DIMT.IT - pitruzzella

  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "Internet 2.0", tutti i video degli interventi del Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Sono online i video integrali degli interventi di “Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", Convegno che ha avuto luogo presso l'Università Europea di Roma il 9 maggio scorso.

    I nuovi profili della regolazione di Internet: il report della ricca giornata

    Di seguito una selezione del materiale disponibile sul canale Youtube dell'Università. 30 maggio 2014
  • “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”: report, video, audio e materiali del convegno presso l'Agcm

    L'evento, promosso dalla stessa Autorità e dall'Accademia Italiana del Codice di Internet, ha avuto luogo il 14 maggio. Hanno partecipato ai lavori il Presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, l'on. Stefano Quintarelli e diversi accademici impegnati nell'analisi dello scenario aperto dai mercati digitali "Abbiamo identificato i fenomeni ambientali, nuovi e complessi, del sistema Internet, esaminato le regole esistenti e i loro enforcement, ma soprattutto abbiamo tentato di formulare delle proposte di regolamentazione futura e di evoluzione dell'enforcement stesso". È così che la Dott.ssa Gabriella Muscolo[audio], componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha chiuso i lavori di “Diritti e benessere del consumatore nell’ecosistema digitale”, evento che ha avuto luogo presso l'Auditorium dell'Agcm nel pomeriggio di giovedì 14 maggio. A promuovere l'appuntamento la stessa Authority unitamente all’Accademia Italiana del Codice di Internet in occasione della pubblicazione del volumeI nuovi diritti dei consumatori. Commentario al D.Lgs. n. 21/2014 ”,curato dal Prof. Alberto Gambino e dall’Avv. Gilberto Nava, nonché dell’avvio della III edizione del Master in diritto della concorrenza e dell’innovazione organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma.

    I video degli interventi

    Il Prof. Giovanni Pitruzzella[audio],Presidente dell’Agcm, ha aperto i lavori sottolineando che "nell'ultimo periodo l'Antitrust tende ad instaurare un rapporto sempre più frequente con l'accademia, con gli studiosi e con gli operatori proprio perché parliamo di un diritto di frontiera che richiede una evoluzione costante in rapporto con le grandi trasformazioni della tecnologia e dell'economia che caratterizzano questa era. La tutela del consumatore in ambiente digitale presenta delle peculiarità non solo normative, ma lancia una sfida alle Autorità antitrust, che l'Agcm ha raccolto in pieno aprendo e concludendo casi di un certo rilievo anche a livello europeo sia sul terreno della tutela del consumatore sia su quello della tutela della concorrenza. Sul primo piano ci siamo mossi come apripista, anche perché l'Autorità italiana gode di strumenti di enforcement probabilmente più raffinati rispetto a quelli di cui dispongono altri, ma sempre in una collaborazione che prevede scambi di informazioni in merito a un tema sul quale la Commissione europea credo voglia investire. Sul secondo secondo versante, abbiamo agito a stretto contatto con le altre Autorità, in particolare con quella francese e quella svedese, per raggiungere decisioni comuni". Il Prof. Gustavo Olivieri[audio],Direttore del Master, ha successivamente sottolineato il collegamento "fra le questioni affrontate nel volume e l'agenda che è stata recentemente pubblicata sotto forma di comunicazione dalla Commissione Europea sul mercato unico digitale, che apre un vero e proprio cantiere che occuperà gli ordinamenti nazionali per i prossimi anni sotto vari profili fra cui certamente quello della tutela del consumatore. Tra gli argomenti segnalati nell'agenda della Commissione c'è infatti, al paragrafo 3.4, rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Da questo punto di vista mi sembra che una delle chiavi di lettura sia delle novità recenti sia in prospettiva possa essere proprio quella di rafforzare la tutela e la confidenza dei consumatori con l'accesso ai servizi in rete. In questo senso credo che i dati recentemente pubblicati dall'Osservatorio sulle comunicazioni per l'Italia siano eloquenti e segnalino un preoccupante ritardo del nostro Paese. Basti citare che gli italiani che usano Internet per fare degli acquisti sono meno della metà della media europea". "Non credo - ha chiosato il Prof. Olivieri - basti soltanto rafforzare l'armamentario giuridico e la tutela per migliorare il quadro, ma è certamente uno degli elementi sui quali occorre lavorare per avvicinare i consumatori italiani all'uso della rete come strumento di acquisto e utilizzo di beni e di servizi. Diversi punti meritano di essere individuati: un primo tema è quello delle interferenze tra questa disciplina e altri settori che ne sono toccati e coinvolti, e penso al settore dei servizi di pagamento; un secondo settore che necessita di un coordinamento è quello del diritto d'autore sulla rete. Terzo punto, più in generale, sappiamo che in questi mesi si sta studiando l'attuazione della direttiva sui sitemi alternativi di risoluzione delle controversie; ci sono settori dove si è già fatto qualcosa di egregio, ma certamente c'è tutto il mondo dei servizi e dei prodotti commerciali che a mio avviso va pensato e coordinato per dare maggiore efficacia ed effettività alla tutela dei consumatori con servizi di risoluzione delle controversie che allo stato non possono dirsi, nel nostro Paese, sufficientemente sviluppati e che credo l'attuazione della direttiva contribuirà a rendere più efficienti". La sessione su Internet come facilitatore nella creazione e condivisione di beni e servizi è stata aperta dal Prof. Paul Nihoul[audio] (University of Louvain e Presidente di Ascola), il quale ha tracciato una evoluzione storica dei mezzi di comunicazione e delle peculiarità introdotte nelle varie fasi, concludendo sulla tensione e sulla convivenza tra una competizione "distruttiva" e una competizione "costruttiva". Convegno 14 maggio 2015 1 Dopo di lui l'On. Stefano Quintarelli[audio], deputato di Scelta Civica e Presidente del Comitato di Indirizzo dell'Agenzia per l'Italia digitale, ha esordito affermando che "il tema è squisitamente politico. Purtroppo in parlamento, in Italia, su mille parlamentari siamo solo tre informatici; l'effetto netto è che quando si discute di certe cose spesso non se ne capisce la rilevanza".  Quintarelli ha esaminato uno scenario nel quale "quelli che una volta erano abilitatori oggi sono nuovi intermediari", descrivendo Internet come "la dimensione immateriale dell'esistenza" e sostenendo che "mettere insieme la parola neutralità con motore di ricerca è un ossimoro. Il motore di ricerca deve fare delle scelte, e la trasparenza dell'algoritmo è una cosa impossibile. Anche se un problema esiste e dobbiamo farci la punta al cervello per trovare la soluzione". Convegno 14 maggio 2015 4Il Prof. Alberto Gambino[audio],Presidente dell'Accademia, ha ripercorso il lavoro che ha portato al commentario, prima di spiegare: "L'Accademia è una sorta di spin off del Prin La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure, ed è dunque una prosecuzione del percorso di studio di questi temi e contenuti, ai quali si punta a dare una caratterizzazione più pratica e pragmatica anche in una cornice di dialogo con le istituzioni e le autorità". La discussione che ne è seguita è stata presieduta e moderata dalla dott.ssa Muscolo: "I primi a dover migliorare la conoscenza dell'alto tasso tecnologico alla base dei nuovi mercati siamo proprio noi enforcer. Un assunto fondamentale è che tra mercato e diritti non vi è antinomia, ma questo mercato digitale è speciale e al suo interno si aprono questioni rilevanti". Convegno 14 maggio 2015 2 Il Prof. Marco Gambaro[audio] dell'Università degli Studi di Milano è intervenuto con una relazione dal titolo Dinamiche competitive in rete: "Agli albori della rete molti economisti sostenevano che con Internet, essendo più facile confrontare i prezzi, il mercato sarebbe andato meglio e la concorrenza avrebbe funzionato di più. Allo stesso tempo alcuni filoni di pensiero sostenevano che alcune nicchie non sfruttate a causa dei costi di transazione sarebbero state occupate. Ma la dispersione dei prezzi resta evidente anche nei mercati elettronici e la lunga coda non è così incisiva come si sperava". "Non è un fenomeno nuovo, ma la dimensione verticale della concorrenza è aumentata nei mercati digitali. Non è più utilizzabile un approccio statico all'attività di promozione della concorrenza, la definizione statica dei mercati funziona solo parzialmente. E il tema delle autorità antitrust diventa quello di assicurare che questo gioco dell'innovazione, dove i monopoli vengono scardinati da altra innovazione, possa evolvere nel modo corretto". "Su un altro fronte - ha proseguito il Prof. Gambaro - con i mercati digitali i consumatori si trovano in posizione più sfavorevole rispetto al negozio tradizionale; se infatti chi acquistava aveva la possibilità di tenere i soldi in una mano e il prodotto nell'altra, pagando a valle, ora deve pagare prima e sperare gli arrivi il prodotto, mentre gli intermediari sono distanti, le comunicazioni con essi spesso difficoltose e le piattaforme declinano responsabilità di terze parti. Credo bisognerà ragionare su come compensare alcune asimmetrie". Search neutrality e consumer welfare è stato l'argomento sul quale si è focalizzata la Prof.ssa Valeria Falce[audio] dell'Università Europea di Roma: "Due sono le principali novità intervenute nell’ultimo mese: da un lato le contestazioni notificate il 15 aprile scorso a Google, in cui la Commissione lamenta la preferenza che il motore di ricerca accorderebbe sistematicamente ai risultati legati o comunque riconducibili a soggetti con i quali Google intrattiene relazioni commerciali, a prescindere cioè da una effettiva rilevanza dei servizi Google rispetto alla query inserita dall’utente nella barra di ricerca; da un altro lato, la Comunicazione del 6 maggio sulla strategia da seguire per realizzare il Mercato unico digitale, in cui la Commissione, nel soffermarsi sul Secondo Pilastro (creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi), riconosce i cambiamenti epocali intervenuti, lo stravolgimento dei tradizionali modelli di business, il ruolo propulsivo della concorrenza e dell’innovazione". "Nell’ambito del procedimento antitrust, alla Commissione spetterà chiarire quale sia il ruolo dell’innovazione nell’economia digitale, declinare le dinamiche competitive sui mercati interessati, e di qui valutare se la condotta di Google sia riconducibile ad una, aggressiva ma pur sempre legittima, iniziativa innovativa ovvero ad una strategia che interferisce significativamente sulla concorrenza e l’innovazione. Quanto alla Strategia sul mercato digitale, la Commissione sarà chiamata ad approfondire i limiti strutturali e comportamentali connessi all’attuale architettura, per poi proporre soluzioni di metodo e di merito”. "La sfida che si annuncia è innanzitutto di policy. Si dovranno scoprire le carte su delicati temi; ad esempio, la neutralità dei motori è un obiettivo da perseguire nella prospettiva dell’innovazione, della concorrenza e del benessere dei consumatori? E semmai le evidenze confermassero la selettività nelle scelte operate da Google, l’esercizio di questa scelta avrebbe in sé una carica anticoncorrenziale o esprimerebbe l’innovatività di un servizio? Più tecnicamente, quella condotta qualificherebbe in sé un abuso o andrebbe accertato un effetto distorsivo?”. "Nell'ambito del più ampio mosaico disegnato dalla Digital Single Market Strategy for Europe, la Commissione ha preannunciato entro il 2015 un approfondimento sul ruolo delle piattaforme, sul peso della shared economy e sul contributo degli intermediari on line sotto quattro diverse ed intrecciate prospettive: la trasparenza nei risultati di ricerca, l’uso delle informazioni acquisite; le opportunità e gli ostacoli, per consumatori e imprese, nel passaggio da una piattaforma ad un’altra e le misure da introdurre per contrastare la condivisione di contenuti illegali su Internet". "Alla fine - ha concluso - bisognerà decidere come garantire un armonico sviluppo dell’ecosistema digitale. La scelta potrà consistere nel promuovere iniziative bottom up, ed è quanto si sta realizzando in materia di standard, brevetti e cloud, lasciare il mercato libero di esprimersi, salvo poi intervenire in caso di condotte anticoncorrenziali, ed è quanto sta accadendo con il caso Google Ue, o, infine, sancire la sfiducia nei confronti dei meccanismi auto-regolatori del mercato, e avviare come extrema ratio un processo regolatorio". Il Prof. Massimiliano Granieri[audio] (Università degli Studi di Brescia) ha concentrato la sua attenzione su Economia della conoscenza ed evoluzione dei mercati, approfondendo le criticità emerse in relazione al servizio Google News e al non sempre facile rapporto con gli editori in Europa: "Innanzitutto, ci troviamo a chiederci se sia estendibile la tutela proprietaria ad oggetti nuovi come gli snippets; in secondo luogo, è interessante notare che ci troviamo di fronte ad un inedito caso di rapporto tra proprietà intellettuale e concorrenza. Di solito il titolare del diritto abusava della sua proprietà per escludere un competitor, qui sarebbe invece il titolare a subire l'abuso da un soggetto che non si sa neanche bene se si possa considerare un concorrente. Entrano infine in ballo diritti fondamentali come quello all'informazione". “Bisogna dunque domandarsi innanzitutto se si possa argomentare un presidio proprietario, con tre prospettive; si, no e forse. La prima alletta gli editori, la seconda Google, la terza è una strada che porterebbe sostanzialmente a riconoscere un'eccezione a questo tipo di aggregazione delle notizie. Di sicuro c'è che questo caso in giro per l'Europa al momento ha prodotto dei danni, tanto da portare Google ad interrompere il suo servizio in Spagna, e bisogna dunque chiedersi se i consumatori stiano meglio o peggio. Quando il caso è approdato di fronte all'Agcm, essa ha rimandato il caso al legislatore con l'argomento che non può creare un presidio proprietario”. "È chiaro - ha chiuso il Prof. Granieri - che c'è un profilo di contrasto tra tecnologia e diritto d'autore, un contrasto che genera equilibri puntuali che si creano apparentemente con gli interventi del legislatore ma che in realtà vengono creati da movimenti di mercato", indicando come strada maestra per il regolatore quella di assecondare i movimenti stessi e non tentare di interferire con le naturali dinamiche di mercato. Nuove forme contrattuali e obblighi normativi è stato il focus del Prof. Vincenzo Meli[audio] (Università degli Studi di Palermo): "Da un lato abbiamo uno scenario modernissimo, dall'altro questo scenario esaspera problemi vecchi. Di fronte a questo mercato immateriale e globale abbiamo problemi materiali, locali e personali. In Europa siamo passati da norme tutto sommato abbastanza semplici, a norme sempre più complicate. La sfida dell'Authority è dunque su quali categorie e strumenti usare per interpretare queste nuove norme". Il Dott. Giovanni Calabrò[audio], Direttore generale per la tutela del Consumatore in Agcm, ha ripercorso alcuni dei recenti interventi dell'Authority chiosando che "oggi il consumatore ha bisogno di una tutela immediata. Certo l'Agcm non può dare tutela al singolo consumatore, ma è anche vero che spesso da singole segnalazioni emergono dei veri e propri iceberg". E allargando la visuale sull'Europa: "Abbiamo oltre 300 milioni di europei che fanno transazioni e solo il 15% di essi riesce a superare le frontiere, dato che ci fa capire molto sulle barriere e difficoltà ancora esistenti tra gli Stati. Da una parte dunque c'è il progetto ambizioso della Commissione, dall'altro occorre rafforzare la fiducia rafforzando le tutele. Va detto infine che la Commissione con la Direttiva consumer rights ha riavvicinato sistemi che avevano in alcuni casi discipline molto diverse e ha lanciato una importante campagna di educational. Perché l'idea di fondo è che il consumatore deve essere informato, non bastano direttive ed enforcement". L'ultimo intervento è stato quello del Prof. Gustavo Ghidini[audio 1 / audio 2] (Università LUISS Guido Carli), Condirettore del Master, incentrato su un particolare tipo di consumo, quello di prodotti finanziari: "Penso ad un risparmiatore che ha una modesta preparazione e sulle cui scelte di investimento la pubblicità può costituire una rilevante e concorrente fonte di influenza"; esaminando alcune delle tutele riconosciute al consumatore nell'ambito dell'acquisto di "beni mobili di consumo ordinari" il Prof. Ghidini ha affermato che "non si vede il motivo per negare una tutela corrispondente ai clienti al dettaglio di emittenti intermediari e distributori di prodotti finanziari perché in questa attività si espone il pubblico a rischi ben più elevati rispetto a quelli di un elettrodomestico inefficiente". "Sarei felice - ha auspicato la Dott.ssa Muscolo in chiusura - di dedicare nella Rivista Italiana di Antitrust una sezione ai risultati di questo convegno, sezione che proporrei di intitolare Don't look back".

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    18 maggio 2015
  • “Internet 2.0: nuovi profili della regolazione”, il convegno del 9 maggio presso l’Università Europea di Roma

  • Economia digitale, Pitruzzella: "Cercare di minimizzare gli effetti negativi e sfruttare i vantaggi dell’ultima rivoluzione industriale"

    “La politica della concorrenza è uno degli strumenti fondamentali per uscire dalla crisi e riprendere un sentiero di crescita”. Così il presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella presentando al Parlamento la Relazione annuale dell'Antitrust. Pitruzzella Relazione AnnualeAlla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del presidente del Senato Pietro Grasso e della presidente della Camera Laura Boldrini, Pitruzzella ha illustrato i risultati dell’attività svolta dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato nell’ultimo anno. Dall’inizio del 2014 a oggi, l’Agcm ha irrogato sanzioni per 266 milioni di euro (186 nel 2014 e 80 nei primi cinque mesi e mezzo di quest’anno), concentrando l’attenzione sui cartelli anti-concorrenziali e sulle intese. Sono stati chiusi 23 procedimenti riguardanti intese e tre per abusi di posizione dominante. Sul fronte della tutela dei consumatori, contro le pratiche commerciali scorrette, sono stati chiusi complessivamente 210 procedimenti (di cui 163 nel 2014 e 47 nel 2015). In questo campo, l’ammontare delle sanzioni irrogate è stato pari a 30 milioni di euro (di cui 19,5 nel 2014). “Il più recente periodo – ha sottolineato Pitruzzella – conferma il trend avviato nel 2012 di un riequilibrio tra decisioni con impegni e decisioni con sanzioni a favore di queste ultime. Il messaggio chiaro lanciato ai mercati è che gli illeciti antitrust e le pratiche commerciali scorrette sono perseguiti con severità e che, se è stato commesso un illecito, le probabilità di evitare una sanzione sono davvero esigue”. Un passaggio importante è dedicato al tema delle telecomunicazioni. "Il processo di cambiamento epocale, a livello delle strutture economiche come di quelle istituzionali, indotto dall’esigenza di affrontare la crisi e stimolare la crescita, deve confrontarsi con la quarta rivoluzione industriale promossa dall’affermazione dell’economia digitale. La digitalizzazione in tutte le sue molteplici forme costituisce l’espressione maggiore della spinta all’innovazione ed è un driver fondamentale di crescita. Pertanto, il nostro Paese oggi deve affrontare la sfida di colmare rapidamente il divario digitale che lo separa dai principali Paesi europei: in base al Digital Scoreboard 2015 l’Italia è al 25esimo posto tra gli Stati UE per maturità digitale". "Parimenti - afferma Pitruzzella - va riconosciuto che questa quarta rivoluzione industriale porta con sé inediti conflitti che sembrano caratterizzare l’economia del XXI secolo: la distruzione massiccia di posti di lavoro in settori economici tradizionali; l’emergere di nuove diseguaglianze; l’affermazione di soggetti dotati di un potere economico di ampiezza ancora maggiore di quello delle tradizionali multinazionali e perciò in grado di condizionare sia le dinamiche del mercato, con eventuali effetti di chiusura ai nuovi entranti, sia la funzionalità della democrazia; i nuovi conflitti tra i giganti della rete e le imprese di settori più tradizionali". "Di fronte a tali conflitti possono alimentarsi movimenti neo-luddistici diretti a bloccare il cambiamento, oppure si può cercare di minimizzare gli effetti negativi e sfruttare i vantaggi dell’ultima rivoluzione industriale: libertà invece di limitazione, abbondanza invece di scarsità. Abbondanza che consiste nell’aumento di volume, varietà e qualità, e nell’abbassamento del costo dei tanti beni e servizi resi disponibili dall’economia digitale. Come realizzare tutto ciò è compito della politica, a livello nazionale e a livello europeo". Il presidente dell'Agcm cita a tal proposito la riforma del diritto d'autore in corso a livello continentale e lo sviluppo di una rete ultrabroadband, "senza la quale i nuovi servizi digitali non avranno l’infrastruttura necessaria. Le telecomunicazioni costituiscono, infatti, la spina dorsale dell’economia digitale. Va però segnalato che il controllo da parte di un operatore verticalmente integrato dell’infrastruttura di rete fissa, utilizzata per l’accesso a internet, in assenza di competizione infrastrutturale, può diventare una rendita se non sussistono garanzie idonee ad assicurare che il titolare dell’infrastruttura consenta l’accesso alla rete, a condizioni non discriminatorie, agli altri operatori. A tal riguardo ricordo che il Consiglio di Stato, con una sentenza del 2015, ha definitivamente confermato la decisione dell’Antitrust che sanzionava con 103,8 milioni di euro Telecom Italia, tra l’altro, per aver reso difficoltoso per gli altri operatori l’accesso alla propria rete". Ancora, ricordando l'indagine conoscitiva sul settore della banda larga conclusa lo scorso anno, Pitruzzella ha affermato: "Oggi più che mai la capacità degli operatori privati di poter cogliere appieno le opportunità di investimento offerte dal mercato dipende dalla definizione di una politica pubblica certa, trasparente e coerente nelle sue diverse articolazioni istituzionali: politica industriale, concorrenza, regolazione. Grazie al lavoro di tutte le istituzioni che contribuiscono alla governance economica del settore, tale obiettivo è a portata di mano, soprattutto dopo la predisposizione della Strategia italiana per la banda ultralarga da parte del Governo, cui ovviamente spettano le scelte di politica industriale per assicurare un assetto infrastrutturale efficiente, ferma restando la necessità di realizzare lo stesso in un contesto effettivamente concorrenziale. Ora tocca alle imprese fare la loro parte di protagonisti del mercato cogliendo senza riserve la sfida dell’innovazione". Il presidente Antitrust ha poi passato in rassegna alcune azioni specifiche dell'Authority, dagli acquisti in-app alla contraffazione.
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    18 giugno 2015
  • I nuovi profili della regolazione di Internet: la ricca giornata del Convegno presso l'Università Europea [Audio e Video]

    Ad animare i lavori di venerdì 9 maggio 2014, tra gli altri, gli interventi dei Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell’Università Europea di Roma, del Presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani e del Presidente dell’Agcm Giovanni Pitruzzella. Al tavolo anche Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di emittenti televisive e Confindustria Digitale "Come regolare i fenomeni che abbiamo deciso di racchiudere all'interno della definizione di 'Internet 2.0' garantendo il bilancio delle forze e dei diritti in campo? Bisogna puntare sulla autoregolazione, su una regolazione invasiva o su una co-regolazione che rappresenti una terza via?". È con queste domande che la Prof.ssa Valeria Falce, ordinario di Diritto dell'Economia presso l'Università Europea di Roma, ha introdotto i lavori di "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", Convegno che ha avuto luogo durante la giornata di venerdì 9 maggio presso lo stesso ateneo romano. Sono così riassunte alcune delle principali questioni al centro delle relazioni e degli interventi, che hanno spaziato dalla regolazione delle reti in Italia e in Europa ai diritti e tutele per i consumatori nella realtà digitale, passando per il diritto d’autore sui nuovi media e per il rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete.

    Ascolta l'audio integrale del convegno

    [caption id="attachment_9688" align="alignright" width="400"]Guarda i video dei singoli interventi Guarda i video dei singoli interventi[/caption] Dopo i saluti del Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma P. Luca Gallizia, L.C., è così iniziata la prima sessione, intitolata Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale e presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011. Uno spazio che si è avvalso degli interventi di Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect. Prima-Sessione"La rivoluzione in atto ha i tratti della rivoluzione industriale - ha esordito Viola - Se l'Europa lo comprende e metterà in campo misure concrete sarà un'occasione, ma se si seguirà una semplice retorica dell'innovazione che non tenga realmente conto di tutti i fattori in gioco, positivi e non, allora non andremo lontano. In questo senso il mercato unico è uno strumento olistico di politiche legate al digitale. L'idea che tutto debba avvenire per posta certificata - ha chiosato Viola - è l'equivalente della raccomandata in versione digitale. Non c'è insomma un reale cambio di mentalità. Molto meglio l'identità digitale che permette ai cittadini di autenticarsi tramite uno spazio online. E sulla NetNeutrality, avere una norma europea nella quale si afferma che nessun operatore possa bloccare servizi è un gesto di grande civiltà". È stato un primo bilancio degli effetti del Regolamento antipirateria entrato in vigore il 31 marzo scorso, invece,  il fulcro dell'intervento di Cardani:  "Non abbiamo imbavagliato nessuno, né abbiamo tolto il diritto di espressione a nessuno. Certo non abbiamo cambiato il mondo, perché in un mese di funzionamento non abbiamo potuto stroncare la pirateria informatica, ma i risultati positivi, che stanno già arrivando, saranno graduali, soprattutto dal punto di vista della diffusione dell'educazione all'uso e all'offerta legale delle nuove tecnologie". "Vorrei sottolineare - ha proseguito il presidente Agcom - che per la prima volta dopo 25 anni lo Special301 americano non vede l'Italia nella black list dei Paesi sotto osservazione speciale per problemi legati alla tutela del copyright; certo non abbiamo fatto il regolamento per questo, ma il risultato è un effetto positivo a cascata su tutti gli scambi commerciali con gli Stati Uniti per le industrie basate sul rispetto del diritto d'autore". Per Pitruzzella "nel settore delle telecomunicazioni l'attenzione è focalizzata sulla creazione del mercato unico digitale, alla ricerca di quel fattore che ci permetta di colmare il gap con i Paesi che hanno infrastrutture più avanzate. Abbiamo dei ritardi che sono significativi a livello europeo e ancor più a livello nazionale. Ma a che cosa è ascrivibile questa empasse negli investimenti? La Commissione punta il dito sulla debolezza degli operatori di telecomunicazione europei, che agiscono in un quadro frammentato. È chiaro tuttavia che qualunque operazione di concentrazione degli operatori dovrà essere realizzata con il massimo rispetto dei principi di concorrenza". "L'Europa - ha affermato il Presidente Agcm - non è solo quella del fiscal compact, ma una realtà complessa all'interno della quale il mercato unico è fondamentale per un processo di crescita senza il quale tante delle conquiste ottenute nei decenni scorsi saranno irrimediabilmente perdute". Riferendosi al sempre più stretto rapporto tra istituzioni europee e Authorities nazionali emerso dal dibattito il Prof. Gambino ha chiosato: "È questa una dinamica che potrebbe anche essere interpretata come un vulnus, se non altro per le domande che si aprono sul ruolo dei parlamenti nazionali e della territorialità". Il giurista è poi intervenuto su quanto dichiarato dal ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini in merito ad una necessità di un "risarcimento da parte delle reti televisive nei confronti della lettura per averla danneggiata". "La provocazione lanciata dal Salone del Libro dal ministro - ha affermato Gambino - è un messaggio che apre una riflessione sul valore della lettura in un momento in cui le nuove tecnologie cambiano le modalità di fruizione della cultura. Abbiamo assistito negli ultimi decenni ad una prima rottura nella fruizione culturale da un modello fortemente incentrato sulla lettura ad uno più liquido che ha trovato nel mezzo televisivo la sua naturale espressione, e assistiamo ora ad un nuovo importante cambiamento. Dentro lo scenario della rete Internet - ha spiegato - la produzione culturale si è orientata verso forme espressive nuove che si stanno imponendo come veri e propri generi letterari. Tuttavia, essi sono molto distanti da quelli che sono i modelli tradizionali ai quali eravamo abituati. In questo senso una riflessione sul valore della lettura nell'era digitale è di stringente attualità".   SecondaSessioneInternet2.0La seconda sessione dedicata a Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0 ha avuto al tavolo, insieme alla Prof.ssa Falce, il Prof. Paul Nihoul (Università di Louvain), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT), il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca) e Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico. Quest'ultimo è stato molto pungente prima sul fronte delle norme che regolano la migrazione della Pubblica Amministrazione italiana verso il digitale ("Uno dei grandi problemi del Cad è che non viene applicato, spesso per mancanza di competenza all'interno della Pa") e poi su quello della Net Neutrality: "Non ritengo che gli investimenti necessari nella rete in Italia siano eccessivi rispetto ad altri investimenti che si fanno nel Paese. Io faccio parte della Commissione trasporti - ha chiosato Coppola con ironia - e domani potrei proporre di riformare il codice della strada così da permettere ad alcuni automobilisti di pagare per circolare su corsie preferenziali, e con quei soldi finanziarie i lavori di rifacimento della rete stradale nazionale".   TerzaSessione9maggioLa terza sessione ha aperto il dibattito pomeridiano sui temi Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele, presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari), del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma) e del Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli). "Occorre cercare di applicare gli istituti dell'ordinamento che conosciamo ai nuovi problemi - ha esordito Stazi - in particolare in merito a due importanti profili: il primo è il rapporto tra proprietà intellettuale e altri diritti fondamentali; l'altro è quello delle nuove questioni poste alla stessa proprietà intellettuale dagli User Generated Content". "Sul versante dei diritti, sono in gioco quelli sanciti dalla Carta dell'Unione Europea, e quindi la protezione dei dati personali, la libertà di informazione, quella di iniziativa economica e la proprietà intellettuale, senza tralasciare il diritto ad un ricorso effettivo e l'articolo 54 relativo all'abuso di diritto. Guardando alla giurisprudenza della Corte di Giustizia emerge l'orientamento di un bilanciamento che deve avvenire secondo criteri che possono essere letti in base al principio di sussidiarietà, che riguarda sia le discipline, nel senso che volta per volta deve applicassi la norma che tuteli il diritto ossia l'interesse che prevale in ogni fattispecie, sia tra le istituzioni. Importante risulta dunque che caso per caso si vada a valutare quale istituzione abbia la competenza ad agire e quale diritto prevalga sugli altri". "Sul secondo profilo, quello del rapporto tra UGC e diritto d'autore, si apre una riflessione sul rapporto tra la libertà d'espressione dell'utente che può diventare creatore e il diritto d'autore stesso. Nello scenario di Internet 2.0 le varie tecniche che permettono ad un utente di diventare prosumer aprono la possibilità di una proposta, forse provocatoria, ma utile ad uscire dalla trappola delle definizioni. La premessa è che siamo di fronte ad un fenomeno di creazione digitale di solito senza permesso; le opzioni regolatorie passano così per una qualificazione delle fattispecie di tipo oggettivo: il consumo e la creazione". Dopo le conclusioni di Carlo Alberto Ubertazzi (Università di Pavia), si è aperta la Tavola rotonda sul tema La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete, organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato”. IMG_0058Il dibattito, moderato dal giornalista del Corriere della Sera Marco Cecchini, si è aperto con l'intervento del deputato di Forza Italia Antonio Palmieri: "La politica, dalla WebTax al cosiddetto equo compenso fino al dibattito attorno al Regolamento Agcom, ha dimostrato un grande fermento rispetto ai temi di Internet. Il focus in ogni caso è sull'azione del Governo e non tanto sull'operato del Parlamento, perché la complessità del tema necessita di una concertazione con le istituzioni europee, unica sede nella quale è possibile prendere le soluzioni giuste, e in questo il semestre di presidenza italiana in Europa sarà centrale". "Su un altro fronte - ha proseguito Palmieri - occorre passare da un conflitto tra interessi tra i vari attori in gioco ad un'alleanza tra tutti coloro che hanno a che fare con l'industria digitale e legata al diritto d'autore. Anche per loro il semestre di presidenza europea sarà l'occasione per presentare le loro istanze con la concreta speranza di vedere misure efficaci in quella sede. Chiudo con due assi culturali: il primo è che il diritto d'autore sta dentro il diritto di proprietà privata che è un diritto naturale; il secondo è che il Web non è un mondo a parte, non esiste un popolo della rete diverso dalle persone in carne ed ossa né esiste uno spazio avulso dalla realtà di tutti i giorni. Al massimo si può parlare di un popolo in rete, in uno spazio che riproduce pregi e difetti della società". Dopo di lui, Maria Concetta Cassata (Mibact), Maria Candida Gregorio (Rai) e Giovanni Napolitano (WIPO). Quest'ultimo ha rivolto un appello ad "uscire dalla visione centrata solo su ciò che accade in Europa e negli Usa in materia di pirateria, perché ciò che accade in Paesi come Cina e India rende quasi marginali i fenomeni occidentali". Per Roberto Bedani (Direttore Confindustria Digitale), "non c'è dubbio che nell'ambito della Web economy siano maturi i tempi per fare riflessioni e trovare soluzioni ad alcuni grandi problemi complessi e transnazionali. Il primo di essi è implementare misure che facciano di Internet un luogo nel quale tendenzialmente gli illeciti siano ridotti al tollerabile. Il secondo è relativo alla tassazione dei grandi player. Il terzo è la necessità di domandarsi se ci sono delle posizioni dominanti, ma per risponderci occorre prima perimetrare i nuovi mercati. È impensabile risolvere solo uno di questi problemi tralasciando gli altri, perché sono collegati tra loro". La giornata di lavori si è così avviata alla conclusione con gli interventi di Carmelo Fontana(Corporate counsel di Google Italy), Isabella Splendore, responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Franceschi (Confindustria Radio Tv), e con le conclusioni del Prof. Francesco Graziadei(LUISS). 

    Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure”, di cui l’Università Europea è capofila, è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale e si avvale del patrocinio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

    10 maggio 2014
  • Il presidente Antitrust Giovanni Pitruzzella in audizione in Parlamento: "Una strategia europea per sviluppare il mercato unico digitale"

    “L’esigenza di una strategia digitale per il mercato unico non potrebbe essere più attuale e pressante”. In audizione parlamentare davanti alle Commissioni riunite dei Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e delle Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella ha riproposto la necessità di una visione che “aggiorni le norme che regolano il buon funzionamento dei mercati al moderno contesto digitale”. Con l’Italia al quartultimo posto nella classifica della diffusione del digitale nei Paesi europei e il distacco della stessa Ue nella competitività digitale rispetto al Giappone, agli Stati Uniti e alla Corea del Sud, “occorre assicurare –ha affermato Pitruzzella – che la diffusione del commercio elettronico non sia frenata da un’immotivata sfiducia dei consumatori sulla sicurezza e qualità dei prodotti venduti on line, nonché sulla possibilità di ottenere forme di ristoro in caso di mancata consegna dei beni, di danneggiamento degli stessi o della non conformità dei prodotti ricevuti rispetto a quanto pubblicizzato on line”. A  parere di Pitruzzella, “la rivoluzione digitale non può dispiegare pienamente i propri effetti sull’economia se i consumatori percepiscono Intenet come il luogo nel quale i diritti degli utenti sono spesso calpestati da giganti non soggetti a regole e regolamentazioni efficaci”. Per questi motivi, il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è convinto che “solo superando l’atteggiamento di sfiducia che spesso i consumatori hanno nei confronti del web è possibile innescare un processo virtuoso di innovazione dell’economia e di crescita economica”. Nel suo intervento durante l’audizione parlamentare, in merito alla proposta di direttiva sui contratti per la fornitura di contenuti digitali, Pitruzzella ha sottolineato inoltre il fatto che “oggi non esistono norme specifiche europee a tutela dei consumatori per i casi in cui il contenuto digitale non sia conforme a quanto previsto dal contratto”. E perciò “l’Autorità auspica che, nell’ambito nel negoziato inter-istituzionale che seguirà alla pubblicazione della proposta di direttiva, possa recuperarsi un più saldo ancoraggio delle disposizioni in materia di garanzia di conformità dei contenuti digitali all’impianto della direttiva 1999/44/CE e alle disposizioni della direttiva 2011/83/UE (per esempio, in tema di consegna), evitando ingiustificate disarmonie tra il generale regime della vendita di beni tangibili e quello della fornitura di beni digitali”. Pur condividendo pienamente l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del commercio elettronico e concordando in linea di principio con l’approccio adottato dalla Commissione europea di procedere all’armonizzazione massima della disciplina applicabile all’acquisto on line di beni e servizi, l’Autorità guidata da Pitruzzella “rileva che, mentre alcune regole specifiche trovano applicazione solo in relazione ai contratti a distanza, allo stato la disciplina legislativa dei difetti di conformità si applica indistintamente a tutte le compravendite di beni di consumo”. Da qui deriva “il rischio che lo strumento comunitario introduca una frammentazione immotivata negli ordinamenti nazionali”. Perciò l’Agcm “auspica che alla modifica normativa del regime delle garanzie di conformità nei contratti di vendita a distanza si proceda solo sulla scorta dell’esito del processo di valutazione della disciplina generale delle garanzie dei beni di consumo, appena avviato dalla Commissione”. Quanto al regolamento sulla portabilità dei contenuti on line, come film, musica, eventi sportivi, e-book, giochi elettronici e articoli di stampa, offerti agli abbonati di unservice provider residenti all’estero, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “considera con favore la proposta della Commissione, intesa ad assicurare ai consumatori europei che si rechino temporaneamente in un Paese membro diverso da quello di residenza abituale la possibilità di accedere ai contenuti digitali che i prestatori di servizi forniscano loro legittimamente nel Paese di residenza”. L’Agcm quindi “ritiene giustificato un intervento normativo che, come proposto dalla Commissione, renda inefficaci ex nunc le clausole contrattuali negli accordi tra titolari dei diritti e fornitori di servizi, da un lato, e tra questi ultimi e i sottoscrittori, dall’altro, che ostino alla portabilità transfrontaliera dei servizi a contenuto digitale”. In materia di cooperazione per la tutela dei consumatori, Pitruzzella ha dichiarato che “l’Autorità considera con favore una eventuale iniziativa legislativa che consolidi e rafforzi i meccanismi di cooperazione amministrativa per la repressione delle infrazioni transfrontaliere suscettibili di pregiudicare gli interessi economici dei consumatori”. Questo intervento, come già auspicato nella consultazione pubblica che ha preceduto l’adozione del rapporto della Commissione sull’applicazione del Regolamento, dovrebbe avvenire lungo tre direttrici essenziali: in primo luogo, “l’ambito di applicazione del Regolamento dovrebbe essere esteso, per includervi strategie commerciali che siano adottate parallelamente da una medesima impresa in diversi Paesi membri”; in secondo luogo, “l’Autorità ritiene opportuno intervenire sul novero dei poteri investigativi e decisori minimi”; e infine, “a questa armonizzazione dei poteri minimi dovrebbe accompagnarsi una loro integrazione”. Il presidente Pitruzzella ha evidenziato poi “come in Italia l’attività dell’Antitrust in materia di tutela dei consumatori abbia finora reso possibile una tutela dei consumatori tra le più solide e consolidate a livello europeo”. Secondo l’Agcm, “il raggiungimento dell’obiettivo di aumentare la fiducia e la partecipazione dei consumatori alle transazioni transfrontaliere on line è possibile radicando maggiormente i poteri di intervento delle autorità nazionali, potendosi comunque rafforzare il ruolo della Commissione di raccordo delle azioni nazionali e di condivisione delle informazioni”. Al termine del suo intervento in audizione, Pitruzzella ha ribadito quindi che “anche nell’applicazione della normativa a tutela della concorrenza, la dimensione dei fenomeni richiede un approccio sempre più europeo: si tratta di un’esigenza che anche l’enforcement antitrust può soddisfare, muovendosi all’interno di quel quadro di cooperazione internazionale che rende possibile azioni coordinate a livello UE e, dunque, una vera e propria strategia comune antitrust per il mercato digitale in Europa”. Consulta l'intervento 9 Marzo 2016
  • Internet Bill of Rights, Pitruzzella (Agcm): "Proposta nuova norma sullo svolgimento delle attività economiche in Internet". Soro: "Trovare sempre un punto di equilibrio tra sicurezza e privacy"

    “Lo svolgimento delle attività economiche in Internet deve essere improntato al pieno rispetto del principio di libera concorrenza”. È così che il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, al termine di un’audizione a cui ha partecipato alla Camera dei Deputati davanti alla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internetha annunciato la proposta di inserire una nuova norma nella versione definitiva della “Dichiarazione dei diritti in Internet“ varata lo scorso 8 ottobre 2014 e attualmente in consultazione pubblica. “Ogni persona che accede alla rete Internet – recita l’emendamento dell’Agmc – ha diritto di orientare il proprio comportamento economico al riparo da influenze indebite. Gli operatori economici che utilizzano la rete Internet per lo svolgimento della propria attività d’impresa devono osservare i principi di correttezza, buona fede e diligenza professionale. Le comunicazioni commerciali diffuse attraverso la rete Internet devono essere trasparenti, complete e veritiere. I contratti con i consumatori conclusi attraverso la rete Internet devono essere redatti in modo chiaro e comprensibile”. Nel corso del suo intervento, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sottolineato la necessità di sviluppare la rete a banda larga e ultra-larga, per "promuoverne l’uso da parte dei cittadini in modo da alimentare la ripresa economica del Paese". In funzione di un tale obiettivo, a suo parere, è necessario accrescere la fiducia dei consumatori nelle transazioni on line e nei mezzi di pagamento elettronici: in questa direzione, come ha ricordato il presidente dell’Antitrust, "si sono orientati i più recenti interventi dell’Autorità per favorire una maggiore trasparenza dell’informazione su prodotti e servizi, garantire la chiarezza delle condizioni e aumentare il contrasto alla contraffazione". Pitruzzella ha inoltre sostenuto “l’elaborazione di un nuovo catalogo dei diritti, legato direttamente alla rete e alla realtà digitale”, per integrare un sistema di garanzie che riprende tecniche collaudate di costituzionalismo. E ha aggiunto: “Il grande interrogativo posto dai fatti drammatici di questi giorni – che evidenziano la minaccia alle società europee da parte di un terrorismo fondamentalista che sfrutta Internet come canale di proselitismo, di incitamento all’odio e di facilitazione di atti di violenza – è se una simile disciplina sia sufficiente e adeguata di fronte alla gravità delle minacce”. Sul tema, in relazione alle misure che vengono annunciate in queste ore da diversi governi europei, a partire da quello francese, è intervenuto in audizione anche il Garante Privacy Antonello Soro, invitando a "trovare sempre un punto di equilibrio tra sicurezza e privacy, osservando sempre un atteggiamento coerente, nel rispetto del grande equilibrio che ispira la nostra Costituzione. E andrebbero evitate oscillazioni tra la recente planetaria indignazione per la scandalosa sorveglianza del Datagate e le pulsioni da più parti registrate in queste ore per una frettolosa compressione delle garanzie che il nostro ordinamento riserva per la protezione dei dati personali". "L'esperienza ci ha insegnato - ha sottolineato il Garante - che una intrusione sistematica e indiscriminata nelle comunicazioni dei cittadini non risolve le difficoltà del contrasto al terrorismo. E non mi riferisco al PNR proposto dai governi dell'Unione". LEGGI Internet Bill of Rights, il Prof. Gambino: “Bene i principi, ma attenzione allo sviluppo del digitale” Internet Bill of Rights, al via consultazione pubblica di quattro mesi. Masera: “Primi in Europa”. Quintarelli: “Testo migliorabile, spero arrivino molti pareri”. Pierani: “Buona base di partenza”. Zanardo: “Educazione al digitale punto centrale”  Internet Bill of Rights, il Prof. Salvatore Sica (Accademia Italiana del Codice di Internet) a Uno Mattina su Rai 1 12 gennaio 2014
  • Pitruzzella: “Da direttiva su danno antitrust vantaggi per tutti”

    Il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel corso di un convegno organizzato a Roma dall'Università Europea, LUISS Guido Carli e Authority. Il Prof. Ghidini: “Istituire un gruppo di studio sulla materia per evitare una mera traduzione della direttiva”

    "Si aprono opportunità per tutti, imprese, consumatori e mercato, perché finalmente si dà luogo ad una disciplina completa che permette di realizzare una connessione tra l'enforcement pubblico e le azioni civili di danno nei confronti di illeciti antitrust. L'Italia sta andando molto rapidamente e in anticipo sui tempi previsti dalla direttiva". Così il Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella nel corso del convegno "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio della stessa Agcm.

    Guarda i video integrali degli interventi

    "È chiaro che esiste già un forte enforcement antitrust - ha spiegato Pitruzzella - ma c'è di sicuro la possibilità che le sanzioni al momento previste siano insufficienti rispetto al danno che viene complessivamente arrecato al sistema ma anche ai diretti soggetti pregiudicati, siano imprese o consumatori, ed è dunque opportuno prevedere un risarcimento civilistico in tal senso. È dunque ribadita l'importanza di mettere insieme profili legislativi innovativi istituzionali e mondo della ricerca".

    “Le aree di competenza dei partecipanti a questo incontro - ha esordito il Professor Alberto Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea – danno già il senso dell'ampiezza dei saperi coinvolti nell'ambito del recepimento di questa direttiva, quasi mettendo in imbarazzo le categorie giuridiche a noi note. L'importanza di questo convegno è quella di coniugare aspetti di fortissima rilevanza economica con i principi giuridici che presidiano tradizionalmente l’ordinamento italiano. In questa prospettiva chi è direttamente impegnato in attività di ricerca universitaria può dare un contributo fondamentale”.

    Dopo le relazioni dei Proff. Gustavo Olivieri (Direttore del Master), Richard Whish (Emerito al QC-Hon) e Josef Drexl (Direttore del Max Planck Institute for Innovation and Competition) il dibattito, presieduto e moderatore dal Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta, è stato così aperto da Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità: “Nel sistema italiano il private enforcement non è molto sviluppato e in materia non abbiamo dati esaustivi; secondo la Commissione europea solo lo 0,1% dei consumatori che ha subito un danno a seguito della violazione della concorrenza chiede un risarcimento. Vi è quindi una scarsa consapevolezza tra i soggetti danneggiati sulla possibilità di ottenere un risarcimento. Io ho sempre sostenuto che public e private enforcement non sono certo in concorrenza tra loro e che anzi un loro riequilibrio può far sì che vengano bilanciati quei periodi nei quali le azioni delle autorità risultano inadeguate. La direttiva punta proprio a ottimizzare il rapporto tra i due tipi di enforcement”.

    Sull'analisi economica dei provvedimenti si è concentrato un altro membro dell'Agcm, il Direttore Generale Andrea Pezzoli: "Solo a partire da una corretta, ragionevole, difendibile identificazione del controfattuale è possibile azzardare una qualche quantificazione, sia essa degli effetti sulla concorrenza, il così detto competition harm, oppure dei danni subiti da concorrenti o consumatori. Mi sentirei di confermare che l’analisi economica nei provvedimenti costa ma può essere piuttosto utile, direi indispensabile. Speriamo, pertanto, che l’analisi economica dei provvedimenti, nel tentativo auspicabile e condivisibile di renderli più leggeri e fruibili, lasci spazio per l’analisi economica che, adeguatamente integrata con le valutazioni di natura giuridica, potrà essere utile per un controllo pieno del giudice amministrativo e, perché no, anche per la promozione delle cause di risarcimento del danno antitrust davanti al giudice civile".

    La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall’altro impongono ora al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi.

    "La strada da intraprendere - ha chiosato la Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea - è chiaramente tracciata dal Legislatore comunitario e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. Tuttavia, in assenza di adeguati pesi e contrappesi, queste buone intenzioni rischiano di tradursi in misure di over detterence. Nella fase di recepimento della Direttiva 2014/104/UE, che si è aperta, dunque, si schiude un’opportunità preziosa. Per il Legislatore, quella di contribuire attivamente all’allineamento delle norme sostanziali e delle garanzie a tutela delle parti, così da assicurare una reale armonizzazione nel rispetto dei diritti fondamentali. Per le autorità di concorrenza di concorrenza in generale e all’Antitrust in particolare, quella di svolgere una insostituibile funzione: di filtro e cerniera tra principi generali e fattispecie concrete, allo scopo di contribuire a salvaguardare i principi di proporzionalità e bilanciamento all'insegna di una effettiva tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi riconosciuti dall’Unione".

    “Emerge un inventario molto ricco di problemi e difficoltà - ha concluso il Professor Gustavo Ghidini (LUISS) – che inducono a una proposta: dare vita ad un informale e aperto gruppo di lavoro, magari ripartito in sottogruppi, per mettere a fuoco una serie di proposte normative attendibili per la realizzazione di un testo che non si limiti ad una sorta di traduzione dall'inglese della direttiva.”.

    Ai lavori hanno preso parte anche i Proff. Bruno Sassani dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Alberto Heimler della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, l'Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, e Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo.

    14 settembre 2015
  • Recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust: i video del convegno

    Di seguito i video degli interventi al convegno "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione da Università Europea di Roma e LUISS Guido Carli, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

    Giovanni Pitruzzella Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Prof. Alberto Gambino Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma Prof. Gustavo Olivieri Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione Unier-LUISS Prof. Richard Whish Emeritus Professor, QC (Hon) Prof. Josef Drexl Direttore Max Planck Institute for Innovation and Competition Roberto Chieppa Segretario Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Prof. Bruno Sassani Università di Roma “Tor Vergata” Prof. Alberto Heimler Scuola Nazionale dell’Amministrazione Andrea Pezzoli Direttore Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Marcella Panucci Direttore Generale Confindustria Prof.ssa Valeria Falce Università Europea di Roma Luisa Crisigiovanni Segretario Generale di Altroconsumo Prof. Gustavo Ghidini LUISS Guido Carli  

    28 settembre 2015

  • Relazione annuale Antitrust: la sfida digitale

    di Augusto Preta La Relazione annuale con la quale il Presidente Pitruzzella ha illustrato le attività dell’Antitrust nazionale, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle principali cariche istituzionali del Paese, offre quest’anno spunti di riflessione, che consentono di uscire dalla ripetitività e ritualità che talvolta contraddistinguono occasioni come questa. Infatti se la dicotomia tra benefici della politica della concorrenza e scarsa capacità dell’economia italiana di trarne vantaggio a seguito della ridotta competitività del sistema rappresenta un leit motiv anche di precedenti relazioni (“capitalismo di relazione” e “rent seeking”), che rischiano anche in questa fase di potenziale ripresa del mercato a livello globale di produrre scarsi o quantomeno minori benefici nel nostro Paese, la relazione di quest’anno affronta in maniera più diretta e consapevole il tema legato all’innovazione e al digitale. Non vi è dubbio infatti che gli elementi più interessanti dell’intervento di Giovanni Pitruzzella si trovino nella parte centrale della relazione, in quella in cui si affronta il tema del “cambiamento epocale” in conseguenza della “quarta rivoluzione industriale promossa dall’affermazione dell’economia digitale”. E qui, in una prospettiva diversa da quella sottolineata dalla Presidente della Camera Boldrini, pur non nascondendo i rischi e le preoccupazioni di tipo concorrenziale e di tutela del consumatore connesse a questa trasformazione che permeavano l’intervento di quest’ultima, la relazione di Pitruzzella mi pare colga pienamente l’elemento positivo del ruolo del digitale come elemento di innovazione, fattore di crescita e driver di sviluppo per un Paese come il nostro che ha un grande gap ancora da colmare. Ma proprio per questo, pur affermando correttamente che è compito della politica e non dell’Antitrust, di portare avanti questa sfida e promuovere la diffusione delle tecnologie digitali, il Presidente Pitruzzella sottolinea come evidenti siano i vantaggi per il sistema come per il consumatore nello sfruttare le sue potenzialità: “libertà invece di limitazione, abbondanza invece di scarsità”. E qui le telecomunicazioni, internet, le reti ultra-broadband, con la loro possibilità di offrire senza limitazioni e a prova di futuro i servizi necessari per le imprese e i consumatori, rappresentano “la spina dorsale” su cui poter investire e sviluppare politiche pubbliche coerenti e trasparenti nelle diverse articolazioni: politica industriale, concorrenza, regolazione. Richiamando l’indagine congiunta con Agcom sul settore della banda larga, Pitruzzella ricorda come questa abbia utilizzato e affinato gli strumenti della concorrenza dinamica, in grado di meglio comprendere fenomeni complessi legati all’innovazione, di quanto non avvenuto finora attraverso l’utilizzo di strumentazioni classiche legate alla concorrenza statica. Ed è proprio in questa chiave che la Relazione apre nuove prospettive, derivanti da una lettura, anche questa “dinamica” della stessa. È evidente infatti che la necessità di “convergenza” degli strumenti, delle analisi di mercato, delle politiche pubbliche, non può non partire da un’armonizzazione del contesto concorrenziale e regolamentare quantomeno necessaria e urgente. Telecomunicazioni, internet e audiovisivo vivono oggi una nuova stagione di competizione/cooperazione e in questo senso riaggiornare ed eventualmente ridefinire coerentemente i mercati dei prodotti e geografici (es. mercati a più versanti, comunicazioni elettroniche e nuovi servizi video, pay e free tv da un lato, servizi lineari e non lineari dall’altro, esclusive, restrizioni verticali ed efficienza economica solo per citarne alcuni) è fondamentale per comprendere la novità e la portata del cambiamento e favorirne gli elementi positivi per la concorrenza e il consumatore. È questa forse la sfida più grande dei prossimi anni per l’Antitrust, sulla quale si gioca non solo il prestigio dell’Istituzione, ma soprattutto il futuro competitivo, in un mercato più efficiente e globale, del nostro Paese. 22 giugno 2015
  • Sboom: sappiamo ancora sostenere il cambiamento? - Roma, 7 ottobre 2015

    7 ottobre 2015