DIMT.IT - francesco

  • "Bilancio e valutazione d'azienda", venerdì 7 novembre il VI Workshop del Corso

    Avrà luogo il prossimo 7 novembre, a Roma, "Bilancio e valutazione d'azienda", VI Workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere. Prima applicazione e prospettive”. bilancioevalutazioneazienda
  • "Cybersecurity e tutela dei cittadini", i video del convegno dell'11 febbraio in Corte di Cassazione

    Di seguito i video del convegno "Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco", evento promosso dall’Accademia Italiana del Codice di Internet nella giornata di mercoledì 11 febbraio 2015 a Roma, presso l'Aula Giallombardo della Suprema Corte di Cassazione, in occasione del Safer Intenet Day.

    Il report dell'evento

    Il Position Paper dell'Accademia

    Relazione introduttiva

    Prof. Alberto Gambino Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet

    Quali strumenti normativi che garantiscano i diritti fondamentali?

    Min. Plen. Giovanni Brauzzi Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e Direttore Centrale per la Sicurezza

    Avv. Giuseppe Busia Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali

    Ten. Col. Antonio Colella Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Consigliere Militare

    Corrado Giustozzi Membro del Permanent Stakeholders’ Group ENISA

    Alessandro Politi Direttore NATO Defense College Foundation

    Ing. Mario Terranova Area Sistemi e Tecnologie - AgID

    Quali modelli d’intervento efficaci per il contemperamento degli interessi in gioco?

    Prof. Francesco Saverio Romolo Université de Lausanne - Institut de Police Scientifique (IPS)

    Antonio Apruzzese Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni

    Anna Cataleta  H3G

    Roberto Fermani Telecom Italia

    Conclusioni

    Prof.ssa Giusella Finocchiaro Presidente del gruppo lavoro sul commercio elettronico della Commissione Onu per il diritto commerciale internazionale (Uncitral)

    24 febbraio 2015
  • "Dal Diritto romano al Diritto europeo", la lezione del Prof. Francesco Paolo Casavola presso l'Università Europea di Roma

    Di seguito il video della lezione tenuta dal Prof. Francesco Paolo Casavola presso l'Università Europea di Roma il 6 maggio 2015 a conclusione del corso di Fondamenti romanistici del Diritto europeo (Istituzioni di Diritto romano) dei Proff. Lorenzo Franchini e Antonio Palma. 8 maggio 2015
  • "Il contratto telematico", convegno organizzato in occasione della pubblicazione del D. Lg. 21 febbraio 2014

  • "Il diritto del Web", la presentazione di Montecitorio, Giacomelli: "Favorire il dialogo tra Europa e Stati Uniti"

    "Ancora in Europa non riusciamo ad avere una direttiva che instauri una cooperazione sulla cybersecurity. Ognuno dei 28 Paesi pensa di poter giocare da solo un ruolo da protagonista. E così assistiamo al paradosso che la minaccia più forte all'Isis arriva da Anonymous". Così Antonello Giacomelli, Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni, concludendo la presentazione del libro "Il diritto del Web. Casi e materiali" di Maurizio Mensi e Pietro Falletta, incontro che ha avuto luogo nella mattina di mercoledì a Montecitorio. "Internet - ha proseguito Giacomelli - ha posto in discussione tutto quello che era il sistema che conoscevamo nel diritto e ha posto in discussione quello che nella gerarchia nelle fonti era un fondamentale, ossia il precedente. Non dobbiamo inoltre dare per scontato l'attuale assetto della rete, basti pensare ai Paesi che vorrebbero mettere a punto delle sorta di intranet nazionali. Ma ci sono diversi modi di affrontare le questioni, e noi non abbiamo mai condiviso l'approccio muscolare e gladiatorio di chi pensa che gli Over the Top siano il nemico; abbiamo invece cercato di porre l'Italia come apripista del dialogo e della cooperazione con loro così come dell'Europa con gli Usa, con i quali condividiamo un impianto valoriale e siamo tra i maggiori sostenitori della riforma della governance avviata dal presidente di ICANN Fadi Chehade. È altrettanto importante che gli stessi OTT stiano raggiungendo accordi con altri attori su temi cruciali come, ad esempio, la tutela del diritto d’autore. Google ad esempio sta chiudendo importanti accordi con gli editori per l'utilizzo delle opere (Mediaset, Fieg). Il Garante per la privacy ha stretto un accordo con Google, che ha previsto anche la verifica della sua implementazione che Google si è impegnata a garantire. Non è la soluzione a tutti i problemi ma è la strada giusta. Stiamo parlando con realtà che hanno un modello di business e sviluppano progetti nel nostro Paese, modelli positivi con cui dobbiamo integrare quelli delle imprese italiane. Su un altro fronte, se non siamo disposti a cedere pezzi di sovranità all'Europa, l'Europa non sarà mai protagonista". CUFhIsRWwAAG1XO.jpg-largeIl lavori sono stati introdotti dal deputato Pd Anna Ascani: "È da tempo decaduta la distinzione tra ciò che accade online e ciò che accade offline, uno stato di cose che non manca di investire il lavoro delle istituzioni e del Parlamento. Troppo spesso ci fermiamo sulla dimensione economica del Web e molto poco sulla dimensione del diritto. Ne abbiamo discusso in aula con le mozioni sulla Dichiarazione dei diritti, è il momento di capire cosa sia il diritto del Web e perché è importante metterlo al centro dell'attività del Parlamento". Con la moderazione di Francesco Nicodemo, consulente per la comunicazione del Governo, ha preso avvio la tavola rotonda su La libertà di espressione on-line, aperta dall'intervento di Giancarlo Montedoro, Direttore Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali della Presidenza della Repubblica: "La regolazione deve accompagnare lo sviluppo delle tecnologie, non deve essere ossessiva, non deve scivolare in sovra-regolazione". E sulla democrazia deliberativa abilitata dagli strumenti digitali: "Vi è un rapporto complessivamente da ripensare tra democrazia rappresentativa e diretta". Per Andrea StaziPublic Policy and Government Relations Manager per l'Italia di Google, "Un primo aspetto che ritengo opportuno sottolineare è quello delle grandi opportunità offerte dal digitale, sotto molteplici profili: relazioni sociali, ricerca e sviluppo, democrazia e libertà di espressione, pluralismo e creatività, scambi commerciali e crescita economica. Evidentemente la diffusione della rete implica anche dei rischi, ma occorre d'altronde evitare che concentrarsi esclusivamente sulle questioni giuridiche faccia perdere occasioni di innovazione e crescita come quello dell'industria 4.0, al momento ancora oggetto di limitata attenzione in Italia rispetto ad altri Paesi. Il modo migliore per discutere delle regole, data la natura sovranazionale della rete, è continuare sul fronte della cooperazione internazionale, che si basi su una cultura condivisa, soprattutto tra i Paesi sulle due sponde dell'Atlantico. In questo scenario il ruolo delle istituzioni resta centrale, perché sono loro ad essere depositarie dei principi fondamentali di riferimento e che permettono di armonizzare i diversi diritti rilevanti. Altrettanto fondamentale è l'adozione di un approccio multistakeholder, che consenta di coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati interessati nel dibattito sulle regole della rete". "Naturalmente - ha proseguito Stazi - in questo momento tutti noi abbiamo la tendenza ad avere maggiore attenzione alla sicurezza personale, ma la sfida anche oggi rimane la stessa, quella di garantire il rispetto dei diversi diritti fondamentali rilevanti. Ciò anche con l'aiuto degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia: penso a strumenti come la crittografia e agli altri mezzi tecnici che permettono alle comunicazioni di essere sicure e riservate. Non ci può essere privacy senza sicurezza delle comunicazioni, e la sicurezza attraverso strumenti come l'encryption può servire al bilanciamento tra interessi e diritti fondamentali".

    Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia, ha proseguito il dibattito sul fronte della sicurezza: "Un filo rosso del libro è rappresentato dal fatto che Internet non è un mondo a parte rispetto al resto della vita e quindi non si può sottrarre questo ambito della vita dalla lotta al terrorismo islamista, ma senza arrivare all'estremo di affermare che questo aspetto è tanto fondamentale che vale tutto pur di arrivare all'obiettivo. Altra premessa è sull'equilibrio tra la necessità di una lotta con strumenti tecnologici e la tutela della libertà e della privacy dei singoli. Infine, credo questo sia un conflitto che si vincerà sul piano militare ma anche su quello sociale e culturale. E vengo alle idee che ne conseguono: sono favorevole a misure drastiche che limitino la libertà online di singoli individui, sono cioè favorevole ad azioni mirate e non alla pesca a strascico. E dunque occorre rafforzare accordi con operatori, OTT e telco perché in caso di bisogno si possa intervenire con assoluta celerità. Servono poi più fondi per esperti e mezzi per polizia postale e intelligence, perché occorre monitorare account sensibili. Inoltre, dobbiamo capire se l'azione di Anonymous contro l'Isis abbia una utilità o rischia di essere sterile; per me è più importante monitorare che sterminare account che poi vengono ricreati. In questo senso, occorre una grande azione di contro-propaganda, chiedendo aiuto alle comunità islamiche che non si riconoscono affatto con il terrorismo islamista".

    Il deputato Pd Paolo Coppola ha affermato così che "Ci sono cose che il digitale permette di fare, ma non è detto che noi dobbiamo permettere che vengano fatte. Il fatto che le telecamere permettono di fare analisi dei volti sempre e dovunque non significa che possiamo accettarlo. È inutile limitare le libertà personali per una finta sensazione di sicurezza. Il problema più grande da superare è quello della consapevolezza, del fatto che ci sono cose nel mondo digitale che sono sostanzialmente impossibili da evitare". Nella seconda parte della mattinata l'attenzione si è spostata su Il giornalismo on-line, sessione moderata dal Presidente dell’Istituto per le politiche dell’Innovazione Guido Scorza e animata dagli interventi di Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera in questi giorni inviato in Francia, ed Ernesto Belisario, membro del tavolo permanente per l’Innovazione e l’Agenda digitale italiana.
    La domanda di sicurezza, il bisogno di libertà: i nostri contributi a un dibattito sempre più complesso
    18 novembre 2015
  • "Il giusto processo sportivo”, al CONI il 3 dicembre

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
  • "Indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici", l'audizione dell'Accademia Italiana del Codice di Internet presso la Camera dei Deputati

    Si è svolta nel pomeriggio del 10 febbraio scorso, presso la Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati, l’audizione dei rappresentanti dell’Accademia Italiana del Codice di Internet (Iaic) nell’ambito di un’indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. Sono stati auditi il Professor Alberto Gambino, Presidente dell’Accademia, e il Prof. Francesco Graziadei, componente del consiglio direttivo Iaic. Di seguito è disponibile il resoconto stenografico della seduta e il video del loro intervento. 30 marzo 2015
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare la serie di interventi in sala sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino, Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare gli interventi in aula sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino,Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Presi per il Web" e il focus sul Dagate: Marco Scialdone e Fulvio Sarzana su Radio Radicale

    Seconda puntata di "Presi per il Web", la trasmissione radiofonica che dal 15 settembre 2013 va in onda su Radio Radicale alle 19.45 della domenica. Nata da un'idea di Marco Perduca, la trasmissione condotta da Marco Scialdone e Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito affronta con l'intervento di esperti ed addetti ai lavori le tematiche più calde che arrivano dal mondo di Internet e delle nuove tecnologie. Domenica 22 settembre il tema di sfondo è stato quello del Datagate, lo scandalo internazionale sollevato dalle dichiarazioni di Edward Snowden, ex contractor della National Security Agency che ha puntato il faro sul programma di sorveglianza del traffico digitale messo in atto dalla stessa agenzia. [caption id="attachment_1646" align="aligncenter" width="314"]Ascolta la trasmissione Ascolta la trasmissione[/caption] Si sono alternati ai microfoni la giornalista e confounder dell'agenzia Effecinque.org Carola Frediani, l'ex garante della Privacy e docente di Diritto costituzionale Francesco Pizzetti, l'esponente dell'underground digitale Claudio "Vecna" Agosti e il senatore di Scelta Civica Stefano Quintarelli. Per chi avesse perso la prima puntata, invece, basta seguire questo cinguettio del profilo della trasmissione.
  • “Bilancio e valutazione d'azienda“, materiali del sesto workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere”

    Ha avuto luogo nel pomeriggio di venerdì 7 novembre “Bilancio e valutazione d'azienda“, il sesto workshop del Corso avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere. Prima applicazione e prospettive“. Le relazioni, ad un tavolo presieduto e moderato dalla Prof.ssa Valeria Falce dell’Università Europea di Roma, Coordinatore scientifico del Corso, sono state introdotte dalla Dott.ssa Barbara Salabè, Presidente e AD di Warner Bros. Entertainment Italia, e hanno avuto come protagonisti l Avv. Francesco Gianni (Socio Fondatore, Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners) e il Prof. Marco Fazzini (Ordinario di Economia Aziendale, Università Europea di Roma). In chiusura, la testimonianza della Dott.ssa Marina Rubini, Amministratore Indipendente in Finmeccanica e Banca Monte dei Paschi di Siena. Di seguito le slide mostrate durante i lavori dell’incontro. I materiali dei precedenti incontri sono disponibili a questo link, il programma completo nel pdf in fondo alla pagina. 10 novembre 2014
  • Agcom, operativo il regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Posteraro: "Un modello per i procedimenti della Pa. Nessuna minaccia alla libertà del Web"

    Entra in vigore oggi il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) lo scorso 12 dicembre. Le modalità applicative del regolamento, che promuove l’offerta legale di contenuti digitali e definisce le procedure di enforcement nel caso di violazioni commesse in rete o sui mezzi radiotelevisivi, sono state presentate lo scorso giovedì agli addetti ai lavori nell’ambito di un seminario organizzato presso la sede di Roma dell’Authority. Per l’invio delle istanze e la loro gestione è stata predisposta un’area dedicata accessibile dal sito Web dell’Autorità o direttamente dall’indirizzo www.ddaonline.it. Il sistema, messo a punto in partnership con la Fondazione Ugo Bordoni, prevede una procedura specifica che sarà interamente telematica, in linea con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione digitale. Per assistere e guidare chi voglia segnalare all’Autorità presunte violazioni e avviare così l’iter previsto dal regolamento, sono disponibili online un manuale d’uso e una guida alla compilazione del webform. Del regolamento si è discusso anche nella puntata del 30 marzo di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014 Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014[/caption] Ospiti dell'appuntamento Francesco Posteraro, Commissario Agcom e relatore del provvedimento, Fabio del Giudice, Direttore generale di Confindustria Italia, Carlo Blengino, Avvocato e Membro di NEXA Italia, Paolo Marzano, presidente del Comitato Consultivo sul diritto d'autore, Guido Scorza, blogger, giurista e giornalista, e Arturo Di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. "Un web form da compilare - ha affermato Posteraro - per una procedura che si svolge tutta online e che per questo può rappresentare un modello al quale ispirare altre iniziative della Pubblica Amministrazione". "Agcom - ha spiegato il Commissario - aveva già, leggi alla mano, il potere di emanare ordini nei confronti dei provider; il regolamento serve a regolare un'attività comunque legittima e a dare agli attori in gioco le dovute garanzie. Abbiamo messo in campo una procedura il cui l'interlocutore è il provider, ma nella quale diamo spazio a tutte le parti, inviando una segnalazione dell'avvio del procedimento anche all'uploader, al titolare delle pagine e al gestore del sito, raro caso di procedimento amministrativo in cui si dà spazio anche a parti che non sono oggetto del procedimento stesso. E comunque gli utenti finali non sono interessati da queste misure. C'è chi parla di minacce alla libertà del Web, ma è come affermare che il reato di calunnia possa rappresentare una minaccia alla libertà di informazione". "È chiaro - ha concluso Posteraro - che l'Agcom farà giurisprudenza. Il mio auspicio è quello di ritrovarci tra un anno qui a ringraziare chi, anche con le sue critiche, ci avrà dato modo di approfondire l'interpretazione dei provvedimenti. Ed è chiaro anche che noi agiamo diversi livelli sotto il Parlamento: qualora si decidesse di modificare le leggi sulle quali si basa la nostra azione le nostre iniziative regolamentari decadrebbero". LEGGI "Il Professor Alberto Gambino: 'Bene l'enforcement,ma attenzione a rispettare il ruolo dell'Autorità Giudiziaria'" ASCOLTA "Il Professor Alberto Gambino: 'Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali' " Qui sotto il testo integrale del regolamento. 31 marzo 2014
  • Anno III – Numero 2 – Aprile/Giugno 2013

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    Con contributi di

    Alberto Gambino, Filippo Vari, Valeria Falce

    e di

    Alessio Baldi, Francesco Minazzi, Gilberto Nava, Davide Mula, Giulio Pascali, Eugenio Prosperetti e M. Morena Ragone

    Sommario

    Cultura, industria e proprietà intellettuale

    Creatività e contenuti in rete di Alberto M. Gambino

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    La tutela ultramerceologica del marchio di rinomanza. Nota alla sentenza della Corte di cassazione n. 13090, 27 maggio 2013 di Alessio Baldi

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    La circolazione dei contenuti mediante link ad opere protette tra diritto d’autore, responsabilità del prestatore e concorrenza di Eugenio Prosperetti

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     Mercato, concorrenza e regolazione

    Aiuti di Stato e concorrenza sleale di Valeria Falce

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    Biotecnologie, ogm e vita

    Il finanziamento della ricerca da parte dell’Unione europea e il diritto alla vita: nuove prospettive alla luce della sentenza Brüstle della Corte di giustizia? di Filippo Vari

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    Comunicazioni elettroniche, audiovisivo e garanzie

    La dicotomia tra trasparenza e dati aperti di M. Morena Ragone e Francesco Minazzi

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    Prime osservazioni sulle tematiche regolamentari e comunitarie relative alla separazione della rete di accesso di Telecom Italia  di Gilberto Nava

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    Diritti della persona e responsabilità in rete

    Responsabilità del motore di ricerca nel caso About Elly: fraintendimenti informatici a base di un’ordinanza (revocata) dal contenuto anomalo. di Davide Mula

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    Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo Spam. Ricognizione della delibera n.330/2013 del Garante Privacy  di Giulio Pascali

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  • Chi vuole trasformare la Trasparenza in un bluff?

    Da un lato valanghe di dati inutilizzabili o poco rilevanti; dall'altro un numero crescente di cittadini che chiede di avere accesso ad informazioni e dataset sulla spesa pubblica. Le contraddizioni e le potenzialità del percorso verso la "casa di vetro" delle istituzioni nell'ultima puntata di Presi per il Web [caption id="attachment_2525" align="alignright" width="314"]Ascolta il podcast della puntata di domenica 3 novembre 2013 Ascolta il podcast della puntata di domenica 3 novembre 2013[/caption] Su una cosa non ci sono dubbi: la Trasparenza va di moda. Ad ogni livello istituzionale viene inserita nei programmi elettorali quasi sempre con un'accezione "anti-casta" che mira dritto alla rabbia che una sempre più larga fetta dell'elettorato nutre nei confronti di compensi e privilegi che spettano a chi ricopre determinate cariche istituzionali. Ma quante di quelle buone intenzioni di trasformare i palazzi del potere in "case di vetro" vanno a bersaglio e quante invece si risolvono in tanto, inutile rumore? Ma soprattutto: qual è la Trasparenza che serve davvero e quella che invece risulta fine e se stessa sfociando addirittura nel "voyeurismo"? Quesiti che hanno animato il dibattito della puntata di domenica 3 novembre di “Presi per il Web”, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco Perduca, Marco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone. Con il titolo provocatorio "Il grande bluff della Trasparenza" l'appuntamento ha avuto ospite in studio Alberto Stornelli, informatico sui generis responsabile della comunicazione della no profit Agorà Digitale e impegnato nella messa a punto della seconda fase del portale di civic application L'Era della Trasparenza, il cui obiettivo è creare una piattaforma che punta ad aggregare e rendere da un lato comprensibili e dall'altro interattivi i dati sulle spese della pubblica amministrazione. La leva normativa è in alcune disposizioni contenute nel Decreto Trasparenza del febbraio scorso, nel quale si impone a tutte le Pa italiane la pubblicazione delle voci di spesa superiori ai mille euro in formato Open Data. "La trasparenza - ha chiosato Stornelli - è un'attivazione di pratiche di partecipazione popolare, non ha senso pubblicare dati se non sono visibili da molti occhi che possono esprimere un parere sugli stessi". Importante appare l'esperienza di Opencoesione, sito governativo tramite il quale sono stati messi online tutti i dati relativi alla gestione dei fondi del Piano di Coesione 2007-2013. Si parla di cifre che sfiorano i 70 miliardi di euro di contributi pubblici e in merito ai quali cittadini e giornalisti hanno potuto approfondire il percorso intrapreso dai fondi. Come ha fatto, ad esempio, Alessio Neri per Terrearse.it in merito a Reggio Calabria. Un esempio che pone la domanda: cosa può fare un cittadino in questi casi? "Sarebbe bello - ha affermato Stornelli - che a quei dati si aggiungesse la possibilità di aggregare una comunità che chieda alle autorità conto di quanto i dati stessi illustrano". Il primo intervento telefonico è quello di Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico e già assessore all'Innovazione ed eGovernment del Comune di Udine. Il capoluogo friulano, nel 2009, fu il primo Comune italiano a pubblicare i bilanci in Open Data: "In Italia c'è ancora molto da fare - ha affermato - ma purtroppo nel nostro Paese c'è una scarsa cultura delle tecnologie e dell'accountability e l'abitudine a prendere decisioni non dopo uno studio sui dati ma sulla base di intuizioni. Bisogna tuttavia andare nella giusta direzione senza farsi scoraggiare; innanzitutto bisogna far applicare le leggi già in vigore, che al momento sembrano ignorate, andando verso un vero Freedom of Information Act italiano. E poi bisogna diffondere la cultura della trasparenza". Dopo di lui Claudio Velardi, che nel suo lungo passato politico annovera ruoli di dirigenza nel Partito Comunista Italiano e più recentemente, dal febbraio 2008 al giugno 2009, l'assessorato al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania. Velardi nei giorni scorsi, a seguito della decisione della Giunta per le elezioni del Senato in merito al voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, aveva rilasciato alcune dure dichiarazioni nelle quali ha affermato: "La trasparenza porta a una nuova forma di fascismo, moderno e diverso". Un punto di vista che ha sollevato una serie di polemiche ed è stato contestato da chi, viceversa, vede nella "trasparenza assoluta dei rappresentanti l’unica speranza per chi crede nella democrazia rappresentativa", come ha scritto il giornalista de L'Espresso Alessandro Gilioli. "La trasparenza non regolamentata - ha rilanciato Velardi - porta a distorsioni gravissime. Noi abbiamo istituti della democrazia rappresentativa, se la vogliamo superare ne possiamo parlare, ma bisogna fare sì che le nuove pratiche abbiano una più forte griglia di normazione; viceversa, richiamare una sorta di trasparenza assoluta di tutto fa scivolare verso un autoritarismo di fatto". Il giurista Francesco Minazzi, che per i Quaderni di Diritto Mercato Tecnologia ha pubblicato insieme a Morena Ragone un saggio dal titolo "La dicotomia tra Trasparenza e Dati Aperti", ha spiegato: "I Dati aperti sono un insieme molto ampio di utilizzi che ricomprende la Trasparenza ma non coincide né si esaurisce in essa. Occorre evidenziare che gli Open Data mirano più al riutilizzo economico per lo sviluppo di servizi tramite gli stessi piuttosto che a generare trasparenza". Foto: Cafwd.org
  • Educare alla rete: l'alfabeto della nuova cittadinanza nella società digitale

  • Educare alla rete: l'alfabeto della nuova cittadinanza nella società digitale

  • Francesco Vizzone

    Avvocato del Foro di Roma (abilitazione conseguita presso il Distretto della Corte di Appello di Roma) Dottore di ricerca in diritto privato “Categorie giuridiche e tecnologia”, Università Europea di Roma con una dissertazione su “Gli obblighi informativi nel diritto privato europeo: prospettive per un nuovo diritto dei contratti”(supervisore chiar.mo prof. Alberto Maria Gambino) Cultore della materia presso la Cattedra di Istituzioni di diritto privato diretta dal prof. Alberto Maria Gambino all’Università Europea di Roma. Vincitore, con borsa di studio, del concorso per l’accesso al dottorato di ricerca in “Categorie giuridiche e tecnologia” (XXVI ciclo) presso l’Università Europea di Roma. Vincitore del concorso per titoli per l’accesso al tirocinio forense presso l’Avvocatura Generale dello Stato. Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN 2012), La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure(Horizon 2020),dottore di ricerca assegnato, per il diritto civile, allo sviluppo del progetto triennale di ricerca (2013-2015) proposto dall’Università Europea di Roma in consorzio con altri sei Atenei italiani e aggiudicatosi il finanziamento del MIUR. Università Europea di Roma-MIBACT, Centro di Ricerca di Eccellenza per il Diritto d’Autore e dell’Innovazione (CREDAI), fellow.  Ha frequentato il corso di perfezionamento in “Diritto e gestione della proprietà intellettuale, della concorrenza e delle comunicazioni” diretto dal prof. Gustavo Ghidini all’Università LUISS Guido Carli di Roma, redigendo un elaborato finale dal titolo “L’internet provider tra illeciti commessi dagli utenti e concorrenza sleale: la responsabilità degli intermediari della rete nel nuovo scenario multimediale”. Si è laureato in giurisprudenza con lode (media 29,3/30) e con il conferimento della dignità di pubblicazione alla tesi di laurea dal titolo “La responsabilità civile dell’internet provider per violazione del diritto d’autore tra Unione Europea e Stati Uniti d’America”, relatore chiar.mo prof. Alberto Maria Gambino. E’ stato borsista, per merito, per i cinque anni del corso di laurea magistrale a ciclo unico. Ha conseguito il baccalauréat presso il Lycée Chateaubriand di Roma dopo aver svolto l’intero ciclo di studi scolastici nel sistema educativo francese. Socio ordinario della Society of European Contract Law(SECOLA), presieduta dal prof. Stefan Grundmann. Quale responsabile del business development di Eclectica Multimedia Publishing prima e di Shenker Publishing poi, ha partecipato, a partire dal 1999, alla stesura di numerosi contratti di licenza e di coproduzione internazionale di contenuti multimediali con partners editoriali di 23 paesi tra cui Giappone, Cina, Francia e Germania. Parla e scrive correntemente in francese e in inglese. Pubblicazioni rilevanti: F. Vizzone, La circolazione del marchio, in Trattario di diritto civile(Proprietà intellettuale, mercato e concorrenza, Volume 20) a cura di Paolo Cendon (in corso di stampa) (Giuffré). F. Vizzone (con A.M. Gambino), La nota informativa, in Contratto e Impresa Europan.2/2013 (CEDAM) F. Vizzone, Commento all’art. 2583 del codice civile, in Codice civile commentato, a cura di Guido Alpa e Vincenzo Mariconda (Libro V, Titolo IX a cura di C. Galli), 2013 (WKI, Wolters Kluwer Italia) F. Vizzone, Il contratto in Francia, in Il contratto, a cura di Pasquale Fava, 2012 (Giuffré) (collaborazione) F. Vizzone, Gli interventi nel settore dell’energia, in Rassegna delle pratiche commerciali scorrette, Concorrenza e Mercatoa cura di A.M. Gambino, A. Stazi, 2011 (Giuffré) Interventi a convegni Università di Trieste, relazione dal titolo Obblighi informativi e diritto europeo dei contratti(discussantprof. Alberto Maria Gambino) in occasione del XXII incontro nazionale del coordinamento dei dottorati di ricerca in diritto privato.

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  • Il bilancio del Corecom Lazio: "Preoccupante carenza di infrastruttura tecnologica"

    [caption id="attachment_1742" align="alignright" width="300"]Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio[/caption] Il presidente del Corecom Lazio Francesco Soro ha presentato la relazione di fine mandato per il periodo che va dal 2008 al 2013. Il documento percorre a tutto campo le novità che hanno interessato questo intenso periodo di innovazione tecnologica, mettendone in fila con lucidità i tratti salienti e le criticità che interessano il sistema regionale e nazionale in materia di telecomunicazioni. Scrive Soro:
    La carenza di infrastruttura tecnologica non è solo un problema che il sistema cagiona all’utenza ma anche un danno rilevante per gli operatori di telecomunicazioni che vedono limitata la propria offerta commerciale, con spillover effect devastanti sui segmenti di mercato che si avvalgono della rete come infrastruttura: le società di eCommerce, gli operatori over the top, l’industria del gaming, le aziende manifatturiere di prodotti hardware (computer, dispositivi mobili, etc.), solo per citarne alcuni".
    Dopo aver rivendicato i successi del mandato in tema di accorciamento dei tempi per la risoluzione delle controversie e aver evidenziato come ogni anno, grazie all'attività dell'ente, tornino nelle tasche dei cittadini 3,5 milioni di euro, il documento percorre gli obiettivi di sviluppo da attuare già dal più prossimo futuro. Su tutti, lo sviluppo della banda larga, ma centrali sono anche le politiche che ruotano attorno ai cambiamenti dell'offerta e della modalità di fruizione dei contenuti multimediali:
    Quando nel 2001 Apple, una major del settore informatico, ha lanciato gli iPod ha rotto un equilibrio di mercato che aveva visto per decenni l’industria manifatturiera produrre supporti hardware (dal giradischi ai lettori CD) e l’industria musicale produrre contenuti e gestirne i diritti d’autore. Gli iPod e, più precisamente, iTunes hanno sovvertito questo sistema, riunendo sotto un unico marchio sia la parte hardware che contenuti. Molte aziende non hanno visto arrivare l’onda dello tsunami e ne sono rimaste travolte, altre l’hanno cavalcata. È il caso di Google e Samsung, ad esempio. Ma oggi la filiera si è accorciata ancor di più: Spotify e i concorrenti che, sulla scia, sono corsi ad imitarne il modello (da Soundcloud a Google Music All Access), infatti, sono arrivati ad eliminare la necessità di un device dedicato, o anche solo predisposto, alla fruizione della musica. Basta infatti un qualsiasi dispositivo connesso ad internet, e lo streaming è servito. Il prezzo? Meno di sempre. L’offerta? Virtualmente illimitata".
    Dopo un passaggio sulle tv regionali, Soro conclude:
    Volgendo lo sguardo al futuro, non posso far altro che ribadire quella che da sempre è una mia ferma convinzione, che oggi si traduce in un sentito auspicio: tenendo sempre quale faro la valorizzazione del ruolo di imparzialità, sono certo che la reale efficacia delle funzioni assegnate ai Corecom non possa che passare per un potenziamento delle loro risorse e competenze professionali. Lasciatemi, infine, concludere in maniera un po’ informale per ricordare che noi cittadini abbiamo il diritto di non abbandonarci alla rassegnazione e di credere che una pubblica amministrazione migliore, funzionante, che risponda alle nostre esigenze, si possa avere o che, anzi, per i manager pubblici debba essere un imperativo categorico da perseguire nel superiore interesse dei cittadini".
    Il testo integrale della relazione è disponibile a questo link. 26 settembre 2013
  • Intervista a Gérard Pogorel: "Sul digitale Italia in ritardo, ma ha imboccato la strada giusta"

    L'advisor del Governo a margine della presentazione del Rapporto sulla Banda larga a Palazzo Chigi: "Abbiamo riscontrato un forte impegno degli operatori, anche se il mercato italiano è molto diverso dal resto d'Europa". E su Telecom fa eco al premier Letta: "Lo scorporo sarebbe una 'bomba nucleare' da utilizzare solo in casi estremi" di Marco Cappa [caption id="attachment_5226" align="alignright" width="312"]Gérard Pogorel Gérard Pogorel[/caption] A pochi minuti dalla presentazione del "Rapporto sulla Banda largavoluto dal Governo, incontriamo il Prof. Gérard Pogorel per farci raccontare come si è svolto il suo lavoro con il commissario del governo per la Digital Agenda Francesco CaioScott Marcus e con gli operatori del settore. Quali sono le priorità affrontate dal Rapporto sulla Banda Larga? "L’Italia punta a realizzare i 3 obiettivi DAE nei prossimi anni: banda base con copertura di tutto il territorio nazionale; copertura del 100% della popolazione con tecnologia FTTCab/VDSL2 entro il 2020; l’Obiettivo 3 DAE 50% abbonati 100Mbps al 2020. Restano alcuni aspetti e problematiche da risolvere ma è un traguardo realizzabile alla luce delle nostre ricerche e valutazioni". Quale sarà il ruolo degli investitori ed operatori in questo ambizioso progetto? "Gli investitori ed operatori  avranno un ruolo fondamentale. Abbiamo avuto la possibilità di interfacciarci con gli operatori delle telecomunicazioni: Telecom, Vodafone, Fastweb, Tre, Infostrada, Wind. Ci hanno inviato i rispettivi piani di investimento (non resi pubblici) fino al 2016/7 dimostrando un ottimo potenziale di crescita. Di particolare importanza gli investimenti su rete fissa di Telecom, Fastweb e Vodafone. E’ davvero una buona notizia quella raccontata in questi piani". E per le zone a bassa e media densità? "In quei casi saranno previsti interventi pubblici pur rispettando i parametri e vincoli europei. Confermo l’impostazione offerta dal Premier: la banda larga è un interesse pubblico nazionale. I contributi pubblici verranno erogati secondo l’impostazione data già da alcune regioni in linea comunque con il dispositivo del MISE". Il ruolo del Governo? "Ci sarà un forte impegno del governo. La roadmap disegnata stabilisce una matrice di obiettivi vincolanti con un monitoraggio costante. Ove mai gli investimenti prospettati non risultassero in linea, si giungerebbe alla ‘bomba nucleare’ dello scorporo della rete. Un’avvertenza chiara del governo per tutti gli operatori attuali e potenziali nel settore". E l’Europa? "La Commissione ha tracciato chiaramente la sua impostazione nelle nuove Linee Guida sulla Banda Larga definendo come gli Aiuti di Stato debbano essere indirizzati verso il potenziamento e miglioramento della qualità rete, proiettando la popolazione europea verso gli standard di universalità ed efficienza stabiliti nel DAE 2020". Una sua analisi sull’avanzamento dell’Agenda Digitale in Italia? "Osserviamo una nuova fase nei progetti degli operatori ed un impegno rinnovato da parte del governo. Occorre una risposta forte al problema cruciale ben fotografato fino al 2013 dal Rapporto Akamai: servizi elettronici e traffico internet in ritardo rispetto alla media UE, ma in crescita. Importante dunque sarà il ruolo dell’Agenzia nella diffusione di servizi efficienti (si pensi alla fatturazione elettronica) ed alfabetizzazione digitale negli accessi data. Tutto sommato lo sforzo porterà effetti utili in tempi brevi". Dalla sua esperienza di advisor per altri governi europei, in cosa differisce il sistema italiano? Quali i gap da colmare? "I mercati nel resto d’Europa sono diversi. Basti pensare alla Gran Bretagna: una dinamica totalmente diversa e fortemente competitiva tra Virgin Media, a sua volta legato a quello del cavo televisivo, e BT con una separazione funzionale della rete Open Reach. che si contendono il mercato della banda larga. Così anche in Germania. In Italia la dinamica è del tutto diversa: alle risorse infrastrutturali fisse dovranno aggiungersi sforzi importanti nell’ambito delle infrastrutture wireless e mobili per portare miglioramenti competitivi". In conclusione, l’Italia ha passato l’esame? "Giudizio positivo. Mettendo in pratica questi step con il monitoraggio del governo raggiungerà gli obiettivi DAE nei tempi stabiliti". Foto: Eu.ems.com 31 gennaio 2014
  • L’art. 600-quater c.p. e la condotta di detenzione di materiale pedopornografico

    di Francesco Mazara Grimani (via MediaLaws) Tra le varie fattispecie di reato presenti nel codice penale, l’art. 600-quater c.p. è sicuramente una di quelle che desta una maggiore riprovazione, nonché un concreto allarme sociale, nell’opinione comune. Con tale norma il legislatore ha infatti voluto sanzionare la detenzione di materiale pedopornografico, qualificando come tale la disponibilità, anche momentanea, da parte dell’agente, di materiale pornografico realizzato mediante la partecipazione di minorenni. La diffusione di Internet ed il proliferare di programmi informatici che permettono il cd. “file sharing”, ossia lo scambio di file tra utenti connessi tra loro mediante appositi server, ha purtroppo ampliato il fenomeno della pedopornografia, e soprattutto della sua fruizione on-line. Con specifico riferimento ai contenuti pedopornografici acquisiti mediante la rete internet, la Cassazione ha più volte affermato che la responsabilità dell’agente è subordinata all’attività di downloading dei file dalla rete, in quanto, mediante questa attività, lo stesso acquisisce un autonomo possesso dei contenuti multimediali. E’ quindi irrilevante che l’autore del reato abbia successivamente cancellato il materiale, allocandolo ad esempio nel “cestino” del sistema operativo del computer, in quanto, da quella porzione di memoria, poteva comunque essere agevolmente recuperato: la Suprema Corte ha di conseguenza stabilito che in questi casi sussiste ancora una detenzione da parte dell’agente. La recente sentenza n. 10491/2014 della Terza Sezione penale della Cassazione – pubblicata in data 5 marzo 2014 – ha sancito un altro importante principio in tema di detenzione di materiale pedopornografico, specificatamente in relazione ai frammenti di file. Nel caso in esame, tali frammenti erano infatti stati individuati in fase di indagine dai periti sul computer dell’imputato, mediante l’utilizzo di strumentazioni particolarmente complesse, che sicuramente non rientravano nella disponibilità dell’imputato stesso. Si trattava quindi di file aventi ad oggetto immagini di pornografia minorile, presenti nella memoria del computer, ma, proprio perché frammentati, non leggibili – e di conseguenza visualizzabili – con gli strumenti informatici a disposizione dell’imputato. In relazione alla ricorrenza dell’elemento oggettivo del reato di cui all’art. 600-quater c.p. nel caso di cui si tratta, la Corte di Cassazione ha quindi affermato che il medesimo si fonda sulla concreta utilizzabilità del file da parte dell’agente, in considerazione delle sue conoscenze tecniche e degli strumenti a sua disposizione. Infatti, non si può parlare di materiale pedopornografico nell’accezione di cui alla fattispecie penale, laddove ci si riferisca a minuscoli frammenti di file, non coordinati e sequenziali tra di loro, e di conseguenza illeggibili ed inutilizzabili. In situazioni come il caso affrontato, è di conseguenza molto importante la concreta verifica in relazione alla sussistenza del dolo del delitto: sussistenza che si determina laddove l’agente sia certo della minore età dei soggetti rappresentati nel materiale detenuto o procurato, nonché della natura pornografica dello stesso. La Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Nel caso di specie infatti, erano stati individuati nel computer dell’imputato migliaia di file a contenuto pornografico, con protagonisti individui maggiorenni: la natura frammentata ed illeggibile che invece caratterizzava i file di carattere pedopornografico ha permesso di escludere il dolo dell’agente, lasciando di conseguenza presupporre per una detenzione inconsapevole dei contenuti multimediali oggetto di contestazione penale. 28 maggio 2014