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  • "Cybersecurity e tutela dei cittadini", i video del convegno dell'11 febbraio in Corte di Cassazione

    Di seguito i video del convegno "Cybersecurity e tutela dei cittadini: strumenti normativi, modelli d’intervento e interessi in gioco", evento promosso dall’Accademia Italiana del Codice di Internet nella giornata di mercoledì 11 febbraio 2015 a Roma, presso l'Aula Giallombardo della Suprema Corte di Cassazione, in occasione del Safer Intenet Day.

    Il report dell'evento

    Il Position Paper dell'Accademia

    Relazione introduttiva

    Prof. Alberto Gambino Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet

    Quali strumenti normativi che garantiscano i diritti fondamentali?

    Min. Plen. Giovanni Brauzzi Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e Direttore Centrale per la Sicurezza

    Avv. Giuseppe Busia Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali

    Ten. Col. Antonio Colella Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Consigliere Militare

    Corrado Giustozzi Membro del Permanent Stakeholders’ Group ENISA

    Alessandro Politi Direttore NATO Defense College Foundation

    Ing. Mario Terranova Area Sistemi e Tecnologie - AgID

    Quali modelli d’intervento efficaci per il contemperamento degli interessi in gioco?

    Prof. Francesco Saverio Romolo Université de Lausanne - Institut de Police Scientifique (IPS)

    Antonio Apruzzese Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni

    Anna Cataleta  H3G

    Roberto Fermani Telecom Italia

    Conclusioni

    Prof.ssa Giusella Finocchiaro Presidente del gruppo lavoro sul commercio elettronico della Commissione Onu per il diritto commerciale internazionale (Uncitral)

    24 febbraio 2015
  • "Il diritto e la rete", un workshop per giovani ricercatori

  • "Il diritto e la rete", un workshop per giovani ricercatori - Siena, 6 giugno 2014

  • "Il mondo nella rete: diritti, vincoli, opportunità", il video del seminario ISIMM del 14 maggio scorso

    La pervasività di Internet e delle reti sociali ha attribuito una dimensione nuova al rapporto tra libertà e mercato come tra democrazia e diritti. Le sfere del pluralismo economico, politico e sociale vedono crescere, nel mondo della rete, nuove opportunità e nuovi rischi. Crescono nuove esigenze di tutele dei diritti e delle libertà e nuove rivalità di esercizio dei diritti tra innovazione e protezione. Come governare questi processi? Come affrontarli in termini di diritti e democrazia? Il mondo del web può avere regole, sebbene mobile, sconfinato e in continuo mutamento? Occorre trovare una 'costituzione' del web che dia nuove risposte interdisciplinari e nuovi orientamenti di policy? Queste le domande al centro de "Il mondo nella rete: diritti, vincoli, opportunità", seminario promosso da ISIMM lo scorso 14 maggio 2014. Di seguito il video integrale dell'evento. isimmmaggio142 21 maggio 2014
  • "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", il Convegno del 9 maggio presso l'Università Europea di Roma

    Interverranno tra gli altri i Proff. Alberto Gambino, Valeria Falce e Andrea Stazi dell'Università Europea di Roma, il Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani ed il Presidente dell'Agcm Giovanni Pitruzzella. Nel pomeriggio un panel con Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico, Antonio Palmieri, parlamentare di Forza Italia, e rappresentanti di Rai, Mediaset e Confindustria Digitale. Il Convegno è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale La regolazione delle reti in Italia e in Europa, i diritti e le tutele per i consumatori nella realtà digitale, il diritto d'autore sui nuovi media: sono alcuni dei temi al centro del Convegno "Internet 2.0: nuovi profili della regolazione", appuntamento previsto il 9 maggio prossimo presso l'Aula Master dell'Università Europea di Roma. Il Convegno rientra nell’ambito del PRIN-Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale "La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure", di cui l'Università Europea è capofila, ed è accreditato fra gli eventi della Settimana Mondiale della Proprietà Intellettuale. Obiettivo dell’iniziativa è approfondire i numerosi profili di regolamentazione del web 2.0., muovendo dagli ambiti esistenti di regolazione, auto-regolazione e concorrenza, per poi soffermarsi sul rapporto tra accesso e controllo per gli operatori della rete e la tutela dei diritti dei consumatori negli scambi digitali. Con sguardo rivolto ai nuovi servizi offerti sul web si passerà all’analisi della disciplina della proprietà intellettuale in relazione ad un equo bilanciamento degli interessi di carattere generale quali l'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la privacy. La giornata di lavori, dopo gli indirizzi di saluto di P. Luca Gallizia, L.C., Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del MiBACT, sarà introdotta dalla Prof.ssa Valeria Falce dell'Università Europea. La prima sessione "Regolazione e concorrenza a livello comunitario e nazionale", presieduta dal Professor Alberto Gambino, Coordinatore nazionale del progetto PRIN 2010-2011,  vedrà gli interventi di Roberto Viola, membro della Commissione Europea - DG Connect, Angelo Marcello Cardani, Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), e Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Nel corso della seconda sessione dedicata a "Reti, operatori e diritti in ambiente 2.0", presieduta dal Prof. Gustavo Ghidini (Università di Milano - LUISS Guido Carli),  interverranno il Prof. Paul Nihoul (Università di Lovanio), il Prof. Roberto Pardolesi, (Università LUISS Guido Carli), il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, (Università di Roma Tre - Rettore UNINT) ed il Prof. Vincenzo Franceschelli (Università degli Studi Milano-Bicocca). La terza sessione che aprirà il dibattito pomeridiano sui temi "Nuovi servizi, dati, contenuti e tutele", sarà presieduta dal Prof. Salvatore Sica (Università di Salerno) ed animata dagli interventi della Prof.ssa Rosaria Romano (Università di Chieti-Pescara), del Prof. Giorgio Resta (Università di Bari) e del Prof. Andrea Stazi (Università Europea di Roma); le conclusioni sono affidate al Prof. Luigi Carlo Ubertazzi (Università di Pavia). A chiusura della giornata di studi si svolgerà una Tavola rotonda sul tema “La circolazione di contenuti digitali e l’enforcement dei diritti di autore in rete”,  organizzata in occasione della pubblicazione del Volume di Eugenio ProsperettiL’opera digitale tra regole e mercato” (Giappichelli, 2013). Siederanno al tavolo per l'introduzione Giovanni Napolitano (WIPO), il deputato del Partito Democratico Paolo Coppola e il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri. Il dibattito, che sarà moderato da Marco Cecchini, giornalista del Corriere della Sera, vedrà la partecipazione di Gina Nieri, Direttore affari istituzionali e componente CdA di Mediaset, Rodolfo de Laurentiis, Presidente di Confindustria Radio TV, Carmelo Fontana, Corporate counsel di Google Italy, Andrea Appella, Deputy General Counsel Europe Asia della 21st Century Fox, Roberto Bendal, Direttore di Confindustria Digitale, Isabella Splendore, Responsabile area giuridica e internazionale della Federazione Italiana Editori Giornali, e Antonio Marano, Vice direttore generale della Rai. La partecipazione al Convegno attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per essere accreditati è possibile inviare una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Layout 1
  • "La libertà fragile. Pubblico e privato al tempo della rete" - Roma, 26 maggio 2015

    La libertà fragile - 26 maggio ROMA   Il legame tra capitalismo e liberalismo, iniziativa economica e libertà individuali, per come si è affermato negli ultimi secoli di evoluzione della civiltà occidentale, si trova ormai ad un punto di massima rottura. L’avvento delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, non più intese soltanto come un mezzo di scambio e diffusione di informazioni, ma come vere e proprie realtà autoreferenziali, che tuttavia permeano la vita di singoli e collettività, rappresenta un ineludibile terreno di indagine, che non va percorso secondo un modello settoriale e specialistico: urge una visione d’insieme. La «libertà tecnologica», ipotetica espressione di un «nuovo» diritto globale di manifestazione del pensiero, nasconde, infatti, altri e più oscuri quesiti: è giustificato, o meno, il prezzo della progressiva  riduzione della tutela dei diritti fondamentali per conseguire, tra gli altri, il «ricavo» della comunicazione globale, incessante, ininterrotta? Ed ancora: è accettabile la proporzione diretta tra la crescita della Communication Society e l’incremento dell’opacità sugli attori e detentori della scena del «teatro globale»? Chi e come controlla l’incessante traffico di dati operato dai prestatori di servizi? E che uso ne fa? Le risposte sono molteplici ed ambigue, come ibrido ed eterogeneo è l’ambito in cui si muove la regola giuridica, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra libertà economiche, interessi collettivi e prerogative individuali nell’era dell’Homo digitalis. E sullo sfondo appare una libertà sempre più «fragile».
  • "Privacy e Trasparenza: per una Pa in rete attenta ai diritti" - Milano

  • "Privacy e Trasparenza: per una Pa in rete attenta ai diritti" - Milano, 7 novembre 2014

  • "Se mi posti ti cancello", su Mtv la webserie per la promozione di un "uso consapevole della rete"

    Educare i giovanissimi a un uso sano della rete e al rispetto dei loro pari. È questo l'obiettivo di "Se mi posti ti cancello", una webserie targata Mtv e il cui primo episodio è stato diffuso online da poche ore. Si tratta di un progetto del Sic (Safer Internet Centre Italia, Generazioni Connesse), coordinato dal Ministero dell'Istruzione e co-finanziato dalla Commissione Europea, con il partenariato di alcune tra le principali realtà italiane che si occupano di promuovere fra i giovani un uso consapevole della Rete, tra le quali l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, la Polizia di Stato, Save the Children Italia, il Telefono Azzurro, la Cooperativa E.D.I. e ilMovimento Difesa del Cittadino. Se mi posti ti cancello 1La webserie prende ispirazione dagli oltre 300 video inviati dai ragazzi tra gli 11 e 16 anni di tutta Italia che hanno aderito alla campagna omonima che nel febbraio scorso ha visto gli autori dei cinque video vincitori partecipare, insieme agli attori protagonisti della serie, alla realizzazione delle diverse puntate che, ogni volta, focalizzano l'attenzione su un tema diverso: cyberbullismo, sexting, esposizione ai media, sessualità online e digital divide. Per la prima puntata Mtv parla di impegno contro il cyberbullismo, ma l'episodio palesa, qualora ci fosse bisogno di ulteriore conferma, quanto esso sia in realtà una declinazione contemporanea di fenomeni che hanno radici nella società più che nella tecnologia, tanto che i comportamenti che il video punta a stigmatizzare vengono messi in atto in un mix di messaggi su Facebook e sortite in strada. In ogni caso da questi primi minuti si ricava la sensazione di un contenuto che tramite codici linguistici riconoscibili e familiari ai più giovani punta a far passare dei messaggi volti ad un utilizzo consapevole dei media digitali, e magari a generare empatia tra i protagonisti della serie e le vittime di comportamenti aggressivi e discriminatori, permettendo loro di sentirsi meno isolati. Gli episodi saranno messi in Rete ogni lunedi', da oggi fino al 27 ottobre. LEGGI L’odio sul Web non ha radici digitali: caffè del Seicento e Radio “parolaccia” prima dei social network 30 settembre 2014
  • "Senza tariffe di roaming 300 milioni di clienti in più per gli operatori europei". I risultati di uno studio della Commissione

    Il 94% degli utenti di Internet europei riduce l'utilizzo di piattaforme online e social network quando viaggia all'interno dell'Unione a causa delle tariffe applicate sul roaming internazionale, con le società di telecomunicazioni che si starebbero lasciando sfuggire un mercato di circa 300 milioni di utenti a causa delle attuali politiche dei prezzi, con effetti negativi per altre imprese, come quelle che producono app. A rivelarlo è un sondaggio condotto da Eurobarometro su 28mila cittadini. Mentre si espande rapidamente l’uso del cellulare nel proprio paese, soprattutto per collegarsi alla rete, secondo i risultati dell’indagine a causa dei prezzi del roaming:
    • il 47% degli utenti non userebbe mai il cellulare per collegarsi a internet in un altro paese dell’UE;
    • solo 1 utente su 10 consulterebbe le e-mail come se fosse a casa;
    • più di un quarto degli utenti semplicemente spegne il cellulare quando viaggia all’interno dell’UE;
    • milioni di persone inviano SMS, invece di spendere per telefonare.
      Mentre l’economia europea delle app è in piena espansione, i costi del roaming a detta della Commissione sarebbero un freno per questo nuovo settore, danneggiando in particolare le applicazioni che riguardano le guide di viaggio, le mappe e le foto. E i consumatori riducono l’uso del cellulare non soltanto quando sono all’estero: anche nel suo stesso paese il 70% degli utenti che telefona in altri Stati dell’UE limita le chiamate a causa dei costi. Telefonare nell’UE L’indagine commissionata dalla Commissione europea rivela che il 28% di coloro che viaggiano nell’UE spegne il telefono cellulare quando si reca in un altro paese. Soltanto l’8% dei viaggiatori chiama con il cellulare all’estero usandolo come se fosse a casa, mentre 3 utenti su 10 non usano mai il cellulare quando sono in viaggio in un altro paese. Meglio un SMS che una telefonata Quando si trovano all’estero, le persone che inviano SMS sono un po’ più numerose di quelle che telefonano: 2 su 10 inviano SMS come se fossero nel loro paese. L’indagine denuncia che un quarto dei viaggiatori non invia mai SMS quando si reca in un altro paese dell’UE. All’estero la connessione a internet dal cellulare viene disattivata Le cifre relative alla connessione a Internet con il cellulare all’estero sono ancora più incisive. Il 47% degli intervistati, cioè la maggioranza, non userebbe mai il cellulare per leggere le e-mail e andare su internet in un altro paese dell’UE; soltanto 1 utente su 10 consulterebbe le e-mail come se fosse nel suo paese e soltanto 1 su 20 utilizzerebbe i media sociali come se fosse a casa. Inoltre, rispetto ai viaggiatori occasionali (16%), è più probabile che proprio i viaggiatori abituali (33%) disattivino il traffico dati del cellulare quando sono in roaming. L’indagine giustifica questo divario così ampio con il fatto che i viaggiatori più assidui sono meglio informati sui costi reali del traffico dati in roaming in Europa rispetto a coloro che viaggiano meno spesso. Eppure, grazie ai regolamenti in vigore in materia di roaming e a prezzi più bassi, in tutta l’UE abbiamo assistito, a partire dal 2008, a un incremento sorprendente dell’uso del traffico dati in roaming pari al 1.500%. Tenendo conto del fatto che anche nei paesi di origine si assiste a una crescita della diffusione e dell’uso dei servizi di traffico dati, preoccupa il fatto che molti utenti riducano l’uso di tali servizi, il che dimostra che si sta sprecando un’opportunità di crescita per l’emergente economia delle app e per gli operatori di telefonia mobile. Servizi di telecomunicazione nell’UE accessibili a tutti Il tema è al centro della proposta legislativa della Commissione per un Continente connesso (MEMO/13/779), nella quale si chiede ai legislatori dell’UE di realizzare un mercato unico della telefonia e della navigazione su Internet. L’obiettivo è escogitare una combinazione di incentivi di mercato e di obblighi normativi che induca gli operatori della telefonia mobile a estendere le offerte e i piani tariffari nazionali per permettere ai loro clienti, entro il 2016, di utilizzare il cellulare o lo smartphone in tutti i paesi dell’UE alle tariffe nazionali (“parla ovunque come a casa”). La normativa adottata nel 2012 prevede che i clienti abbiano anche diritto, a partire da luglio 2014, ad abbandonare il loro operatore nazionale quando vanno all’estero per passare o a un operatore del paese visitato che offre servizi di roaming meno costosi, o a un fornitore di roaming concorrente del paese di origine, senza cambiare la scheda SIM. “Le cifre dello studio - commenta Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea - sono francamente impressionanti. È evidente che dobbiamo completare l’opera eliminando i costi del roaming. I consumatori riducono all’osso l’uso del cellulare, comportamento che non ha alcun senso nemmeno dal punto di vista delle compagnie telefoniche. Non è soltanto un braccio di ferro tra vacanzieri e società di telecomunicazioni - ha proseguito - perché gravando milioni di imprese di costi supplementari e facendo perdere profitti alle società che producono app, il roaming non ha senso in un mercato unico, è una follia a livello economico”. Foto in home page: Adnkronos.it 17 febbraio 2014
  • “Il diritto e la rete”, un workshop per giovani ricercatori il 6 giugno a Siena

    Il workshop su “Il diritto e la rete” rappresenta la quinta edizione di un’iniziativa lanciata per la prima volta nel 2010 per promuovere l’incontro e il confronto tra giovani studiosi su temi di grande attualità che si caratterizzano per i loro riflessi che attraversano trasversalmente i vari settori in cui tradizionalmente si articola la scienza giuridica. Una call for papers lanciata lo scorso autunno ha avuto il merito di raccogliere intorno al tema dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori di numerose discipline giuridiche. Gli atti del workshop, così come è avvenuto fin dalla prima edizione, saranno pubblicati su un numero monografico di Ianus, rivista del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici (DISAG). programmadirittorete6giugno14 Comitato Scientifico ed organizzativo Massimo D’Auria - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Claudia Faleri - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Gabriella Gimigliano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Antonio Marinello - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Maria Elena Salerno - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Nicola Vizioli - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 27 maggio 2014
  • Accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia: Agcom definisce i prezzi

    Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato nella riunione del 28 luglio, relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, lo schema di delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alle rete fissa di Telecom Italia, valido per il periodo 2014-2017. "Con questa decisione - si legge in una nota dell'Agcom - vengono definite regole e prezzi per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti, uniformi su tutto il territorio nazionale, dando così certezza al mercato e creando le condizioni per nuovi investimenti nelle reti NGA". Le principali regole riguardano:
    1. l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare;
    2. la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling sub-loop unbundling;
    3. nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti;
    4. semplificazione amministrativa tramite l’armonizzazione del sistema degli SLA e delle penali tra i vari servizi di accesso, la maggiore efficienza nei procedimenti di approvazione delle offerte di riferimento di Telecom;
    5. penali più stringenti, in capo a Telecom Italia, in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti,
    6. chiare regole per l’uso del vectoring, in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet;
    7. nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni;
    8. chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati.
      Riguardo agli obblighi 2 e 3 Telecom "dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che sarà sottoposta all’Autorità, che la approverà nell’ambito di un apposito procedimento". Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    • canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
    • definizione coerente dei costi, secondo criteri di efficienza, di tutti i servizi di accesso alla rete in rame e fibra ottica dal 2015 al 2017 (i canoni mensili dei servizi principali sono riportati nella Tabella sottostante);
    • sostanziale stabilità del canone di unbundling e dei prezzi di accesso alle infrastrutture in fibra;
    • ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    • valutazione al costo del canone del sub-loop.
      "Tale pacchetto di misure - prosegue l'Authority - fornirà un maggiore incentivo alla infrastrutturazione in fibra ottica, favorendo il passaggio dai servizi in rame ai servizi in fibra; certezza delle regole nell’arco temporale dell’analisi di mercato; miglioramento della qualità dei servizi all’ingrosso con effetti positivi sulla concorrenza e, indirettamente, sui consumatori; maggiori garanzie di non discriminazione per gli operatori alternativi, mediante il rafforzamento del modello di equivalence of output; spazi per ulteriori riduzioni dei prezzi al dettaglio". Proposta prezzi 2015-2017 Il testo adottato dall’Autorità sarà notificato alla Commissione Europea, che avrà 30 giorni per valutare la proposta; l’approvazione definitiva è prevista entro l’autunno. Con questo provvedimento, Agcom "mira a dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di raddoppiare la copertura delle reti NGA in due anni (oggi al 35% circa). In questo modo, l’Italia potrà allinearsi agli altri paesi europei e raggiungere l’obiettivo dei 30 Mbit/s al 100% della popolazione nel 2020, previsto dall’Agenda Digitale Europea". 29 luglio 2015
  • Agcom, approvata delibera su analisi mercati dell'accesso alla rete fissa di Telecom Italia

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo aver ricevuto il via libera dalla Commissione Europea lo scorso 5 ottobre, ha approvato, con relatori Antonio Nicita e Antonio Preto, la delibera di analisi dei mercati dell’accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia, valida per il periodo 2014-2017, definendo "regole e prezzi uniformi su tutto il territorio nazionale per l’accesso alla rete di Telecom Italia in rame e fibra da parte degli operatori concorrenti". Le principali regole riguardano: a) l’accesso disaggregato alle linee in rame da centrale locale (unbundling) o dal cabinet stradale (sub-loop unbundling), in continuità con l’attuale quadro regolamentare; b) la fornitura disaggregata dei servizi di manutenzione e attivazione delle linee in unbundling e sub-loop unbundling; c) nuove misure sulla non discriminazione tese a ridurre le differenze nella fornitura e nella qualità dei servizi di accesso tra le divisioni interne di Telecom e gli operatori concorrenti; d) la semplificazione amministrativa; e) le revisioni delle penali in capo a Telecom Italia in caso di ritardo nella fornitura dei servizi di accesso e nella riparazione dei guasti; f) chiare regole per l’uso del vectoring in modalità MOV (Multi-Operator Vectoring), nel caso di accesso al cabinet; g) nuove misure per incentivare l’apertura, in unbunbdling, di centrali di minori dimensioni; h) chiare regole nel caso di switch-off, da parte di Telecom Italia, delle centrali aperte all’unbundling, con agevolazioni per il passaggio alla fibra da parte degli operatori già co-locati. La Commissione ha espresso parere favorevole all’adozione del provvedimento finale ed ha formulato specifiche osservazioni in merito:
    1. alla non inclusione del servizio VULA nel mercato dei servizi di accesso da centrale locale, come l’ULL;
    2. all’evoluzione delle condizioni competitive nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale;
    3. all’implementazione del vectoring multioperatore (MOV).
      La Commissione, in particolare, ha invitato l’Autorità a proseguire nella realizzazione di un servizio VULA (cosiddetto unbundling virtuale della fibra), a standard elevati, per conseguire funzionalità pari a quelle garantite dal servizio ULL, al fine di renderlo equivalente, per gli operatori, al servizio di accesso disaggregato, contribuendo allo sviluppo del mercato dei servizi di accesso locale. La Commissione ha, inoltre, apprezzato le valutazioni dell’Autorità sul differente grado, a livello geografico, di infrastrutturazione in reti in fibra ottica (NGA) in Italia, tale per cui solo una parte del territorio nazionale vede la presenza di più reti a banda ultralarga tra loro in competizione. La Commissione ha pertanto invitato l’Autorità a valutare l’opportunità, nella prossima analisi di mercato, di riesaminare la definizione geografica del mercato o la necessità di una differenziazione geografica delle misure correttive, con riferimento a quanto ipotizzato nella delibera n. 42/15/CONS per lo scenario beta. La Commissione, infine, ha accolto favorevolmente l’intenzione dell’Autorità di innovare nel settore del vectoring, nell’ambito di una rete aperta alla competizione infrastrutturale, attraverso l’elaborazione di un processo inteso a diffondere il MOV, innovativo a livello Europeo, basato sui requisiti tecnici approvati dall’Autorità. Riguardo agli obblighi di cui ai punti b) e c), Telecom Italia dovrà formulare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera finale, una proposta di implementazione che verrà valutata nell’ambito di un apposito procedimento. Le misure di controllo dei prezzi prevedono:
    1. canoni dei servizi di accesso wholesale, per il 2014, pari ai valori del 2013.
    2. definizione coerente dei costi, secondo criteri di efficienza, di tutti i servizi di accesso alla rete in rame e fibra ottica dal 2015 al 2017;
    3. sostanziale stabilità del canone di unbundling e dei prezzi di accesso alle infrastrutture in fibra;
    4. ulteriore efficientamento dei costi dei servizi di accesso virtuale (prodotti cosiddetti attivi): bitstream, VULA;
    5. valutazione al costo del canone del sub-loop.
      "Tale pacchetto di misure - assicura l'Agcom - fornirà un maggiore incentivo alla infrastrutturazione in fibra ottica, favorendo il passaggio dai servizi in rame ai servizi in fibra, certezza delle regole nell’arco temporale dell’analisi di mercato, miglioramento della qualità dei servizi all’ingrosso con effetti positivi sulla concorrenza e, indirettamente, sui consumatori, maggiori garanzie di non discriminazione per gli operatori alternativi e spazi per ulteriori riduzioni dei prezzi al dettaglio. L'obiettivo è dare impulso ulteriore al circolo virtuoso di concorrenza e investimenti che ha caratterizzato il mercato dal 2013 e ha permesso all’Italia di progredire rapidamente, dal 2013, nella copertura delle reti NGA". 6 novembre 2015
  • Ai confini estremi della libertà di espressione. Critica feroce e satira, discorsi d'odio, buoncostume e oblio - Milano, 4 marzo 2015

    Locandina-convegno-4-marzo-2015
  • Anonimato, diritti della persona e responsabilità in rete

    bicoccaIncontro di studio all'Università degli studi di Milano

    Facoltà di Giurisprudenza

    Sala Crociera Alta, Via Festa del Perdono, 7

    Lunedì 11 novembre 2013

    ore 10.00 – 18.00

    Guarda la locandina dell'evento  SEDUTA ANTEMERIDIANA ore 10.00 – 13.00 Presiede: Giulio Enea Vigevani (Università Milano‐Bicocca) ore 10.10 Giulio Enea Vigevani (Università Milano‐Bicocca) Introduzione: diritto all’anonimato e trasparenza nell’ordinamento costituzionale italiano ore 10.30 Michela Manetti (Università Siena): Art. 21 della Costituzione e tutela degli scritti anonimi ore 11.00 Giuseppe Busia (Garante per la protezione dei dati personali ): Anonimato e protezione dei dati personali ore 11.30 Carlo Melzi d’Eril (ACCMS studio legale): Responsabilità penale e sequestro dei contenuti anonimi in rete ore 12.00 Giorgio Resta (Università Bari) Anonimato e identificazione: un approccio comparato ore 12.30 Discussione e interventi SEDUTA POMERIDIANA ore 14.30 – 18.00 Presiede: Vincenzo Zeno Zencovich (Università Roma Tre) ore 14.30 Marco Cuniberti (Università Milano): Democrazie, dissenso politico e tutela dell’anonimato ore 15.00 Giusella Finocchiaro (Università Bologna): La responsabilità civile di terzi per gli scritti anonimi in rete ore 15.30 Francesco Cajani (Procura della Repubblica di Milano) Le modalità di identificazione degli autori dei reati ore 16.00 Giovanni Ziccardi (Università Milano): L'anonimato nelle azioni di hacking ore 16.30 – 17.00 Discussione e interventi ore 17.00 Vincenzo Zeno‐Zencovich (Università Roma Tre): Conclusioni: diritto all’anonimato e garanzie della sfera personale L’incontro è realizzato con la collaborazione di ACCMS Studio Legale Coordinamento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.';document.getElementById('cloakc732db86ad34aeda0e7a92e7580e3d87').innerHTML += ''+addy_textc732db86ad34aeda0e7a92e7580e3d87+'<\/a>'; Segreteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.';document.getElementById('cloaka8e54958b7dcbd512cd58b7ed2c8178e').innerHTML += ''+addy_texta8e54958b7dcbd512cd58b7ed2c8178e+'<\/a>'; L’evento è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Milano per 6 crediti formativi L’immagine presentata nella home riproduce "Gli amanti" di René Magritte nella versione conservata al MOMA di New York
  • Antipirateria, dalla polizia di Londra nuove lettere ai registar: "Riconsiderate il rapporto con chi infrange la legge"

    La London Police Intellectual Property Crime Unit (Pipcu) non sembra essersi scoraggiata di fronte alla bocciatura con la quale il National Arbitration Forum, nel gennaio scorso, ha accolto un ricorso presentato dal registar canadese EasyDNS in merito ad una richiesta ricevuta dalla cellula istituita all’interno del corpo di polizia di Londra alla fine del 2012 e diventata operativa all’inizio del settembre scorso. In sostanza, la Pipcu aveva chiesto, in una modalità insolita, direttamente ai registar di oscurare una serie di domini legati a spazi in cui venivano scambiati illecitamente contenuti tutelati da diritto d'autore, incassando solo in cinque casi l'assenso dei provider. EasyDNS non si era limitato ad ignorare le richieste ma aveva risposto alla missiva con l'invito agli agenti londinesi a servirsi di un manato giudiziario per certe richieste, prima del ricorso di cui sopra. Tuttavia, sul suo blog ufficiale il provider canadese ha diffuso nelle scorse ore il contenuto di un'ulteriore email ricevuta dall'unità antipirateria. In essa si informa il registar che "la ricezione di questa email serve come avviso che il dominio di cui sopra, gestito da EasyDNS TECHNOLOGIES, INC 28/03/2014 viene utilizzato per facilitare attività criminali" e gli si chiede di in sostanza di riconsiderare "il rapporto commerciale in corso con i proprietari/acquirenti del dominio per evitare eventuali future accuse di agevolare deliberatamente il movimento di fondi criminali". Pipcu2Una formula che viene definita "volutamente vaga" dal CEO Mark Jeftovic, il quale afferma: "Penso che questa volta l'intento non sia il takedown del dominio in questione ma la creazione di un 'caso' che permetta in futuro di affermare che, con la mera ricezione di questa email, siamo diventati consapevoli dell'attività criminale svolta attraverso quel dominio e che noi la staremmo quindi facilitando. Un'accusa alla quale potremmo trovarci di fronte nel caso in cui non dovessimo oscurare il dominio". Uno scenario che tuttavia non basta a smuovere Jeftovic dalle sue posizioni, con la sua azienda che ribadisce la richiesta di "un giusto processo" prima di prendere eventuali provvedimenti e rilancia considerando la lettera come "potenzialmente diffamatoria". La stretta in materia di antipirateria nel Regno Unito ha subito un'autentica escalation nell'anno passato e avanza parallelamente all'attesa per l’approvazione del Digital Ecnomy Act (Dea); poche settimane fa è stato inaugurato Creative Content Uk, partnership varata tra Internet Service Provider d’oltre Manica e industria dell’intrattenimento che prevede una campagna mediatica di sensibilizzazione affiancata all'invio di copyright alert in base ai quali gli abbonati ai provider britannici riceveranno un avviso quando tramite il loro account verranno messe in atto violazioni di diritto d’autore. Le missive saranno accompagnate dall’indicazione di spazi nei quali fruire di materiale legale. Un’iniziativa che ricalca dunque quella messa in atto negli Stati Uniti con il Copyright Alert System (CAS), il sistema introdotto nel luglio 2011 dal Center for Copyright Information (CCI) e ribattezzato six strikes  in riferimento alla poco fortunata esperienza dell'HADOPI francese; il programma statunitense, stando a quanto riferisce TorrentFreak, è in procinto di raddoppiare la sua portata. LEGGI Antipirateria, copyright alert anche nel Regno Unito Antipirateria, l’appello della polizia di Londra agli inserzionisti: “Non finanziate certi siti”. Intanto crescono le violazioni da mobile Pirateria in Uk, l’advisor di Cameron: “Il bastone nei confronti degli Internet Service Provider che agevolano l’illegalità Usa, giudice ordina a Comcast di consegnare ai detentori di diritti le informazioni sugli avvisi antipirateria inviati ad un utente. Continua il braccio di ferro sulle identità degli abbonati 1 settembre 2014
  • AT&T brevetta una "fast lane" per il file sharing

    4-a5b1c364fcLa già accesa discussione sulla neutralità della rete negli Stati Uniti viene alimentata a colpi di brevetti. A tenere banco nelle ultime settimane, all'apice di un dibattito che dura da anni, è stata la volontà espressa dalla Federal Communications Commission di riclassificare i servizi di Internet a banda larga come “telecomunication service” al posto di “information service", dando così alla FCC presieduta da Tom Wheeler la possibilità di esercitare su di loro il proprio potere regolamentare. Le ferme dichiarazioni di Barack Obama a favore della net neutrality e le reazioni di Isp e repubblicani sono la cornice nella quale si inserisce la notizia di un nuovo brevetto ottenuto dalla AT&T in merito alla garanzia di una "corsia veloce" per i file BitTorrent e gli altri protocolli di condivisione peer to peer. Nel documento depositato presso lo United States Patent and Trademark Office si afferma che "la condivisione di file in P2P rappresenta il 20% del traffico sulle reti a banda larga". Di qui la volontà di ridurre l'impatto di questo traffico dando priorità ai local peer server riducendo così la quantità di banda utilizzata e il tempo di download, oltre che analizzando i dati in transito per mettere in connessione peers che causano minore congestione della rete. L'Internet Service Provider ha poi premura di sottolineare che "alcuni contenuti senza licenza" resterebbero esclusi da un tale meccanismo, aprendo una serie di interrogativi sulla deep packet inspection che un tale approccio sembra portare in dote (e in quel caso, quale tipo di ripercussioni si avrebbe sul safe harbor in merito alle violazioni del copyright?). Oltre, ovviamente, alle prevedibili levate di scudi da parte degli strenui difensori della neutralità della rete. Se AT&T abbia seriamente intenzione di implementare queste tecnologie non è dato sapere; quello che è certo è che contribuirà con questa mossa a rendere ancor più aspro il dibattito che porterà al pronunciamento ufficiale della FCC previsto per il prossimo 26 febbraio.
    Gli “Sponsored data” per i content provider, una nuova strategia per il mobile di AT&T. Ma è polemica sul rispetto della Net Neutrality AT&T brevetta un nuovo strumento per individuare i ‘pirati’
    20 febbraio 2015
  • Call for paper "Il diritto e la rete" - Workshop per giovani ricercatori

    universitasiena

    Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici

    Workshop per giovani ricercatori

    V Edizione

    "Il diritto e la rete"

    La rete Internet è diffusamente considerata come lo strumento che, più di altri, ha favorito la velocità delle comunicazioni, la raggiungibilità delle persone, l’accessibilità delle informazioni, la partecipazione orizzontale ai fenomeni di costume e alle vicende politiche, la semplificazione delle procedure. La quinta edizione del workshop per giovani ricercatori prova a mettere il giurista a confronto con la rete, sollecitando un dibattito interdisciplinare tra dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti o ricercatori di ogni branca del diritto. A mero titolo esemplificativo, sono indicati una serie di profili rispetto ai quali gli interessati possono presentare un abstract: Internet e le sue fonti; democrazia e rete; diritto di accesso alla rete; banda larga e servizio universale; quali diritti nella rete; rete e pubblica amministrazione; contratti e transazioni telematiche; disciplina della concorrenza ed Internet; Internet provider e responsabilità civile; tutela della privacy, consumatori e rete; Internet ed esigenze di tutela della riservatezza nei rapporti di lavoro. L’abstract (massimo 800 parole) può essere inviato, unitamente ad un breve c.v., entro e non oltre il 31 gennaio 2014 al seguente indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 15 febbraio 2014. I candidati selezionati dovranno inviare il paper in bozza entro 30 aprile 2014. Il workshop si terrà nella seconda metà di maggio (il giorno esatto verrà comunicato a gennaio) presso il Dipartimento di Studi aziendali e giuridici dell’Università degli Studi di Siena. Come negli anni precedenti, gli atti del workshop saranno pubblicati su un numero monotematico della rivista di dipartimento “Ianus”. Il Comitato scientifico-organizzativo: Massimo D’Auria, Claudia Faleri, Gabriella Gimigliano, Antonio Marinello, Maria Elena Salerno, Nicola Vizioli
  • Call for paper "Il diritto e la rete" - Workshop per giovani ricercatori

  • Cittadini e nuove tecnologie, la sintesi dei dati dell'Istat nei grafici di Dimt

    di Marco Ciaffone Solo pochi giorni fa l'Istat ha diffuso i dati che descrivono il rapporto tra i cittadini italiani e le nuove tecnologie. L'immagine che emerge è in chiaroscuro; se da un lato nel 2013 è aumentata rispetto all’anno precedente la quota di famiglie che dispone di un accesso ad Internet da casa e di un personal computer, con una crescita che rispettivamente va dal 55,5% al 60,7% e dal 59,3% al 62,8%, dall'altro sono ancora forti le differenze di genere e generazione. Ad utilizzare il personal  computer è infatti il 59,7% degli uomini, a fronte del 49,3% delle donne, e a navigare su Internet è il 60,2% degli uomini ma solo il 49,7% delle donne. I maggiori  utilizzatori del personal computer e di Internet restano inoltre i giovani tra i 15 e i 19  anni, rispettivamente oltre l’88% e oltre l’89%. Vale la pena scendere nel dettaglio di alcune delle indicazioni emerse tramite la sintesi fornita dai grafici. Innanzitutto, vediamo il confronto elaborato dall'Eurostat in merito alla frequenza di utilizzo della rete tra i 28 Paesi membri dell'Unione e Islanda, Norvegia e Turchia.   Vediamo poi qual è la differenza tra le regioni italiane in termini di famiglie che hanno accesso ad Internet o no.   La tipologia di comune sembra influire con la tipologia di connessione utilizzata.   Ma cosa fanno gli italiani su Internet? La risposta nei grafici che seguono.   Molto incisiva è la differenza di area territoriale per quanto attiene all'utilizzo di piattaforme di eCommerce.   Vediamo infine come si ripartisce, a seconda della professione, l'utilizzo dei servizi di dialogo digitale con la Pubblica Amministrazione.   Qui sotto il testo integrale dello studio realizzato dall'Istat. 21 dicembre 2013