DIMT.IT - dicembre

  • "Democrazia partecipativa, equilibrio di genere e composizione degli interessi (nella società per azioni)", i materiali del convegno presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Convegno16_12_14Ha avuto luogo nella mattinata di martedì “Democrazia partecipativa, equilibrio di genere e composizione degli interessi (nella società per azioni)", convegno inserito tra gli eventi del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione europea e ospitato presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I lavori sono stati l’occasione per fare il punto insieme alle istituzioni e agli esperti della materia sui risultati conseguiti durante il Semestre, in scadenza, sulla modernizzazione della Corporate governance in Europa. Il convegno conclude il Corso Avanzato di Alta Formazione in "Corporate Governance e parità di genere. Prima applicazione e prospettive", che, d'intesa con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, è stato organizzato dall’Università Europea di Roma nell’ambito di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) incentrato su “Horizon 2020 e società inclusive” di cui la stessa Università è capofila. LEGGIla sintesi dell'intervento della Prof.ssa Valeria Falce "Corporate governance e parità di genere. Il rinnovato ruolo della trasparenza" Di seguito i materiali proiettati durante i lavori.

    Consulta i materiali del Corso

    16 dicembre 2014
  • "Diritti d'arte in cerca d'autore", terza edizione degli "Stati generali dell'autore" - Roma

    statigeneraliautore

    Giovedì 18 dicembre

    ore 10

    Grand Salon, Villa Medici, Académie de France

    Viale Trinità dei Monti 1

    Roma

    Consulta il programma

  • "Diritti d'arte in cerca d'autore", terza edizione degli "Stati generali dell'autore" - Roma, 18 dicembre 2014

    statigeneraliautore

    Giovedì 18 dicembre

    ore 10

    Grand Salon, Villa Medici, Académie de France

    Viale Trinità dei Monti 1

    Roma

    Consulta il programma

  • "Diritto e tecnica: in dialogo con Emanuele Severino e Luigi Mengoni”, lezione dottorale del Prof. Natalino Irti - Bologna, 4 dicembre 2015

    lezioni 2015-DottScienzeGiuridiche
  • "Identità ed eredità digitale" - Milano, 4 dicembre 2014

  • "Il Giusto Processo Sportivo", i video del convegno presso il Coni in occasione della presentazione della nuova Rivista di Diritto Sportivo

    Di seguito i video del convegno "Il Giusto Processo Sportivo", evento che ha avuto luogo presso la sede del Coni, a Roma, il 3 dicembre scorso in occasione della presentazione della nuova Rivista di Diritto Sportivo.
    Franco Chimenti Presidente Coni Servizi Spa   Francesco Soro Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del Coni   Prof. Alberto Gambino Condirettore Scientifico della Rivista di Diritto Sportivo e Direttore del Dipartimento di Scienze Umane nell'Università Europea di Roma

    La Rivista di Diritto Sportivo riparte! Abbiamo chiesto al prof @AlbertoMGambino perchè è un traguardo importante. pic.twitter.com/P49rGVrkIu

    — CONI (@Coninews) 3 Dicembre 2015   Prof. Leonardo Ferrara Ordinario di diritto amministrativo nell’Università degli Studi di Firenze Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale   Prof. Andrea Panzarola Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet” I principi del processo sportivo   Giovanni Malagò Presidente del Coni   Prof. Aniello Merone Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi   Prof. Mauro Orlandi Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro Cuore L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio   Prof. Marco Farina Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli” La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport   Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca Ordinario di diritto processuale civile nell’Università degli Studi di Bologna L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo   Prof. Giulio Napolitano Condirettore Scientifico della Rivista di Diritto Sportivo e Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre Conclusioni
    14 dicembre 2015
  • "Il giusto processo sportivo”, al CONI il 3 dicembre

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
  • "Il giusto processo sportivo”, il 3 dicembre al CONI con Giovanni Malagò

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
    30 novembre 2015
  • "Il regolamento AGCom in materia di tutela del diritto d'autore a valle delle ordinanze del Tar Lazio, Sez. I, nn. 10016 e 10020 del 2014", l'intervento del Prof. Alberto Gambino

    Di seguito l'intervento del Prof. Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato presso l'Università Europea di Roma e direttore scientifico di Dimt, in occasione del Seminario "Il regolamento AGCom in materia di tutela del diritto d'autore a valle delle ordinanze del Tar Lazio, Sez. I, nn. 10016 e 10020 del 2014", organizzato dalla Direzione del Focus TMT della Rivista Federalismi e tenutosi a Roma lo scorso 13 ottobre 2014.

    Tar Lazio ordinanza n. 10016/2014

    Tar Lazio ordinanza n. 10020/2014

    15 dicembre 2014
  • "La circolazione dei beni culturali tra diritto e mercato" - Roma

  • "La lezione di Roma per l’Europa", il Prof. Umberto Roberto su Il Mattino

    Umberto Roberto Il Mattino novembre 2015"Esiste un’inquietante analogia tra quello che la nostra Europa sta vivendo, attonita e sofferente, e quanto il mondo romano – un impero immenso che si estendeva dalla Britannia, al Mediterraneo fino alla Mesopotamia – visse per alcuni secoli alle sue frontiere”. Così il Professor Umberto Roberto, docente di storia romana all'Università europea di Roma, in un commento pubblicato nell'edizione del 28 novembre 2015 de Il Mattino. "È importante fare una prima, istruttiva distinzione", scrive: "I Romani, che molto riflettevano su come conservare il loro equilibrio, non credevano che gli imperi cadessero a causa di frontiere poco sicure. Non era una questione di barriere o muri più o meno fortificati. Temevano, piuttosto, che la decadenza arrivasse inesorabile quando non vi fossero buoni governanti a gestire il potere; e questo valeva tanto per i vertici, l’imperatore e i suoi diretti collaboratori, quanto per i funzionari locali, soprattutto nelle province di frontiera. Fin dall’inizio dell’impero, Augusto, che sulla pace fondò la legittimazione della sua monarchia, assunse personalmente il controllo delle frontiere. Stabilì che vi andassero uomini di sua fiducia, che rispondevano direttamente a lui delle loro azioni. Il buon governo, dunque, affidato a funzionari capaci era la prima efficace risposta a ogni problema che insorgesse ai più remoti angoli dell’impero. D’altra parte, immaginare le frontiere dell’impero romano con la visione otto-novecentesca dei confini nazionali è un errore storico da evitare. Le frontiere romane non erano baluardi invalicabili, e l’impero non era un mondo chiuso, impermeabile a ogni interferenza esterna". "I Romani - prosegue il Prof. Roberto - sentivano che il loro dominio dovesse abbracciare tutto il mondo abitato. Erano i signori dell’ecumene: per questo integravano i popoli vinti nel loro impero; per questo non potevano concepire il loro spazio come chiuso. In questa logica del confine la pace alle frontiere era garantita solo attraverso una cura costante dei rapporti con i popoli ancora al di fuori dell’impero. Occorreva attuare scelte politiche per vigilare costantemente sulla pace: occorreva parlare con le genti esterne, individuare mediatori, cercare per quanto possibile di evitare l’intervento militare. Certo, quando poi si passava alle armi, i Romani erano spietati e di una crudeltà senza pari. Ma anche questo faceva parte delle loro strategie di controllo della frontiera. Ed anzi, perfino nelle sue ore più drammatiche, l’impero romano offre una lezione molto istruttiva alla nostra attenzione. Per una serie di sfavorevoli circostanze, a metà del III secolo dopo Cristo lo stato millenario di Roma entrò in crisi profonda. La precarietà delle frontiere fu uno dei segni più drammatici dell’emergenza. Per lunghi anni Germania, Gallia, Siria furono sconvolte dalle incursioni violente di popoli esterni. Si arrivò sull’orlo del baratro. Poi, Roma trovò il modo di reagire al suo interno, attraverso una successione felice di imperatori-soldati che seppero dare una massiccia risposta militare. L’ultimo di questi imperatori, Diocleziano, fu il più grande. Celebrò il suo magnifico trionfo a Roma nel 303: con tanto sudore – queste sono le sue parole – era riuscito a restituire la pace all’impero. Ed in effetti, le frontiere dell’impero sembrarono di nuovo consolidate attraverso un imponente e serrato controllo militare. Ma non durò a lungo. A distanza di qualche decennio, si innescò la grande crisi del V secolo d.C., fatale per la sopravvivenza di un impero che si sentiva senza fine. Nell’arco di pochi anni masse imponenti di popolazioni che vivevano oltre le frontiere di Roma si misero in marcia verso lo spazio mediterraneo. Li muoveva la guerra, la fame, il terrore dell’annientamento. La vicenda dei Goti è emblematica. In fuga dagli Unni attraversarono il Danubio e vennero nell’impero da profughi. Fu tentata un’accoglienza con le risorse dell’epoca; ma i funzionari locali gestirono male l’emergenza umanitaria. I Goti si ribellarono e i Romani subirono ad Adrianopoli nel 378 una delle loro più gravi sconfitte. Anche l’imperatore, Valente, cadde sul campo. Fu allora, nell’emergenza più drammatica, che il nuovo principe, Teodosio, scelse la via della diplomazia e del dialogo. I barbari vengono insediati nei territori romani, purché li difendessero. Teodosio diviene amico dei Goti, coopta nobili e ufficiali nell’esercito e alla sua corte, favorisce matrimoni tra famiglie dei due popoli. Ma alla sua morte, nel 395, l’equilibrio salta di nuovo. I Goti si rimettono in marcia, questa volta all’interno dell’impero, e per quaranta lunghi anni seminano terrore e devastazione nei Balcani, in Italia, a Roma, che viene saccheggiata da Alarico nel 410. A loro si uniscono altri Germani che per scampare agli Unni avevano attraversato il Reno ghiacciato alla fine del 406. La scelta del governo romano d’Occidente di opporsi con le armi a queste ondate migratorie fu miope e inutile. Alla fine prevalse nuovamente la diplomazia, ma era troppo tardi. Iniziarono a formarsi i primi regni romano-barbarici, sulla carta alleati dei Romani, in realtà autonomi e indipendenti. Nel volgere di pochi decenni, nel 476 l’impero d’Occidente terminò per sempre. Dalla crisi di V secolo si salvò, invece, l’impero d’Oriente; e di nuovo la lezione di Roma può esserci di aiuto. A Constantinopoli vi furono ministri illuminati e capaci che seppero modulare l’uso moderato della forza con una attenta diplomazia, che passava anche attraverso la conoscenza e il dialogo con i popoli alle precarie frontiere del mondo romano". "Montesquieu - ricorda concludendo il Prof. Roberto - ripeteva spesso di amare la grandezza dei Romani ed esortava a studiare le loro imprese, perché i Romani nel bene e nel male sono sempre superiori. Gli Europei sono eredi di questa grande esperienza culturale e politica. Ma bisogna comprendere bene, e non superficialmente, la storia: perfino i Romani, nonostante la loro straordinaria potenza e la loro organizzazione, nulla poterono contro masse di disperati, in fuga dalla guerra, affamati, disposti a fatiche incredibili per garantire salvezza, cibo, futuro ai loro figli". 1 dicembre 2015
  • "Libere utilizzazioni delle opere d’arte nell’ambito dell’attività espositiva", l'intervento del Prof. Gambino nella giornata di studio "Diritto d'autore in mostra"

    Di seguito la sintesi e il video dell'intervento del Prof. Alberto Gambino, Direttore scientifico di Dimt e Presidente dell'Accademia Italiana del Codice di Internet, nel corso della giornata di studio "Diritto d'autore in mostra", evento che ha avuto luogo il 4 dicembre 2014 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma L’organizzazione e la promozione di una mostra d’arte ricomprendono un insieme molto variegato di attività che possono interferire con i diritti d’autore che sulle opere esposte spettano agli artisti (o ai loro aventi causa): cataloghi; manifesti, dépliant, locandine; video, su internet e sui social network, su terminali informatici, anche interattivi; fotografie e video delle opere in mostra; backstage dell’allestimento; interviste ad artisti, curatori e critici; documentari; performance; sponsor e merchandising. A ciò si aggiungano tutti gli utilizzi degli utenti e di terzi. Il diritto dell’autore di utilizzare economicamente la propria opera non è assoluto, ma incontra una serie di limitazioni. Si parla, in particolare, di “eccezioni e limitazioni” (c.d. “libere utilizzazioni”). Per “libere utilizzazioni” s’intendono gli usi dell’opera dell’ingegno che sono sottratti all’autorizzazione del titolare dei diritti (a volte si prevede la corresponsione di un equo compenso, significa cioè che il diritto d’autore degrada a diritto di credito). Le restrizioni riguardano esclusivamente i diritti di utilizzazione economica dell’opera dell’ingegno, non anche i diritti morali d’autore, che devono in ogni caso essere rispettati. In particolare, la legge sul diritto d’autore contiene un elenco tassativo delle “libere utilizzazioni”. Le sedi espositive devono, quindi, verificare se l’uso che intendono fare dell’opera protetta rientra o meno in una di queste fattispecie. Manca, pertanto, una clausola generale di libera utilizzabilità - a determinate condizioni - delle opere, un sistema insomma più elastico, come avviene negli ordinamenti anglosassoni dove si applica la dottrina del fair use. La previsione di “eccezioni e limitazioni” a favore degli utilizzatori delle opere nasce dalla preoccupazione che un’assolutezza senza limiti dei diritti d’autore rischierebbe di risolversi in un grave ostacolo al progresso culturale. Sotto l’ampio cappello dei fini di promozione e progresso (e pluralismo) culturale viene fatta rientrare una serie di eccezioni e limitazioni che tutelano esigenze personali di studio, ricerca, critica e discussione. Innanzitutto, all’interno di musei e archivi, è libera la comunicazione o la messa a disposizione su terminali delle opere contenute nelle loro collezioni, purché tale fruizione sia destinata a singoli individui per scopi di ricerca o di attività di studio e non sia vietata da atti di cessione o da licenza (così l’articolo 71-ter della legge sul diritto d’autore). Più complessa da delimitare è l’estensione dell’eccezione che consente la libertà di citazione, poiché, in assenza di una clausola generale sul modello del fair use anglosassone, essa è stata spesso utilizzata per allargare i rigidi confini del numero chiuso delle libere utilizzazioni. Si tratta di una eccezione importante per la sede espositiva poiché, ad esempio, può consentire di riprodurre liberamente alcune opere esposte, o comunque parti delle stesse, nelle pubblicazioni e nei video illustrativi, divulgativi, di approfondimento critico e comunque correlati all’esposizione, così come in occasione di eventi (workshop, presentazioni) legati alle mostre. La norma ha dato adito a numerose controversie giudiziarie. Secondo un’interpretazione, che ha trovato conferme anche in Cassazione, sarebbe incompatibile con l’eccezione in oggetto la riproduzione di opere per intero, ancorché questa avvenga per scopo di critica, discussione, informazione o insegnamento; per altro orientamento, è considerata lecita la riproduzione di opere per intero e non di soli particolari, purché l’opera di critica abbia finalità autonome e distinte da quelle delle opere citate. In definitiva, occorre verificare se le modalità e l’estensione della riproduzione siano di entità tale da integrare una vera e propria concorrenza con l’opera originaria in quanto direttamente incidente sulle potenzialità di sfruttamento economico della stessa. Questione collegata è la possibilità di effettuare riproduzioni dell’opera esposta nel catalogo della mostra ovvero al fine di vendere autonomamente tali riproduzioni (poster, cartoline, stampe - oggi anche in 3D). Quando un’istituzione culturale acquista un’opera d’arte (e a maggior ragione quando la prende in prestito), generalmente non acquista anche il diritto di riproduzione dell’opera d’arte, se non lo ha contrattualmente previsto. Quanto al diritto all’informazione, entra in gioco il secondo comma dell’articolo 65 della legge speciale, che consente la riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione di avvenimenti di attualità, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità, la fonte, incluso il nome dell’autore, se riportato. Altra eccezione che, perseguendo un fine pubblicistico di solidarietà, consente ad alcune categorie di persone con disabilità di riprodurre o comunicare al pubblico, per uso personale, opere e materiali protetti, purché tali usi non abbiano carattere commerciale.
    Il diritto d’autore nella organizzazione delle mostre d’arte al tempo dei “selfies”: voci dalla giornata di studio presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma
    9 marzo 2015
  • "Self(ie) Control: tutela e auto-tutela di privacy e identità online", giovedì a Roma

    11986452_10206450807521327_8741628213489103641_nConsapevolezza, autodifesa, empowerment degli utenti, questa può essere la chiave per un’Internet più sicura e affidabile, grazie a soluzioni tecniche di facile uso, nelle quali la privacy sia incorporata by design. Pragmaticamente, essendo lo strumento giuridico del “consenso preventivo” sempre più formalistico e meno efficace on line, ha senso trovare soluzioni che assicurino tutele ed immediati esercizi di diritti senza astrazioni legali inapplicabili al digitale. In aggiunta e di conseguenza, si vuole approfondire l’aspetto della sanzionabilità di trattamenti illeciti svolti da operatori difficilmente “raggiungibili” dalle regolamentazioni nazionali europee: come assicurare l’enforcement e il rispetto di norme imperative, laddove l’utente “quisque de web” non possa arrivare ad auto-difendersi? L’evento è una occasione di approfondimento tra stakeholders dell’ecosistema digitale italiano ed europeo, tra cui ovviamente rappresentanti del Garante, primarie società nazionali e multinazionali del web e delle comunicazioni, giuristi, parlamentari e policy makers. Si parlerà naturalmente anche del progetto europeo Horizon2020 “Privacy Flag” di cui l’Istituto Italiano Privacy e Valorizzazione dei Dati è partner. 30 novembre 2015
  • "Sfide competitive e soluzioni antitrust": a Milano il 16 dicembre

    Si terrà mercoledì 16 dicembre a Milano "Sfide competitive e soluzioni antitrust", workshop che inaugura un Ciclo di Seminari dedicati alla Digital Single Market Strategy, che si svolgeranno con cadenza semestrale alternativamente presso le Università Bocconi di Milano ed Europea di Roma. Nell'ambito dei Seminari verranno discusse con approccio comparativo e multidisciplinare le sfide, le opportunità e le insidie dell'Agenda Digitale‎ con l'obiettivo di suggerire proposte e soluzioni per promuovere lo sviluppo di società effettivamente inclusive ed interconnesse nel rispetto dei diritti fondamentali. ‎Dopo i saluti di Federico Ghezzi (Università Bocconi) e l'introduzione di Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma), interverranno come ospiti Roberto Viola (DG Connect), Maria Teresa Maggiolino (Università Bocconi), Pier Luigi Parcu (European University Institute), Valeria Falce (Università Europea di Roma), Andrea Pezzoli (AGCM) e Antonio Nicita (Sapienza e AGCOM).

    La partecipazione e' gratuita, previa‎ iscrizione on line all'indirizzo www.unibocconi.it/eventi

    Locandina 16 dicembre 2015 - Milano
  • "The Italian Style": nuove prospettive della comparazione giuridica

  • “La tutela del cliente nel settore bancario e in quello delle assicurazioni” - Catania, 4 dicembre 2014

  • Accesso all'informazione e alla conoscenza, le sfide del diritto d'autore nel libro curato dalla Prof.ssa Dana Beldiman - abstract del contributo “Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebala

    "Access to information and knowledge: 21st century challenges in intellectual property and knowledge governance", a cura della docente della Bucerius Law School di Amburgo e della University of California,  contiene tra gli altri il contributo ”Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebalance Incentives and Access” di Andrea Stazi (Università Europea di Roma) e Maximiliano Marzetti (FLACSO): scarica l'abstract  [caption id="attachment_4077" align="alignright" width="188"]Pubblicato nel dicembre 2013  Pagine: 328 Hardback: 978 1 78347 047 1  ebook ISBN: 978 1 78347 048 8 Pubblicato nel dicembre 2013
    Pagine: 328
    Hardback: 978 1 78347 047 1
    ebook ISBN: 978 1 78347 048 8[/caption] "Un libro importante, che riunisce i maggiori studiosi provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti per esplorare la sfida dell'accesso nell'ambito delle leggi sul diritto d'autore. Il dibattito viene riformulato concentrandosi sul ruolo critico che riveste l'eccesso tempestivo alle informazioni nei sistemi economici basati sull'innovazione. Vale la pena leggerlo". Così Michael W. Carroll della American University Washington College of Law descrive "Access to information and knowledge: 21st century challenges in intellectual property and knowledge governance", volume curato dalla Professoressa Dana Beldiman, docente presso la Bucerius Law School di Amburgo e press l'Hastings College of Law della University of California. Nelle nuove economie della conoscenza è necessaria una massiccia circolazione di informazioni per stimolare l'innovazione, una dinamica che spesso genera punti di frizione con le leggi sul diritto d'autore. In questo contesto, pensatori di spicco nel panorama della protezione della proprietà intellettuale esplorano le caratteristiche di quella che, nel 21esimo secolo, si pone come "sfida dell'accesso", elemento che si pone all'interno della cornice generata dalla tensione tra l'interesse per il libero fluire delle informazioni e la frammentazione della conoscenza creata da legislazioni stringenti in materia di proprietà intellettuale. In alcune aree questa tensione sembra risolversi in un cambiamento delle leggi nella direzione di una maggiore apertura, sia a causa di nuovi modelli di business, sia per il miglioramento degli strumenti legali o delle interpretazioni delle leggi esistenti in un'ottica di maggiore apertura. I capitoli del libro esplorano le sfide incontrate da questo processo di "apertura" da prospettive diverse, tra le quali: • apertura dell'accesso ai dati della pubblica amministrazione e della ricerca scientifica • aumento dell'uso delle licenze • rimodulazione dei contorni delle leggi sulla proprietà intellettuale individuale • inclusione di nuovi stakeholders nel dibattito sulla proprietà intellettuale • spostamento delle sfide sui flussi delle informazioni in un'arena internazionale Identificando alcune delle sfide centrali relative alla proprietà intellettuale e al suo percorso di adattamento al modello di conoscenza richiesto dai nuovi sistemi economici, questo libro fornisce una lettura illuminante per accademici, politici e avvocati che si occupano di leggi in materia di proprietà intellettuale e di circolazione della conoscenza. Nel volume è contenuto tra gli altri il contributo "Synergetic Interaction Between Intellectual Property and Consumer Protection: A Pragmatic Proposal to Rebalance Incentives and Access", di Andrea Stazi (Università Europea di Roma) e Maximiliano Marzetti (FLACSO). Di seguito l'abstract e il sommario.

    Abstract

    The paper analyzes in historical perspective the law & economics of intellectual property. The impact of the “digital revolution” appears in fact analogous to that of Gutenberg’s press more than five centuries ago. The reaction of most industrial sectors negatively affected by the new technology is to block or difficult enabling legal change. Public choice scholarship explains the recent trend of strengthening intellectual property, and the limits to use digital content. The paper explores an alternative strategy to gain in efficiency and social welfare, by pushing a new balanced framework of intellectual property and consumer protection.

    Contents

    1. Intellectual property and technological evolution.
    2. Succinct economic analysis of intellectual property.
    3. IP in the digital environment and consumer interests.
    4. Law & economics of consumer protection.
    5. Public choice, interest groups and IP law.
    6. Pragmatic proposal: a consumer protection framework for IP.
    16 dicembre 2013
  • Agcom, banda larga mobile: traffico dati cresce del 45,5%. I dati dell’Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni

    “Per quanto attiene la banda larga mobile, le sim che hanno effettuato traffico dati hanno raggiunto i 42 milioni, con una crescita del 18% rispetto al settembre 2013, e negli ultimi due anni sono passate dal 29% al 44% circa della customer base complessiva”. È questa una delle indicazioni che si ricavano dai numeri rilasciati dall’Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), con dati aggiornati al 30 settembre 2014. "Le sim solo dati - si legge nel rapporto - si riducono del 4,8%, mentre crescono in modo considerevole quelle per le quali è prevista la sottoscrizione di uno specifico piano dati. Da inizio anno il traffico dati è cresciuto del 45,5%, in misura superiore a quanto corrispondentemente osservato lo scorso anno (+33,7%)". LEGGI Total digital audience, ad ottobre 28,8 milioni gli italiani online. La navigazione da mobile sempre più avanti 23 dicembre 2014
  • Agcom, online i dati dell'Osservatorio sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Meno accessi su linee fisse, traffico dati su banda larga mobile in crescita del 32,7% in un anno

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato i dati dell'Osservatorio Trimestrale sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Qui sotto il documento integrale. 24 marzo 2014
  • Anno III - Numero 4 - Ottobre/Dicembre 2013

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    Con contributi di

    Lorenzo Delli Priscoli, Valeria Falce, Gustavo Ghidini, Daniela Messina,

    Maria Cecilia Paglietti, Giuseppe Pennisi e Marco Scialdone

    Sommario

    Cultura, industria e proprietà intellettuale 

    Il ruolo degli utenti nella generazione dei contenuti creativi di Marco Scialdone

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    Mercato, concorrenza e regolazione 

    Trade Secret Protection in the Innovation Union. From the Italian approach to the UE solution di Valeria Falce

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    Appraisal Parameters, Selection Criteria and Regulations for Long-Term Investment in Europe: Issues and Possible Solutions di Giuseppe Pennisi

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    Pratiche commerciali e tutela dei consumatori

    Beauty rules: la responsabilità per la circolazione giuridica dei cosmetici alla luce del Reg. 1223/2009 di Maria Cecilia Paglietti

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    Comunicazioni elettroniche, audiovisivo e garanzie

    Il pluralismo radiotelevisivo nel panorama della convergenza tecnologica: il caso della Web TV e delle Over-the-Top TV di Daniela Messina

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    Diritti della persona e responsabilità in rete 

    Internet e il diritto alla riservatezza dei dati personali contenuti in atti parlamentari di Lorenzo Delli Priscoli

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    Rubrica “Diverso Avviso” a cura di Gustavo Ghidini

    Proprietà Intellettuale: per una prospettiva sistematica

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