DIMT.IT - riforma

  • Ci vuole poco per fare una Universita' migliore

    di Vincenzo Zeno-Zencovich
    La “riforma Gelmini” dell’UniverUni_Migliore_Zenosità è fresca di stampa. Il volume di Vincenzo Zeno-Zencovich costituisce un primissimo commento "a caldo" di una legge di cui molto si è discusso e che, negli ultimi mesi, ha sollevato intense polemiche. Ma soprattutto il volume indica il percorso che l'università italiana, a prescindere dalle innovazioni legislative, deve seguire – ed in larga misura sta già seguendo – per fornire servizi didattici di elevata qualità, in linea con l'importanza internazionale del nostro paese. Si tratta di un ideale vademecum per valorizzare il grande potenziale rappresentato dai docenti, dagli studenti e dal personale universitario, con particolare attenzione alla difficile, ma non drammatica, situazione finanziaria degli atenei italiani. Il volume pubblica in appendice il testo della Legge 30 dicembre 2010, n. 240.
    Il libro è disponibile a questo indirizzo clicca qui.
  • Consultazione Pubblica in sede europea per una riforma del diritto d’autore: le Osservazioni presentate congiuntamente dall’Osservatorio di Proprietà Intellettuale Concorrenza e Comunicazioni (OPICC), Università Luiss Guido Carli (Roma) e dal centro di ricerca ASK (Art, Science and Knowledge) dell’Università Bocconi, in collaborazione con la Biblioteca dell’Università Bocconi (Milano)

    Si pubblica qui di seguito il documento contenente le Osservazioni presentate dall’Osservatorio OPICC della Luiss Guido Carli, insieme al centro di ricerca ASK e alla Biblioteca dell’Università Bocconi in occasione della Consultazione Pubblica in sede europea sulla modernizzazione del diritto d’autore nell’era digitale – Public Consultation on the review of EU copyright rules, svoltasi nel periodo dal 5 dicembre 2013 al 5 marzo 2014. Per i quesiti oggetto della Consultazione e tutte le informazioni rese disponibili sul sito della Commissione Europea è possibile collegarsi a questa pagina. Al testo presentato hanno collaborato i seguenti Autori: - Per l’OPICC - Osservatorio di Proprietà Intellettuale Concorrenza e Comunicazioni, (http://ricerca.giurisprudenza.luiss.it/centri-di-ricerca/opicc, Università Luiss Guido Carli), Curatrice del coordinamento dei contributi – Prof. Emanuela Arezzo Autori: Prof. Gustavo Ghidini (Direttore OPICC) Prof. Emanuela Arezzo Dott. Federica De Santis Dott. Eleonora Sbarbaro - Per l’ASK (ART, SCIENCE AND KNOWLEDGE) (http://www.ask.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Cdr/Centro_ASK/Home, Università Bocconi), e per la Biblioteca “L. Bocconi” (http://lib.unibocconi.it/*eng) Curatrice del coordinamento dei contributi – Prof. Maria Lillà Montagnani Autori: Prof. Maria Lillà Montagnani Dott. Aura Bertoni Dott. Argyri Panezi Dott. Anna Vaglio Dott. Tiziana Dassi 13 marzo 2014
  • Convegno sui dieci anni della riforma del diritto societario

    13/14 gennaio 2014

    Università degli Studi di Milano

    Aula Magna Sede Centrale

    via Festa del Perdono, 7

    Milano

    ore 9.00

  • Data Protection, la riforma europea approvata in Commissione: "Flessibili i limiti di età per l'iscrizione ai social network"

    La Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo ha approvato, con 53 voti a favore, 2 contrari e 1 astensione, la proposta di riforma della disciplina in materia di protezione dei dati che martedì era stata formulata da Consiglio e Parlamento. Un passaggio che arriva dopo quasi quattro anni dall'iniziativa della Commissione Europea, periodo caratterizzato dalle trattative del trilogo dalle quali è scaturito un testo che si compone di un regolamento generale sulla protezione dei dati e una direttiva sulla protezione dei dati trattati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie penali. La riforma punta a dare i cittadini "un maggiore controllo dei loro dati personali" e "una più ampia serie di informazioni su come essi vengono raccolti e trattati", con un approccio più stringente in termini di consenso; al contempo, all'obiettivo della "portabilità dei dati personali" nel passaggio da un operatore all'altro si affianca un ulteriore riconoscimento del diritto all'oblio. Le imprese dovranno dal canto loro informare le autorità in caso di data breach ma, nelle intenzioni degli organismi europei, potranno beneficiare di "un più armonico quadro normativo" sul Continente nonché del one-stop-shop, lo sportello unico che permetterà loro di confrontarsi con una sola autorità. Le norme saranno applicate a tutte le imprese europee ma anche a quelle imprese che pur risiedendo fuori dall'Unione operano al suo interno. Per chi viola le norme, sono previste multe fino al 4% del totale fatturato annuo mondiale. Allo stesso tempo, le imprese dovranno nominare un responsabile della protezione dei dati se gestiscono notevoli quantità di dati sensibili o di monitoraggio del comportamento di molti consumatori, un obbligo dal quale sembrano tuttavia esonerate le Pmi che non hanno il trattamento dei dati come core business. Ma è proprio il tema delle sanzioni a rappresentare uno dei temi più caldi affrontati nello statement con il quale Digital Europe, che rappresenta alcuni dei maggiori operatori dell'industria tecnologica operanti in Europa, ha puntato il dito contro quelle che ritiene misure pericolose per il mercato: "Occorre evitare l'introduzione di un regime di sanzioni che è sproporzionato, rigido e fissa le sanzioni sulla base del fatturato globale, comprese le entrate che sono del tutto estranee alla attività di trattamento dei dati. Dopo quattro anni di negoziati - si afferma in una nota - è preoccupante che restino aperte delle importanti questioni sul giusto equilibrio tra il diritto alla privacy e la possibilità delle imprese di diventare più competitive". Non poche polemiche ha sollevato inoltre nei giorni scorsi la probabilità che per i minori di 16 anni sia richiesta l'autorizzazione dei genitori per l'accesso alle piattaforme online che necessitano di una registrazione (e quindi anche a tutti i social network); in questo senso, il Parlamento chiarisce che "le nuove regole sono flessibili per garantire che gli Stati membri possano impostare il proprio limite a condizione che non sia inferiore a 13 o superiore a 16 anni, dando loro la libertà di mantenere quelli che già applicano. Questa flessibilità è stata inserita su richiesta urgente degli Stati membri. I negoziatori del Parlamento avrebbero preferito un limite di età a di 13 anni". L'Europarlamento sarà chiamato al voto definitivo sulla riforma prevedibilmente nella primavera del 2016; a quel punto gli Stati membri avranno due anni di tempo per adeguare le norme interne. Digital Europe -
    “Verso il nuovo regolamento europeo sulla privacy”, il convegno dell’Accademia Italiana del Codice di Internet Safe harbour 2.0: i nodi da sciogliere per un nuovo equilibrio tra privacy e sicurezza nel convegno con Joe Cannataci Diritto all’oblio, la pronuncia del Tribunale di Roma: motore di ricerca non responsabile della falsità delle notizie indicizzate. Ribadita la centralità dell’elemento temporale. Anche gli avvocati esercitano un “ruolo pubblico”
    17 dicembre 2015
  • Deontologia forense e riforma dell'ordinamento professionale (L.247/2012)

    deontologiaforensedicembre2013

  • Deontologia forense e riforma dell'ordinamento professionale (L.247/2012). Convegno all'Università Europea di Roma

    deontologiaforensedicembre2013    
  • Diritto d'autore in Europa, gli scrittori: "Non comprendiamo insistenza a volerlo riformare a ogni costo"

    "Sia detto francamente: noi, autori di libri, non comprendiamo la vostra insistenza a voler ad ogni costo riformare il diritto d’autore in Europa". È quanto si legge in una lettera aperta che, in forma di petizione, è stata inviata alle Autorità europee dalla Federazione Italiana Unitaria Scrittori (Fuis) e dal Conseil Permanent des Ecrivains (CPE) francese. "La Commissione Europea - si legge nel documento - sbaglia bersaglio quando se la prende con il diritto d’autore per favorire la creazione di un mercato unico digitale, allorché il diritto d’autore è condicio sine qua non della creazione delle opere. Indebolirlo sarebbe come prosciugare la fonte del mercato del libro digitale prima ancora che questo prenda veramente il via. Un diritto d’autore indebolito fa una letteratura impoverita. Il diritto d’autore non è un ostacolo alla circolazione delle opere. La cessione dei nostri diritti permette che queste siano diffuse in tutti i paesi e tradotte in tutte le lingue. Se esistono degli ostacoli alla diffusione, questi sono di carattere economico, tecnologico, fiscale: occorre colpire piuttosto le posizioni monopolistiche, i formati proprietari, le frodi! Il Parlamento europeo, adottando una versione fortemente emendata del rapporto di Julia Reda, ha riaffermato, alta e forte, l’importanza di tutelare il diritto d’autore e il fragile equilibrio economico delle filiere della creazione. Purtroppo, al contempo, ha lasciato imprudentemente la porta aperta a numerose eccezioni al diritto d’autore. Queste eccezioni potrebbero essere create, concesse, allargate, rese obbligatorie dalla Commissione stessa, a dispetto delle soluzioni nazionali che hanno già permesso di rispondere ai bisogni dei lettori e degli altri utilizzatori". "Spiegateci - prosegue la lettera - come la moltiplicazione delle eccezioni al diritto d’autore favorirà la creazione e la diffusione delle opere! A partire da quale numero di eccezioni (archiviazione, prestito digitale, insegnamento, ricerca, estrazioni dei testi e dei dati, utilizzi trasformativi, opere indisponibili, opere orfane…), l’eccezione diventa regola e il diritto d’autore eccezione? Affinché ci siano conferiti i proventi economici che ci spettano e noi possiamo mantenere i diritti morali sulle nostre opere, il diritto d’autore è per noi essenziale. Questo è il caposaldo su cui è stata costruita la nostra letteratura europea; è una sorgente di ricchezza economica dei nostri Paesi e, attraverso di essa, è anche fonte di impiego; è garanzia di sostentamento economico della creazione e della continuità di tutta la filiera del libro; è il fondamento delle nostre remunerazioni. Permettendoci di raccogliere i frutti del nostro lavoro, si garantisce la nostra libertà e la nostra indipendenza. Noi non vogliamo tornare al tempo del mecenatismo, né vogliamo vivere di eventuali sovvenzioni pubbliche, bensì dell’utilizzo economico delle nostre opere. Scrivere è un lavoro, non un passatempo. Il diritto d’autore ha permesso, nel corso degli ultimi secoli, la democratizzazione del libro e sarà ancora il libro che, un domani, permetterà lo sviluppo della creazione digitale e la sua diffusione presso un pubblico ancora più grande. Ereditato del passato, il diritto d’autore è oggi uno strumento moderno, compatibile con l’utilizzo delle nuove tecnologie". "Bisogna finirla di opporre, come state facendo, gli autori ai lettori. La letteratura non potrebbe esistere senza i primi e non avrebbe senso senza i secondi. Gli scrittori sono profondamente e assolutamente aperti ai cambiamenti e all’evoluzione del mondo in cui vivono. Essi difendono, con determinazione e chiarezza, più forte di chiunque altro, il diritto alla libertà d’opinione, alla libertà d’espressione e alla libertà della creazione. Sono favorevoli alla condivisione delle idee e del sapere: è la loro ragion d’essere. Sono lettori, ancor prima di essere autori. Noi, Scrittori europei, chiediamo all’Europa di rinunciare a estendere il perimetro delle eccezioni al diritto d’autore o a moltiplicarle. L’assicurazione di qualche forma di compensazione non potrebbe sostituire i proventi derivanti dall’utilizzazione commerciale delle nostre opere, tenuto conto che gli autori sono già vittime di una precarietà sempre più crescente. Chiediamo all’Europa - si chiude l'appello - di lottare contro la tentazione di un illusorio tutto gratuito, i cui unici beneficiari sarebbero le grandi piattaforme di diffusione e altri fornitori di contenuti. Chiediamo all’Europa di aiutarci ad ottenere una migliore retribuzione sul valore dei libri, soprattutto nell’universo digitale, di vietare le clausole contrattuali abusive e di combattere efficacemente la pirateria delle nostre opere. La libertà dei creatori e la vitalità della cultura europea dipendono anche da Voi".
    Riforma del copyright e portabilità dei contenuti: le proposte della Commissione europea
    19 dicembre 2015
  • Diritto e Tecnologia, gli eventi segnalati da Dimt [Mappa]

    Vi segnaliamo gli eventi e le date di maggiore rilievo dei prossimi giorni in materia di diritto, mercato e nuove tecnologie. Venerdì 10 gennaio, presso il Polo didattico Carmignani di Pisa, avrà luogo "Vieni a fare un'impresa high-tech", giornata informativa sulle possibilità offerte dalle istituzioni a chi vuole costituire soggetti economici in ambito tecnologico. Il 13 gennaio doppio appuntamento a Milano. Presso l'Aula magna dell'Università degli Studi cittadina inizierà la due giorni dedicata al convegno sui dieci anni dalla riforma del diritto societario; l'Aula Magna del Palazzo di Giustizia ospiterà invece il convegno "Codice dell’ordinamento giudiziario", a cura della Scuola di Giurisprudenza dell'Università Bocconi. Domenica 19 gennaio si svolgerà a Rho "eCommerce: dal sito ai social, teoria e pratica", workshop nel quale sarà affrontato il tema dell’eCommerce cercando di capire come utilizzare i social network a supporto del negozio on line, trasformandolo in un “social commerce”. Per partecipare all'evento è necessario registrarsi seguendo questo link. Il giorno successivo sarà invece il Palazzo Bastogi di Firenze la cornice del convegno "Economia ed ambiente: binomio che cambierà il diritto?". Qui sotto la mappa con gli appuntamenti delle prossime settimane, clicca sui puntatori per le informazioni. 4 gennaio 2014
  • Diritto e Tecnologia, gli eventi segnalati da Dimt [Mappa]

    Vi segnaliamo gli eventi e le date di maggiore rilievo dei prossimi giorni in materia di diritto, mercato e nuove tecnologie. Il 13 gennaio doppio appuntamento a Milano. Presso l'Aula magna dell'Università degli Studi cittadina inizierà la due giorni dedicata al convegno sui dieci anni dalla riforma del diritto societario; l'Aula Magna del Palazzo di Giustizia ospiterà invece il convegno "Codice dell’ordinamento giudiziario", a cura della Scuola di Giurisprudenza dell'Università Bocconi. Venerdì 17 gennaio, in occasione della conclusione del Master di II livello in “Diritto della concorrenza e dell’innovazione” edizione 2013, organizzato dall’Università LUISS Guido Carli e dall’Università Europea di Roma, il Prof. Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni terrà una Conferenza sul tema "Concorrenza e innovazione nelle comunicazioni elettroniche". Domenica 19 gennaio si svolgerà a Rho "eCommerce: dal sito ai social, teoria e pratica", workshop nel quale sarà affrontato il tema dell’eCommerce cercando di capire come utilizzare i social network a supporto del negozio on line, trasformandolo in un “social commerce”. Per partecipare all'evento è necessario registrarsi seguendo questo link. Il giorno successivo sarà invece il Palazzo Bastogi di Firenze la cornice del convegno "Economia ed ambiente: binomio che cambierà il diritto?". Qui sotto la mappa con gli appuntamenti delle prossime settimane, clicca sui puntatori per le informazioni. 11 gennaio 2014
  • FOIA, Ascani: “Il diritto ad uno Stato trasparente non può ledere il diritto ad uno Stato sicuro”

    Il deputato del Partito Democratico sull'emendamento approvato al Ddl di riforma della Pa: “È stato ritenuto necessario coordinare questo istituto con quello dell’accesso civico, introdotto con il d.lgs. 33/2013, e con il diritto di accesso ai documenti amministrativi di ex artt. 22 ss. l. 241/1990, nonché agli accessi previsti da discipline settoriali. Sarebbe auspicabile che anche il Legislatore nazionale scegliesse un metodo di exemptions improntato alla tassatività" di Marco Ciaffone Il 2 luglio scorso presso gli Archivi del Quirinale si è tenuto il Convegno "Patrimonio culturale digitale tra conoscenza e valorizzazione", sull'attuazione della Direttiva 2013/37/UE (nuova Direttiva PSI in materia di riutilizzo dell'informazione nel settore pubblico), organizzato dall'Accademia Italiana del Codice di Internet. Ai lavori è intervenuto anche il deputato Pd e consigliere politico per l'Agenda Digitale del Ministro per la Pa Palo Coppola, il quale, insieme alla collega Anna Ascani, ha recentemente ottenuto una grande conquista: l'approvazione di un emendamento al ddl Madia che introdurrebbe in Italia i principi del Freedom of Information Act (FOIA). Ed è proprio Ascani ad aver rilasciato un'intervista a Dimt nella quale spiega alcuni dettagli dell'iniziativa. Onorevole, innanzitutto qual è la ratio dell'emendamento? Anna AscaniIl lavoro portato avanti in questi mesi è stato articolato ed ha raggiunto lo scopo che, insieme all’On. Coppola, intendevamo perseguire: consentire ai cittadini una maggiore libertà nell’accesso agli archivi della Pa. È questa la ratio dell’emendamento che abbiamo proposto, sebbene l’architettura immaginata sia più complessa di quanto si possa spiegare in poche righe: è stato ritenuto necessario, infatti, coordinare questo istituto con quello dell’accesso civico, introdotto con il d.lgs. 33/2013, e con il diritto di accesso ai documenti amministrativi di ex artt. 22 ss. l. 241/1990, nonché agli accessi previsti da discipline settoriali. Negli ultimi anni il tema dell’accesso alle informazioni detenute dalle Amministrazioni, infatti, è stato posto al centro dell’attenzione del Legislatore nazionale che, in questo senso, ha attuato numerose riforme. Tuttavia ancora mancava una disposizione normativa che, pur consentendo l’apertura ai dati e ai documenti detenuti dalla Pa, prevedesse anche un sistema per garantire l’effettività di questa prescrizione, introducendo esplicitamente delle sanzioni a carico degli enti che non adempiono agli obblighi previsti. Da anni soggetti come Foia4Italy si battono per questo passaggio, che ruolo ha avuto la cd "società civile" in questo percorso? Il contributo della società civile è stato ed è indispensabile: le leggi sono pensate per migliorare la vita dei cittadini e noi rappresentanti abbiamo il dovere di ascoltare le esigenze che ci si prospettano. In questo caso i promotori di Foia4Italy hanno messo in campo l’esperienza accumulata in anni di attivismo in favore della libertà d’informazione e diritto alla trasparenza. Una prima versione di FOIA è stata proposta dall’associazione all’Intergruppo per l’Innovazione Tecnologica della Camera dei Deputati. Le linee guida sono state condivise ed emendate grazie al contributo dell’ufficio legislativo della Camera e di esperti del settore. Ho potuto quindi personalmente annunciare, presso il Festival del Giornalismo di Perugia nell’aprile scorso, che grazie all’attivismo delle associazioni e alla collaborazione con il legislatore, il FOIA sarebbe stato incardinato nella riforma della Pa. Continueremo ad ascoltare le istanze delle associazioni su questo tema e non solo, tanto più che la tecnologia ha ormai consolidato canali di comunicazione con i cittadini che, su queste materie, sempre più chiedono norme moderne, di larga applicazione e di semplice utilizzo. Quali sono ora i prossimi passi istituzionali? L’emendamento proposto s’incardina in un disegno di legge, quello della riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche, che ha l’ambizione di affrontare, tra gli altri, il tema della semplificazione amministrativa in tutti i suoi aspetti. Il disegno di legge è stato approvato in Senato il 30 aprile scorso, dopo aver acquisito i pareri di tutte le Commissioni permanenti. Lo stesso percorso sarà seguito anche alla Camera dei Deputati: confidiamo che il Decreto Legislativo, che regolerà l’attuazione della materia, sarà la naturale ultima tappa della trasposizione dei principi ispiratori, che abbiamo condiviso con l’associazione Foia4Italy sin dall’inizio del percorso. Cosa vi aspettate da un Paese "trasparente"? E quali sono le priorità in termini attuativi per rendere effettiva ed efficace questa disclosure? Penso ad esempio a standard di pubblicazione per il riuso dei dataset. In primo luogo uno Stato trasparente garantisce a tutti i cittadini il right to know e, quindi, consente loro l’accesso a tutti i documenti e le informazioni detenute dalla Pa in modo gratuito e digitalizzato. Questo obiettivo potrà essere facilmente raggiunto se verranno confermate alcune disposizioni che, a mio avviso, contribuiscono a rendere effettiva la pubblicazione delle informazioni richieste come, ad esempio, la norma che prevede l’applicazione di sanzioni alle Pa che ritardano o omettono l’adempimento di questo obbligo. Il riuso dei dataset è un passo successivo, e non necessariamente l’obiettivo ultimo: favorire il riutilizzo dei dati e stimolare la ricerca e le iniziative imprenditoriali, infatti, non presuppone esclusivamente l’adozione di standard di pubblicazione specifici ma, ancor prima, un’attività di pubblicazione dei dati costante e conforme alle prescrizioni normative. Esiste il rischio che le eccezioni alla pubblicazione dei dati (ad es. per esigenze di sicurezza nazionale) possano essere utilizzate per "azzoppare" una tale conquista? E se si, come ci si difende? Il rapporto tra trasparenza e sicurezza nell’epoca dell’informazione è una questione d’importanza mondiale: si pensi per esempio all’accesissimo dibattito statunitense sul Patriot Act, che in quel caso riguarda il punto di vista opposto rispetto ad un FOIA, cioè il diritto, che lo Stato si arroga a fini di sicurezza, di ledere in certa misura la privacy dei cittadini. Pertanto, appare chiaro che il diritto ad uno Stato trasparente non può ledere il diritto ad uno Stato sicuro: sicurezza e protezione dei dati personali devono essere congruamente bilanciati ad una lettura normativa del quadro generale. Per questo motivo, analogamente a quanto previsto in altri ordinamenti, sarebbe auspicabile che anche il Legislatore nazionale scegliesse un metodo di exemptions improntato alla tassatività. È inevitabile che spetterà poi al Giudice stabilire, in ogni e singolo caso concreto di cui si dubiti, quale degli interessi in gioco meriti di essere tutelato: è anche per questo motivo che nelle proposte avanzate c’è anche quella di una maggiore semplificazione dell’accesso ai rimedi stragiudiziali e giudiziali in caso di controversie insorte tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Tra FOIA e Dir. PSI c'è una forte connessione: pensa sia possibile garantire un bilanciamento tra accesso ai dati pubblici e tutela del patrimonio (in particolare culturale) delle Pa? Il right to know e il diritto al riutilizzo dei dati pubblici per finalità commerciali sono temi complementari e, probabilmente, anche interdipendenti: non è detto che chi accede ai dati decida di riutilizzarli per trarne un profitto ma è certamente vero che non potrebbe compiere questa scelta se non gli venisse assicurato, in primo luogo, l’accesso nei termini in cui l’ho descritto. È vero anche che il riutilizzo dei dati non ne comporta necessariamente una cattiva gestione. L’ampliamento dell’obbligo di pubblicazione dei dati alle Istituzioni culturali deve essere visto come un vantaggio per la collettività in termini di diffusione della conoscenza e promozione della cultura: sono certa che un bilanciamento delle diverse esigenze sia possibile. Anche per la tutela del patrimonio culturale, dunque, non potranno che valere le considerazione poc’anzi svolte. Ritiene che sia possibile pensare ad un regime di accesso differenziato tra chi accede per conoscere e chi accede per sfruttare i dati commercialmente? Come già detto, le due situazioni sono diverse e non necessariamente consequenziali. Quindi, ritengo che dinanzi a situazioni diverse debba essere applicata una diversa disciplina: con quali modalità, questo dipende molto dagli spazi che ci si riuscirà a ritagliare rispetto agli obblighi imposti dalla Direttiva 2013/37/UE. Il Prof. Gambino durante il prima citato convegno ha lanciato la proposta di un Osservatorio per il monitoraggio della digitalizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, aperto a esponenti delle istituzioni, giuristi e associazioni, cosa ne pensa?  Se è importante il contributo della società civile, lo è ancor di più quello di esperti e tecnici della materia, non fosse altro per garantire la coerenza del sistema e, di conseguenza, la sua tenuta nel tempo. Un’attività di monitoraggio consentirebbe a noi rappresentati di avere costantemente una cartina di tornasole sulle scelte legislative compiute e, pertanto, anche la possibilità di intervenire – se necessario – per apportare delle modifiche alle scelte già operate.
    9 luglio 2015
  • Il PCT dopo la legge 132/15 - Pordenone, 23 settembre 2015

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  • L’Accademia Italiana del Codice di Internet in audizione presso la Commissione Affari Costituzionali

    Nell’ambito dell'esame dei ddl costituzionale 1561 e 1317 (diritto di accesso a Internet), curato dalla Commissione Affari Costituzionali, l’Accademia Italiana del Codice di Internet contribuirà con un’audizione che avrà luogo a Montecitorio il prossimo 14 maggio. Saranno auditi il Prof. Alberto Gambino, Presidente dell'Accademia, e il Prof. Augusto Preta, membro del Comitato Direttivo. Nel primo ciclo di audizioni che si è svolto martedì 24 febbraio 2015 sono intervenuti, tra gli altri, il Prof. Oreste Pollicino (Università Bocconi di Milano e socio fondatore dell'Accademia) e il Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich (Università degli studi di Roma Tre e membro del Comitato Scientifico). Logo IAIC
  • L’Internet governance e l’evoluzione di ICANN - Roma

    L'annuncio della volontà da parte della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) di cambiare lo storico modello di governance di uno dei nodi più importanti della rete mondiale ha aperto mesi fa una partita dal cui esito dipenderà bona parte dell'assetto della futura governance di Internet. I principali aspetti di questo scenario saranno analizzati nel corso de “L’Internet governance e l’evoluzione di ICANN”, convegno previsto per il prossimo martedì 14 aprile a Roma, presso l'Aula dei gruppi parlamentari della Camera di via Campo Marzio 78. Ad introdurre i lavori sarà On. Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, al quale seguirà l'intervento di Fadi Chehadé, Ceo di ICANN. La tavola rotonda “Internet aperta: ruolo e accountability degli stakeholder” sarà moderata da Gildo Campesato (direttore Corriere delle Comunicazioni) e animata da Angelo Cardani (presidente di Agcom), Paolo Coppola (presidente Tavolo per l’innovazione), Renato Soru (europarlamentare), Giorgia Abeltino (Google), Juan Carlos De Martin (Nexa Center, Torino) e un videomessaggio di Vint Cerf (Google Chief Internet Evangelist e padre fondatore di Internet). Alla seconda tavola rotonda “Le funzioni IANA e l’Internet del futuro”, che avrà come moderatore Luca De Biase (Nova 24), interverranno Stefano Quintarelli (presidente Comitato d’indirizzo di Agid), Lorenzo Pupillo (Telecom Italia), Domenico Laforenza (.it Registry), Giovanni Seppia (Eurid), Maurizio Goretti (Namex) e, con un videomessaggio, Demi Getschko (presidente di NIC.br e membro del board di CGI.br). La terza tavola rotonda “Per una governance multi-stakeholder: il modello Brasile e noi”, con la moderazione di Arturo Di Corinto (Repubblica), vedrà infine alternarsi Paolo Barberis (Presidenza del Consiglio), Luigi Dal Pino (Microsoft Italia), Alberto Gambino (presidente dell'Accademia Italiana del codice di Internet) e Cristina De Paoli (Save the Children Italia-eNacso), interventi ai quali si aggiungerà l'ultimo videomessaggio, quello di Manuel Castells (University of Southern California). Per partecipare è necessario accreditarsi inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Di seguito la locandina con l'agenda dei lavori.
  • La gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi all’indomani della Direttiva Europea 2014/26 EC

  • La gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi all’indomani della Direttiva Europea 2014/26 EC - Roma, 27 maggio 2014

  • La responsabilità sanitaria: necessità di una riforma? - Roma

    La responsabilità sanitaria- necessità di una riforma - Roma, 27 novembre 2015
  • La responsabilità sanitaria: necessità di una riforma? - Roma, 27 novembre 2015

    La responsabilità sanitaria- necessità di una riforma - Roma, 27 novembre 2015
  • La riforma del codice del consumo nel prisma delle fonti - Bari

    RiformaCodiceConsumo-01
  • La riforma del codice del consumo nel prisma delle fonti - Bari, 15-16 ottobre 2015

    RiformaCodiceConsumo-01
  • La riforma del Diritto di famiglia: i primi 40 anni - Modena, 22 maggio 2015

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