DIMT.IT - garanzie

  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare la serie di interventi in sala sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino, Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Internet e libertà d'espressione; c'è bisogno di nuove leggi?", convegno a Montecitorio

    In un appuntamento che sarà aperto dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e dal Sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli si confronteranno esponenti del mondo politico ed esperti di tematiche legate alle nuove tecnologie. Al centro, la disamina di norme e iniziative legislative in materia di regolamentazione degli spazi di comunicazione e condivisione online, dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alle spinose questioni che gravitano intorno all’odio sulla rete La regolamentazione delle nuove forme di espressione e condivisione maturate sugli spazi della rete rende indispensabili nuove leggi? E se sì, chi ha il compito di elaborarle? E quali sono i diritti in gioco? Domande che da anni animano un dibattito serrato all'interno della comunità degli esperti e del mondo politico. Far sedere questi ultimi attorno allo stesso tavolo per analizzare lo stato dell'arte è l'obiettivo del convegno "Internet e libertà d'espressione. C'è bisogno di nuove leggi?", evento che avrà luogo presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati il prossimo 31 marzo 2014. Dalla Par condicio su Internet al Cyberbullismo, passando per il Diritto d’autore fino alla regolamentazione dell’odio sulla rete; sono questi i temi che verranno discussi durante la giornata, la cui apertura sarà affidata ad un messaggio della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, in prima linea dal giorno del suo incarico per l'inserimento in agenda del dibattito su quanto accade nelle reti dedicate all'interazione sociale dei cittadini. Ad inaugurare gli interventi in aula sarà Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo sviluppo economico con delega  alle telecomunicazioni. La prima parte della mattinata di relazioni sarà incentrata sul tema "La libertà d’espressione sul web e il ruolo della politica e della società civile" e moderata dalla giornalista Anna Masera, celebre penna del quotidiano La Stampa e attualmente Capo Ufficio Stampa Camera dei Deputati. Ad animare il dibattito saranno Andrea Romano, Capogruppo scelta Civica Camera dei Deputati, Gennaro Migliore, Capogruppo di SEL a Montecitorio, Stefano Quintarelli, Deputato di Scelta Civica, Paolo Gentiloni, parlamentare PD e già ministro delle Comunicazioni, Alessandra Moretti, Deputato del Partito Democratico e promotrice di iniziative legislative in materia di "hate speech" online, Massimo Artini, Deputato Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Difesa a Montecitorio, Antonio Palmieri, Deputato di Forza Italia, Juan Carlos De Martin, professore al Politecnico di Torino e Direttore Centro Nexa Internet e società, e Arturo di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. Il secondo blocco vedrà protagonista “Il diritto d’autore: Regolamentazione amministrativa o parlamentare”. Con la moderazione dell’Avvocato ed esperto della tematica Fulvio Sarzana, si alterneranno gli interventi di Antonio Nicita, Commissario AGCOM, Franco Pizzetti, Professore Ordinario di diritto Costituzionale Università degli Studi di Torino,Giovanna De Minico, Professore di Diritto Costituzionale nell'Università di Napoli Federico II, Cristiano Radaelli, Vicepresidente di Confindustria Digitale e Presidente di Anitec, Nicola D’Angelo, Magistrato ed ex Commissario  AGCOM, Francesco Cardarelli, Professore di Diritto Pubblico, Università di Roma "Foro Italico" e Vincenzo Vita, ex senatore Pd e già sottosegretario alle Comunicazioni. Il Convegno è libero e gratuito, previa registrazione obbligatoria da effettuarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro la mattina del 28 marzo. Si ricorda che per gli uomini è necessario indossare la giacca. LEGGI: "Il Prof. Alberto Gambino: “Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali"" LEGGI "La rete ha bisogno di leggi speciali?" LEGGI"L'odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio "parolaccia" prima dei social network. Natale (portavoce Boldrini): 'È indispensabile un'autoregolamentazione online' " LEGGI"Tra allarmi e regolamenti, sul cyberbullismo siamo solo all'inizio"
  • "Patrimonio culturale digitale. Tra conoscenza e valorizzazione", a Roma il 2 luglio

    In un convegno promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internet si approfondiranno, con l'aiuto di giuristi, esponenti delle istituzioni e delle associazioni, le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali. Questi temi saranno al centro del convegno "Patrimonio culturale digitale: tra conoscenza e valorizzazione", previsto a Roma il 2 luglio 2015. L'evento, che sarà ospitato presso Palazzo Sant'Andrea (Via del Quirinale, 30), è promosso dall'Accademia Italiana del Codice di Internetnell'ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”. Il quadro normativo europeo nel quale si inseriscono i lavori si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, che ne estende gli ambiti alle risorse digitali di Archivi, Biblioteche e Musei, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default. Locandina 2 luglio 2015 Dopo l'apertura affidata a Marina Giannetto (Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica), l'introduzione di Alberto M. Gambino (Presidente dell’Accademia e Ordinario di Diritto privato nell'Università Europea di Roma) e le relazioni di Gustavo Ghidini (Università degli Studi di Milano, Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Piperata (Associato di Diritto amministrativo presso l'IUAV di Venezia) e Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale presso il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo). Le conclusioni saranno curate da Angelo Rughetti, Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Sarà così la volta di una tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Antonello Cherchi e animata dagli interventi di Valentina Grippo (Accademia Italiana del Codice di Internet), Roberta Guizzi (Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Andrea Marcucci (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato), Flavia Piccoli Nardelli (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati), Marco Pierani (Altroconsumo), Riccardo Pozzo (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Eugenio Prosperetti (Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Rampi (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e Ferdinando Tozzi (Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore). A concludere Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura dell'Unione Europea. È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

    La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

    È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • "Proprietà Intellettuale e Antitrust: conflitto o sinergia?". In occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma

    La tutela della Proprietà intellettuale e la disciplina Antitrust sono due aspetti del mercato destinati a confliggere o c'è una strada che permetta loro di entrare in una proficua sinergia? È questa la domanda al centro del convegno che il 26 marzo 2014 avrà luogo presso l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in piazza Verdi, 9, a Roma. L'evento, organizzato in occasione dell'avvio della seconda edizione del Master di II livello in "Diritto della Concorrenza e dell'Innovazione" organizzato dall'Università LUISS Guido Carli e dall'Università Europea di Roma, sarà dunque l'occasione per approfondire, con l'aiuto di autorevoli accademici ed esperti del settore, le dinamiche con le quali evolvono e si sovrappongono due aspetti centrali nell'economia dell'informazione. A fare gli onori di casa sarà il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella, il quale sarà seguito nell'introduzione ai lavori dal Professor Gustavo Ghidini, Professore presso la Luiss Guido Carli. La prima tematica a finire sotto la lente sarà la "Questione in tema di marchi", al centro degli interventi del Professor Giovanni Cavani (Università di Modena e Reggio Emilia), della Dott.ssa Anna Argentati, funzionario dell'AGCM, e del Professor Gianni Capuzzi (LUISS). Subito dopo sarà la volta della "Questione in tema di copyright", aspetto che sarà analizzato nelle relazioni della Professoressa Valeria Falce (Università Europea), del Dott. Antonio Buttà (AGCM) e del Professor Francesco Graziadei (LUISS). La "Questione in tema di brevetti" vedrà invece protagonisti gli interventi della Professoressa Emanuela Arezzo (Università di Teramo), del Dott. Luca Arnaudo (AGCM) e del Professor Andrea Stazi (Università Europea). Le conclusioni saranno affidate al Professor Gustavo Olivieri (LUISS). La partecipazione al convegno è libera e gratuita previa gentile conferma tramite l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Locandina 26 marzo 2014

  • Accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia: Agcom definisce i prezzi

    Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nella riunione del 28 luglio, relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, lo schema di delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia, valido per il periodo 2014-2017. "Con questa decisione - si legge in una nota dell'Agcom - vengono definite regole e prezzi per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti, uniformi su tutto il territorio nazionale, dando così certezza al mercato e creando le condizioni per nuovi investimenti nelle reti NGA". Le principali regole riguardano:
    1. l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare;
    2. la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling sub-loop unbundling;
    3. nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti;
    4. semplificazione amministrativa tramite l’armonizzazione del sistema degli SLA e delle penali tra i vari servizi di accesso, la maggiore efficienza nei procedimenti di approvazione delle offerte di riferimento di Telecom;
    5. penali più stringenti, in capo a Telecom Italia, in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti,
    6. chiare regole per l’uso del vectoring, in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet;
    7. nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni;
    8. chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati.
      Riguardo agli obblighi 2 e 3 Telecom "dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che sarà sottoposta all’Autorità, che la approverà nell’ambito di un apposito procedimento". Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    • canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
    • definizione coerente dei costi, secondo criteri di efficienza, di tutti i servizi di accesso alla rete in rame e fibra ottica dal 2015 al 2017 (i canoni mensili dei servizi principali sono riportati nella Tabella sottostante);
    • sostanziale stabilità del canone di unbundling e dei prezzi di accesso alle infrastrutture in fibra;
    • ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    • valutazione al costo del canone del sub-loop.
      "Tale pacchetto di misure - prosegue l'Authority - fornirà un maggiore incentivo alla infrastrutturazione in fibra ottica, favorendo il passaggio dai servizi in rame ai servizi in fibra; certezza delle regole nell’arco temporale dell’analisi di mercato; miglioramento della qualità dei servizi all’ingrosso con effetti positivi sulla concorrenza e, indirettamente, sui consumatori; maggiori garanzie di non discriminazione per gli operatori alternativi, mediante il rafforzamento del modello di equivalence of output; spazi per ulteriori riduzioni dei prezzi al dettaglio". Proposta prezzi 2015-2017 Il testo adottato dall’Autorità sarà notificato alla Commissione Europea, che avrà 30 giorni per valutare la proposta; l’approvazione definitiva è prevista entro l’autunno. Con questo provvedimento, Agcom "mira a dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di raddoppiare la copertura delle reti NGA in due anni (oggi al 35% circa). In questo modo, l’Italia potrà allinearsi agli altri paesi europei e raggiungere l’obiettivo dei 30 Mbit/s al 100% della popolazione nel 2020, previsto dall’Agenda Digitale Europea". 29 luglio 2015
  • Agcom e Agcm: "Per sviluppo reti di nuova generazione serve il sostegno pubblico"

    Conclusa l’indagine congiunta delle due Authorities: “Proseguire celermente con la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione”. Reti in fibra ottica, “esigenza prioritaria”. E per gli investimenti, “considerare il ruolo dei privati anche in forme di joint venture” "La realizzazione delle reti a banda larga è essenziale per realizzare gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea e per fornire una spinta alla crescita dell’economia. Ma mentre in alcune aree del Paese si assiste a una dinamica concorrenziale da parte degli operatori privati sotto lo stimolo della regolamentazione, in altre si registra una sostanziale assenza di investimenti infrastrutturali. Per questo serve un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, anche con la previsione di politiche pubbliche a sostegno degli investimenti; occorre accelerare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e, più in generale, promuovere interventi pubblici a sostegno della domanda e dell’offerta di servizi a banda ultra-larga; vanno sostenute forme di joint-venture tra operatori privati finalizzate ad accelerare gli investimenti nelle reti di nuova generazione". Queste le valutazione che aprono una nota congiunta diffusa dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom)  al termine della “Indagine conoscitiva sulla concorrenza statica e dinamica nel mercato dei servizi di accesso e sulle prospettive di investimento nelle reti di telecomunicazioni a banda larga e ultra-larga”. L'iniziativa, che ha avuto come relatori i rispettivi presidenti Giovanni Pitruzzella e Angelo Marcello Cardani, ha inteso esaminare se la dinamica naturale degli investimenti nelle reti a banda ultra-larga consenta di realizzare quel rinnovamento radicale delle infrastrutture richiesto dall’affermazione dell’economia e della società digitale, oltre che valutare in che modo la tutela della concorrenza – statica e dinamica – e la regolamentazione dei mercati interagiscano con i profondi cambiamenti tecnologici e di mercato e con le possibili politiche pubbliche nel settore delle comunicazioni elettroniche. "Presupposto essenziale dell’indagine è che le reti di comunicazione elettronica sono la struttura portante dell’economia digitale e della società dell’informazione e, oggi più che mai, un fattore determinante per la competitività e la crescita economica. Ne discende, quindi, la necessità di colmare il ritardo che l’Italia sconta nello sviluppo delle reti di comunicazione a banda ultra-larga e nella diffusione delle competenze digitali nella popolazione e tra le imprese. Sulla base di queste premesse, le due Autorità, prospettando diversi scenari tecnologici e di mercato con le relative ricadute in termini competitivi, hanno fornito un contributo tecnico – condiviso – funzionale alla comprensione ed alla valutazione dei risultati conseguibili attraverso l’iniziativa privata e, di conseguenza, utile alla definizione di un contesto istituzionale di regole e, più in generale, di una politica pubblica efficace, coerente e trasparente". Più in dettaglio, ecco alcuni punti qualificanti dell’analisi. Le reti ed i servizi di nuova generazione La realizzazione delle reti di nuova generazione deve essere riconosciuta come un’esigenza prioritaria per la competitività dell’intero sistema economico e per la crescita, meritevole di un intervento di politica pubblica, in quanto le sole forze di mercato non portano – naturalmente – al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. I motivi sono noti. Per un verso, l’Italia non è caratterizzata da una diffusa cultura digitale e sono poche le famiglie (e le imprese) connesse ad Internet, come pure risulta modesto l’utilizzo dei servizi digitali on-line. Per altro verso, gli investimenti delle imprese private sono insufficienti – nel medio periodo – a garantire lo sviluppo diffuso delle reti di nuova generazione. Ciò in quanto si tratta di investimenti che comportano significativi costi irrecuperabili, mentre i connessi ricavi incrementali attesi dagli operatori appaiono altamente incerti. Ed è proprio tale incertezza, peraltro in un contesto di progressiva riduzione di ricavi e margini nell’industria delle TLC, che costituisce probabilmente il principale fattore di rischio che incide sugli (insufficienti) investimenti nelle nuove infrastrutture. Tuttavia, per programmare gli investimenti, sarebbe riduttivo considerare solo l’attuale domanda di servizi a banda ultra-larga, senza valutare che – nei prossimi anni – la domanda di banda crescerà considerevolmente, sia con riguardo agli utilizzi delle famiglie (video on-line, ad esempio), sia con riguardo alle esigenze della Pubblica Amministrazione e delle imprese private (cloud computing, ad esempio). Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti Appare fondamentale la definizione di un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture che individui in maniera organica le aree di intervento, semplifichi le relazioni tra i diversi decisori coinvolti e svolga una pianificazione degli interventi sulle infrastrutture, proseguendo nel contempo con l’accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ciò al fine di ridurre le incertezze che possono gravare sulle scelte di investimento degli operatori privati, rallentando lo sviluppo delle infrastrutture. In questo contesto, assume un rilievo significativo anche la politica di sostegno della domanda. Si potrebbero considerare ad esempio interventi pubblici volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni on-line al fine di rendere gli utenti maggiormente consapevoli della differenziazione dei servizi di connettività a Internet. Particolarmente efficaci possono essere politiche di sostegno della domanda sotto forma di voucher, sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e/o imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Dal lato dell’offerta, occorre garantire che gli enti locali contribuiscano attivamente all’obiettivo di digitalizzazione attraverso i necessari interventi di semplificazione amministrativa che, coerentemente con le iniziative promosse a livello legislativo, consentano di ridurre i tempi e i costi per la posa delle infrastrutture in fibra ottica. Vi è – inoltre – un evidente spazio per l’intervento pubblico diretto nelle aree del Paese che non risultano coperte dai piani di investimento privati. L’investimento pubblico deve però chiaramente coniugarsi con modalità di selezione degli operatori e scelte architetturali idonee a garantire una effettiva concorrenza. Agenda Digitale Europea, programmi pubblici, ruolo dei privati Il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea può richiedere un differente insieme di politiche pubbliche che possono riguardare anche aree nelle quali gli operatori privati hanno già definito piani di investimento. In queste circostanze, è evidente che, tanto più la politica pubblica assume un ruolo di guida del processo innovativo del settore, tanto più occorre tenere presente i rischi per il funzionamento dei mercati e per il processo concorrenziale, sia nella sua declinazione statica che dinamica. Più in generale, l’intervento pubblico – che appare necessario anche nel nostro Paese per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea – può intrecciarsi con scenari di organizzazione del settore che presentano gradi di problematicità differenti con riguardo agli impatti concorrenziali e le misure regolamentari. "La realizzazione di un assetto di mercato caratterizzato dall’esistenza di un operatore di rete puro, non verticalmente integrato nella fornitura di servizi agli utenti finali - proseguono le Authorities - costituisce evidentemente lo scenario ideale sotto il profilo concorrenziale e più lineare dal punto di vista della regolamentazione; tuttavia, si tratta di uno scenario di assai difficile realizzazione concreta. Un eventuale scenario alternativo, in cui la struttura di mercato venisse a riorganizzarsi solo sulla figura dell’operatore dominante verticalmente integrato, implicherebbe – al contrario – uno scrutinio particolarmente attento sia sotto il profilo antitrust, sia in relazione alla sua disciplina regolamentare. Un terzo scenario è quello in cui si sviluppano forme di co-investimento tra una pluralità di operatori, eventualmente anche attraverso la costituzione di joint venture. Se quest’ultima opzione venisse realizzata in modo da non restringere ingiustificatamente gli spazi per il confronto concorrenziale - chiude la nota - potrebbe essere considerata come soluzione di second best dal punto di vista concorrenziale, ma con il merito di accelerare i processi di investimento nelle reti di nuova generazione". 10 novembre 2014
  • Agcom, indagine su M2M: "Diverse criticità. Un Comitato sulle azioni regolamentari per favorire lo sviluppo dei servizi"

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, con relatori i Commissari Antonio Martusciello e Antonio Nicitaun’indagine conoscitiva sui servizi di comunicazione machine-to-machine (M2M). "Si tratta di una delle prime sul tema a livello europeo", spiega l'Authority in una nota. "In essa sono stati esaminati, grazie alla partecipazione di numerosi e qualificati stakeholder, i fattori che influenzano lo sviluppo e le modalità di utilizzo dei servizi M2M e, più in generale, nell’Internet of Things, individuandone le criticità e le aree di intervento". m2m_communication_lgIl mondo del M2M include una vastissima ed eterogenea serie di servizi di comunicazione elettronica, che vanno dalle connected car, ossia le automobili che utilizzano la connessione per le dotazioni di sicurezza e per i servizi di infotainment, agli smart metering; dalle smart grid che, nel settore elettrico, permettono di eliminare i contatori elettromeccanici e di gestire la rete in maniera efficiente e razionale, alle smart city grazie alle quali, con l’applicazione di tecnologie ICT alle infrastrutture e ai servizi delle città, si determina una maggiore efficienza e qualità nell’utilizzo dei servizi a beneficio dei cittadini, delle imprese e così via. I servizi M2M possono essere impiegati anche per uso domestico, per la gestione a distanza dei veicoli, sistema sicuro dei pagamenti, insomma per un ampio e crescente insieme di servizi che caratterizzano la cosiddetta digital life. Nel mondo si stimano circa 225 milioni di connessioni M2M nel 2014, di cui il 27% in Europa, con un trend di crescita di oltre il 20% annuo. L’ecosistema M2M comprende numerosi soggetti: produttori di dispositivi di comunicazione, operatori di rete, gestori di piattaforme, produttori di contenuti, fornitori di servizi. "Dall’indagine - affermano da via Isonzo - sono emerse diverse criticità relative allo sviluppo dei servizi M2M. Ad esempio, a causa della configurazione del servizio e dell’eterogeneità dei soggetti coinvolti, i servizi M2M stanno modificando le relazioni tra operatori tradizionali di telecomunicazioni che, dal tipico modello Business-to-Consumer (B2C), si stanno evolvendo verso modelli Business-to-Business (B2B) o Business-to-Business-to-Consumer (B2B2C), perdendo la relazione diretta con l’utente finale, che diventa invece prerogativa del fornitore di servizi M2M. Tale fenomeno ha impatti rilevanti in termini di garanzie contrattuali e data protection degli utenti finali". "Ancora, è emerso che le infrastrutture ad oggi utilizzate per fornire i servizi M2M sono inadeguate a soddisfare le esigenze trasmissive, così come le soluzioni tecnologiche sono estremamente frammentate e le piattaforme risultano di natura prevalentemente proprietaria: è dunque necessario incentivare lo sviluppo di piattaforme standard, eventualmente anche attraverso l’intervento pubblico". "A livello transnazionale - prosegue l'Agcom - i servizi M2M stanno inoltre spingendo gli operatori mobili a sviluppare importanti alleanze internazionali. Se da un lato forme di consolidamento possono portare a importanti incrementi di efficienza, dall’altro occorre vigilare sui rischi di innalzamento di barriere all’ingresso del mercato, specie a danno di quegli operatori nazionali che sono più deboli nella competizione globale. Dall’indagine è infine emersa anche la necessità di qualificare i servizi M2M rispetto all’attuale regime regolamentare in materia di roaming internazionale, autorizzazioni e numerazione: tutti elementi sui quali sono in corso approfondimenti in vista di eventuali interventi da parte dell’Autorità a livello nazionale ed europeo". Tra gli strumenti "per effettuare gli approfondimenti ed individuare le eventuali azioni regolamentari per favorire lo sviluppo dei servizi M2M", l’Autorità ha così annunciato la costituzione di un apposito Comitato aperto alla partecipazione di tutti i soggetti, istituzionali e non, "coinvolti nello sviluppo di tali servizi". 24 marzo 2015
  • Agcom, online i dati dell'Osservatorio sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Meno accessi su linee fisse, traffico dati su banda larga mobile in crescita del 32,7% in un anno

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato i dati dell'Osservatorio Trimestrale sulle Telecomunicazioni aggiornati alla fine del 2013. Qui sotto il documento integrale. 24 marzo 2014
  • Agcom, operativo il regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Posteraro: "Un modello per i procedimenti della Pa. Nessuna minaccia alla libertà del Web"

    Entra in vigore oggi il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica approvato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) lo scorso 12 dicembre. Le modalità applicative del regolamento, che promuove l’offerta legale di contenuti digitali e definisce le procedure di enforcement nel caso di violazioni commesse in rete o sui mezzi radiotelevisivi, sono state presentate lo scorso giovedì agli addetti ai lavori nell’ambito di un seminario organizzato presso la sede di Roma dell’Authority. Per l’invio delle istanze e la loro gestione è stata predisposta un’area dedicata accessibile dal sito Web dell’Autorità o direttamente dall’indirizzo www.ddaonline.it. Il sistema, messo a punto in partnership con la Fondazione Ugo Bordoni, prevede una procedura specifica che sarà interamente telematica, in linea con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione digitale. Per assistere e guidare chi voglia segnalare all’Autorità presunte violazioni e avviare così l’iter previsto dal regolamento, sono disponibili online un manuale d’uso e una guida alla compilazione del webform. Del regolamento si è discusso anche nella puntata del 30 marzo di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014 Ascolta il podcast della puntata del 30 marzo 2014[/caption] Ospiti dell'appuntamento Francesco Posteraro, Commissario Agcom e relatore del provvedimento, Fabio del Giudice, Direttore generale di Confindustria Italia, Carlo Blengino, Avvocato e Membro di NEXA Italia, Paolo Marzano, presidente del Comitato Consultivo sul diritto d'autore, Guido Scorza, blogger, giurista e giornalista, e Arturo Di Corinto, giornalista del quotidiano la Repubblica. "Un web form da compilare - ha affermato Posteraro - per una procedura che si svolge tutta online e che per questo può rappresentare un modello al quale ispirare altre iniziative della Pubblica Amministrazione". "Agcom - ha spiegato il Commissario - aveva già, leggi alla mano, il potere di emanare ordini nei confronti dei provider; il regolamento serve a regolare un'attività comunque legittima e a dare agli attori in gioco le dovute garanzie. Abbiamo messo in campo una procedura il cui l'interlocutore è il provider, ma nella quale diamo spazio a tutte le parti, inviando una segnalazione dell'avvio del procedimento anche all'uploader, al titolare delle pagine e al gestore del sito, raro caso di procedimento amministrativo in cui si dà spazio anche a parti che non sono oggetto del procedimento stesso. E comunque gli utenti finali non sono interessati da queste misure. C'è chi parla di minacce alla libertà del Web, ma è come affermare che il reato di calunnia possa rappresentare una minaccia alla libertà di informazione". "È chiaro - ha concluso Posteraro - che l'Agcom farà giurisprudenza. Il mio auspicio è quello di ritrovarci tra un anno qui a ringraziare chi, anche con le sue critiche, ci avrà dato modo di approfondire l'interpretazione dei provvedimenti. Ed è chiaro anche che noi agiamo diversi livelli sotto il Parlamento: qualora si decidesse di modificare le leggi sulle quali si basa la nostra azione le nostre iniziative regolamentari decadrebbero". LEGGI "Il Professor Alberto Gambino: 'Bene l'enforcement,ma attenzione a rispettare il ruolo dell'Autorità Giudiziaria'" ASCOLTA "Il Professor Alberto Gambino: 'Agcom guidi rilancio dell'autoregolazione per la tutela del diritto d'autore online. Anche perché Regolamento attuale non considera opere 'native' digitali' " Qui sotto il testo integrale del regolamento. 31 marzo 2014
  • Agcom: approvato il regolamento per la tutela degli utenti in materia di contratti relativi alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica

    Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato, su proposta del relatore Francesco Posteraro, il regolamento recante "disposizioni a tutela dell’utenza in materia di contratti relativi alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica". "L’Agcom - si legge in una nota - ha inteso così rafforzare le tutele offerte agli utenti di comunicazioni elettroniche dal d.lgs. 259/2003 e, in generale, dal novellato Codice del consumo. L’Autorità ha stabilito misure per garantire, innanzi tutto, il diritto degli utenti di scegliere liberamente e consapevolmente il proprio operatore, limitando il pericolo di attivazioni non richieste o richieste sulla base di informazioni incomplete o fuorvianti. Ha inoltre definito precisi obblighi informativi in capo agli operatori, in particolare nel caso di contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali". Il regolamento intende anche "rispondere alle urgenti esigenze di maggiore chiarezza riguardo a rimodulazioni contrattuali decise unilateralmente da alcuni operatori. Da oggi in poi la comunicazione delle modifiche delle condizioni vigenti dovrà essere trasparente, efficace e realizzata secondo un format stabilito dall’Autorità. Per quanto riguarda la durata dei contratti si precisa, inoltre, che l’impegno minimo iniziale non potrà superare, per i consumatori, i 24 mesi". Al fine di "garantire che l’acquisizione di nuovi clienti avvenga secondo criteri di buona fede, correttezza e trasparenza", il regolamento, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, mira a "promuovere l’adozione di specifici codici di condotta". Nella medesima riunione, l’Agcom ha approvato anche alcuni orientamenti per il mercato per la conclusione tramite telefono di contratti per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica; l'Authority precisa che questo passaggio avviene comunque "ferma restando la competenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a vigilare sul rispetto delle disposizioni del Codice del consumo in materia".
    Teleselling e diritti dei consumatori: Antitrust sanziona H3G e Sky Italia
    1 ottobre 2015
  • Agcom: comparto pubblicità online ha struttura "piuttosto concentrata". Google leader, per gli altri operatori quote "nettamente inferiori". I risultati di un'indagine conoscitiva

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha presentato i risultati della sua "Indagine conoscitiva sul settore dei servizi Internet e della pubblicità online". Nell’ambito dell’indagine l'Authority ha svolto un’analisi approfondita del funzionamento di Internet, finalizzata sia alla comprensione degli assetti competitivi nei settori che compongono la filiera produttiva, comprensiva dei diversi ambiti, sia ad offrire una valutazione prospettica dell’intero ecosistema di Internet e delle criticità emerse. Sebbene i mezzi tradizionali rivestano ancora un ruolo prioritario per gli individui ai fini informativi, Internet sta assumendo progressivamente maggiore rilievo. In particolare, il nuovo mezzo di comunicazione si colloca in terza posizione, essendo utilizzato dal 42% delle persone che si interessano attivamente ai fatti di attualità, con una distanza di appena 3 punti percentuali dai quotidiani. Inoltre, Internet si configura come una fonte di primaria importanza soprattutto per la ricerca di notizie inerenti l’attualità internazionale e nazionale (essendo diventato il secondo mezzo di informazione dopo la televisione). Livelli e dimensioni L’indagine ha messo in evidenza come l’evoluzione di Internet sia piuttosto complessa e si articoli su tre differenti dimensioni che corrispondono ai livelli nei quali può essere idealmente scomposta la filiera produttiva: quello delle infrastrutture, quello degli strumenti e softwareper la connessione e, infine, quello delle applicazioni (beni e servizi) diffusi attraverso il web. Ciascun livello ha contribuito allo sviluppo del mezzo mediante processi di innovazione radicale che si sono succeduti nel tempo, sconvolgendo gli assetti di mercato, imponendo forme di “separazione” e di “apertura” di sistemi centralizzati e concentrati, seguiti da fasi di consolidamento dell’industria e di “chiusura” dei mercati, con la fuoriuscita di numerosi operatori ed un ritorno verso modelli di gestione centralizzati, che, almeno fino ad ora, non hanno compromesso la natura e le caratteristiche della rete internet – sistema aperto, flessibile, adattabile, non proprietario - alle quali si deve il successo a livello globale. Nel dettaglio, è emerso che l’attuale fase evolutiva di Internet è contraddistinta dall’affermazione di una pluralità di servizi di tipo verticale (ossia volti a soddisfare una specifica esigenza, quale l’informazione o l’intrattenimento audiovisivo), ovvero orizzontale(rivolti ad una pluralità di scopi, quali i portali, i motori di ricerca e i social network), offerti sempre più in mobilità, e spesso finanziati attraverso il ricorso alla raccolta pubblicitaria online.Tali servizi sono offerti da network platform– piattaforme che servono reti di utenti – caratterizzate dall’esistenza di fattori (quali esternalità di rete – di tipo diretto, indiretto e incrociato - rendimenti crescenti di scala, costi di multi-homing, sunk cost) che tendono a determinare un incremento del livello di concentrazione fino ad una situazione in cui, alle volte, un unico operatore rimane sul mercato (situazione in cui the winner takes all). Inoltre, i diversi livelli della filiera produttiva, nonché i servizi presenti nell’ambito delle singole fasi, sono caratterizzati da una stretta interdipendenza, in particolare quello dei devicee dei softwaredi navigazione (sistemi operativi e browser) con l’offerta di servizi web(sia orizzontali che verticali). Demografia L’analisi socio-demografica degli utenti del webha evidenziato che: i) gli utenti della rete rappresentano una parte cospicua della popolazione e presentano caratteristiche socio-economiche peculiarie distintive rispetto ai fruitori degli altri mezzi di comunicazione; ii) sussistono elevati rischi di esclusione digitaleche, oltre a motivi geografici (il cd. digital divide) tuttora presenti, appaiono connessi a fattori di natura generazionale, al genere, all’istruzione, al reddito, e alla professione; iii) il mezzo è particolarmente idoneo ad attrarre le fasce giovani della popolazione, i cd. “nativi digitali”, che costituiscono la forza propulsiva della società dell’informazione. Modalità d'uso Quanto alle modalità di fruizione di Internet, è emersa ancora la prevalenza del modello di navigazione da apparati fissi, sebbene gli apparati mobili tendano ad acquisire quote di mercato sempre maggiori. In particolare, per alcune categorie di servizi orizzontali, è iniziato uno spostamento della navigazione dalla modalità fissa a quella mobile, portando con sé profonde trasformazioni nelle forme di fruizione degli utenti e, quindi, anche nella struttura dell’offerta dei servizi (e della loro valorizzazione economica). Infine, il versante degli utenti è caratterizzato dalla gratuità, nella maggior parte dei casi, dei contenuti e servizi weberogati, la quale implica una transazione di natura non economica per gli stessi (cessione di informazioni relative al proprio profilo di consumatore). Conseguentemente, si registra una crescente attenzione, da parte degli operatori del webe degli inserzionisti che si rivolgono al mezzo, per la raccolta dei dati e delle informazioni personali degli utenti. La quantità di dati raccolti, conservati ed elaborati ogni anno sta aumentando in maniera esponenziale e l’evoluzione della tecnologia, peraltro, sta modificando le modalità di tracciamento, che, dunque, risulta sempre più accurato, ancorché avvenga in modo non sempre consapevole per gli utenti. Ciò non ha soltanto effetti su aspetti quali la privacy, ma anche sugli assetti concorrenziali dell’intero ecosistema di Internet, dai servizi weborizzontali, all’offerta di informazione online, fino ad arrivare alla raccolta di pubblicità sul web. Mercato e filiera Sotto il profilo dell’offerta, è emerso che la filiera industriale dei servizi weborizzontali è particolarmente complessa, sia per l’ampiezza e le differenti caratteristiche economiche dei segmenti di attività in cui è articolata, sia per la stretta interdipendenza fra la struttura dei mercati collocati a monte (devicee softwareper la navigazione) e quella presente negli ambiti a valle (search, social network, portali). L’analisi degli assetti concorrenziali dei servizi orizzontali (motori di ricerca, social network, portali) ha evidenziato la natura degli stessi come “porta di ingresso” al web, consentendo di indirizzare e orientare le diverse richieste degli utenti (ricerca, intrattenimento, informazione e transazione), nonché la presenza, con riferimento ad alcuni ambiti, di una elevata concentrazione industrialecon esiti tendenti addirittura alla monopolizzazione. Questa dinamica è riconducibile prevalentemente all’esistenza di forti esternalità di rete: dirette (es. social network), indirette (es. sistema operativo e applicazioni software) ed incrociate (search), che inducono l’utente a scegliere network platformcon basi installate più ampie, favorendo, pertanto, l’emergere di una sola piattaforma. Inoltre, in alcuni ambiti, l’impatto degli effetti di rete (e dei feedbackpositivi generati) è rafforzato dalla presenza di elevati multi-hominge switching cost(sistemi operativi) idonei a vincolare l’utente all’utilizzo di una determinata piattaforma. In altri ancora, è la particolare struttura dei costi d’impresa (elevati costi fissi e affondati, a fronte di costi marginali poco significativi) a determinare rendimenti crescenti di scala per un lungo tratto della curva dei costi medi, inducendo verso assetti particolarmente concentrati (browser) o addirittura monopolistici (search). L’analisi della posizione di mercato dei principali operatori del web(e delle rispettive piattaforme) nei diversi segmenti della filiera produttiva dei servizi weborizzontali ha consentito, altresì, di inquadrare le politiche perseguite dai principali operatori, sia con riferimento a quelle che hanno caratterizzato la passata evoluzione della rete, sia con riguardo alle recenti operazioni di M&Ae agli investimenti greenfield. È in atto, infatti, un processo di integrazione verticale che risponde ad una strategia di platform envelopment, volta ad acquisire un assetstrategico - i dati personali degli utenti - mediante le attività gestite a monte (sistemi operativi, browser, devicemobili e fissi) in grado di determinare gli esiti di mercato dei collegati mercati a valle (search, portali, social network, raccolta pubblicitaria, ecc.). Non solo le reti di server sviluppate da questi operatori per immagazzinare ed elaborare la gran massa di dati acquisiti rappresentano degli assetstrategici, nonché delle barriere all’ingresso per i nuovi operatori (si pensi che, sulla base di dati di contabilità e della struttura delle reti informatiche sviluppate, si è potuto stimare che il break evendi un nuovo motore di ricerca internazionale supera oramai i 10 miliardi di dollari), ma sono soprattutto i dati stessi a rappresentare delle leve competitive difficilmente replicabili. In questo senso, il futuro di internet e i suoi esiti competitivi sembrano essere imprescindibilmente legati alla disponibilità di gran masse di dati personali sugli utenti. In altri termini, un’impresa attiva nei mercati a monte del webè in grado di sfruttare i rendimenti di scala derivanti dall’acquisizione, e utilizzo di una grande mole di informazioni, sia nell’offerta dei servizi agli utenti difficilmente replicabili da potenziali new comer, sia per valorizzare al massimo la propria pubblicità. In questi contesti, un operatore può pertanto fare leva sulla propria base di utenti e avvalersi dei medesimi fattori produttivi (reti di server, personale specializzato, informazioni datizzate, ecc.) per entrare in altri mercati anche offrendo un pacchetto (bundle) di prodotti che include le funzioni della piattaforma e i nuovi servizi. Applicando questa strategia che si basa essenzialmente sulle economie di varietà, oltre che su quelle di scala, un gestore o providerdi piattaforma a rete che offre servizi in mercati a monte e/o adiacenti è in grado di spiazzare gli operatori nei mercati dei servizi collegati e acquisire velocemente quote di mercato. L’insieme dei due fenomeni sopra descritti – tendenza alla concentrazione industriale e strategie di platform envelopmentin comparti industriali strettamente correlati – potrebbe comportare un deterioramento degli assetti complessivi del sistema, con un allontanamento rispetto ad esiti socialmente efficienti, rendendo, pertanto, opportuna una rigorosa quanto complessa attività di analisi e di monitoraggio dei mercati, nonché una valutazione circa la possibilità di eventuali interventi. Internet mezzo d'informazione Dal punto di vista della valenza informativa, internet rappresenta, in Italia come all’estero, uno straordinario mezzo di informazione, di discussione e di formazione dell’opinione pubblica. In tal senso, dal confronto internazionale è emerso come, in Italia, internet rappresenti uno strumento di informazione che riveste un’importanza, ai fini della tutela del pluralismo, sorprendentemente simile a quanto avviene in Paesi, quali Regno Unito e USA, con una maggiore penetrazione del mezzo. L’informazione onlineè una tipologia di offerta informativa al pubblico che si distingue rispetto a quella tradizionale per l’abbondanza- sia in termini di varietà e articolazione di contenuti, sia di numerosità e caratteristiche di operatori - e per l’ampia possibilità di personalizzazione dei contenuti, nonché per la presenza di un diverso modello di offerta, non più basato soltanto su un bundledi articoli e servizi acquistati congiuntamente dal consumatore bensì sullo spacchettamento e sulla riaggregazione dei contenuti presenti nelle piattaforme informative (di editori tradizionali e nativi digitali) da parte di nuovi soggetti ovvero piattaforme che offrono servizi orizzontali (motori di ricerca, portali, social network). Per quanto riguarda le varie forme di informazione in rete, l’indagine di mercato svolta da SWG per conto dell’Autorità ha evidenziato che: l’informazione tradizionale (quotidiani onlinesoprattutto) riveste un ruolo prioritario,con una penetrazione del 28% della popolazione; la penetrazione degli aggregatori è ben al di sopra del 10%(maggiore per i bloge più marginale per le nuove testate online); una rilevante percentuale di utenti utilizza il searchanche per informarsi sull’attualità nazionale e/o locale(in Italia pari al 12,4% della popolazione e al 21,6% degli utenti che navigano). Google rappresenta in Italia il sito più utilizzatoper informarsi (21,5% degli utenti web), mentre Facebook si colloca al quinto posto. L’offerta di informazione onlineè, come detto, spesso gratuita, per cui la valorizzazione dei contenuti informativi digitali si basa principalmente sulla generazione di audienceal fine della vendita di contatti agli inserzionisti di pubblicità. Di conseguenza, le piattaforme informative competono con i fornitori di servizi generalisti (principalmente portali, motori di ricerca, e social network) sia nell’audience, sia soprattutto nel versante pubblicitario. L’affermazione di internet, il calo delle vendite e di audiencedei prodotti informativi tradizionali, e, al contempo, la concorrenza di molteplici operatori nell’alveo dell’offerta informativa digitale ha creato, a livello mondiale, problemi di finanziamento all’intero sistema dell’informazione. Pertanto, se, da un lato, l’affermazione dell’informazione onlinesta determinando ricadute positive sul benessere sociale, in quanto genera un surplus informativo spesso a costo quasi nullo per i cittadini; dall’altro lato, la riduzione delle fonti di reddito rischia di danneggiare durevolmente la qualità e la veridicità dell’informazione. La stretta dipendenza dei servizi web, inclusi quelli di natura informativa, dalla pubblicità onlinequale fonte di finanziamento ha richiesto un’analisi approfondita di tale comparto. La raccolta pubblicitaria Con riferimento alla raccolta di pubblicità su internet, si è appurato l’alto grado di complessità della filiera pubblicitaria, riconducibile, oltre che al gran numero di soggetti coinvolti dal lato della domanda, dell’offerta e dell’intermediazione, all’esistenza di diverse tipologie di prodotto offerto (pubblicità di tipo display, video, search, classified/directory, newsletter/email/SMS/MMS, visualizzata su desktop, dispositivi mobili e smart Tv/console), alla peculiarità dei meccanismi di vendita (aste specializzate in tempo reale, negoziazioni tra le parti, vendite dirette), nonché all’esistenza di molteplici modelli di costo (CPM, CPC, CPA, CPL, ecc.) e di ripartizione dei ricavi tra i vari soggetti della filiera. Inoltre, nella pubblicità online, si è riscontrata la capacità di realizzare, attraverso la tecnologia propria di Internet, una sempre più accurata profilazione dell’utenza, dalla quale dipende la possibilità di raggiungere targetspecifici di consumatori – indirizzando loro messaggi mirati, con crescenti livelli di personalizzazione – e di misurare in modo più preciso l’efficacia della campagna pubblicitaria. In questa prospettiva, assume rilevanza strategica la raccolta di dati sugli utenti, i quali si configurano come assetdi grande importanza economica, in quanto suscettibili di essere valorizzati nell’ambito del settore pubblicitario. Per quel che concerne la quantificazione dei ricavi afferenti al settore della raccolta pubblicitaria online, gli stessi mostrano, in controtendenza rispetto a quanto avviene con i mezzi tradizionali, un andamento crescente nel tempo sia a livello internazionale – raggiungendo, nel 2012, circa 81 miliardi di euro nel mondo e 24 miliardi di euro in Europa – sia nel contesto nazionale, superando 1,5 miliardi di euro nell’ultimo anno. L’esame della ripartizione dei ricavi tra i singoli operatori ha rivelato una struttura del comparto piuttosto concentrata, con la presenza di un operatore leader(Google) e una moltitudine di soggetti con quote nettamente inferiori. La tendenza del settore pubblicitario onlinealla concentrazione appare riconducibile a diversi fattori, tra cui: le caratteristiche economichedel settore, ossia la presenza di economie di scala; la sussistenza di costi fissi, switching coste costi di multi- homing, deboli vincoli di capacità; il grado di concentrazione che caratterizza i mercati collegati a monte(device, sistemi operativi e browserattraverso i quali avviene l’acquisizione dei dati degli utenti), in virtù del processo di integrazione verticalein atto (in una logica di platform envelopment); la concentrazione(in termini di audience) dei mercati a valle relativi ai servizi orizzontali(searchin particolar modo), che, grazie al sistema di retroazioni tipico dei mercati a due (o più) versanti è atta a riverberarsi sul livello di concentrazione dei ricavi derivanti dalla raccolta di pubblicità sul web. Infine, poiché la raccolta pubblicitaria rappresenta la fonte di finanziamento ampiamente prevalente per gli editori di siti web– dalla quale dipende, quindi, la qualità dei contenuti veicolati online– e la presenza del versante pubblicitario è atta ad influire sul designdella piattaforma (ossia, su come il contenuto viene presentato agli utenti), restrizioni concorrenziali dal lato pubblicitario potrebbero avere conseguenze negative in una prospettiva di tutela del pluralismo informativo. In definitiva, l’indagine ha mostrato come problematiche complesse ed in continuo divenire come quelle relative all’ecosistema di Internet necessitino di soluzioni sofisticate. Inoltre, le forme di governancedi Internet finora attuate a livello internazionale, basate su auto-regolamentazione e interventi leggeri, hanno fatto crescere l’intero sistema. L’emergere, come visto, di nuovi colli di bottiglia, deve essere pertanto affrontato tenendo conto delle caratteristiche peculiari dell’ecosistema di internet e dei suoi molteplici segmenti di mercato, che operano in continua e complessa relazione, nell’intento di massimizzare il benessere dell’intera collettività. LEGGI "I 'tecnoesclusi' d'Italia: il 37% dei cittadini non ha mai usato un pc. Cresce il consumo di tv. 'La fragilità di una cultura tecnologica'" LEGGI “Il Paese connesso nei numeri di “Noi Italia”. Uso di Internet in crescita, ma l’UE è lontana e resistono le differenze territorialiGUARDA I GRAFICI ”Digital economy italiana ancora in calo, la fotografia nei dati SirmiLEGGI ”Italia sempre più mobile, i risultati dell’ultimo studio CiscoGUARDA LA MAPPA INTERATTIVA ”Connessi al Web 39 milioni di italiani, i risultati della ricerca Audiweb: in Trentino la più alta percentuale di utenti, trend annuali negativi” 21 febbraio 2014
  • AGCOM: due consultazioni pubbliche sui servizi di media audiovisivi a richiesta (VOD – video on demand)

    di Ernesto Apa (via MediaLaws) Nel corso dell’ultimo mese l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha avviato due consultazioni pubbliche in materia di servizi di media audiovisivi on demand. VOD e quote europee La prima consultazione, promossa con delibera 151/14/CONS, riguarda le quote di programmazione e di investimento a favore di opere europee di produttori indipendenti. L’Autorità intende, in primo luogo, chiarire che gli obblighi di emissione e di investimento si applicano a tutti gli operatori VOD, “ancorché non sottoposti all’obbligo di conseguire l’autorizzazione di cui all’articolo 3 [del regolamento allegato alla delibera AGCOM n. 607/10/CONS]” (in questo la proposta si salda a quelle contenute nella seconda consultazione pubblica: si veda il paragrafo successivo). Inoltre, AGCOM si propone di inserire una disposizione diretta a promuovere l’adozione, da parte dei fornitori di servizi VOD, di misure volte a dare rilievo (“prominence”, secondo il testo inglese della direttiva 2010/13/UE) alle opere europee presenti nei loro cataloghi. AGCOM non intende imporre ai fornitori di servizi VOD alcun obbligo di dare rilievo ai contenuti europei, ma, quale incentivo in favore degli operatori che decidano di adottare misure in tal senso (da definire in via di co-regolamentazione), è previsto il beneficio della riduzione del 20% delle quote di emissione e di investimento (alternative tra loro) previste dall’articolo 4-bis del regolamento allegato alla delibera AGCOM 66/09/CONS. Ambito di applicazione della disciplina sul VOD La seconda consultazione, di cui alla delibera 152/14/CONS, ha invece ad oggetto alcune modifiche volte ad ampliare l’ambito di applicazione del regolamento sui servizi di media audiovisivi non lineari approvato nel 2010 con delibera 607/10/CONS (“Regolamento VOD”). Anche in questo caso, l’intervento che l’Autorità si propone di apportare è duplice:
    1. in primo luogo, l’Autorità intende ricondurre all’alveo dei servizi di media audiovisivi su richiesta disciplinati dal Regolamento VOD tutti quei servizi on demand che attualmente, generando un fatturato inferiore ai 100.000 euro annui, ne sono esclusi;
    2. in secondo luogo, AGCOM intende chiarire che sono comunque soggetti al Regolamento VOD – e devono quindi rispettare gli obblighi in materia di tutela dei minori, promozione delle opere europee, garanzie per gli utenti, etc – anche i servizi di catch-up TV (ossia la messa a disposizione in modalità on demand di contenuti audiovisivi già trasmessi, nei giorni immediatamente precedenti, nell’ambito del palinsesto di un servizio lineare già autorizzato) e i servizi nei quali l’offerta di contenuti non si configura come un catalogo autonomamente accessibile, sebbene esclusi dall’obbligo di autorizzazione generale (o, meglio, all’obbligo di presentare la relativa SCIA – segnalazione certificata di inizio attività).
      Tutto ruota intorno all’articolo 2 del Regolamento VOD, rubricato “campo di applicazione”. Il comma 1 di detto articolo si occupa, per l’appunto, del campo di applicazione del Regolamento VOD, stabilendo che “sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento” tutti i servizi elencati di seguito nel comma in discorso.  L’elenco riproduce quello già offerto dall’articolo 2 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (“TUSMAR”, d.lgs. 177/2005), il quale esclude dalla nozione di servizi di media audiovisivi diversi servizi, che spaziano dai messaggi di posta elettronica agli user-generated content, dai giochi ai motori di ricerca, alle versioni elettroniche di quotidiani e riviste, etc. I servizi inclusi in detta elencazione non sono considerati servizi di media audiovisivi e quindi sono sottratti in radice al rispetto delle norme del TUSMAR e dei regolamenti adottati in applicazione dello stesso. La precisazione circa l’esclusione di detti servizi dal campo di applicazione del Regolamento VOD si rende opportuna perché si tratta di servizi che comunque presentano delle caratteristiche tecniche che li rendono “affini” ai servizi di media audiovisivi, ragion per cui il legislatore (comunitario e nazionale) prima ed il regolatore poi hanno avvertito l’esigenza di sgombrare il campo da equivoci e approntare una lista (necessariamente non esaustiva) di servizi che si collocano all’esterno del perimetro disegnato dal TUSMAR. Nel disegnare il perimetro che delimita l’ambito di applicazione del Regolamento VOD, AGCOM si è basata sulle indicazioni contenute nel considerando 22 della Direttiva 2010/13/UE, secondo cui “la definizione di servizi di media audiovisivi […] non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva”. La soluzione individuata da AGCOM per selezionare i servizi che possono essere considerati in rapporto concorrenziale con la televisione è stata originale quanto di semplice applicazione: si è stabilita una soglia minima di ricavi derivanti da attività tipicamente radiotelevisive (pubblicità, televendite, sponsorizzazioni, etc.) e sono stati ritenuti privi di effettiva capacità competitiva i servizi che raccolgono ricavi inferiori a detta soglia. La soglia individuata nel 2010 da AGCOM è pari a 100.000 euro.  Tuttavia, l’esperienza applicativa ha mostrato, secondo AGCOM, che detta soglia è troppo elevata: adottando questi parametri, i soggetti che hanno presentato la SCIA come operatori VOD possono contarsi sulle dita di una mano. Per questa ragione, AGCOM propone di mantenere invariato il meccanismo, ma riducendo considerevolmente la soglia: il testo sottoposto a consultazione individua in 10.000 euro il nuovo limite. La consultazione pubblica promossa da AGCOM riguarda anche il comma 3 del medesimo articolo 2 del Regolamento VOD, secondo il quale “non sono soggetti ad autonoma autorizzazione generale” i servizi di catch-up TV e i servizi nei quali l’offerta di contenuti non si configura come un catalogo autonomamente accessibile. Il principale problema interpretativo posto da tale ultima disposizione è se i servizi che non sono soggetti ad autonoma autorizzazione generale debbano o meno rispettare gli obblighi di programmazione e di altra natura previsti dal Regolamento VOD e dagli altri regolamenti AGCOM. Le modifiche proposte da AGCOM nella bozza sottoposta a consultazione pubblica (e anche le modifiche proposte al regolamento quote ed oggetto della consultazione di cui alla delibera 151/14/CONS) sgombrano il campo da ogni dubbio, chiarendo che detti servizi, pur esentati dalle formalità della SCIA, sono comunque sottoposti agli obblighi regolamentari applicabili ai servizi VOD autorizzati. 27 giugno 2014
  • Alternative dispute resolution: Agcom inaugura il registro degli organismi

    L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha istituito un registro degli organismi di alternative dispute resolution in materia di consumo per i settori delle comunicazioni elettroniche e postale, come previsto dal d. lgs. 130/2015 del 6 agosto scorso. "I consumatori - si legge in una nota dell'Agcom - vedranno ulteriormente ampliato il panorama delle soluzioni alternative alla giustizia ordinaria per la risoluzione delle controversie con le imprese fornitrici dei servizi". Potranno chiedere l’iscrizione all’elenco, che sarà tenuto direttamente dall’Autorità, tutti gli organismi che svolgono attività conciliativa in materia di consumo e che dimostrino di rispondere sia ai requisiti generali prescritti dal decreto 130/2015, sia a quello specifico sulla competenza nelle materie di interesse dell’Authority, introdotto dal Regolamento sulla tenuta dell’elenco. "La coesistenza di tali requisiti - prosegue la nota - garantirà il riconoscimento solo di organismi qualificati ed imparziali, ai quali i consumatori potranno rivolgersi con fiducia per risolvere quelle controversie che, non rientrando nelle materie per le quali il tentativo di conciliazione è obbligatorio, fino ad oggi non trovavano adeguata copertura da parte di procedure extra-giurisdizionali di risoluzione dei contenziosi. I nuovi organismi, quindi, offriranno ai consumatori la possibilità di affrontare in maniera efficace, rapida e poco costosa, tutte le tipologie di controversie non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni sul tentativo obbligatorio di conciliazione, per il quale gli utenti continueranno a rivolgersi ai Corecom, alle Negoziazioni paritetiche o alle Camere di Commercio, secondo l’attuale procedura. Inoltre, tramite i nuovi organismi, che rientreranno in un network continentale grazie al ruolo svolto dalla Commissione europea, i consumatori potranno agevolmente affrontare anche le controversie con operatori di altri Paesi. Si tratta di un vantaggio notevole, sia nel settore dei servizi postali (nel caso delle spedizioni internazionali), sia in vista del c.d. Connected continent, ovvero della creazione di un mercato unico europeo delle comunicazioni, ove gli utenti saranno liberi di stipulare contratti con operatori di qualsiasi Paese dell’Unione". L’elenco degli organismi sarà disponibile sul sito web dell’Agcom e verrà notificato alla Commissione europea, tramite il Ministero dello Sviluppo economico, entro il 9 gennaio 2016, e poi periodicamente, per l’inserimento nel network europeo di tali organismi.
    “I nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014” “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale” Il legislatore interviene nuovamente sul riparto di competenze tra Agcom e Autorita di settore in merito all’applicazione delle pratiche commerciali scorrette: la soluzione definitiva?
    18 dicembre 2015
  • Antipirateria, Cardani (Agcom) ospite di Dimt: "Ricevute 210 notifiche, più della metà dei casi si sono chiusi con un adeguamento spontaneo"

    "A mio parere il dato più importante, da un punto di vista di interpretazione del comportamento degli agenti, è che nel 54% dei casi c'è stato adeguamento spontaneo". Così il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Marcello Cardani, ospite della Redazione di Diritto Mercato Tecnologia il 22 maggio scorso, commentando i dati sulle notifiche antipirateria a disposizione dell'Agcom dopo oltre un anno di applicazione del regolamento in materia di tutela del diritto d'autore. "Questo ci suggerisce - ha sottolineato Cardani- che è vero quello che noi pensavamo prima dell'introduzione del regolamento, e che cioè fosse necessaria una forte opera di educazione e informazione del pubblico". Sui nuovi scenari aperti dall'avanzata dello streaming musicale si è invece concentrata l'attenzione di Lino Prencipe, Direttore Digital&Business Development di Sony Music Entertainment (Italy), ed Enzo Mazza, Presidente della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI). 25 maggio 2015
  • App di giochi: l'Antitrust avvia istruttoria nei confronti di Google, iTunes, Amazon e Gameloft

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di due società del gruppo Google, di Itunes, la filiale di Apple che gestisce gli iTunes store in Europa, di Amazon e Gameloft, società che sviluppa e pubblica videogiochi scaricabili da Internet, in merito alle app che "appaiono gratuite ai consumatori e che invece richiedono acquisti successivi per poter continuare a giocare". "Il procedimento - spiega l'Antitrust - dovrà verificare se questi comportamenti costituiscano pratiche commerciali scorrette: i consumatori potrebbero essere indotti a ritenere, contrariamente al vero, che il gioco sia del tutto gratuito e, comunque, non sarebbero messi in grado di conoscere preventivamente gli effettivi costi dello stesso. Sussisterebbero, inoltre, carenze informative circa gli strumenti per escludere o limitare la possibilità di acquisti all’interno dell’App e le relative modalità di attivazione". A segnalare all'Authority queste pratiche era stata, a metà aprile, l'associazione Altroconsumo, la quale spiegava: “Si chiamano acquisti in-app perché fatti all’interno del gioco stesso, ma si tratta di acquisti veri e propri con addebiti reali sulle carte di credito; sono di fatto previsti da un gran numero di app (soprattutto giochi) che si possono scaricare (all’apparenza gratuitamente) dall’Apple Store e da Google Play. Si tratta però di una pratica commerciale aggressiva, vietata dal Codice del Consumo, soprattutto se si pensa che la maggior parte di questi giochi sono destinati ai bambini”. LEGGI " 'App gratuite e pagamenti nascosti', Altroconsumo segnala Apple e Google all'Agcm" 16 maggio 2014
  • Calcio "pirata": inibito l'accesso a sette siti

    Avviso Agcom"L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha nuovamente accolto le istanze di Mediaset e ordinato la disabilitazione dell’accesso a siti che diffondevano illecitamente in diretta le partite del Campionato di calcio di Serie A". Ad annunciarlo è una nota di Cologno Monzese, nella quale vengono specificati i domini destinatari del blocco dns oggetto del provvedimento Agcom: Freecalcio.eu, Calcion.in, Liveflash.tv, Liveflashplayer.net, Webtivi.info, Miplayer.net e Supermariohdsports.wix. "Dopo analoghi provvedimenti attuati dall'Autorità nel 2014 su nostra segnalazione - prosegue la nota - si tratta di un altro importante risultato a contrasto di contenuti trasmessi illecitamente a danno del diritto d'autore e di chi investe nell'acquisizione legale dei diritti tv. Esprimiamo quindi soddisfazione per le nuove, tempestive misure che confermano la necessità di tutela contro attività di pura pirateria che nulla hanno a che fare con la libera manifestazione del pensiero". Mediaset ha infine annunciato che "si riserva di perseguire anche in sede penale eventuali ulteriori violazioni da parte dei soggetti già segnalati all'Authority". È stata invece lanciata pochi giorni fa la Tv online della Lega Serie A TIM tramite la quale è possibile acquistare la visione in streaming di singole partite di campionato a 2 euro o pacchetti di tre match a 3,99 euro. 21 settembre 2015 Update 23 settembre: La Procura di Milano aveva disposto in luglio il sequestro preventivo e l’inibizione all’accesso ad alcuni domini relativi al portale Rojadirecta per violazione della legge sul diritto d’autore.  
  • Copyright e Web: due mondi paralleli? Antonio Nicita, Fabio Macaluso e Michele Boldrin a Radio Radicale

    Per il professore e neoeletto commissario Agcom Nicita "non bisogna dare alcuni diritti come ben definiti fin dall'inizio e proteggerli online esattamente come si faceva prima. Ma l'effetto della pirateria massiva esiste e va studiato anche quello". L'avvocato Macaluso: "Occorre ampliare il granaio del pubblico dominio e ridurre i tempi del diritto d'autore" . Il professor Boldrin: "Noi non dobbiamo preoccuparci di come possa sopravvivere l'industria che ruota intorno a tecnologie superate, anche l'industria delle candele è fallita con l'invenzione della lampadina" [caption id="attachment_3884" align="alignright" width="300"]Ascolta in podcast la puntata dell'8 dicembre Ascolta in podcast la puntata dell'8 dicembre[/caption] Un tema caldo come quello del rapporto tra Copyright e nuove tecnologie e un gruppo di ospiti di alto profilo: la ricetta per un dibattito di spessore. Come quello andato in onda nella puntata di domenica 8 dicembre di “Presi per il Web”, trasmissione di Radio Radicale che ha avuto ai propri microfoni Antonio Nicita, docente di politiche microeconomiche e regolazione dei mercati della Sapienza e neoeletto commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), Fabio Macaluso, avvocato autore di “E Mozart finì in una fossa comune. Vizi e virtù del Copyright” [LEGGI la segnalazione editoriale di Dimt] e Michele Boldrin, Professore alla Washington University di Saint Louis, coordinatore nazionale di Fare per Fermare il Declino e co-autore del volume "Abolire la proprietà intellettuale". Con la conduzione di Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana e la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi, la puntata ha così puntato il faro sui più intricati nodi in materia di creatività e circolazione delle opere dell'ingegno e loro relativa tutela su nuovi media. La differenza di vedute si costruisce su uno sfondo comune, quello che vede la digitalizzazione dell'informazione e della comunicazione aver alterato per sempre il modo in cui le persone creano, distribuiscono, usano e accedono alle informazioni e ai contenuti, con l’emersione di culture partecipative esplose nelle piattaforme di disintermediazione per la distribuzione di contenuti e spesso per la loro generazione e "rigenerazione", con una speculare innovazione delle occasioni di produzione culturale. Tutte dinamiche che portano a chiedersi: quali sono i confini di una regolazione che vuole da un lato preservare la giusta ricompensa per chi crea anche in quest'epoca digitale ma deve evitare di porsi come un freno per la circolazione dei contenuti dell'industria dell'intrattenimento e della cultura in senso lato? DIRITTI - "Il diritto d'autore - ha esordito Macaluso - gioca il suo ruolo da più di un secolo, dalla firma della Convenzione di Berna arrivata sotto la spinta romantica di autori come Emile Zola, e da allora ha dovuto seguire l'evoluzione tecnologica. Già all'epoca della nascita di radio e televisione si è parlato rivoluzione della comunicazione e del suo impatto sulla società e quindi sul diritto, ma in questo senso mi preme sottolineare che i fenomeni della prima ora di quei media sono stati in un certo senso assorbiti da un mercato che ha visto nascere e imporsi grandi player. Proprio come sta accadendo in rete, dove poche industrie, penso a Google ed Apple , controllano gran parte di ciò che accade su quel mezzo". "Il diritto d'autore - ha proseguito l'avvocato - in Italia regolato da una legge nata nel 1941 e modificata da infinite 'toppe' e commi a volte incomprensibili, è qualcosa col quale dovremo tuttavia sempre convivere, e ha delle declinazioni che gli permettono di adattarsi alla nuova realtà. Ad esempio, occorre uscire da un regime incondizionato del copyright che fa si che la tutela sia troppo estesa, quando bisogna invece allargare il granaio del pubblico dominio per permettere le operazioni oggi naturali sulla rete come la copia e il mashup. E anche la durata attuale del diritto d'autore appare eccessiva". "La pirateria - ha chiosato Macaluso - contribuisce all'allargamento della fruizione di contenuti digitali, ma bisogna capire se questo contribuisce al processo democratico. E in fondo, l'aumento dei tempi di fruizione di contenuti frivoli non è una buona notizia. In questo senso la pirateria, nell'ottica di una sempre più massiccia offerta di contenuti, non è un'azione sovversiva di utilizzo della rete ma contribuisce al processo di uniformazione culturale che appiattisce il dialogo all'interno della comunità o peggio ancora sottrae agli stessi membri della comunità energie e capacità critica che fanno avanzare i sistemi di democrazia liberale". Dopo di lui Nicita, che ha disegnato un più ampio riferimento alla disciplina della concorrenza: "Non avendo ancora accesso al lavoro svolto in Agcom - ha detto facendo riferimento al regolamento antipirateria che l'Authority si appresta ad approvare - non mi occuperò in maniera diretta del provvedimento. Sul resto, si pone un problema centrale per i diritti di proprietà tout court, in merito ai quali l'approccio sta segnando un'evoluzione. Ovviamente i diritti di proprietà sui beni intangibili offrono il problema dell'accesso, ma questo riguarda i diritti di proprietà in sé e, da un punto di vista economico, la relazione fra diritti e mercato, che è il rapporto sul quale è nata e cresciuta l'antitrust". "Un tema interessante  - ha continuato Nicita - è che i beni immateriali negli ultimi vent'anni hanno portato a guardare i diritti non solo sul fronte della tutela e del relativo enforcement ma come problema di accesso e dei suoi confini. In questo senso il dibattito antritrust anche a livello europeo è stato risolto varie volte guardando alla relazione che si instaura tra l'esercizio di un diritto di proprietà intellettuale, ovviamente protetto nella sua sfera esclusiva del diritto da una configurazione di monopolio, e la posizione che lo stesso occupa sul mercato". "La Commissione europea - ha spiegato - dal canto suo ha indicato la possibilità che certi diritti che definiscono un dato uso e un dato mercato possono essere input per la creazione di nuovi prodotti su altri mercati. Il trade off, l'alternativa inconciliabile tra la quale decidere per la creazione di un processo di evoluzione del benessere sociale è proprio quella tra la tutela del diritto individuale tout court e quella che è la tutela dei consumatori nell'ambito dei processi innovativi. Io credo che per guardare all'evoluzione dei prodotti immateriali sia questo l'approccio che deve guidarci, e quindi non dare per acquisito un diritto ma in qualche modo capire come quel diritto si adegua all'evoluzione dei mercati e individuare ogni volta la soluzione che massimizza quel trade off". DISTRIBUZONE - Nicita ha poi chiosato: "La tecnologia non ha permesso solo un accesso libero ma ha frammentato gli usi e i diritti relativi agli usi dei beni immateriali in modo tale da riuscire anche a vietare l'accesso, a reindirizzarlo o a ritardarlo. In questo senso a volte una protezione legale molto forte unita alla capacità di un esercizio tecnologico altrettanto intrusivo rischia di portare a overprotection e inefficienza. E in termini generali prima della messa a punto di policies di enforcement occorre effettuare un'analisi e una survey di impatto economico dei fenomeni, una corretta definizione di quella che chiamiamo pirateria e di quella varietà di strumenti e usi intermedi dispersi sui vari mezzi, oltre che l'elaborazione di una teoria della deterrenza". L'intervento di Michele Boldrin nell'ultima parte della trasmissione ha spostato il focus sull'industria dell'intrattenimento, con un punto di vista radicale: "La disciplina del diritto d'autore servirebbe a massimizzare la quantità di un dato bene che i consumatori possono ricevere legalmente e a prezzi corrispondenti ai costi. Quando cambia la tecnologia devono cambiare dunque inevitabilmente anche i sistemi di distribuzione e produzione, e questo è il punto di fondo che i difensori del copyright vecchia maniera perdono di vista, perché l'attuale regime di copyright crea pochissimo incentivo alla creazione di nuovo materiale". "Il continuo estendersi dei termini del copyright - ha proseguito Boldrin - porta ad esempio benefici solo a poche case discografiche e cinematografiche, non certo agli artisti o ai consumatori. Il secondo punto importante è che la tecnologia digitale permette una distribuzione molto più economica e allarga il mercato. E se qualcuno nell'industria lamenta la perdita di introiti non può diventare un problema per la comunità, perché anche l'industria delle candele è fallita quando è stata inventata la lampadina elettrica. Non c'è ragione che una tecnologia superata sopravviva per sempre". Sul tema Macaluso ha parlato di una sistema dove "il nuovi soggetti dell'online hanno una posizione di forza nei confronti dei soggetti dell'industria precedente ma allo stesso tempo ne hanno bisogno. Come per Amazon, che necessita del lavoro degli editori pur divorandoli e ha la possibilità di imporre loro un prezzo di copertina comunque alto. In questo senso i nuovi tengono in vita i vecchi in un rapporto di reciproca dipendenza". In chiusura, Nicita: "Non dobbiamo pensare che tutto ciò che è protetto da copyright o potrà esserlo va trattato allo stesso modo. La questione del mondo di Internet è complessa e non mi sento certo di avere la soluzione in tasca. Non mi sembra tuttavia che la risposta possa essere acquisire dei diritti come ben definiti fin dall'inizio e da proteggere semplicemente online esattamente come si faceva prima. È vero che c'è anche un tema sulla distribuzione da affrontare, perché l'effetto della pirateria massiva esiste e va studiato". LEGGI "Revisione del Copyright UE, al via la consultazione pubblica. Il Commissario Barnier: “Dobbiamo metterci al passo coi tempi" Foto in home page: Chrisoncars.com 9 dicembre 2013
  • Diritto e Tecnologia, gli eventi segnalati da Dimt [Mappa]

    Vi segnaliamo gli eventi e le date di maggiore rilievo dei prossimi giorni in materia di diritto, mercato e nuove tecnologie. Dal 18 al 20 marzo a Milano avrà luogo l'edizione 2014 del Security Summit, con un evento per ognuno dei tre giorni: "Fostering trust and security in the European Union", "Security By Design?" e "Datagate: e ora?" Mercoledì 19 avrà intanto preso vita, a Roma, il secondo appuntamento del corso pratico sul Processo Telematico "Come fare per...", con un appuntamento riservato al livello "medium" e che verterà sulle modalità con le quali si deve operare per depositare in modo telematico gli atti in un processo civile. Il giorno successivo, sempre nella Capitale, la sala della Mercede della Camera dei Deputati ospiterà il convegno "Open Government: le sfide di un movimento globale". Sabato 22 marzo il Centro Congressi della Città della Scienza di Napoli sarà la cornice di "WebUpDate 2014", quinta edizione di un evento che punta a riunire alcuni dei più dinamici operatori del mercato che ruota intorno alle nuove tecnologie. Sarà l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, invece, ad ospitare il 26 marzo "Proprietà intellettuale e antitrust: conflitto o sinergia?", convegno che avrà luogo in occasione dell’avvio della seconda edizione del Master di II livello in “Diritto della Concorrenza e dell’Innovazione” organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma Locandina 26 marzo 2014 La stessa Università Europea di Roma aprirà le porte il giorno precedente: martedì 25 marzo sarà infatti Open Day. Il 31 marzo, a Taranto, ci sarà invece l'evento "La tecnologia al servizio del business: facciamo il punto sul digitale". In chiusura, da segnalare la Call for Papers relativa alla spring edition di e-privacy 2014, che si terrà a Firenze in aprile e sarà incentrata sul tema “La privacy che verrà“, e la Call for Papers della Rivista Internazionale di Informatica Giuridica “Ciberspazio e Diritto” per l’anno 2014.
    Qui sotto la mappa con gli appuntamenti delle prossime settimane, clicca sui puntatori per le informazioni. 15 marzo 2014
  • Giornalismo, come cambia la professione? Al via l'Osservatorio Agcom

    "Per analizzare le prospettive della professione del giornalista e il futuro del sistema dei media, anche in Italia, come già ha mostrato l’esperienza compiuta in varie realtà estere, è essenziale conoscere il punto di vista di chi l’informazione la produce direttamente". È con questa chiosa che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) annuncia la nascita dell’Osservatorio sul giornalismo, iniziativa con la quale tutti i professionisti dell'informazione vengono invitati a dare il proprio contributo compilando online un breve questionario, disponibile fino al 30 novembre in una pagina dedicata sul sito istituzionale dell’Agcom. L’Osservatorio è parte integrante dell’indagine conoscitiva “Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni” avviata con la delibera n. 113/14/CONS, nel cui ambito Agcom sta esaminando l’impatto del processo di digitalizzazione sul sistema dell’informazione, inserendosi nell’ampio dibattito che si è sviluppato, sia a livello nazionale sia internazionale, sullo stato dei media e sulle relative forme di finanziamento al tempo della rete. "L'obiettivo dell’indagine - spiega l'Authority - è cogliere i mutamenti che l'irruzione di internet e il rapido cambio di scenario tecnologico stanno determinando sulla professione giornalistica e sull'organizzazione delle aziende editoriali. I massicci processi di digitalizzazione e dematerializzazione dei prodotti informativi classici stanno infatti trasformando radicalmente il sistema dell'informazione. Si assiste, in definitiva, ad un fenomeno straordinario che rivoluziona il prodotto informativo stesso e frammenta il pubblico e le audience, mette in discussione modelli e forme di organizzazione industriale; un fenomeno, in altre parole, che investe assetti consolidati i cui effetti non sono ancora pienamente evidenti". Con l'Osservatorio l’Agcom si propone di "analizzare le implicazioni di ordine economico, sociale e culturale dei nuovi modelli di offerta di informazione, anche con riferimento alla parallela evoluzione delle risorse pubblicitarie. In questo quadro, l’Autorità ritiene fondamentale acquisire il punto di vista che i professionisti dell’informazione hanno del proprio lavoro, delle criticità, delle sfide e delle opportunità che sono connesse al cambio di scenario in corso, dell’esigenza di definire nuovi ruoli in risposta alla crisi generalizzata del comparto della comunicazione. L’Osservatorio sul giornalismo nasce quindi come strumento di confronto privilegiato e diretto con i giornalisti italiani, nel tentativo di offrire un’analisi censuaria e una piattaforma di condivisione del quadro che verrà a delinearsi". Questo contenuto è inserito in “Occhio di riguardo: la comunicazione tra tecnologia, mercato e diritto”, rubrica affidata a Gianfrancesco Rizzuti, docente di Relazioni Pubbliche Economiche e Finanziarie all’Università Europea di Roma, con la collaborazione, tra gli altri, di Marco Ciaffone. La rubrica tratterà di temi economici, giuridici e tecnologici, prendendo spunto dall’attualità o da pubblicazioni, ma sempre con un occhio (di riguardo) alla comunicazione. 15 ottobre 2014