilberto Nava, Gian Michele Roberti e Giuseppe Rossi. Nel corso della riunione è stata approvata la suddivisione del Comitato nelle tre sezioni tematiche Educazione alla legalità e Codici di autoregolamentazione, Promozione dell’offerta legale e Monitoraggio del Regolamento, e si è discusso del programma di lavoro annuale 2015, che sarà posto in consultazione dei Componenti del Comitato per trenta giorni, nonché delle modalità di organizzazione dei lavori. Sono stati, inoltre, presentati i dati relativi all’attività svolta dall’Autorità ai sensi del Regolamento a partire dalla sua entrata in vigore, un bilancio anticipato qualche giorno fa dal presidente dell'Authority Angelo Marcello Cardani a Londra. Durante i lavori è stato anche presentato il Memorandum per il contrasto della pirateria su internet, da poco siglato tra IAB Italia, FPM e FAPAV, che pone le basi per un meccanismo di autoregolamentazione finalizzato al blocco delle inserzioni pubblicitarie sui siti illegali. La terza riunione plenaria del Comitato è stata fissata per il prossimo 25 settembre; i lavori delle tre Sezioni tematiche saranno avviati il prossimo 14 luglio. 20 giugno 2014
  • Eugenio Prosperetti membro del tavolo degli esperti del Comitato di indirizzo AgID, le felicitazioni della direzione scientifica di Dimt

    La direzione scientifica di Dimt saluta con soddisfazione la nomina a membro del tavolo degli esperti del Comitato di indirizzo dell'Agenzia per l'Italia Digitale dell'Avv. Eugenio Prosperetti, valente Redattore della nostra Rivista. Socio dello studio legale Prosperetti e Associati dal 2005, l'Avv. Prosperetti dal 2013 è docente di Competition Law and Regulation nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Siena. Eugenio Prosperetti Dal 1998 si occupa di regolamentazione delle comunicazioni, media, proprietà intellettuale, ICT e diritto societario in ambito nazionale e internazionale come consulente di imprese ed istituzioni in studi legali internazionali (Baker & Mc Kenzie – Associate; Portolano Cavallo Colella Prosperetti – Socio). Nel 2007 è stato componente della segreteria tecnica del Ministro delle Comunicazioni del secondo Governo Prodi, della commissione nuove tecnologie del Comitato Consultivo per il Diritto d’Autore e del Comitato per la tutela della Proprietà Intellettuale ed Industriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (quale rappresentante del Ministero delle Comunicazioni). Ha partecipato al progetto di ricerca ISBUL – Infrastrutture a Banda Larga (WorkPackage 3.3, Governance di sistema - Infrastrutture a banda larga) per AGCOM. E’ Dottore di Ricerca in Diritto Commerciale. E’ dal 2008 titolare dell’insegnamento di Modelli di Business dell’Information and Communication Technology (corso in lingua inglese) presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Roma Sapienza dove nel 2012 ha anche tenuto la cattedra di Diritto nella Società dell’Informazione. E’ autore di pubblicazioni in materia di format televisivi, DRM, legislazione radiotelevisiva, diritto d’autore su riviste nazionali, internazionali e siti Internet specializzati tra cui Diritto dell’Informazione e dell’Informatica, Entertainment Law Review, Diritto dell’Informazione e dell’Informatica, Diritto Mercato e Tecnologia, Diritto dei Mezzi di Comunicazione di Massa. Nel 2013 ha pubblicato per Giappichelli Editore la monografia “L’opera digitale tra regola e mercato”, all'interno nella collana del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, diretta dal Professor Alberto Gambino. Tra le altre recenti pubblicazioni la monografia “La circolazione dell’opera digitale”, Giappichelli editore, 2012 e i capitoli su “Circolazione delle opere digitali” e “Cloud computing e sicurezza dei dati” nel volume Diritto dell’Internet (a cura di Cassano, Vaciago e Scorza) pubblicato da CEDAM nel 2012. E’ coautore del saggio su “Legislazione e regolamentazione nazionale, internazionale, comunitaria in materia audiovisiva” in “La ricchezza intangibile” (a cura di E. De Tullio) per ERI-RAI, 2011. E’ autore di una voce dell’Enciclopedia Giuridica Treccani su “Opera Digitale” (aggiornamento 2010) e di alcune voci di commento alla legge sul diritto d’autore nel Codice Ipertestuale di Diritto d’Autore UTET a cura di Gambino e Galli. 26 settembre 2014
  • Internet Governance, il Prof. Gambino: "Il Governo dia attuazione all'art. 14 del Bill of Rights"

    Il Presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet al convegno Mise-ICANN: "Il modello Brasiliano, governato da un Comitato, può fare da punto di riferimento, ma serve una via italiana". Il Presidente di ICANN Fadi Chehadè: "Dopo l'uscita degli Usa si dia avvio ad un modello multistakeholder. Serve in Italia una piattaforma per l'elaborazione di un modello nazionale". Il sottosegretario Antonello Giacomelli: "Una costituente entro un anno". "La bozza di Dichiarazione dei diritti in Internet redatta dalla Commissione Rodotà terminava all’art. 14, correttamente, con l’invito alle istituzioni pubbliche ad adottare strumenti partecipativi per disegnare la futura governance della rete Internet; c'è ora bisogno che il Governo faccia la sua parte, mantenendo intatti i principi dell’apertura e della partecipazione diffusa di tutti i soggetti interessati”. Così il prof. Alberto Gambino, Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet (IAIC), ente che riunisce accademici ed esperti dell’Information Technology, intervenendo al convegno di martedì "L’Internet governance e l’evoluzione di ICANN". “Il modello brasiliano del Marco civil, governato da un Comitato, ove accanto a rappresentanti governativi siedono anche esponenti della società civile ed operatori e imprese Telco, è un buon punto di riferimento – ha affermato Gambino – ma le peculiarità italiane, che vedono da un lato un immenso patrimonio artistico e culturale e, dall'altro, forti istanze partecipative degli utenti, richiedono una ricalibratura a favore di tali specificità. Il Governo, per dare avvio a tale processo aggregativo potrebbe avvalersi della regia iniziale di un gruppo di personalità indipendenti, che comprendano ad esempio premi Nobel italiani, Accademici dei Lincei, presidenti della Consulta, ricercatori ed esperti di chiara fama”. Governance locale - Collegandosi al precedente intervento del Presidente di ICANN Fadi Chehadè, il Prof. Gambino ha sottolineato: "Un profilo di assoluto interesse che è stato evocato è che va fugata una percezione fallace della rete, e cioè che la sua governance sia necessariamente transnazionale; ci siamo incartati pensando in questi anni che di Internet, essendo senza barriere, non si potesse più parlare in termini di sovranità. Chehadè ci a detto il contrario: la governance parte dal livello nazionale. Ha ribaltato una lettura che tutti abbiamo dato per scontata, e se chi sta dentro quel sistema ci dà questo punto di vista alternativo va fatta una riflessione enorme. La governance di Internet va dunque fatta a livello nazionale". "Non è un caso che ci sia il modello brasialiano: c'è la barriera linguistica. L'Italia è molto simile al Brasile da questo punto di vista. Un conto è una nazione che parla inglese, un'altra è una nazione che parli una lingua non accessibile a livello globale. La domanda allora è: qual è la comunità di riferimento nella rete? Ma è davvero una comunità sempre mondiale? Il tema delle piccole comunità è centrale, e anche occuparsi di esse è governance, perché ci sono i temi della privacy, delle fragilità, della proprietà intellettuale, della libertà di informazione: si giocano tutti all'interno di un ethos che è radicato nelle comunità di riferimento. Allora ben venga quel modello brasialiano". Gambino Internet Governance I modelli italiani - "Noi in Italia nel nostro piccolo abbiamo quattro piccoli precedenti di comitati", ha spiegato il Prof. Gambino. "Il più significativo è l'unico di un comitato legale, quello del diritto d'autore, istituito dall'articolo 190 della legge del 1941, che tuttavia non vedeva neanche la presenza del delegato delle telecomunicazioni, semplicemente perché allora la tv non esisteva, e che oggi continua ad avere funzioni consultive, diciamo di suggerimento al ministro dei Beni Culturali, pur con una struttura che potremmo definire desueta e arcaica, perché mancano non solo i consumatori, ma anche molti player". "Un secondo modello è quello delle authorities indipendenti. Penso al buon lavoro fatto dall'Agcom con il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali, nel quale c'è una vera presenza multistakeholder con le associaizoni dei consumatori oltre che, e questo è quello che secondo me manca nel modello brasiliano, della cultura, del patrimonio artistico e culturale che è insetimabile in Italia. Noi dobbiamo capire che la governance parte dai contenuti, non solo dalle modalità di esercizio del governo della rete o della partecipazione al disegno delle regole. Cerchiamo di valorizzare quegli aspetti contenutistici che fanno diventare la nostra realtà un'oasi di grande richiamo, perché se qualcuno si vuole imbattere e addirittura studiare l'italiano è per conoscere quella cultura e quel patrimonio artistico unico al mondo". "C'è un modello che non ha mai visto la luce, il terzo, il Consiglio per le comunicazioni audiovisive. Un tentativo che fece la senatrice Tana De Zulueta, che provò ad immaginare la presenza dei territori, delle comunità locali, dei sindacati, ma anche delle imprese, del terzo settore, della parte degli autori dei contenuti culturali, della ricerca e dell'università. Ripeto, non ha mai visto la luce, ma è un modello che almeno culturalmente potrebbe essere un punto di riferimento, anche grazie alla sua elasticità che ben si adatterebbe alla rete". "Poi ce n'è uno che ha attraversato i nostri decenni prima ancora che nascessero le autorities legate alla concorrenza e al mercato: l'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria. Anche quello era un primo tavolo in assenza di una legge che disciplinasse l'informazione commerciale e la pubblicità ingannevole, che è stata poi legiferata nel 1992, due anni dpo l'avvento dell'Antitrust in Italia. Fino ad allora le regole erano stabilite con un codice di autoregolamentazione che è ancora valido e rilevante". "Questi - ha proseguito Gambino - sono dei modellini che probabilmente, prendendo un po' dall'uno e un po' dall'altro, riescono a far emergere la peculiarità italiana che appunto è quella dei contenuti. Certo sarebbe importante che si desse avvio subito a questo processo perché come diceva Chehadè chi ha la governance in mano è ovviamente chi oggi anche governa, almeno a livello di impulso; un impulso che non può che arrivare dall'autorità pubblica, è difficilissimo ci si possa auto-organizzare. E allora il mio suggerimento è quello di cercare di prendere il meglio di quello che esiste, immaginare un meccanismo di totale rotazione all'interno di questo comitato, evitare cioè che si sclerotizzino al suo interno delle rappresentanze, come succede in altri comitati dove siedono sempre gli stessi soggetti, perché in quel caso non sarebbe più un modello aperto. Per certi versi anche un meccanismo dell'estrazione all'interno di un numero ampio di rappresentanza ed individuare di volta in volta chi va a rappresentare una federazione piuttosto che un'azienda". Bill of rights - "Effettivamente - ha sottolineato il Prof. Gambino rifacendosi anche all'intervento del Sottosegretario Antonello Giacomelli - oggi ci troviamo in una situazione dove quella gerarchia delle fonti evocata dal Sottosegretario ci consente di poter lavorare senza delle barriere particolari. Io nella gerarchia delle fonti ci metterei anche il lavoro della Commissione Rodotà, perché nella Dichiarazione dei diritti in Internet secondo me ci sono i criteri per costruire questo comitato. Nell'articolo 14 ci sono espressioni come le opportunità offerte da forme di autoregolamentazione che richiama il concetto del quello che già esiste prendetelo, raccoglietelo. Un secondo passaggio è necessità di salvaguardare la capacità di innovazione, e quindi ci deve essere una forte compresenza all'interno di questo ipotetico comitato di soggetti innovatori, che sviluppano idee e hanno evidentemente il governo tencologico di parte della rete". "Ancora, la molteplicità dei soggetti che operano in rete, e quindi non sono soltanto i tecnologici, ma anche la parte commerciale e quella culturale, e poi un passaggio come con il coinvolgimento in forme che garantiscano la partecipazione diffusa di tutti gli interessati. Sottolineo la parola interessati, espressione che secondo me è molto chiara perché significa tutti i cittadini sono interessati, e allora entrano anche quelle categorie che sono sotto-rappresentate. Perché i soggetti interessati sono anche quelli che stanno fuori dalla rete, che oggi non la utilizzano molto o la utilizzano solo in poche modalità, ma sono cittadini allo stesso livello degli altri. Evitiamo di fare l'errore che si faceva agli albori della rete dove si diceva con il magistrato viruale si creerà una giustizia con delle regole proprie, ma poi abbiamo scoperto che quella alfabetizzazione, che poi è diventata alfabetizzazione giuridica, era necessaria per consentire l'entrata nel governo della rete anche dei soggetti che al momento ne sono fuori e che vogliono rimanere fuori dalla rete. Anche loro hanno lo stesso diritto di cittadinanza". Giacomelli - L'approccio multistakeholder risuona in maniera netta anche nelle parole del Sottosegretario Antonello Giacomelli: "Il futuro di Internet così come lo conosciamo non è una realtà acquisita una volta per sempre, anzi, molti sono i rischi e le domande. Noi siamo convinti che occorra tutelare le potenzialità di sviluppo della rete attraverso una continua capacità di elaborare risposte. A mio avviso tre sono i punti che voglio ribadire: il primo, per noi fondamentale, è che occorre promuvere e favorire in ogni modo e determinazione un dialogo fra Europa e Stati Uniti. Secondo punto: occorre una nuova governance che preveda una transizione di ICANN e del suo ruolo, e tuttavia nessuna governance può prescindere dal ruolo centrale di ICANN. Infine occorre favorire un nuovo modello di governance responsabile ed aperto in ognuna delle realtà nazionali e in particolare nella dimensione europea". "Il modello che ha preso vita in Brasile è un punto di riferimento importante, ma per declinare nei Paesi europei c'è bisogno di un lavoro importante di affinamento, e noi crediamo sia questo un altro punto essenziale che porti a favorire, tutelare proteggere la dimensione centrale della rete. Obiettivo è quello di far nascere una costituente italiana per un modello di governance multistakeholder per affrontare qui, nella nostra dimensione nazionale e consapevoli della sua limitatezza, un modello che riesca a dare sostanza al principio e all'idea a cui tutti ci richiamiamo, quella della corresponsabilità nel governo della rete, che chiama in causa studiosi, cittadini, soggetti pubblici, chi fa business, istituzioni. Non passerà un anno prima che questa esperienza abbia avvio. Impresa difficile, ma evidenziare solo le difficoltà non può esaurire il nostro ruolo; dobbiamo invece costruire passi in avanti che ci portano ad immaginare una nuova ICANN, una nuova rete e una dimensione capace di tener conto di tutte quelle esigenze che siamo in grado di evidenziare". Video Giacomelli   Chehadè - Da parte sua, il Presidente di ICANN Fadi Chehadè ha affermato che "bisogna creare una piattaforma di lavoro che aiuti tutti a fare la loro parte, e oggi questa piattaforma in Italia manca. Dopo la decisione presa nel marzo scorso dagli Stati Uniti in merito alla guida di ICANN bisogna sviluppare un modello tutti insieme, ma ad alcune condizioni: gli Usa lasciano il loro ruolo unico ma non siano rimpiazzati da un altro governo o dalle Nazioni Unite, che l'ICANN resti indipendente da controllo di governi o aziende. La seconda rischiesta del governo americano è che il processo di transizione deve essere deciso in maniera inclusiva e aperta; il ruolo dell'UE e dell'Italia in questo senso è molto importante, il governo italiano è molto impegnato ma il resto dell'Italia, e parlo di aziende, società civile, accademici, tecnici, non è ancora molto presente". "Se guardiamo oltre l'evoluzione di ICANN, la speranza è che resterà una organizzazione indipendente e al servizio del mondo; ma poi serve fare la governance in tutti gli altri aspetti, ed è importante individuare piattaforme per l'elaborazione di questo percorso, che inizia a livello nazionale, come è stato fatto in Brasile già 19 anni anni fa. E invito l'Italia a fare un comitato italiano dove ci sono rappresentanti di governo a diversi livelli e che diventi il punto di collegamento con tutti gli altri organi mondiali impegnati su questo versante. Se non avessimo avuto la presidenza italiana in Europa avremmo rischiato di vedere l'Ue andare nella direzione opposta alla quale sta andando il mondo: il modello multistakeholder. Anche la Cina lo ha adottato. Internet non deve essere governata come una fortezza, ma come un'oasi".
    Video Chehadè [gallery ids="15951,15952"]  
    Natura e tutela dei domain names
    15 aprile 2015
  • Iss, arriva il Codice etico. Il commissario Ricciardi: "Sarà la nostra bussola"

    L'Istituto Superiore di Sanità ha il suo Codice di etica rivolto ai ricercatori e a tutto il personale. È stato infatti pubblicato oggi il testo messo a punto dal Comitato Etico dell'Ente e che, come spiega il vicepresidente del Comitato stesso Carlo Petrini, "attinge a un patrimonio di valori consolidati e ampiamente condivisi, enunciati nei principali documenti sull’argomento. Il Codice non è un manuale applicativo delle normative vigenti, né una loro sintesi: esso richiama principi di etica di riferimento per le attività di ricerca e istituzionali svolte in Istituto". Il documento è suddiviso in cinque parti: integrità nella ricerca, conflitti di interessi, ricerca con l’uomo, ricerca e interventi di sanità pubblica e sperimentazione animale. Per quanto riguarda l’integrità nella ricerca, il Comitato Etico dell’ISS ha deciso di recepire integralmente la sintesi dell’"European Code of conduct for research integrity" del 2011, ritenuto il documento più autorevole e completo in Europa. Il testo è adottato dall’European Science Foundation (ESF) e dalla federazione All European Academies (ALLEA), alla quale aderiscono 53 Accademie nazionali di 40 stati. Il documento è stato adottato anche da numerose istituzioni scientifiche in vari paesi europei. La seconda sezione propone alcuni criteri generali per individuare e gestire i conflitti di interessi. L’ISS, come da Statuto, "persegue la tutela della salute pubblica, in particolare attraverso lo svolgimento delle funzioni di ricerca, controllo, consulenza, regolazione e formazione", ed è quindi inevitabile che vi siano relazioni e collaborazioni con istituzioni, private e pubbliche, da cui potrebbero nascere conflitti di interessi. "Al fine di garantire l’integrità del giudizio professionale e di preservare la fiducia dei cittadini nei confronti dell’operato del personale dell’ISS - precisa l'Ente - il Codice suggerisce i criteri di base per vigilare e fronteggiare eventuali conflitti e invita, in particolare, alla dichiarazione degli stessi; in appendice è, infatti, proposto un modello di Dichiarazione pubblica di conflitti di interessi dei ricercatori dell’ISS". Relativamente alla ricerca con l’uomo, un ambito cruciale per l’etica a causa dei possibili rischi per le persone che partecipano a sperimentazioni, il Codice dell’ISS evidenzia soprattutto: il valore e la validità della ricerca, l’equità nella selezione dei soggetti, il rapporto tra e benefici e rischi, l’indipendenza della revisione (ovvero la valutazione della ricerca da parte di organismi indipendenti), il consenso informato, il rispetto per i soggetti potenziali e arruolati. Nella quarta parte, che riguarda la ricerca e gli interventi di sanità pubblica, il Codice ricorda l’importanza di "valutare, tutelare e promuovere, nelle scelte di sanità pubblica, non soltanto il bene collettivo e complessivo, ma anche quello di ogni singola persona". Infine, per quanto attiene alla sperimentazione animale, si invita a "promuovere ricerche scientifiche originali, che non duplichino ricerche esistenti e che siano condotte attraverso una metodologia che riduca al minimo lo stress dell’animale. Ciò anche in relazione al nuovo assetto normativo determinatosi in Italia con il recepimento della direttiva 2010/63/UE". “Una bussola da cui ripartire, una metodologia a cui si possa ispirare tutta la ricerca italiana e che d'ora in poi ispirerà il nostro lavoro”, lo definisce il Commissario dell’ISS Walter Ricciardi in un'intervista rilasciata a Quotidianosanità.it. 13 gennaio 2015