La responsabilità dell’internet service provider alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, causa c-610/15, 14 giugno 2018

 La responsabilità dell’internet service provider alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea (causa c-610/15, 14 giugno) 2017)

di Simona Scuderi

Università degli studi di Messina

Abstract

La responsabilità dell’Internet Service Provider rappresenta uno dei temi più dibattuti nella legislazione europea e nazionale. L’evoluzione telematica degli ultimi anni ha consentito di avviare nuove riflessioni sull’istituto della responsabilità del provider in ordine agli illeciti che si verificano on- line a causa dell’attività posta in essere dagli utenti della rete.

La pronuncia della CGUE del 14 giugno 2017 si inserisce in un dibattito già aperto e mette in discussione il ruolo dell’intermediario web, il quale, nella nuova realtà multimediale, non può più essere considerato “mero trasportatore di informazioni online”, configurando in capo a questi un dovere di attivarsi per la tutela dei diritti della persona in Internet, con particolare riferimento al diritto d’autore. La responsabilità dell’ISP assume, quindi, una nuova fi- sionomia, nella più ampia prospettiva di un nuovo modo di intendere il ruo- lo del provider in seno alle vicende di carattere illecito del web

 

Sommario: 1. Premessa – 2. La responsabilità del provider nella direttiva 2000/31/CE –3. Il caso – 4. La violazione del diritto d’autore online – 5. La funzione sociale della responsabilità del provider alla luce della giurispru- denza della CGE.

 1.  Premessa

Con la sentenza c-610/15 del 14 giugno 2017, la CGUE è tornata a pronunciarsi su un tema particolarmente dibattuto negli ultimi anni in dottrina e nella giurisprudenza interna e comunitaria, quello della responsabilità dei prestatori di servizi in rete (ISP) per la violazione del diritto d’autore.

L’indagine svolta intorno all’istituto della responsabilità per gli illeciti commessi in rete, rinviene la sua ragione pratica nel fatto che la direttiva 2000/31/CE che disciplina i diversi aspetti del commercio elettronico, e specificatamente quello relativo alla responsabilità dell’Internet Service Provider, non sembra, ad oggi, soddisfare la domanda di tutela in relazione al mutato scenario delle operazioni e relazioni multimediali.

Invero, si tratta di un intervento legislativo risalente nel tempo ed è agevole rilevare come le nuove esigenze sorte nel web, considerata anche l’evoluzione tecnologica che ha interessato la rete telematica nell’ultimo decennio, non trovino una concreta rispondenza con le norme in esso con- tenute.

Per tale ragione, negli ultimi anni la CGUE si è pronunciata a più riprese sulla responsabilità civile degli internet providers per gli illeciti online e, da ultimo, con la sentenza del 14 giugno 2017, che offre interessanti spunti di riflessione sul tema.

In particolare, nella decisione in esame, la Corte di Giustizia, in linea con l’orientamento coniato nel 2014 e che si affaccia timidamente in uno sce- nario complesso e allo stesso tempo mutevole, riconosce la piena responsabilità del provider per la diffusione online di opere protette dal diritto d’autore da parte degli utenti della rete.

Due i profili per i quali la pronuncia può rappresentare un ulteriore passo in avanti, nell’ambito della mutata direzione della giurisprudenza europea, in tema di responsabilità per gli illeciti della rete: il riconoscimento in capo al provider di una responsabilità che sembra atteggiarsi diversamente da quella descritta nella direttiva sul commercio elettronico, in quanto non si fa riferimento né al tipo di attività svolta dall’intermediario, sulla base della quale la direttiva distingue il grado di responsabilità, né alla possibilità che questi sia a conoscenza dell’illiceità dei contenuti caricati dagli utenti; la rilevanza riconosciuta alla tutela del diritto d’autore a discapito della tutela del provider stesso, che sembra non trovare alcuna giustificazione nel caso in cui si verifichi la diffusione online di opere protette dal diritto d’autore senza l’autorizzazione del titolare dell’opera.

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