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  • Deutsche Telekom, il rispetto della neutralità e i drastici tagli al personale

    Il principale provider tedesco si prepara a rivedere i pacchetti offerti ai propri utenti dopo la bocciatura dei piani di network management inaugurati la scorsa primavera, rinunciando al ricorso in appello. Intanto indiscrezioni parlano di migliaia di licenziamenti in T-System, comparto specializzato nei servizi IT Deutsche-TelekomNessun testa a testa tra Deutsche Telekom e autorità tedesche sulla neutralità della rete. Il colosso delle telecomunicazioni tedesche ha infatti messo in cantiere una nuova strategia conseguente alla sentenza con la quale sono state cassate le sue intenzioni di ridurre il traffico degli utenti "colpevoli" di consumare troppa banda. Nell'aprile scorso, infatti, l'azienda annunciava una revisione delle offerte volta a penalizzare i consumatori più attivi, per i quali, raggiunta una certa soglia di traffico, la connessione sarebbe stata ridotta a 384kbps. Il tutto, peraltro, tenendo fuori dal conteggio il traffico generato tramite i servizi video della telco stessa e quelli dei servizi con i quali avrebbe stipulato specifici accordi. Alle reazioni di larga parte del sistema tedesco a tale scenario faceva seguito, ad ottobre, una sentenza del tribunale di Colonia che vietava all'azienda tale pratica; incassato il colpo e accantonata l'ipotesi di ricorrere in appello, Deutsche Telekom sta ora studiando nuovi pacchetti da proporre agli utenti e una strategia che le permetta, come affermato dal numero uno Niek jan Van Damme, di "riguadagnare la fiducia dei clienti persa durante questa vicenda". Tuttavia, il "nuovo corso" sembra comunque orientato al risparmio di banda, con la predisposizione di abbonamenti con volumi di dati fissi molto più convenienti rispetto a quelli con previsioni di traffico forfettarie. Intanto è bufera su T-System, il braccio IT dell'azienda focalizzato sul segmento corporate. Nei prossimi tre anni si prevede infatti un taglio di un numero di lavoratori che va dalle 4 alle 8mila unità. Stando a quanto riportato dal quotidiano Handelsblatt la presentazione del piano di riduzione del personale al consiglio di sorveglianza aziendale sarebbe imminente e aprirebbe un nuovo fronte di tempesta per la telco teutonica, quello della battaglia sindacale. Foto: Digitaltveurope.net 3 dicembre 2013
  • Diritto d'autore, il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali entra nel vivo dei lavori

    La promozione della cultura della legalità nella fruizione dei contenuti che circolano sulle reti di comunicazione elettronica è stato più volte indicato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni come uno dei pilastri sui quali poggia il Regolamento per la tutela del Diritto d'autore entrato in vigore lo scorso 31 marzo. L'articolo 4 del Regolamento stesso istituisce così il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitaliinsediatosi lo scorso aprile e ieri riunito per la seconda volta presso la sede romana dell'Agcom. Un incontro presieduto da Francesco Sclafani, Segretario generale dell’Autorità e Presidente del Comitato, che ha coordinato i lavori, ai quali hanno partecipato anche i cinque rappresentanti dell’Autorità, i proff. Alberto Maria Gambino, Vincenzo Meli, Gilberto Nava, Gian Michele Roberti e Giuseppe Rossi. Nel corso della riunione è stata approvata la suddivisione del Comitato nelle tre sezioni tematiche Educazione alla legalità e Codici di autoregolamentazione, Promozione dell’offerta legale e Monitoraggio del Regolamento, e si è discusso del programma di lavoro annuale 2015, che sarà posto in consultazione dei Componenti del Comitato per trenta giorni, nonché delle modalità di organizzazione dei lavori. Sono stati, inoltre, presentati i dati relativi all’attività svolta dall’Autorità ai sensi del Regolamento a partire dalla sua entrata in vigore, un bilancio anticipato qualche giorno fa dal presidente dell'Authority Angelo Marcello Cardani a Londra. Durante i lavori è stato anche presentato il Memorandum per il contrasto della pirateria su internet, da poco siglato tra IAB Italia, FPM e FAPAV, che pone le basi per un meccanismo di autoregolamentazione finalizzato al blocco delle inserzioni pubblicitarie sui siti illegali. La terza riunione plenaria del Comitato è stata fissata per il prossimo 25 settembre; i lavori delle tre Sezioni tematiche saranno avviati il prossimo 14 luglio. 20 giugno 2014
  • Le competenze digitali entrano nei programmi scolastici Ministeriali. Da definire il ruolo di AgID e del docente coordinatore

    di Michele Gorga[*] La recente riforma della scuola varata dal Parlamento, tra le altre novità, introduce la previsione dell’insegnamento di una nuova disciplina scolastica curriculare: quella delle “competenze digitali”. Si prevede, infatti, che a decorrere dal prossimo anno scolastico 2015/2016 le istituzioni scolastiche saranno tenute a promuovere all'interno dei piani triennali dell'offerta formativa (POF), ossia all’interno del piano dell'identità culturale e progettuale curricolare ed extracurricolare della scuola, azioni coerenti con le finalità e gli strumenti previsti nel Piano nazionale per la scuola digitale. In capo al Ministero della Pubblica istruzione le nuove norme pongono il compito di sviluppare le competenze digitali degli studenti e di rendere la tecnologia digitale strumento didattico di costruzione delle competenze in generale. Il Piano nazionale inoltre dovrà essere in sinergia con la programmazione europea e regionale e coerente con il Progetto strategico nazionale per la banda ultralarga. II Piano nazionale per la scuola digitale persegue, infatti, obiettivi di realizzazione di attività volte allo sviluppo delle competenze digitali anche attraverso la collaborazione con le università, le associazioni, gli organismi del terzo settore e le imprese, nonché il potenziamento degli strumenti didattici necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione delle istituzioni scolastiche. Sono state previste, poi, dalle nuove norme, tutta una serie di strumenti organizzativi e tecnologici volti a favorire la governance, la trasparenza e la condivisione dei dati tra dirigenti, docenti e studenti e tra scuola e Ministero. Ampio risalto la normativa riserva alla formazione dei docenti per l'innovazione didattica e per lo sviluppo della cultura digitale per l'insegnamento, l'apprendimento e la formazione delle competenze lavorative, cognitive e sociali degli studenti, nonché per la formazione del personale amministrativo della scuola. Si prevede, inoltre, il potenziamento delle infrastrutture di rete e della connettività nelle scuole, la valorizzazione dell’esperienze e una rete nazionale di centri di ricerca e di formazione, mentre i testi didattici dovranno essere in formato digitale e sarà incentivata la produzione e la diffusione di opere e materiali per la didattica, prodotti autonomamente dalle singole scuole. Nasce anche la nuova figura del docente coordinatore delle competenze digitali che ciascuna istituzione scolastica è tenuta ad individuare, nell'ambito dell'organico, e a cui sarà affidato il coordinamento delle attività delle competenze digitali; non va tuttavia confuso con l’insegnante tecnico-pratico che “affianca”, come precisa la normativa, il docente coordinatore. Per favorire lo sviluppo della didattica le scuole dovranno, anche attraverso i poli tecnico-professionali, dotarsi di laboratori territoriali da aprire alla partecipazione di cofinanziatori che potranno essere gli enti pubblici locali, le camere di commercio, le Università, le associazioni, le fondazioni, gli enti di formazione professionale, le imprese private. Per raggiungere gli obiettivi di orientamento della didattica e della formazione ai settori strategici del Made in Italy, sulla base alla vocazione produttiva, culturale e sociale dei territori di riferimento, nonché per garantire la fruibilità dei servizi propedeutici al collocamento al lavoro e alla riqualificazione dei giovani non occupati, la novella prevede la possibilità che le scuole siano aperte al territorio e utilizzate come spazio anche al di fuori dell'orario scolastico e quindi quale luogo dove poter sviluppare le competenze digitali con la Coalizione Nazionale delle competenze digitali promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Quest’ultima supporta e integra sia i progetti nazionali che quelli territoriali; correlandoli alle iniziative dell’Agenda Digitale italiana, favorisce, inoltre, lo scambio delle esperienze formative e il riutilizzo delle buone prassi. Alla coalizione, promossa dalla stessa AgID, partecipano soggetti pubblici e privati di rilevanza nazionale attivi nell’area delle competenze digitali con lo scopo di promuoverne e valorizzarne i progetti anche in partnership e per l’utilizzo della piattaforma della Coalizione per diffondere, in modo capillare, le abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’uso del computer, azione in linea con quanto previsto dal pilastro 6 dell’Agenda Digitale Europea, che si è posto l’obiettivo di realizzare la cittadinanza e l’inclusione digitale in coerenza con le competenze che la legge 13 luglio 2015, n. 107 assegna alla nuova scuola Italiana. [*] Avvocato, consulente giuridico presso Agenzia per l'Italia Digitale 27 luglio 2015