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  • "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", a Roma l'11 settembre

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS il prossimo 11 settembre in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato dall’Avv. Marco Pierani, Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. È stato richiesto l’accreditamento per la formazione continua degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", oggi a Roma

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS nel pomeriggio di oggi in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato da Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. 11 settembre 2015
  • Direttiva sulle società di gestione collettiva: in attesa dell'approvazione del Consiglio, l'Italia si prepara al recepimento

    di Maria Letizia Bixio Pur se nella foga i media gridano all’approvazione, l’iter relativo alla Direttiva sulle società di gestione collettiva, (Directive on collective rights management and multi-territorial licensing of musical works for online) è ancora in attesa di formale approvazione da parte del Consiglio europeo, dopo l’approvazione di mercoledì all’Europarlamento, con 640 voti favorevoli, 18 voti contrari e 22 astensioni. L’approvazione al Consiglio è prevista per fine marzo 2014, e da quel momento i Paesi membri avranno 24 mesi di tempo per procedere al recepimento nella legislazione nazionale. Il Commissario Ue al Mercato Interno Michel Barnier ha dichiarato ottimista che “La Direttiva faciliterà l'ingresso sul mercato europeo dei piccoli fornitori innovativi, contribuirà a una maggiore distribuzione e aumenterà l'offerta di musica online per gli utenti. La Direttiva rafforza e migliora in generale la governance e la trasparenza delle società di gestione collettiva. Darà, per esempio, ai titolari dei diritti la possibilità d'essere più coinvolti nel processo decisionale del management collettivo, di fissare i requisiti minimi relativi alla struttura di governance delle società di collecting e garantirà il pagamento puntuale delle royalties ai titolari dei diritti”. Tante le questioni affrontate dopo la Proposta di direttiva licenziata dalla Commissione europea l’11 luglio 2012, con l’intento di fissare gli obiettivi orientativi in materia di società di gestione collettiva. In primis, l’indicazione di quegli interventi necessari per armonizzare le attività tra collecting europee, nonché di alcuni principi determinanti già precedentemente fissati dalla decisione CISAC (cit. COMP/C2/38.698-CISAC Unreported July, 2008). La proposta di direttiva rientrava nella strategia della Commissione europea 2011 sugli IPR del (Communication “A Single Market for Intellectual Property Rights Boosting creativity and innovation to provide economic growth, high quality jobs and first class products and services in Europe”) ed è riuscita a mettere in chiaro alcuni aspetti determinanti  per ottenere l’armonizzazione della governance, attraverso l’introduzione di obblighi di informazione più rigorosi e la volontà di assicurare maggiori garanzie e trasparenza per gli iscritti e gli utilizzatori dei repertori delle collecting societies attraverso il rafforzamento del controllo delle attività da parte dei titolari di diritti, in modo da incentivare l’offerta di servizi migliori e più innovativi. In tal senso, l’intervento diretto dei titolari dei diritti nella gestione è stato ritenuto fondamentale al fine di una più rapida e diretta remunerazione. Altrettanto rilevante la sezione dedicata alle modalità di sviluppo delle licenze multi-territoriali e multi-repertorio, ove la concessione di licenze di diritti d’autore multiterritoriali per l'utilizzo su internet delle opere musicali, per sua stessa natura internazionale, è limitato dalla dimostrazione da parte dei soggetti proponenti, di avere le capacità tecniche necessarie per svolgere tali attività in modo efficace. Ne deriverebbero vantaggi per gli autori, per i fornitori di servizi e anche per gli utenti. In tutta evidenza le nuove regole insistono particolarmente sul miglioramento qualitativo della gestione dei repertori,  imponendo, ad esempio, di versare i compensi ai membri più rapidamente, di garantire chiarezza riguardo alle entrate derivanti dalla gestione dei diritti, di elaborare annualmente una relazione di trasparenza e di comunicare informazioni supplementari direttamente ai titolari dei diritti e ai partner commerciali. Premesso che la direttiva trova applicazione solo nei confronti delle società di gestione stabilite sul territorio dell’Unione europea, restano di talché esclusi gli eventuali accordi tra una collecting stabilita in Europa ed una stabilita in territorio extra-europeo, dubbia dunque la portata della direttiva sugli ordinamenti internazionali. Nel silenzio della norma, incerte anche le procedure di risoluzione delle controversie tra società di gestione appartenenti a paesi diversi. Quanto alla semplificazione del rilascio delle licenze necessarie per la diffusione di opere musicali online in tutta l’UE, gli organismi di gestione collettiva, che di per sé non rilasciano le licenze di copyright a più di un Paese, potranno chiedere a un'altra organizzazione analoga di rappresentare il loro repertorio. Grazie alle nuove norme, dunque, gli organismi di gestione collettiva dovranno amministrare il repertorio di terzi alle stesse condizioni che applicano ai propri repertori. Per la concessione di licenze multi-territoriali per i diritti on-line di opere musicali, si impone alle società di gestione, che già rilasciano tali licenze, di accettare obbligatoriamente il mandato da parte delle società di gestione che, al contrario,  non intendono concedere le licenze multi territoriali sulle opere dei propri autori. Non bene equilibrato il citato obbligo nel caso in cui la società di gestione collettiva mandante, non solo non possa, ma non voglia concedere  le suddette licenze. Dubbi anche sugli effetti degli accordi non esclusivi che le società di gestione possono stipulare per la concessione di licenze multi territoriali. In questo modo, infatti, più società di gestione potrebbero disporre dello stesso repertorio, generando così una concorrenza impropria, pericolosamente non a beneficio dei titolari dei diritti ma degli utilizzatori, che in tutta evidenza si rivolgeranno alla società di gestione che offre le condizioni più convenienti! Apprezzabile, infine, il riferimento alla buona fede quale principio che dovrebbe guidare le trattative degli Organismi di gestione collettiva con gli utenti,  con applicazione di tariffe stabilite in base a criteri oggettivi e non discriminatori. Importante, altresì, l’imposizione per gli utilizzatori dell’onere di fornire, entro un termine ragionevole, le informazioni in loro possesso su l'uso dei diritti, categorie di diritti, categorie di opere o di altri materiali che gli organismi di gestione collettiva rappresentano e la possibilità, per gli Stati membri, di introdurre la fatturazione congiunta. Ultima riflessione in generale sulla direttiva nella stesura in corso di approvazione è la presenza di un articolato eccessivamente dettagliato, trattandosi di direttiva e non di regolamento. La mancanza di principi e criteri generali a fronte della presenza di obblighi ben dettagliati, renderà ingrato il compito del legislatore nazionale in sede di recepimento. Immagine in home page: Treccani.it 7 febbraio 2014
  • Il recepimento della Direttiva sul private enforcement tra rischi e opportunità

    di Valeria Falce

    Del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE) si discute da mesi e anche in Italia fervono i lavori per garantirne l’attuazione in tempi rapidi.

    La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore comunitario e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale.

    Tuttavia, in assenza di adeguati pesi e contrappesi, queste buone intenzioni rischiano di tradursi in misure di over detterence.

    La Direttiva, ad esempio, riconosce la vincolatività delle decisioni antitrust (solo per quelle di condanna) per il giudice civile che dunque può dare per provati i fatti e il disvalore del comportamento censurato; introduce un poderoso sistema di presunzioni, che rischia di creare un automatico collegamento tra la decisione assunta dall'autorità di concorrenza, l'idoneità a determinare un danno e il suo trasferimento a valle; ancora, alleggerisce gli oneri di allegazione che incombono sulla parte che deve dimostrare di aver subito un pregiudizio risarcibile; introduce lo strumento della discovery che allarga le chance di "divulgazione" delle prove; infine, incentiva il ricorso alla (più agevole) via liquidativa per la quantificazione del danno, con possibili implicazioni opportunistiche.

    Insomma, se non sorvegliato e correttamente recepito, il lodevole sforzo compiuto in sede UE rischia di rovesciare la situazione di sbilanciamento che si proponeva di risolvere.

    E ciò tanto più che mentre alcune delle misure e procedure delineate sono difficilmente riconciliabili con regole e principi nazionali, altre sono rimesse alle stesse legislazioni per le concrete modalità e gradazione di attuazione.

    Pur nel vigore di noti principi di efficacia ed effetto utile, e nonostante alcune previsioni impongano un recepimento talle quelle, la sfida da raccogliere consiste nel superare la frammentazione dei sistemi nazionali e nello scongiurare rischi di arbitraggio e forum shopping tali da indurre ad avviare un’azione sulla base delle tutele e garanzie accordate.

    Se poi i responsabili dell'infrazione risiedono in Stati diversi e nelle diverse giurisdizioni si applicano regole diverse (ad es. in tema di accesso alle prove o anche di privilegio legale) non si può escludere che gli esiti delle azioni intraprese e i danni liquidati possano variare anche in maniera significativa.

    Ad esempio, in tema di privilegio legale una forma di tutela esiste già negli Stati membri e si articola, da un lato, nel divieto per il professionista legale di rivelare le comunicazioni utili ai fini della formazione della prova nei procedimenti giurisdizionali e, dall’altro, nell’impossibilità per le autorità giurisdizionali ed amministrative di potervi accedere ed utilizzarle, salvo il consenso del soggetto sottoposto al procedimento.

    Ne dovrebbe conseguire sia la legittimità dell’opposizione del rifiuto ad un ordine di divulgazione da parte dell’autorità interessata sia la non ammissibilità delle stesse come prova nel caso in cui tali comunicazioni siano state acquisite contro la volontà dell’interessato.

    La convergenza tra gli Ordinamenti è però incompleta. E così oggi il privilegio legale opera tendenzialmente ma non esclusivamente nell’ambito del rapporto tra il cliente e l’avvocato, che fornisce un servizio di collaborazione all’amministrazione della giustizia. Si estende in genere a tutta la corrispondenza oggetto di scambio tra impresa e avvocato dall’apertura del procedimento in poi, nonché a quella anteriore che presenti elementi di connessione con l’oggetto del procedimento e che sia stata ricevuta o inviata da avvocati esterni indipendenti ed abilitati alla professione forense in uno degli Stati membri. Si allarga altresì alle note interne meramente riproduttive di comunicazioni e pareri giuridici provenienti da avvocato esterno e persino ai documenti preparatori redatti esclusivamente al fine di chiedere un parere giuridico all’avvocato esterno. Viceversa, la garanzia della segretezza non copre i fatti alla base e oggetto delle comunicazioni per il solo fatto di essere stati comunicati al legale, i quali, dunque, possono essere utilizzati come prova e opposti alla persona sottoposta al procedimento qualora siano divenuti noti in altra maniera.

    Tendenzialmente nemmeno la corrispondenza con l’avvocato interno (c.d. in-house lawyer) beneficia del privilegio legale perché:

    1) lo scambio non avviene nell’ambito del diritto alla difesa del cliente e poggia su un rapporto di impiego;

    2)l’“indipendenza” rispetto all’impresa è condicio sine qua non per partecipare alla corretta amministrazione della giustizia e fornire assistenza legale.

    Infine, il trattamento confidenziale tende a riguardare le sole interlocuzioni tra cliente e avvocato, lasciando scoperte i pareri e le note predisposte per l’avvocato, vuoi da collaboratori vuoi da consulenti in situazioni in cui un successivo contenzioso giudiziale sia probabile.

    Insomma, su questo come su altri lineamenti persistono ampie zone di disomogeneità e disallineamento negli Stati membri che rischiano di interferire sull’obiettivo stesso perseguito dal Legislatore comunitario, consistente appunto nel rafforzare il coordinamento tra gli strumenti a tutela della concorrenza offerti dagli Ordinamenti.

    Nella fase di recepimento della Direttiva 2014/104/UE, che si è aperta, si schiude un’opportunità preziosa. Per il Legislatore, quella di contribuire attivamente all’allineamento delle norme sostanziali e delle garanzie a tutela delle parti, così da garantire una effettiva armonizzazione. Per le autorità di concorrenza di concorrenza in generale e all’Antitrust in particolare, quella di svolgere una insostituibile funzione: di filtro e cerniera tra principi generali e fattispecie concrete, allo scopo di contribuire a salvaguardare i principi di proporzionalità e bilanciamento all'insegna di una effettiva tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi riconosciuti dall’Unione.

    L'approfondimento di questi aspetti sarà uno dei cardini del convegno "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust",previsto a Roma il prossimo 11 settembre (di seguito il programma).

    Locandina Convegno 11 settembre 2015

    7 settembre 2015

  • Pitruzzella: “Da direttiva su danno antitrust vantaggi per tutti”

    Il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel corso di un convegno organizzato a Roma dall'Università Europea, LUISS Guido Carli e Authority. Il Prof. Ghidini: “Istituire un gruppo di studio sulla materia per evitare una mera traduzione della direttiva”

    "Si aprono opportunità per tutti, imprese, consumatori e mercato, perché finalmente si dà luogo ad una disciplina completa che permette di realizzare una connessione tra l'enforcement pubblico e le azioni civili di danno nei confronti di illeciti antitrust. L'Italia sta andando molto rapidamente e in anticipo sui tempi previsti dalla direttiva". Così il Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella nel corso del convegno "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio della stessa Agcm.

    Guarda i video integrali degli interventi

    "È chiaro che esiste già un forte enforcement antitrust - ha spiegato Pitruzzella - ma c'è di sicuro la possibilità che le sanzioni al momento previste siano insufficienti rispetto al danno che viene complessivamente arrecato al sistema ma anche ai diretti soggetti pregiudicati, siano imprese o consumatori, ed è dunque opportuno prevedere un risarcimento civilistico in tal senso. È dunque ribadita l'importanza di mettere insieme profili legislativi innovativi istituzionali e mondo della ricerca".

    “Le aree di competenza dei partecipanti a questo incontro - ha esordito il Professor Alberto Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea – danno già il senso dell'ampiezza dei saperi coinvolti nell'ambito del recepimento di questa direttiva, quasi mettendo in imbarazzo le categorie giuridiche a noi note. L'importanza di questo convegno è quella di coniugare aspetti di fortissima rilevanza economica con i principi giuridici che presidiano tradizionalmente l’ordinamento italiano. In questa prospettiva chi è direttamente impegnato in attività di ricerca universitaria può dare un contributo fondamentale”.

    Dopo le relazioni dei Proff. Gustavo Olivieri (Direttore del Master), Richard Whish (Emerito al QC-Hon) e Josef Drexl (Direttore del Max Planck Institute for Innovation and Competition) il dibattito, presieduto e moderatore dal Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta, è stato così aperto da Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità: “Nel sistema italiano il private enforcement non è molto sviluppato e in materia non abbiamo dati esaustivi; secondo la Commissione europea solo lo 0,1% dei consumatori che ha subito un danno a seguito della violazione della concorrenza chiede un risarcimento. Vi è quindi una scarsa consapevolezza tra i soggetti danneggiati sulla possibilità di ottenere un risarcimento. Io ho sempre sostenuto che public e private enforcement non sono certo in concorrenza tra loro e che anzi un loro riequilibrio può far sì che vengano bilanciati quei periodi nei quali le azioni delle autorità risultano inadeguate. La direttiva punta proprio a ottimizzare il rapporto tra i due tipi di enforcement”.

    Sull'analisi economica dei provvedimenti si è concentrato un altro membro dell'Agcm, il Direttore Generale Andrea Pezzoli: "Solo a partire da una corretta, ragionevole, difendibile identificazione del controfattuale è possibile azzardare una qualche quantificazione, sia essa degli effetti sulla concorrenza, il così detto competition harm, oppure dei danni subiti da concorrenti o consumatori. Mi sentirei di confermare che l’analisi economica nei provvedimenti costa ma può essere piuttosto utile, direi indispensabile. Speriamo, pertanto, che l’analisi economica dei provvedimenti, nel tentativo auspicabile e condivisibile di renderli più leggeri e fruibili, lasci spazio per l’analisi economica che, adeguatamente integrata con le valutazioni di natura giuridica, potrà essere utile per un controllo pieno del giudice amministrativo e, perché no, anche per la promozione delle cause di risarcimento del danno antitrust davanti al giudice civile".

    La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall’altro impongono ora al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi.

    "La strada da intraprendere - ha chiosato la Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea - è chiaramente tracciata dal Legislatore comunitario e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. Tuttavia, in assenza di adeguati pesi e contrappesi, queste buone intenzioni rischiano di tradursi in misure di over detterence. Nella fase di recepimento della Direttiva 2014/104/UE, che si è aperta, dunque, si schiude un’opportunità preziosa. Per il Legislatore, quella di contribuire attivamente all’allineamento delle norme sostanziali e delle garanzie a tutela delle parti, così da assicurare una reale armonizzazione nel rispetto dei diritti fondamentali. Per le autorità di concorrenza di concorrenza in generale e all’Antitrust in particolare, quella di svolgere una insostituibile funzione: di filtro e cerniera tra principi generali e fattispecie concrete, allo scopo di contribuire a salvaguardare i principi di proporzionalità e bilanciamento all'insegna di una effettiva tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi riconosciuti dall’Unione".

    “Emerge un inventario molto ricco di problemi e difficoltà - ha concluso il Professor Gustavo Ghidini (LUISS) – che inducono a una proposta: dare vita ad un informale e aperto gruppo di lavoro, magari ripartito in sottogruppi, per mettere a fuoco una serie di proposte normative attendibili per la realizzazione di un testo che non si limiti ad una sorta di traduzione dall'inglese della direttiva.”.

    Ai lavori hanno preso parte anche i Proff. Bruno Sassani dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Alberto Heimler della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, l'Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, e Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo.

    14 settembre 2015
  • Recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust: i video del convegno

    Di seguito i video degli interventi al convegno "Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust", organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione da Università Europea di Roma e LUISS Guido Carli, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

    Giovanni Pitruzzella Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Prof. Alberto Gambino Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma Prof. Gustavo Olivieri Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione Unier-LUISS Prof. Richard Whish Emeritus Professor, QC (Hon) Prof. Josef Drexl Direttore Max Planck Institute for Innovation and Competition Roberto Chieppa Segretario Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Prof. Bruno Sassani Università di Roma “Tor Vergata” Prof. Alberto Heimler Scuola Nazionale dell’Amministrazione Andrea Pezzoli Direttore Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Marcella Panucci Direttore Generale Confindustria Prof.ssa Valeria Falce Università Europea di Roma Luisa Crisigiovanni Segretario Generale di Altroconsumo Prof. Gustavo Ghidini LUISS Guido Carli  

    28 settembre 2015

  • Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust - Roma

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS il prossimo 11 settembre in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato da Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. La partecipazione al Convegno attribuisce crediti per la formazione continua degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Verso il recepimento della Direttiva 2014/104/UE sul risarcimento del danno antitrust - Roma, 11 settembre 2015

    Anche in Italia si è entrati nel vivo del recepimento della Direttiva sul private enforcement (Dir. 2014/104/UE). Con questa si conclude un percorso tortuoso che si è snodato attraverso il Libro Verde del 2005 e il Libro Bianco del 2008, per approdare ad una articolata disciplina di armonizzazione (non massima) tesa a rafforzare l'effettività delle regole di concorrenza. La strada da intraprendere è chiaramente tracciata dal Legislatore e consiste nel realizzare un più efficace coordinamento tra gli ordinamenti nazionali in materia di risarcimento del danno antitrust. Come pure è chiaramente delineato il metodo da seguire, incentrato sulla necessità di ricomporre l’asimmetria informativa che normalmente sconta chiunque (impresa, consumatore o autorità’ pubblica) subisca un danno derivante da un illecito concorrenziale. La portata innovativa di alcune delle misure di genesi comunitaria da un lato e la discrezionalità lasciata agli Ordinamenti in sede di recepimento dall'altro impongono al Legislatore ‎di operare un sapiente bilanciamento tra le diverse istanze nel rispetto del principio di proporzionalità e di qui a verificare scrupolosamente la necessità di introdurre adeguati pesi e contrappesi. Di questo si discuterà alla LUISS il prossimo 11 settembre in un Convegno organizzato nell’ambito della III Edizione del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione dall’Università LUISS Guido Carli insieme all’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Locandina Convegno 11 settembre 2015 Al Convegno, coordinato scientificamente dalla Proff.sa Valeria Falce e dal Prof. Gustavo Olivieri, che introdurrà i lavori in qualità di Direttore del Master in Diritto della concorrenza e dell'innovazione, interverranno oltre al Prof. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e al Prof. Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma, i Proff. Richard Whish e Josef Drexl, che analizzeranno le opportunità e i limiti schiusi dalla Direttiva in una prospettiva comparata. Seguirà una Tavola Rotonda sulle principali questioni problematiche che si presenteranno al legislatore nazionale in sede di recepimento, a cui prenderanno parte oltre al Cons. Roberto Chieppa, Segretario Generale della stessa Autorità e al Dott. Andrea Pezzoli, che di questa è Direttore Generale, i Proff. Bruno Sassani, dell’Università di Roma "Tor Vergata", Valeria Falce, dell’Università Europea di Roma, e Alberto Heimler, della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il punto di vista delle imprese verrà presentato dall’Avv. Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindustria, mentre quello dei consumatori verrà esaminato da Luisa Crisigiovanni, Segretario Generale di Altroconsumo. Le conclusioni saranno affidate al Prof. Gustavo Ghidini, dell’Università LUISS Guido Carli. Presidente e moderatore della Tavola Rotonda sarà il Cons. Massimo Scuffi, Presidente del Tribunale di Aosta. Il convegno di studi, con la partecipazione di illustri studiosi ed eminenti rappresentanti delle istituzioni, si propone di offrire al legislatore nazionale spunti di riflessione e possibili soluzioni per il difficile compito che lo attende. La partecipazione al Convegno attribuisce crediti per la formazione continua degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.