DIMT.IT - giovanni

  • "Cybersecurity e tutela dei cittadini", i video del convegno dell'11 febbraio in Corte di Cassazione

    Di seguito i video del convegno "Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco", evento promosso dall’Accademia Italiana del Codice di Internet nella giornata di mercoledì 11 febbraio 2015 a Roma, presso l'Aula Giallombardo della Suprema Corte di Cassazione, in occasione del Safer Intenet Day.

    Il report dell'evento

    Il Position Paper dell'Accademia

    Relazione introduttiva

    Prof. Alberto Gambino Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet

    Quali strumenti normativi che garantiscano i diritti fondamentali?

    Min. Plen. Giovanni Brauzzi Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e Direttore Centrale per la Sicurezza

    Avv. Giuseppe Busia Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali

    Ten. Col. Antonio Colella Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Consigliere Militare

    Corrado Giustozzi Membro del Permanent Stakeholders’ Group ENISA

    Alessandro Politi Direttore NATO Defense College Foundation

    Ing. Mario Terranova Area Sistemi e Tecnologie - AgID

    Quali modelli d’intervento efficaci per il contemperamento degli interessi in gioco?

    Prof. Francesco Saverio Romolo Université de Lausanne - Institut de Police Scientifique (IPS)

    Antonio Apruzzese Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni

    Anna Cataleta  H3G

    Roberto Fermani Telecom Italia

    Conclusioni

    Prof.ssa Giusella Finocchiaro Presidente del gruppo lavoro sul commercio elettronico della Commissione Onu per il diritto commerciale internazionale (Uncitral)

    24 febbraio 2015
  • "Giuristi si diventa", seconda edizione per il libro del Prof. Giovanni Pascuzzi

    Un volume che punta ad aiutare il lettore a "riconoscere e apprendere le abilità proprie delle professioni legali" copertinaÈ da poco in libreria la seconda edizione di "Giuristi di diventa", libro del Prof. Giovanni Pascuzzi, ordinario di Diritto privato comparato presso l'Università degli Studi di Trento, edito da Il Mulino all'interno della collana Guide. Fu pubblicata nel 2008 la prima edizione di un testo che, come recita il sottotitolo in copertina, punta a fornire al lettore gli strumenti per "riconoscere e apprendere le abilità proprie delle professioni legali". "Gli uomini di legge non sono solo coloro che conoscono il diritto - si legge nella scheda del volume - Avvocati, magistrati, notai, giuristi d'impresa, pubblici funzionari affinano nel tempo alcune competenze che li rendono giuristi esperti: interpretare la legge, risolvere problemi giuridici, applicare le norme al caso concreto, costruire strategie processuali, scrivere di diritto (per esempio contratti, atti processuali o provvedimenti amministrativi), condurre negoziazioni, interrogare testimoni, e così via. Il libro si propone di insegnare ai giuristi in formazione, e a chi già opera nel mondo del diritto, quali sono e come si acquisiscono le specifiche abilità delle professioni legali". "Quelli che servono ai giuristi sono tre tipi di sapere", ha invece spiegato lo stesso Prof. Pascuzzi durante la presentazione del volume: "Il sapere giuridico, che si impara all'Università, il saper fare, quindi le abilità, e il saper essere, nel senso di essere all'altezza. Il primo lo do per scontato, il terzo non lo posso trattare, per cui mi occupo del secondo". Un volume che non si esaurisce nella sua pubblicazione nel tradizionale "formato libro"; sul sito de Il Mulino, infatti, è possibile trovare materiali aggiuntivi per lo studio e la didattica del testo. 12 maggio 2014
  • "Il banchiere del mondo", presentazione del libro di Giovanni Farese e Paolo Savona

    Avrà luogo nella mattinata del 29 settembre prossimo, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, la presentazione de "Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l'ascesa della cultura dello sviluppo in Italia", volume di Giovanni Farese e Paolo Savona (Rubettino Editore). Il_Banchiere_del_Mondo_Web
  • "Il banchiere del mondo", presentazione del libro di Giovanni Farese e Paolo Savona il 29 settembre a Montecitorio

    Avrà luogo nella mattinata del 29 settembre prossimo, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, la presentazione de "Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l'ascesa della cultura dello sviluppo in Italia", volume di Giovanni Farese e Paolo Savona (Rubbettino Editore). Il_Banchiere_del_Mondo_Web
  • "Il giusto processo sportivo”, al CONI il 3 dicembre

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
  • "Il giusto processo sportivo”, il 3 dicembre al CONI con Giovanni Malagò

    In occasione della presentazione della nuova edizione della Rivista di Diritto Sportivo del Coni (Giappichelli Editore), il prossimo 3 dicembre si svolgerà a Roma il convegno Il giusto processo sportivo, dedicato all’approfondimento della riforma della giustizia sportiva.

    Il salone d'onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Piazza Lauro De Bosis) ospiterà l'incontro che inizierà alle 14 con i saluti di Franco Chimenti, Presidente CONI Servizi Spa.

    Con la moderazione di Francesco Soro, Condirettore della Rivista di Diritto Sportivo e Capo di Gabinetto del CONI, e dopo l'introduzione del Prof.Alberto M. Gambino, Condirettore Scientifico della Rivista e Ordinario di diritto privato nell’Università Europea di Roma, avranno luogo le relazioni “Il Codice della giustizia sportiva e il valore dell’omogeneizzazione procedurale” del Prof. Leonardo Ferrara (Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Firenze) e “I principi del processo sportivo” del Prof. Andrea Panzarola(Ordinario di diritto processuale civile nell’Università Lum “Jean Monnet”).

    Dopo il coffee break, l'intervento di Giovanni Malagò, Presidente dl CONI.

    Il Prof. Aniello Merone (Aggregato di diritto processuale civile nell’Università Europea di Roma), interverrà poi con “Autonomia e indipendenza dei giudici sportivi”, prima de “L’accertamento dei fatti e il diritto al contraddittorio”, relazione del Prof. Mauro Orlandi (Ordinario di diritto privato nell’Università Cattolica del Sacro cuore).

    La giurisdizione del Collegio di garanzia dello sport” è invece il titolo della relazione del Prof. Marco Farina (Docente di diritto processuale civile nell’Università Luiss “Guido Carli”), alla quale seguirà “L’ambito residuo dell’arbitrato sportivo” della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Bologna).

    A concludere il Prof. Giulio Napolitano, Condirettore Scientifico della Rivistae Ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma Tre.

    Locandina Convegno 3 dicembre 2015  
    Wada e Russia, cosa dice il codice mondiale anti-doping
    30 novembre 2015
  • "La creatività del giurista. Una lettura interdisciplinare", lezione magistrale del Prof. Giovanni Pascuzzi all'Università Europea di Roma

    La creatività del giurista, una lettura interdiciplinare
  • “Il banchiere del mondo”, presentazione del libro di Giovanni Farese e Paolo Savona - Roma, 12 novembre 2014

    Avrà luogo a partire dalle ore 16.30 del 12 novembre prossimo, presso l'aula Master dell'Università Europea di Roma, la presentazione de “Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia“, volume di Giovanni Farese e Paolo Savona (Rubbettino Editore).

      Il_Banchiere_del_Mondo_Web
  • “Il banchiere del mondo”, presentazione del libro di Giovanni Farese e Paolo Savona - Roma, 20 ottobre 2014

    Avrà luogo nella mattinata del 2o ottobre prossimo, presso la Sala Zuccari del Senato, la presentazione de “Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia“, volume di Giovanni Farese e Paolo Savona (Rubettino Editore). Presiederà l'ex presidente del Senato Franco Marini e interverranno il senatore Luigi Compagna e il prof. Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS. ilbanchieredelmondo20ottobre   Il_Banchiere_del_Mondo_Web
  • “Il banchiere del mondo”, presentazione del libro di Giovanni Farese e Paolo Savona a Montecitorio. Le voci degli autori [Video]

    Di seguito le voci raccolte a margine della presentazione de “Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia“, volume di Giovanni Farese e Paolo Savona (Rubbettino Editore). L'evento ha avuto luogo nella mattina di lunedì a Roma, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Insieme agli autori, al tavolo presieduto dal Professor Alberto Gambino (Università Europea di Roma) sono intervenuti il Magnifico Rettore dell'Università Europea di Roma P. Luca Gallizia, il Professor Giuseppe Galasso (Università di Napoli Federico II), l'ex Vice direttore generale della Banca d'Italia Pierluigi Cioccia, l'editore Florindo Rubbettino e il Professor Giuseppe Di Taranto (LUISS Guido Carli), autore della prefazione del volume. 29 settembre 2014
  • “La creatività del giurista. Una lettura interdisciplinare”, lezione magistrale del Prof. Giovanni Pascuzzi all’Università Europea di Roma

    La creatività del giurista, una lettura interdiciplinare
  • Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico

    Nella Gazzetta ufficiale del 24 luglio 2015 (GU Serie Generale n.170) è stato pubblicato il testo del D. Lgs. 15 luglio 2015, n. 112 "Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (c.d. Recast)". Il D. Lgs. n. 112/2005, entrato in vigore il 25 luglio 2015, abroga il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, gli articoli 58 e 59 della legge 23 luglio 2009, n. 99; il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 2 febbraio 2011; nonché il decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 146 (recante norme di attuazione della direttiva  95/18/CE, relativa alle licenze delle imprese ferroviarie, e della direttiva 95/19/CE, relativa alla ripartizione delle capacità di infrastruttura ferroviaria e alla riscossione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura) e disciplina:   (a) le regole relative all'utilizzo ed alla gestione dell'infrastruttura ferroviaria adibita a servizi   ferroviari nazionali e internazionali ed alle attività di trasporto per ferrovia delle imprese ferroviarie operanti in Italia; (b) i criteri che disciplinano il rilascio, la proroga o la modifica delle licenze per la prestazione di servizi di trasporto ferroviario da parte delle imprese ferroviarie stabilite in Italia; (c) i principi e le procedure da applicare nella determinazione e nella riscossione dei canoni dovuti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria ed anche nell'assegnazione della capacità di tale infrastruttura.
    Il presente documento è inserito nel Focus “Regolazione dei Trasporti” (sottosezione di “Mercato, Concorrenza e Regolazione“) a cura di Giovanni Nuzzi.
  • Background paper on the Cooperation of European Rail Regulatory Bodies

    Il presente documento è inserito nel Focus "Regolazione dei Trasporti" (sottosezione di "Mercato, Concorrenza e Regolazione") a cura di Giovanni Nuzzi.
  • Call for Papers "Ciberspazio e Diritto" per il 2014

    show_image_in_imgtagLa Rivista internazionale di Informatica Giuridica "Ciberspazio e Diritto", edita dalla casa modenese Mucchi e giunta al 15esimo anno di pubblicazione, ha annunciato una Call for Papers relativa all'anno in corso, durante la quale pubblicherà tre fascicoli tematici su argomenti entrati nella stretta attualità:
    1. la sorveglianza e il controllo nell’era tecnologica;
    2. le espressioni d’odio in rete;
    3. le nuove frontiere dell’informatica giuridica.
    Gli Articoli, necessariamente inediti, saranno sottoposti alla valutazione e al referaggio di due blind referees scelti tra professori ordinari di materie giuridiche. L’Articolo, completo in ogni sua parte e corredato di un abstract in inglese e di uno in italiano, dovrà essere inviato al Direttore della rivista, Prof. Giovanni Ziccardi (Università di Milano), all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Lingue accettate: italiano e inglese. Date importanti: Primo Fascicolo 2014 (controllo e sorveglianza) Invio dell’articolo: 30 marzo 2014. Risposta dei referees: 20 aprile 2014. Invio versione finale: 30 aprile 2014. Secondo Fascicolo 2014 (hate speech) Invio dell’articolo: 30 maggio 2014. Risposta dei referees: 20 giugno 2014. Invio versione finale: 30 giugno 2014. Terzo Fascicolo 2014 (informatica giuridica) Invio dell’articolo: 30 settembre 2014. Risposta dei referees: 20 ottobre 2014. Invio versione finale: 30 ottobre 2014. Qui sotto le regole redazionali di base: Immagine in home page: Downthetubes.net 21 febbraio 2014
  • Code of Conduct and Best Practices for the setup, operations and procedure of regulatory authorities - CERRE

    Il presente documento è inserito nel Focus "Regolazione dei Trasporti" (sottosezione di "Mercato, Concorrenza e Regolazione") a cura di Giovanni Nuzzi.
  • Contratti online, negoziazione assistita e teleselling: i nuovi diritti dei consumatori nel convegno a Roma. All'attenzione dell'Agcm

    "Nell'ambito del convegno odierno è stata posta all'attenzione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, designata a vigilare l'ottemperanza del D.Lgs. 21/2014, la necessità di trovare degli strumenti per consentire una rapida ed efficace applicazione delle norme, alcune di esse molto complesse". Così l'Avvocato Gilberto Nava, docente di Intellectual Property and Competition Law presso l’Università Europea di Roma, al termine di convegno "I nuovi diritti dei consumatori alla prova della negoziazione assistita. D.Lgs. n. 21/2014 e D.L. n. 132/2014 a confronto”, evento che ha avuto luogo oggi presso presso la Sala Europa della Corte d’Appello Penale di Roma. I lavori sono stati presieduti dal Professor Avv. Alberto Gambino, Ordinario di Diritto Privato presso l'Università Europea di Roma e Direttore della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, e moderati dall’Avv. Luisa Taldone, Vice Segretaria della ANF Roma.
    I video degli interventi
    Al tavolo dei relatori anche Il Dott. Giovanni Calabrò, Direttore Generale per la Tutela del Consumatore in AGCM. "È stata posta - prosegue Nava - la necessità di trovare delle modalità che permettano di indirizzare correttamente il mercato ai fini dell'applicazione del decreto legislativo nell'interesse del consumatore e dello sviluppo di un mercato concorrenziale. Un obiettivo che può essere perseguito sia in forma di moral suasion, di linee guida, o in forma di raccomandazioni. In questo senso, l'Autorità ha dato sicuramente un segno di attenzione a questa ipotesi e valuterà quali possano essere gli strumenti coerenti con le proprie funzioni istituzionali". BzlKQajCEAAigdt A fare da filo rosso alle relazioni la presentazione del volume edito da Giappichelli “I nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014, a cura proprio del Professor Gambino e dell’Avv. Nava. Calabrò ha definito il volume "di grande interesse in un contesto nel quale si cerca di raggiungere l'obiettivo di un consumatore sempre ben informato nonostante la scarsa disponibilità di tempo. E questo forse perchè è maturata la consapevolezza che i rimedi successivi sono sempre parziali, tanto da portare allo sviluppo delle attività intermedia di negoziazione e, prima ancora, di conciliazione". A dipingere lo scenario generale era stato, in apertura, il Cons. Lorenzo Delli Priscoli, Magistrato della Suprema Corte di Cassazione: "Il nostro codice civile nel 1942 non conosceva la parola consumatore, ma conosceva una più generale disciplina a tutela del contraente, quella riferita agli obblighi di informazione, soprattutto negli articoli 1337 e 1338 del codice, che richiamano il concetto di buona fede durante le trattative. La grande innovazione del Codice del consumo, che il D.Lgs. 21/2014 conferma e rinforza, è un cambio di filosofia in merito al rapporto tra i contraenti. In sostanza, si passa da una sostanziale mancanza del riconoscimento della presenza di un contraente debole, da cui derivano oneri limitati in capo ai venditori in merito agli obblighi di informare l'altra parte, ad una disciplina asimmetrica, con più stringenti obblighi di informazione con i quali il legislatore si pone l'obiettivo di dare al consumatore la possibilità di valutare la convenienza di un acquisto in ogni dettaglio. Dal testo della legge non si evince tuttavia nel dettaglio il novero delle informazioni che il consumatore ha diritto di avere. In questo senso il commentario alla legge è uno strumento prezioso". Orientato verso i contratti online è stato invece l'intervento della Prof.ssa Giusella Finocchiaro, Ordinario di Diritto Privato presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, che riferendosi al commentario ha chiosato: "È un volume dato alle stampe coi tempi di un instant book ma con un approfondimento di tutt'altro spessore, che lo rende un punto di riferimento. Per quanto attiene il contratto online, esso nasce, a dispetto delle apparenze, come contratto fortemente regolamentato, e questo per un preciso scopo di carattere economico perseguito dal regolatore europeo: far sviluppare il commercio elettronico. E per ottenere questo obiettivo occorre rassicurare il potenziale cliente, occorre creare fiducia, un'espressione ricorrente negli atti europei. E come si crea la fiducia? Proceduralizzando e informando". "Ma quanto è informato il consumatore online? C'è qualche indizio che il consumatore online sia un soggetto ancora meno consapevole del consumatore offline - ha proseguito la Prof.ssa Finocchiaro - Innanzitutto nel decreto che andiamo a commentare, nell'articolo 51, si parla di necessità di reiterare l'avviso di pagamento durante una procedura di acquisto in rete, il che rende subito palese la premura di stabilire ulteriori passaggi informativi. Anche nella giurisprudenza troviamo esempi di questo approccio, come in una sentenza del Tribunale di Milano con la quale la Corte era chiamata a dirimere un contenzioso tra un professionista che vedeva associato su Google il suo nome alla parola truffa e la compagnia stessa. Nel caso specifico Google rimetteva la responsabilità dell'accostamento all'algoritmo del servizio di autocomplete, sostenendo che la cosa sarebbe ben nota agli utenti di Internet. Il Tribunale replicava invece che non è affatto noto all'utente medio di Internet, o comunque non si può presupporre lo sia, il funzionamento del motore di ricerca". Convegno10ottobre 2La Prof.ssa Filomena Santagada, Associato di Diritto Processuale Civile presso l’Università Europea di Roma, ha così affrontato il tema che dà in parte il titolo all'evento, la negoziazione assistita, in merito alla quale non mancano motivi di scetticismo: "La procedura di negoziazione assistita così come disciplinata nel decreto legislativo è una new entry, diversa dagli strumenti di risoluzione dei contenziosi che l'hanno preceduta perché al posto del terzo neutro e imparziale ci sono gli avvocati delle parti, e il legislatore l'ha collocata in posizione complementare rispetto alla mediazione. Si stima che grazie ad essa si potranno ridurre di 60mila unità le cause giudiziarie ogni anno. L'idea di fondo è che la patologica lunghezza del processo civile ordinario possa essere curata ancora una volta con una fuga verso la procedure participative, introdotta dal legislatore francese nel 2010 nel codice civile transalpino, che in Italia è diventata negoziazione assistita. Peccato però che il legislatore non ha considerato i risultati fallimentari che l'istituto francese ha ottenuto nel 2013: solo 7 omologazioni di accordi raggiunti. Inoltre, il legislatore ha messo a punto un modello ibrido discostandosi da quello originario transalpino". Uno scenario che, ha proseguito la Prof.ssa Santagada, non manca di elementi che permettono di osservare le ricadute della disposizione nel contesto del nostro Paese anche con qualche motivo di speranza. È invece sul diritto di recesso che si è concentrato l'intervento dell'Avv. Marco Scialdone, membro del Comitato di Redazione di DIMT, i cui punti principali sono riassunti nelle slide che hanno accompagnato la relazione. L'Avv. Nava ha infine orientato il suo intervento sul teleselling, analizzando la norma introdotta in sede di attuazione quale eccezione nazionale alla direttiva e sottolineando come "il contratto confermativo introdotto dal legislatore nazionale possa rappresentare teoricamente una maggiore tutela per il consumatore, ma implica un incremento degli oneri da parte dei professionisti e rilevanti difficoltà applicative tali da incidere significativamente sulla evoluzione del teleselling come canale distributivo, e perciò potendo rappresentare una riduzione delle opportunità competitive anche per i consumatori". Nelle conclusioni il Prof. Francesco Ricci, Ordinario di Diritto Privato presso l’Università Lum Jean Monnet di Bari, ha rilevato che "sono emerse alcune linee di tendenza, tra le quali una condivisa all'unanimità dai relatori, ovvero che l'obiettivo della nuova disciplina non sia la tutela della sola parte consumatore, ma il contemperamento delle tutele di tutte le parti e il perseguimento della massima efficienza". 10 ottobre 2014
  • Delibera dell'Autorità di regolazione dei trasporti n. 70/2014 e relativo allegato recante "Accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture ferroviarie: misure di regolazione"

    Il 31 ottobre 2014, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha adottato le prime misure di regolazione dell’accesso alle infrastrutture ferroviarie con l'obiettivo di "creare un nuovo sistema di regole trasparenti per incentivare la concorrenza, l’efficienza ed il contenimento dei costi a beneficio di utenti, imprese e consumatori e dare certezze agli investitori". Si rendono disponibili la Delibera dell'Autorità n. 70/2014 e il relativo allegato recante "Accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture ferroviarie: misure di regolazione". I presenti documenti sono inseriti nel Focus "Regolazione dei Trasporti" (sottosezione di "Mercato, Concorrenza e Regolazione") a cura di Giovanni Nuzzi. 24 gennaio 2015
  • Direttiva 2012/34/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (rifusione)

    Il 21 novembre 2012, il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell'Unione Europea hanno adottato la direttiva 2012/34/UE "che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (rifusione)". La direttiva (il cd "recast" del "primo pacchetto ferroviario") ha "rifuso" e "riunito" in un unico atto la direttiva 91/440/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie, la direttiva 95/18/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa alle licenze delle imprese ferroviarie e la direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, introducendo, altresì, ulteriori modifiche alla disciplina europea dei trasporti ferroviari. La Direttiva 2012/34/UE andrà recepita entro il 16 giugno 2015. Detto termine è anticipato per alcune attività (in particolare, gli Stati membri devono entro 16 dicembre 2014, predisporre "una strategia indicativa di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria al fine di soddisfare le esigenze future in materia di mobilità in termini di manutenzione, rinnovamento e sviluppo dell’infrastruttura sulla base di un finanziamento sostenibile del sistema ferroviario. Tale strategia comprende un periodo di almeno cinque anni ed è rinnovabile". Il presente documento è inserito nel Focus "Regolazione dei Trasporti" (sottosezione di "Mercato, Concorrenza e Regolazione") a cura di Giovanni Nuzzi. 10 agosto 2014
  • Facciamo il punto su #hatespeech, #ddaonline, #dataprotection - Webinar 20 febbraio 2014

  • Hacker e politica: le tante facce del rapporto e la difficile definizione giuridica

    [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata del 6 aprile 2014 Ascolta il podcast della puntata del 6 aprile 2014[/caption] Qual è il ruolo degli hacker al'interno dei movimenti politici che nascono e crescono in una realtà interamente mediata dalle tecnologie digitali? È questa la domanda al centro della puntata del 6 aprile di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. Ospiti dell'appuntamento Raoul Chiesa, storico hacker italiano ed esperto di sicurezza informatica, Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali Italiani a Milano, Giovanni Ziccardi, Professore associato di Informatica Giuridica nell'Università di Milano, e Marco Confalonieri, membro dell'Associazione Partito Pirata per le Libertà Digitali. "Scardinare i segreti, riportare trasparenza e verificare lo stato di infrastrutture critiche - ha esordito Ziccardi - sono le principali attività che ho osservato tra le comunità di hacker che ho avuto modo di analizzare. È chiaro che in ogni contesto le azioni si declinano in base al sistema di potere vigente, ma è sempre più forte la necessità di hacking per scardinare posizioni di potere anche in Paesi che noi definiamo civili e democratici, non solo in contesti autoritari e dittatoriali". "Io penso che la parola hacker - ha spiegato Ziccardi - che è un termine che risale alla fine degli anni Cinquanta e inizio Sessanta, abbia avuto una prima fase in cui esisteva in una forma pura, durata fino agli anni Ottanta, che implicava curiosità, voglia di andare oltre il pre-costituito. Poi c'è stata una crasi nel 1983 con il film War Games, e fino alla metà del primo decennio del terzo millennio l'hacking è stato associato alla criminalità informatica. Fino ad arrivare all'hacking come attivismo politico, terza nozione figlia dei nostri giorni, attività politica e tecnologica orientata a migliorare la società dal punto di vista dei diritti e delle libertà". È stata così proposta da Chiesa una articolata serie di definizioni: "Abbiamo il newbie, con pochissime capacità; lo script kiddie, che a differenza di chi in un'era pre-Internet scriveva codice in prima persona scarica pacchetti già pronti e li invia senza sapere nel dettaglio cosa contengano,  basti pensare ai tanti partecipanti alle iniziative di Ddos diffusi animati da Anonymous; il cracker, quello che usa le tecnologie per ledere; l'ethical hacker, che al contrario agisce mosso da un ideale; il QuietParanoid, Skilled Hacker (Qps), dotato di tante capacità che non ti lascia margine neanche per capire quando il tuo sistema di sicurezza è stato bucato". A tal proposito, nel rapporto dell'Associazione italiana per la sicurezza informatica Clusit diffuso esattamente un mese fa si legge di come utenti, amministrazioni e aziende italiane siano “sotto un massiccio attacco informatico e anno dopo anno va sempre peggio. Subiamo così il furto del nostro patrimonio intellettuale, nella moda, nel tessile, con la totale indifferenza delle istituzioni”. Sul fronte opposto, il 20 febbraio scorso il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica ha diffuso i documenti relativi al Quadro strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico e al Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica, che contengono gli obiettivi strategici e operativi della cyber security italiana e il cui percorso dovrebbe portare alla creazione di un Cert nazionale, un'organizzazione pubblica incaricata di raccogliere le segnalazioni di incidenti informatici, coordinare le difese e relazionarsi con la Commissione Europea. "C'è una battuta che circola nell'ambiente hacker - ha chiosato ironicamente Chiesa - e cioè che esistono due tipi di aziende e istituzioni: quelle che sono state bucate e quelle che ancora non lo sanno. Ci sono così hacker che fanno spionaggio industriale in una modalità sempre più difficile da individuare per chi ne è vittima. Se fino a pochi decenni fa un dossier sottratto lasciava un buco nell'archivio, oggi la copia digitale permette di compiere azioni potenzialmente invisibili a chi le subisce. Abbiamo infine - ha proseguito Chiesa completando il set di definizioni - gli hacker che lavorano per i Governi, dei quali faceva parte ad esempio Edward Snowden prima di decidere di denunciare il sistema nel quale era inserito, e i militari hacker, che piacciono sempre di più a chi comanda gli eserciti e ha capito che le guerre di oggi si combattono sul piano delle informazioni". LEGGI "Venti di (cyber)guerre: armi e strategie di difesa all'alba dei conflitti digitali" "In questo contesto i membri di Anonymous, di LulzSec e in generale dell'universo dell'Hacktivismo - ha proseguito Chiesa - si pongono a metà tra lo script kiddie, perché come accennato la maggior parte degli attacchi condotti dai collettivi hanno un livello di sofisticazione tecnologica abbastanza basso, e gli ethical hacker. La domanda è: si possono considerare queste azioni come criminalità informatica? Di certo lo sono in senso stretto, dal punto di vista delle leggi vigenti sul computer crime, ma non c'è mai un lucro o la rivendita dei dati che derivano dagli attacchi. I loro fini sono altri". LEGGI "Anonymous parla alla radio: 'Agiamo come uno sciame pronto a disperdersi' " "Quando pensiamo agli ethical hackers - è intervenuto Cappato - ci viene in mente l'hacker buono che agisce per l'interesse pubblico. Un'impostazione che presenta però due criticità, perché non è assolutamente chiaro cosa significhi buono e cosa sia l'interesse pubblico. Quello che mi pare essenziale è capire come si possano coinvolgere in attività politiche non violente e orientate alla riaffermazione di diritti e democrazia i soggetti che hanno determinate capacità informatiche. In questo senso occorre da un lato un riferimento politico per definire ciò che possa essere buono alla luce di un determinato universo valoriale e, dall'altro, la piena assunzione di responsabilità per chi agisce in nome dello stesso. Poi starà a chi dovrà giudicare certe azioni decidere se le stesse possano essere giustificate alla luce, ad esempio, di diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti che siano stati violati e che con certe iniziative si puntava a riaffermare". Ma quali sono le griglie giuridiche entro le quali vengono esercitate determinate azioni? E quali i maggiori punti critici e le necessità dal punto di vista strettamente regolatorio? "In Italia - ha duramente affermato Ziccardi - veniamo da un ventennale terrore del legislatore nei confronti dell'informatica, con normative che prevedono pene altissime anche per fattispecie di reato pressoché innocue. Non siamo in un mondo per hacker, e la mancanza di conoscenza dei decisori nei confronti delle nuove tecnologie, e questo non solo in Italia, fa sì che i vari codici penali vedranno, in reazione all'attivismo, un inasprimento progressivo delle sanzioni".   Immagine in home page: Comingsoon.it 7 aprile 2014