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  • "Cybersecurity e tutela dei cittadini", i video del convegno dell'11 febbraio in Corte di Cassazione

    Di seguito i video del convegno "Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco", evento promosso dall’Accademia Italiana del Codice di Internet nella giornata di mercoledì 11 febbraio 2015 a Roma, presso l'Aula Giallombardo della Suprema Corte di Cassazione, in occasione del Safer Intenet Day.

    Il report dell'evento

    Il Position Paper dell'Accademia

    Relazione introduttiva

    Prof. Alberto Gambino Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet

    Quali strumenti normativi che garantiscano i diritti fondamentali?

    Min. Plen. Giovanni Brauzzi Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e Direttore Centrale per la Sicurezza

    Avv. Giuseppe Busia Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali

    Ten. Col. Antonio Colella Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Consigliere Militare

    Corrado Giustozzi Membro del Permanent Stakeholders’ Group ENISA

    Alessandro Politi Direttore NATO Defense College Foundation

    Ing. Mario Terranova Area Sistemi e Tecnologie - AgID

    Quali modelli d’intervento efficaci per il contemperamento degli interessi in gioco?

    Prof. Francesco Saverio Romolo Université de Lausanne - Institut de Police Scientifique (IPS)

    Antonio Apruzzese Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni

    Anna Cataleta  H3G

    Roberto Fermani Telecom Italia

    Conclusioni

    Prof.ssa Giusella Finocchiaro Presidente del gruppo lavoro sul commercio elettronico della Commissione Onu per il diritto commerciale internazionale (Uncitral)

    24 febbraio 2015
  • "I modelli del governo societario e la revisione legale dei conti in Italia", Davide Rossetti

    Copertina I modelli del governo societario e la revisione legale dei conti in Italia   copertina Governo societario e revisione dei conti in Italia
  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "Internet@Italia 2013. La popolazione italiana e l’uso di Internet" - Roma, 21 novembre 2014

  • "Italia 2020", il cambio di paradigma nel rapporto tra finanza e Agenda Digitale

    In un volume edito da Bancaria Editrice e curato da Paolo Garonna (Febaf) e Stefano Parisi (Confindustria Digitale) i contributi di autorevoli esponenti del mondo bancario, assicurativo, accademico e dell'industria ICT italiana. Obiettivo: tracciare la strada della collaborazione tra gli operatori finanziari e la PA all'interno della cornice dello sviluppo dell'ICT "Quella che definiamo ormai tutti Agenda Digitale è tema talmente centrale per lo sviluppo del Paese che va al di là degli interessi specifici e della partnership che abbiamo avviato tra industria dell'ICT e comparto finanziario. Tutti avremmo e avrebbero un grande vantaggio se questo Paese fosse molto più digitale". È così che il Segretario Generale di Febaf Paolo Garonna e il Presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi aprono il volume da loro curato "Italia 2020: finanza e ICT per l'Agenda Digitale". [caption id="attachment_5139" align="alignright" width="286"]Anno: 2013  Pagine: 124  ISBN: 978-88-449-0977-2 Anno: 2013
    Pagine: 124
    ISBN: 978-88-449-0977-2[/caption] Edito da Bancaria Editrice, il libro raccoglie i contributi di autorevoli esponenti del mondo bancario, assicurativo, accademico e dell'industria ICT italiana, tutti impegnati nel tracciare la strada che porta al compimento di un salto di qualità mediato dalle nuove tecnologie  in ognuno dei loro settori di competenza e in rapporto alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Sullo sfondo la consapevolezza che il settore pubblico è "protagonista, oltre che stakeholder di riferimento dei nostri settori, di ogni iniziativa tesa a modernizzare il Paese per adeguarlo a standard pienamente europei". Dalla normazione alla collaborazione industriale, dalla qualità della spesa pubblica in materia di ICT al ruolo dell'Agenzia per l'Italia Digitale fino ad una innovativa gestione dei servizi e allocazione dei capitali finanziari nell'ottica di generazione di opportunità per i nuovi attori che si affacciano al mercato; sono queste le principali direttrici sulle quali si sviluppano contributi come quello di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia e Imprenditorialità alla Sda-Bocconi, il quale apre con queste parole una disamina sulle opportunità aperte per banche e imprese dal cloud computing e sul ruolo che lo Stato riveste per la creazione della domanda nel settore:
    "La vera innovazione non rende digitali i vecchi processi. Li rende inutili"
    Come a dire: non bisogna digitalizzare ciò che prima era analogico, ma cambiare il paradigma con il quale si svolgevano i processi stessi, ribaltare il "mindsetdominante", per usare le parole di Davide Passero, ad di Genertel impegnato nell'illustrazione dei presupposti per lo sviluppo di un mercato assicurativo digitale. È focalizzato sugli scenari aperti dalla rivoluzione digitale nel settore bancario, invece, il contributo di Giancarlo Capitani (NetConsulting), che vede proprio nelle nuove tecnologie l'unica strada per perseguire obiettivi irrinunciabili e contrapposti come il "recupero di produttività" e la "riduzione dei costi"; un percorso che passa per la dematerializzazione dei documenti e dal miglioramento delle relazioni col cliente tramite maggiore interazione in stile social network e profilazione. Aspetti che permeano anche le mosse che sembra costretto a compiere il settore assicurativo, come sottolineato dallo stesso Capitani e ribadito dal presidente dell'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania) Aldo Minucci, il quale parla di sempre più raffinati meccanismi di gestione dei dati dei clienti e di personalizzazione del rapporto con loro. Ricorre il tema della dematerializzazione e della tracciabilità di pratiche e documenti, importante soprattutto dal punto di vista di chi fruisce dei servizi. "Per noi banche -  è la chiosa di Pierfrancesco Gaggi (Abi-Lab) - sono sul tavolo delle questioni estremamente rilevanti: quelle della firma digitale, della conservazione dei documenti e dei pagamenti elettronici verso la Pa". Quest'ultimo è uno dei temi centrali anche nell'intervento di Gian Bruno Mazzi (Sia-Spa), mentre  Giovanni Sabatini (Abi) parla dell'Agenda Digitale per l'industria bancaria, messa a punto nel marzo 2012. Ma i dati che sempre più spesso sottolineano quanto l'Italia, in materia di ICT, si trovi a rincorrere da lontano i Paesi più virtuosi d'Europea, rendono inevitabili le analisi sulle note dolenti, sulle cause di tale situazione. Luigi Cannari, economista della Banca d'Italia, descrive un contesto dove più che mancare le iniziative volte ad innovare si fa fatica a trovare traccia di azioni orientate a creare un contesto generale ricettivo delle iniziative stesse. Detto in poche parole: incentivi per chi fa impresa, incentivi per le start-up. Temi approfonditi da Alessandra Bechi (Aifi), Alberto Tripi (Almaviva), secondo il quale le "banche devono tornare ad essere industria", e Mario Dal Co, dirigente dell'Agenzia per l'Italia Digitale. E se Manuela Mazzoleni (Assogestioni) concentra la sua attenzione sull'Industria del risparmio gestito, per Stefano Venturi (HP-Italia) è importante risolvere quello che si pone principalmente come problema culturale in materia di utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto perché "anche i cittadini più recalcitranti saranno sempre più obbligati dallo Stato ad utilizzarle". La testimonianza di Giovanni Pirovano, membro del comitato di presidenza Abi con delega all'innovazione tecnologica, chiude la carrellata disegnando il quadro delle principali iniziative e della road-map dell'Associazione. 1 marzo 2014
  • "Italia digitale", la rivoluzione nelle parole dei protagonisti dell'incontro al Campidoglio

    di Fabrizio Ventriglia L’innovazione tecnologica ha rivoluzionato l’esecuzione delle prestazioni richieste dalla moderna società – sia nell’ambito delle attività negoziali tra privati, che nei rapporti con la Pubblica Amministrazione – agevolando la circolazione e la condivisione di informazioni, nonché dematerializzando e automatizzando titoli, documenti e processi. Nonostante sia facilmente percepibile il positivo effetto sortito dalla digitalizzazione sulla società e sull’economia, la misurazione concreta del suo impatto è un’operazione tutt’altro che semplice. Ed è proprio da tali premesse che la Young Professionals in Foreign Policy - Rome ha dedicato lo scorso 27 marzo un apposito incontro – dal titolo “Italia Digitale: Creatività, Crescita, Conoscenza” – per analizzare, insieme a giuristi, avvocati, docenti universitari e blogger, lo stato di diritto e di politica della rivoluzione socio-economica più importante della storia dell’umanità: il digitale. Il diritto d’autore nelle reti di comunicazione elettronica. Verso il Copyright 2.0? L’Italia digitale è anzitutto creativa: come illustrato dall’Avv. Marco Scialdone, Dottorando di ricerca in “Categorie giuridiche e tecnologia” all’Università Europea di Roma e redattore di Dimt – all’interno della Rete, l’utente recepisce le diverse forme di produzione culturali – quale un film, un videogame o un fumetto – per poi apporre il suo spirito creativo e critico interagendo con esse, manipolando e riutilizzando quelle stesse produzioni, generando così i “Contenuti generati dagli utenti” come i machinima, gli Anime Music Video e le fan fiction. LEGGI "Il nuovo ruolo degli utenti nella generazione di contenuti creativi" L’utente rappresenta dunque un ibrido tra la figura del mero consumer – che non si limita a fruire passivamente le opere dell’ingegno esistenti, ma le rielabora – e quella dell’ambizioso producer – condividendo, attraverso il canale della Rete, il contenuto da lui prodotto non tanto per un ritorno economico, ma per dare sfoggio della sua creatività ed alimentare la c.d. “economia della conoscenza” – divenendo così un prosumer. Tuttavia, il fenomeno degli UGC è inevitabile terreno di scontro con l’attuale disciplina autoriale. Da ultima, si rammenta la delibera 680/13/CONS mediante la quale l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, come spiegato dal Prof. Maurizio Mensi, docente di “Diritto dell’informazione e della comunicazione” presso l’Università LUISS Guido Carli, ha varato la nuova disciplina in materia di diritto d’autore online. In estrema sintesi, ciascun interessato può richiedere ed ottenere dall’AgCom la rimozione di un contenuto, lesivo delle proprie privative intellettuali ed industriali, pubblicato in Rete, attraverso un procedimento di notice and take down: in caso di mancato adeguamento spontaneo alla segnalazione da parte dell’utente trasgressore, l’AgCom potrà ordinare, rivolgendosi all’Internet Service Provider, la cancellazione coatta di quello specifico elemento ovvero l’inibizione alla Rete dell’uploader del contenuto. Un provvedimento in merito al quale ha esposto una posizione decisamente contraria l’Avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito, esperto in Diritto dell’Informatica e delle Telecomunicazioni e blogger per “Il Fatto Quotidiano”, il quale ha spiegato anche i motivi che hanno portato ai ricorsi che saranno presentati nei Tribunali Amministrativi Regionali finalizzati a valutare un siffatto regolamento alla luce della Costituzione, dei principi dell’Ordinamento europeo e dei diritti fondamentali dell’uomo.  L’Agenda Digitale italiana: Pubblica amministrazione digitale, banda larga, ehealth, open data e startup. Finalmente la svolta digitale? L’Italia Digitale è anche e soprattutto Crescita, individuale e dell’intero Paese. Europa 2020 è una delle strategie elaborate dalla Commissione europea finalizzata allo sfruttamento del potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso. Lo strumento utilizzato per raggiungere un risultato così ambizioso prende il nome di Agenda Digitale, che è possibile definire come quell'insieme di norme che vogliono portare il Paese nel medio-lungo periodo verso le nuove tecnologie e l'innovazione, attraverso la realizzazione di un mercato digitale unico; la promozione all’accesso ad Internet e l’aumento del tasso di alfabetizzazione digitale. Ciascuno Stato dell’Unione si è impegnato a recepirla nel proprio ordinamento, introducendo al tempo diversi principi, tra i quali l’identità digitale; l’Amministrazione digitale; la Sanità digitale; la banda larga; la fatturazione elettronica e la Giustizia digitale. L’avv. Ernesto Belisario – docente e Direttore dell’Osservatorio per l’Open Government - ha analizzato la situazione italiana: il nostro Paese, infatti, ha avviato l’attuazione dell’Agenda Digitale con ben due anni di ritardo, con il c.d. Decreto Crescita 2.0. durante il Governo Monti, per poi apporre dei correttivi con il Decreto del Fare con il Governo Letta.: soltanto 11, dei 51 previsti, sono i provvedimenti attuativi dell’Agenda Digitale europea. Per ovviare ad un simile ritardo, l’Italia ha deciso di concentrarsi su tre priorità ossia la fattura elettronica, l’anagrafe nazionale e l’identità digitale. Ma tutto ciò non è sufficiente. Per far sì che nel 2020 – naturale scadenza fissata dall’Europa – l’Italia porti dalla carta al Digitale l’Agenda è necessario, da una parte, trovare i fondi necessari per concretizzarla; dall’altra, superare tutte quelle resistenze dei burocrati i quali, all’interno della Pubblica Amministrazione, continuano a rallentare l’attuazione delle norme. L’uomo dimentica. Ma Internet soffrirà di amnesia? Il diritto all’oblio tra l’informazione, la cronaca e la critica La Conoscenza è l’ultimo potenziale dell’Italia Digitale: una conoscenza che è stata elevata alla 2.0 attraverso gli strumenti messi a disposizione dalle Reti di comunicazione elettronica: grazie ai blog, ai social network ed ai webzine, Internet consente a ciascun utente della Rete di partecipare alla elaborazione e alla successiva diffusione delle informazioni, così da utilizzarle quale fondamento per sviluppare interessanti spunti di riflessione. Tuttavia, la diffusione degli strumenti di raccolta, conservazione, elaborazione ed utilizzazione dei dati personali all’interno della Rete, espongono il cittadino digitale ad una lesione dei suoi diritti, in particolare a quello della sua riservatezza. Nel contesto così delineato, Marco Perduca, già Senatore della Repubblica Italiana ed attuale Vice Presidente del Partito Radicale Nonviolento transpartito transnazionale, ha valutato l’affermazione del cosiddetto diritto all’oblio, ossia quel diritto a che nessuno riproponga nel presente un episodio che riguarda la nostra vita passata e che ciascuno di noi vorrebbe, per le ragioni più diverse, rimanesse semplicemente affidato alla storia. Una siffatta tutela, però, si scontra con quella libertà, costituzionalmente garantita, d’informazione e dunque della diffusione delle notizie aventi pubblica rilevanza. Si è fatto riferimento ad un emblematico e recente intervento dalla Suprema Corte, la quale ha statuito che ciascun interessato può richiedere ed ottenere la cancellazione di tutte le informazioni attinenti le proprie vicende personali dagli archivi giornalistici, nel caso in cui l’interesse pubblico alla diffusione delle medesime sia scemato ovvero non sia mai venuto ad esistenza, salvo che il suddetto interessato non abbia all’uopo acconsentito espressamente. Un siffatto diritto, però, trova il suo limite nel diritto di cronaca soltanto quando sussista un interesse effettivo ed attuale alla diffusione delle vicende personali trascorse dell’interessato ossia che quanto accaduto di recente trovi un collegamento diretto con quelle stesse vicende, rinnovandone l’attualità. In estrema sintesi, dunque, il diritto all’oblio sussisterebbe nei casi in cui, bilanciando gli interessi della collettività ad essere informati con quelli del singolo a non essere leso nella propria identità personale, prevalgano la necessità, la non eccedenza, la proporzionalità e la pertinenza dell’informazione. Il suddetto tema ha, pertanto, importanti risvolti giuridici ma anche sociologici. E’ bene però precisare che il diritto all’oblio si scontra con quello che viene definito un “diritto alla storia” ossia quello di raccontare. In effetti, l’attuale momento storico dovrà essere raccontato anche alle future generazioni: è perciò necessario preservare ogni attimo della nostra esistenza in quanto influente nel panorama storico in modo tale che sarà così agevole poter ripercorrere la nostra storia, con tutte le sue accezioni, sia positive che negative. Si dovrà dunque trovare un punto di contemperamento tra il diritto del singolo, classificato come diritto alla privacy o all'identità personale, il diritto della collettività che è diritto all'informazione in senso generico – nella misura in cui si tratti di informazione rilevante – e, infine, il diritto alla storia in senso più specifico. Considerazioni conclusive: l’Italia è pronta al digitale? Le riflessioni, percezioni, suggestioni ed impressioni esternate dagli ospiti presenti sull’Italia Digitale sono state le vere protagoniste dell’incontro: la digitalizzazione è una forza trasformatrice per tutti i settori, eppure le riforme destinate a promuovere un siffatto fenomeno sono state attuate soltanto parzialmente o comunque non sono state implementate in maniera ottimale. Dinanzi ad una siffatta situazione, non si possono che riporre i propri auspici e speranze nelle mani di una regia competente ed indipendente, che finalmente scopra e valorizzi l’informatizzazione nelle se variabili culturali ed economiche: soltanto in questo modo sarà finalmente possibile sfruttare la tecnologia, creare efficienza, stimolare la competizione ed alimentare l’innovazione in Italia. Non solo quella Digitale. 4 aprile 2014
  • "Italia e Giappone: istituti giuridici a confronto" - Firenze, 26 novembre 2014

  • "Italia in cifre", l'uso delle ICT nel nostro Paese nei numeri dell'Istat

    L'Istat ha pubblicato il suo annuale rapporto "Italia in cifre", che attraverso 16 sezioni tematiche offre un profilo sintetico dei principali aspetti economici, demografici, sociali e territoriali del nostro Paese, nonché di alcuni fondamentali comportamenti e stili di vita della popolazione. Confrontando i numeri dell'edizione 2014 con quelle degli anni precedenti è così possibile ricostruire l'evoluzione della penetrazione delle ICT nelle imprese italiane che impiegano almeno dieci addetti, dinamica visualizzata nel grafico presentato di seguito. Nel rapporto sono inoltre disponibili i numeri relativi all'utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei giovani e delle famiglie italiane. [caption id="attachment_11250" align="aligncenter" width="621"]Fonte: Istat Fonte: Istat[/caption] [caption id="attachment_11251" align="aligncenter" width="700"]Fonte: Istat Fonte: Istat[/caption] 7 ottobre 2014
  • "Libertà di panorama in Italia: liberiamo la bellezza", la petizione a Renzi e Franceschini

    "In un mondo minacciato dal terrore, è più che mai importante valorizzare e promuovere il nostro patrimonio culturale. Proprio per questo motivo, a pochi giorni da Natale, vi scriviamo per fare una proposta: regaliamo al nostro Paese la libertà di panorama". Si apre così la petizione che il nutrito gruppo di parlamentari appartenenti all'Intergruppo parlamentare per l'innovazione ha deciso di inviare, tramite la piattaforma Change.org, al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. "In Italia - recita il testo - è già consentito il fair useDdyFpeqAGkCaLJH-800x450-noPad (1) delle immagini del panorama italiano: è dunque possibile il libero utilizzo delle immagini di scorci, edifici, monumenti per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza culturale. Tuttavia esistono ancora limiti alla libera pubblicazione su internet delle immagini dei monumenti: noi vorremmo rendere possibile scattare e pubblicare foto dei nostri monumenti e del nostro patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e architettonico senza dover chiedere nessun permesso, proprio come avviene nella maggior parte dei paesi europei". "Lo scorso 22 giugno l’Intergruppo parlamentare per l’innovazione ha posto questo tema all’attenzione del Governo durante un BarCamp svoltosi a Montecitorio, in collaborazione con la Camera e con Wikipedia. Il MiBact ha dichiarato la disponibilità ad aprire un dialogo per arrivare ad una soluzione e da lì si è instaurato un proficuo confronto, di cui siamo lieti. In quella sede abbiamo discusso di come, sull’enciclopedia digitale più letta al mondo, non possano essere pubblicate liberamente, accanto alle rispettive voci, le immagini dei monumenti italiani. Quelle oggi pubblicate (pochissime rispetto al totale dei monumenti presenti nel nostro Paese) hanno comportato un lavoro immane: per ogni monumento i volontari hanno dovuto scoprire l’autore, chi lo gestisce e poi chiedere autorizzazione per ciascuno individualmente. Infatti ogni anno Wikimedia Italia organizza il concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments che ha come obiettivo la catalogazione fotografica del patrimonio culturale e artistico del nostro Paese: le fotografie rilasciate dagli utenti con licenza libera vengono caricate su Wikimedia Commons (che contiene oltre 29 milioni di immagini e video liberamente riutilizzabili) e le voci di Wikipedia vengono arricchite con immagini di qualità, con notevoli vantaggi anche in termini di marketing territoriale per gli enti che hanno in consegna i monumenti fotografati. Si genera risparmio economico nella promozione turistica con foto non coperte da diritti, e si aggiunge ampia visibilità offerta anche ai monumenti minori e alle cittadine di provincia. Nel 2015 hanno collaborato 392 enti italiani che hanno “liberato” oltre 5.000 monumenti, per un totale di più di 12.000 nuove fotografie". "A giugno 2016 - spiega ancora la petizione - l’Italia ospiterà l’annuale raduno mondiale della community di Wikipedia, a Esino Lario in provincia di Lecco, un paesino montano di circa 800 abitanti affacciato su panorami mozzafiato del Lago di Como. La sua candidatura è arrivata in finale contro Manila,12 milioni di abitanti, e ha vinto. Una piccola realtà rurale e non una grande metropoli, per la prima volta è stata scelta per ospitare un evento mondiale dedicato all’innovazione, con l’intento di riportare ad una dimensione di piccola comunità una realtà grandissima come Wikipedia, fondata però sul principio di comunità anch’essa. Un ritorno alle origini, una ripartenza dal basso, come dal basso è generata la stessa enciclopedia scritta dalle persone. Crediamo che l’Italia abbia di fronte una grande opportunità per mettersi al passo con gli altri paesi europei e compiere una scelta che porterebbe ad un grande beneficio culturale, oltre che economico. Siamo certi della vostra sensibilità in merito. Per tutte queste ragioni vi chiediamo di lavorare insieme per introdurre al più presto la libertà di panorama nel nostro ordinamento". La petizione si chiude con una citazione di Peppino Impastato: "È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. 22 dicembre 2015
  • "Metodo Italia": patrimonio culturale, sviluppo e occupazione dei giovani. Giornata di studio all'Università Europea di Roma

    Il Centro Studi Heritage e Territorio dell'Università Europea di Roma promuove per mercoledì 21 maggio 2014 una giornata di studio che  ha come tema la definizione di un “metodo Italia” per lo sviluppo basato sul patrimonio culturale. Ha l'obiettivo di comunicare e consolidare le esperienze positive di valorizzazione del territorio già realizzate seguendo una strategia di intervento, che si è definita negli anni in una interrelazione attiva con le diversificate realtà italiane. Università, Fondazioni, Enti territoriali, Associazioni e privati si pongono come soggetti attivi per lo sviluppo italiano, considerato nella sua complessa specificità, nella prospettiva europea. La giornata sarà articolata in due momenti: al mattino una conferenza stampa alle ore 11:00, a Roma, presso la sede dell'Associazione Stampa Estera in Italia, Via dell'Umiltà, 83/C, e nel pomeriggio una tavola rotonda all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) sul tema “Patrimonio culturale, sviluppo e occupazione dei giovani”. Nella conferenza stampa della mattina, oltre al Rettore dell’Università Europea di Roma, Padre Luca Maria Gallizia LC, interverranno il Presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Giuseppe Guzzetti,  il presidente dell’Associazione Stampa Estera, Albert van Aalderen e il direttore del Centro Studi Heritage e Territorio dell'Università Europea di Roma, Renata Salvarani. LEGGI "Tecnologie digitali e valorizzazione del territorio: intervista a Renata Salvarani" Nel pomeriggio i lavori inizieranno alle 15:00 all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, con le testimonianze di direttori di musei, soprintendenti, imprenditori, operatori della valorizzazione. L'Università Europea di Roma si pone come luogo di raccordo delle diverse realtà che operano intorno al patrimonio culturale. Esprime una visione dei beni culturali e del territorio basata sulla conoscenza e sulla ricerca, e valorizza i giovani come risorsa del presente e del futuro, mettendoli in contatto con le eccellenze del nostro Paese. Interverranno, fra gli altri, il sottosegretario al Ministero per i Beni Culturali e Turismo Ilaria Borletti Buitoni, il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, il direttore dell’Ufficio Nazionale CEI per i Beni culturali ecclesiastici Mons. Stefano Russo, le presidenti dell'Associazione Nazionale Guide Turistiche e di Federagit Confesercenti Guide, Marcella Bagnasco e Francesca Duimich. In questa occasione saranno presentati i risultati dei progetti di ricerca che l’Università Europea ha realizzato negli ultimi anni, in collaborazione con diversi soggetti proprio nella prospettiva della valorizzazione territoriale, dell’imprenditorialità e dell’occupazione giovanile. A chiusura della tavola rotonda sarà presentato il Corso di Alta Formazione per Guide turistiche dell’Università Europea di Roma, che si inserisce proprio all’interno di questo percorso realizzato intorno al patrimonio culturale. Il Corso inizierà nel prossimo settembre con la collaborazione di Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT) e Federagit- Confesercenti Guide Turistiche, MIBACT, Provincia e Comune di Roma, Regione Lazio, Società Geografica Italiana, Musei Vaticani, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, Italia Nostra, Museo Territoriale di Bolsena, Musei Storici dell'Esercito, Rome Guide Centre del Comune di Roma Capitale, Italia Nostra Roma, Cei-Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici, Museo della Canapa della Valnerina, FAI, FAI Giovani, Zetema Progetto Cultura Srl, Agensir, Associazione Stampa Estera in Italia. 20 maggio 2014
  • "SoldiPubblici" e trasparenza, Riccardo Luna: "Spero arrivi presto un FOIA. Tra pochi giorni online le spese dei ministeri"

    "L'istituzione della figura del Digital Champion da parte della scorsa Commissione Europea ha avuto come presupposto che il digital divide è in primo luogo culturale, ci sono cioè troppi cittadini che non conoscono la rete e non ne afferrano ancora le opportunità. Solo in Italia ci sono 22 milioni di persone non hanno mai utilizzato Internet". Così il Digital Champion italiano Riccardo Luna intervenendo nella puntata dell'11 gennaio 2015 di “Presi per il Web“, trasmissione di Radio Radicale condotta da Marco PerducaMarco Scialdone e Fulvio Sarzana con la collaborazione di Marco Ciaffone e Sara Sbaffi. Ospite dell'appuntamento anche il giornalista de L'Espresso Alessandro Gilioli. [caption id="attachment_5318" align="alignright" width="300"]Ascolta il podcast della puntata di domenica 11 gennaio 2015 Ascolta il podcast della puntata di domenica 11 gennaio 2015[/caption] "È sulla base di questa impostazione - ha così spiegato Luna - che ho deciso di declinare il mio ruolo in maniera orizzontale e lanciare l'iniziativa di un Digital Champion per ogni comune italiano perché penso che le sfide da affrontare siano così tante e grandi che una persona da sola, e con una carica che ha zero euro di budget, zero staff e zero stipendio, non possa affrontarle in maniera adeguata. Al momento abbiamo 1200 champions e l'obiettivo è arrivare, appunto, a 8054. Ognuno di loro è un mio referente sul territorio e la selezione si basa su un rapporto di fiducia, lo stesso che lega me al presidente del Consiglio del quale sono, tecnicamente, un consigliere. Da qui nasce anche l'idea di costituire l'associazione dei champions, un organismo che non è certo obbligatorio per ognuno di essi ma che permette di creare una figura giuridica che ci apre le porte dell'autofinanziamento; tra i soci fondatori figura Telecom Italia, che ha deciso di mettere sul piatto 250mila euro da investire in progetti di cultura digitale. Il tema del conflitto di interessi a mio avviso decade nel momento in cui noi assicuriamo che ogni centesimo che ci arriva sarà investito in questi stessi progetti e non sarà trattenuto nulla per noi. La prima iniziativa in tal senso la presenteremo a Milano il 21 gennaio e sarà un helpdesk a disposizione dei cittadini sulle questioni digitali. Chiunque pensa possa essere d'aiuto in questo percorso non ha che da presentarci la sua candidatura, ci servono persone disposte a mettere il loro tempo a servizio di obiettivi che, non lo nascondo, sono molto impegnativi; io stesso non credo ricoprirò questo ruolo fino al 2018". Trasparenza - Gilioli ha sottolineato come manchi ancora in Italia, "nonostante le chiare promesse del governo in questo senso, un Freedom of Information Act che permetta a chiunque di accedere ai dati della Pubblica Amministrazione senza che, come accade ora, debba avere un interesse in causa. Quando i dati sono concessi in maniera isolata il loro valore è minimo. Bisogna avere invece il diritto di accesso a tutti i dati, in una dinamica che inciderebbe in maniera importante sulla lotta alla corruzione e su delle pratiche distorte di selezione di alcuni ruoli all'interno delle amministrazioni". A questo Luna ha replicato che "ho detto e scritto in tutte le sedi e a più riprese, anche rivolgendomi direttamente a Matteo Renzi, che considero quello del FOIA un passaggio essenziale, cosa che ho ribadito anche al lancio del portale Soldi Pubblici". Si è così entrati nel merito della piattaforma presentata a ridosso delle festività natalizie con l'obiettivo di promuovere e migliorare l’accesso e la comprensione dei cittadini sui dati della spesa della Pa; tramite la stringa di ricerca dell'home page è infatti possibile, al motto di "quanto, chi, cosa", conoscere l'ammontare dei pagamenti effettuati su determinate voci di spesa delle Regioni, delle Aziende Sanitarie, delle Province e dei Comuni. Lo strumento pesca tra i dati collezionati da SIOPE, il Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici frutto di una collaborazione tra Banca d’Italia e Ragioneria Generale dello Stato che aggrega i pagamenti giornalieri delle diverse PA. Nonostante la precisazione sulla necessità di ulteriori interventi volti a migliorare una piattaforma attualmente in fase beta non sono mancate diverse e puntali critiche ad un progetto che, secondo alcuni addetti ai lavori, sarebbe ancora molto lontano da una piattaforma che possa definirsi rivoluzionaria. "Io credo che quella realizzata non sia per nulla un'operazione banale - ha precisato Luna - perché per la prima volta abbiamo una trasparenza fortissima delle spese degli enti locali e, tra qualche giorno, avremo anche quella dei ministeri. I dati sono ora scaricabili integralmente in tutti i formati e c'è già chi li sta rielaborando creando contenuti di alto valore nell'ottica della comprensione delle spese dei Comuni. Dal 31 marzo, quando la fatturazione elettronica per la Pa locale diventerà obbligatoria, noi avremo il dettaglio delle spese di ogni ente fino alle singole penne". 12 gennaio 2015
  • “Internet 2.0: nuovi profili della regolazione”, il convegno del 9 maggio presso l’Università Europea di Roma

  • Accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia: Agcom definisce i prezzi

    Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nella riunione del 28 luglio, relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, lo schema di delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia, valido per il periodo 2014-2017. "Con questa decisione - si legge in una nota dell'Agcom - vengono definite regole e prezzi per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti, uniformi su tutto il territorio nazionale, dando così certezza al mercato e creando le condizioni per nuovi investimenti nelle reti NGA". Le principali regole riguardano:
    1. l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare;
    2. la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling sub-loop unbundling;
    3. nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti;
    4. semplificazione amministrativa tramite l’armonizzazione del sistema degli SLA e delle penali tra i vari servizi di accesso, la maggiore efficienza nei procedimenti di approvazione delle offerte di riferimento di Telecom;
    5. penali più stringenti, in capo a Telecom Italia, in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti,
    6. chiare regole per l’uso del vectoring, in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet;
    7. nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni;
    8. chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati.
      Riguardo agli obblighi 2 e 3 Telecom "dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che sarà sottoposta all’Autorità, che la approverà nell’ambito di un apposito procedimento". Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    • canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
    • definizione coerente dei costi, secondo criteri di efficienza, di tutti i servizi di accesso alla rete in rame e fibra ottica dal 2015 al 2017 (i canoni mensili dei servizi principali sono riportati nella Tabella sottostante);
    • sostanziale stabilità del canone di unbundling e dei prezzi di accesso alle infrastrutture in fibra;
    • ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    • valutazione al costo del canone del sub-loop.
      "Tale pacchetto di misure - prosegue l'Authority - fornirà un maggiore incentivo alla infrastrutturazione in fibra ottica, favorendo il passaggio dai servizi in rame ai servizi in fibra; certezza delle regole nell’arco temporale dell’analisi di mercato; miglioramento della qualità dei servizi all’ingrosso con effetti positivi sulla concorrenza e, indirettamente, sui consumatori; maggiori garanzie di non discriminazione per gli operatori alternativi, mediante il rafforzamento del modello di equivalence of output; spazi per ulteriori riduzioni dei prezzi al dettaglio". Proposta prezzi 2015-2017 Il testo adottato dall’Autorità sarà notificato alla Commissione Europea, che avrà 30 giorni per valutare la proposta; l’approvazione definitiva è prevista entro l’autunno. Con questo provvedimento, Agcom "mira a dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di raddoppiare la copertura delle reti NGA in due anni (oggi al 35% circa). In questo modo, l’Italia potrà allinearsi agli altri paesi europei e raggiungere l’obiettivo dei 30 Mbit/s al 100% della popolazione nel 2020, previsto dall’Agenda Digitale Europea". 29 luglio 2015
  • Agcom, approvata delibera su analisi mercati dell'accesso alla rete fissa di Telecom Italia

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo aver ricevuto il via libera dalla Commissione Europea lo scorso 5 ottobre, ha approvato, con relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, la delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia, valida per il periodo 2014-2017, definendo "regole e prezzi uniformi su tutto il territorio nazionale per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti". Le principali regole riguardano: a) l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare; b) la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling e sub-loop unbundling; c) nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti; d) la semplificazione amministrativa; e) le revisioni delle penali in capo a Telecom Italia in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti; f) chiare regole per l’uso del vectoring in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet; g) nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni; h) chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom Italia, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati. La Commissione ha espresso parere favorevole all’adozione del provvedimento finale ed ha formulato specifiche osservazioni in merito:
    1. alla non inclusione del servizio VULA nel mercato dei servizi di accesso da centrale locale, come l’ULL;
    2. all’evoluzione delle condizioni competitive nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale;
    3. all’implementazione del vectoring multioperatore (MOV).
      La Commissione, in particolare, ha invitato l’Autorità a proseguire nella realizzazione di un servizio VULA (cosiddetto unbundling virtuale della fibra), a standard elevati, per conseguire funzionalità pari a quelle garantite dal servizio ULL, al fine di renderlo equivalente, per gli operatori, al servizio di accesso disaggregato, contribuendo allo sviluppo del mercato dei servizi di accesso locale. La Commissione ha, inoltre, apprezzato le valutazioni dell’Autorità sul differente grado, a livello geografico, di infrastrutturazione in reti in fibra ottica (NGA) in Italia, tale per cui solo una parte del territorio nazionale vede la presenza di più reti a banda ultralarga tra loro in competizione. La Commissione ha pertanto invitato l’Autorità a valutare l’opportunità, nella prossima analisi di mercato, di riesaminare la definizione geografica del mercato o la necessità di una differenziazione geografica delle misure correttive, con riferimento a quanto ipotizzato nella delibera n. 42/15/CONS per lo scenario beta. La Commissione, infine, ha accolto favorevolmente l’intenzione dell’Autorità di innovare nel settore del vectoring, nell’ambito di una rete aperta alla competizione infrastrutturale, attraverso l’elaborazione di un processo inteso a diffondere il MOV, innovativo a livello Europeo, basato sui requisiti tecnici approvati dall’Autorità. Riguardo agli obblighi di cui ai punti b) e c), Telecom Italia dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che verrà valutata nell’ambito di un apposito procedimento. Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    1. canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
    2. definizione coerente dei costi, secondo criteri di efficienza, di tutti i servizi di accesso alla rete in rame e fibra ottica dal 2015 al 2017;
    3. sostanziale stabilità del canone di unbundling e dei prezzi di accesso alle infrastrutture in fibra;
    4. ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    5. valutazione al costo del canone del sub-loop.
      "Tale pacchetto di misure - assicura l'Agcom - fornirà un maggiore incentivo alla infrastrutturazione in fibra ottica, favorendo il passaggio dai servizi in rame ai servizi in fibra, certezza delle regole nell’arco temporale dell’analisi di mercato, miglioramento della qualità dei servizi all’ingrosso con effetti positivi sulla concorrenza e, indirettamente, sui consumatori, maggiori garanzie di non discriminazione per gli operatori alternativi e spazi per ulteriori riduzioni dei prezzi al dettaglio. L'obiettivo è dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di progredire rapidamente, dal 2013, nella copertura delle reti NGA". 6 novembre 2015
  • Agcom, istruttoria per l'accertamento di eventuali posizioni dominanti nel settore dei servizi media audiovisivi

    L'avvio di un’istruttoria finalizzata all’accertamento della eventuale sussistenza di posizioni dominanti o comunque lesive del pluralismo nel settore dei servizi di media audiovisivi. È quanto deliberato dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi dell’articolo 43, comma 2 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. "Tale settore - si legge in una nota dell'Agcom - ha subito negli ultimi anni rilevanti trasformazioni. A livello globale si stanno sviluppando processi di diversificazione produttiva e di consolidamento, potenzialmente propedeutici ad intese e concentrazioni anche tra soggetti appartenenti a mercati sino ad ora distinti. Nuovi attori partecipano alla catena del valore dei contenuti audiovisivi, nella fase di aggregazione e distribuzione dei prodotti. Alla luce del processo di convergenza in atto, si attenuerà progressivamente la linea di demarcazione tra servizi lineari e non lineari. L’innovazione tecnologica abilita modelli di offerta che integrano la programmazione broadcast e broadband e, nel contempo, aumenta il grado di concorrenza inter-piattaforma". Alla luce di tali cambiamenti strutturali, l’Autorità intende procedere ad "una ricognizione delle condizioni competitive del settore, in un’ottica di tutela del pluralismo". Il procedimento, relatori i Commissari Antonio Martusciello e Antonio Nicita, avrà una durata di 180 giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento sul sito web dell’Autorità, prorogabile con atto motivato di ulteriori 90. 13 maggio 2015
  • Agcom, provvedimento di diffida verso Telecom Italia

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha adottato un provvedimento di diffida relativo alle nuove condizioni contrattuali ed economiche su cui Telecom Italia si accinge a spostare la propria clientela residenziale di rete fissa. La decisione è stata approvata nel Consiglio di lunedì su proposta del relatore Antonio Nicita e al rispetto degli articoli 53, 54, 70 e 71 del Codice delle comunicazioni elettroniche. "A seguito delle attività di verifica della manovra proposta da Telecom Italia svolte in questi mesi - spiega l'Agcom - sono state riscontrate alcune criticità in relazione a due profili di tutela previsti dalla normativa: l’esaustiva e trasparente informazione resa alla clientela, anche al fine di garantire un corretto esercizio del diritto di recesso; la tutela del diritto di scelta per gli utenti che utilizzano il cosiddetto servizio universale, in sostanza quei clienti che hanno attivo il servizio di connessione alla rete di comunicazione pubblica in postazione fissa (accesso alla linea Rtg) e che non hanno attivato in passato offerte tariffarie aggiuntive rispetto a tale servizio". "Il richiamo alla maggiore trasparenza e ampiezza dell’informazione - chiosa l'Authority - è un principio, generale e di estrema importanza per l’Autorità, di tutela dei consumatori, da rispettare in caso di proposta di modifica delle offerte commerciali. Inoltre, la tutela di quei consumatori che dalla connessione alla linea Rtg (servizio universale) passerebbero all’offerta Tutto Voce ha portato l’Autorità ha rilevare l’assenza di un espresso consenso da parte del consumatore, elemento ritenuto critico anche per gli effetti sui livelli di spesa mensile derivanti dal passaggio ad un servizio ulteriore rispetto al servizio base di collegamento alla rete". 23 aprile 2015
  • Agenzia per l'Italia Digitale, avviso per la selezione del nuovo direttore generale. Candidature aperte fino al 13 aprile. Poggiani: "Esperienza straordinaria"

    Annunciate da Wired, confermate dalla diretta interessata in un dibattito che nello scorso weekend ha riempito i newsfeed di Twitter degli addetti ai lavori, formalizzate nella serata di ieri. Le dimissioni di Alessandra Poggiani dal vertice dell'Agenzia per l'Italia Digitale chiudono il capitolo del secondo direttore generale dell'ente istituito nel 2012 con "il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana in coerenza con l’Agenda digitale europea" e contribuire "alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica". "È stata un'esperienza straordinaria – ha commentato Poggiani - grazie alla collaborazione di tutti i colleghi di AgID e dell'intera squadra di governo siamo riusciti in poco tempo a rendere operativa la macchina, mettere a sistema tutti i cantieri aperti, approvare un piano di lavoro concreto e misurabile al 2020 e realizzare primi risultati tangibili, come lo switch-on della fatturazione elettronica e l'avvio operativo del sistema di identità digitale. Il mio più sentito ringraziamento va al Ministro Madia e ai colleghi di AgID con cui anche domani continueremo, come sempre, a lavorare senza interruzioni", ha concluso assicurando lo svolgimento delle attività sino alla nomina del nuovo direttore. Nomina che arriverà al termine di una selezione i cui termini sono contenuti nell'avviso diramato nelle scorse ore dal dipartimento della funzione pubblica. "Coloro che intendono candidarsi - si legge nel documento - possono presentare la propria istanza di conferimento del suddetto incarico entro le ore 13 del 13 aprile 2015 al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.". 31 marzo 2015
  • Agid pubblica i regolamenti tecnici per l’avvio di Spid: "A dicembre la prima identità digitale"

    A pochi giorni dalla sentenza con la quale il Tar del Lazio ha annullato alcune parti del decreto attuativo del Sistema Pubblico di Identità Digitale(SPID), è l'Agenzia per l'Italia Digitale a segnare un passo in avanti nel percorso di realizzazione del progetto. In collaborazione con il Garante privacy, infatti, l'AgID ha emanato quattro regolamenti tecnici sulle caratteristiche del sistema, i tempi e le modalità di adozione da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, le regole necessarie ai gestori per il riuso delle identità pregresse e l'accreditamento degli stessi gestori. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, tra le caratteristiche richieste è presente anche quella del capitale sociale previsto nel Dcpm oggetto della sentenza del tribunale amministrativo laziale.
    La sentenza del Tar sul Decreto Spid: una prima lettura
    SPID è descritto dall'Agid come "la nuova infrastruttura paese di login che permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale, in maniera semplice e sicura, ai servizi on line della pubblica amministrazione e dei privati che aderiranno. L’identità SPID è costituita da credenziali erogate dagli identity provider o gestori di identità digitale, aziende che rispondono alle caratteristiche definite dai regolamenti tecnici e che dal 15 di settembre 2015 potranno fare richiesta di accreditamento. Cittadini e imprese saranno liberi di scegliere il gestore di identità che preferiscono poiché tutti applicheranno le regole di gestione definite da AgID". Esisteranno tre livelli d'identità, ciascuno di questi determinerà il livello di sicurezza dei servizi on line ai quali sarà possibile accedere. "Entro dicembre - annuncia l'Agenzia - verranno rilasciate le prime identità digitali a cittadini e imprese (una scadenza che nell'Agenda per la semplificazione 2015-2017 pubblicata in maggio sul sito della Funzione Pubblica era fissata a settembre, ndr). Agenzia delle Entrate, Inail, INPS, Regione Piemonte, Friuli Venezia e Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Marche permetteranno già l’accesso ai propri servizi tramite SPID. In 24 mesi il sistema pubblico di identità digitale sarà esteso a tutta la pubblica amministrazione così da permettere a tutti di accedere con un’unica identità digitale ai servizi digitali". infograf_spid_r4-1000  

    Riforma della Pa, approvate alla Camera le misure sulla “cittadinanza digitale”. Che passa per il digital first

    28 luglio 2015
  • Anagrafe nazionale popolazione residente, AgID assicura: "Parte entro dicembre"

    "L'Anagrafe nazionale della popolazione residente sarà attiva per i 2 comuni italiani di Cesena e Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, entro dicembre 2015". È l'Agenzia per l'Italia Digitale a confermare l'imminente avvio del progetto, che vedrà il subentro di altri 24 comuni, già inseriti nella sperimentazione, nel gennaio 2016. "Questi primi 26 comuni - spiega l'Agenzia in una nota - coprono su tutto il territorio nazionale una popolazione di oltre 6,5 milioni di abitanti e rappresentano tutte le diverse tipologie di ente. Sulla base di questa prima esperienza proseguirà la diffusione sui rimanenti comuni italiani con un programma che si completerà entro la fine del prossimo anno". L’obiettivo finale è quello di far confluire in un’unica base dati centralizzata a livello nazionale le oltre 8mila attuali banche dati anagrafiche presenti nei Comuni del territorio italiano, semplificando e ottimizzando il sistema anagrafico comunale. "L’Anpr - prosegue AgId - consentirà ai cittadini di effettuare cambi di residenza da qualsiasi comune italiano e di richiedere certificati anagrafici anche in comuni diversi da quello di residenza, come dettato dal regolamento di anagrafe civile emanato il 18 agosto 2015 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Renderà possibile il censimento continuo dei cittadini da parte dell’Istat, eliminando gli onerosi costi dei censimenti periodici. Consentirà inoltre alle Pa di acquisire informazioni anagrafiche consultando online la sola banca dati Anpr, evitando così il mantenimento di onerose banche anagrafiche per l’erogazione dei servizi". Tempi che sembrano coincidere con un altro dei pilastri della digitalizzazione dei rapporti cittadino-Pa, il Sistema pubblico di Identità digitale; lo Spid, che il direttore generale Antonio Samaritani ha definito "strategico anche e soprattutto nella prospettiva dei prossimi cinque anni", e seppur in ritardo e con delle criticità da risolvere, dovrebbe infatti dare i primi concreti frutti proprio in chiusura di anno.
    ePayment verso la Pa: la roadmap dell’Agid
    20 ottobre 2015
  • Antonio Samaritani è il nuovo Direttore generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale

    29d5687"Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha informato il Consiglio dei Ministri della nomina di Antonio Samaritani a nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale". L'annuncio appare in serata, ad un mese esatto dalle dimissioni di Alessandra Poggiani. Ingegnere, CIO della Regione Lombardia (Direttore Sistemi Informativi e Tlc), Samaritani vanta una lunga esperienza di management consulting nell'Information technology. A poche ore dall'avvio dell'Expo di Milano è rilevante il fatto che Samaritani abbia contribuito in prima persona allo sviluppo di E015 digital ecosystem, un "ambiente digitale di cooperazione aperto, competitivo, non discriminatorio e concorrenziale per lo sviluppo di applicazioni software integrate" che ha "l'obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi da parte del sistema delle imprese a favore dei cittadini, non solo nel periodo di preparazione e di svolgimento dell’esposizione universale, ma anche per gli anni successivi". "L'Italia di solito progredisce quando c'è un evento - dichiarava Samaritani nel maggio 2013 commentando un intervento in materia di Agenda Digitale di Agostino Ragosa, allora proprio Direttore di Agid, ad un convegno organizzato da Gartner - ed Expo è senza dubbio una grande occasione attorno alla quale dare concretezza alla smart city e dare concretezza ad un'offerta diversa in determinati servizi". 29 aprile 2015