eBook, Francia e Lussemburgo non possono applicare aliquota IVA ridotta, contrariamente a quanto vale per libri su carta. Gli editori: "Il valore di un libro non dipende dal suo formato"

La Francia e il Lussemburgo non possono applicare un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, contrariamente a quanto vale per i libri su carta. A stabilirlo sono due odierne sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Nel due Paesi la fornitura di libri elettronici è soggetta ad aliquota IVA ridotta; in particolare, dal 1 gennaio 2012, Francia e Lussemburgo applicano alla fornitura di libri elettronici, rispettivamente, un’aliquota del 5,5% e del 3%. "I libri elettronici o digitali oggetto della presente causa - spiega la Corte - comprendono i libri ottenuti a titolo oneroso, mediante scaricamento o trasmissione continua (streaming) a partire da un sito web, nonché i libri elettronici che possono essere consultati su computer, smartphone, eBook reader o qualsiasi altro sistema di lettura". La vicenda prende avvio con la richiesta rivolta alla CGUE dalla Commissione di dichiarare che Francia e Lussemburgo, avendo applicato un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, sono venuti meno agli obblighi ad essi incombenti in forza della "direttiva IVA" 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU L 347, pag. 1). [caption id="attachment_14908" align="alignright" width="300"]via Segnideitempi.org via Segnideitempi.org[/caption] Nelle odierne sentenze, la Corte accoglie i ricorsi per inadempimento della Commissione. La Corte rileva innanzitutto che un’aliquota IVA ridotta può essere applicata unicamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di cui all’allegato III della direttiva IVA. Detto allegato menziona, in particolare, la "fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico". La Corte ne trae la conclusione che l’aliquota IVA ridotta è applicabile all’operazione consistente nel fornire un libro che si trovi su un supporto fisico. Se è vero che il libro elettronico necessita, per poter essere letto, di un supporto fisico (quale un computer), un simile supporto non è tuttavia fornito con il libro elettronico, cosicché l’allegato III non include nel suo ambito di applicazione la fornitura di tali libri. Inoltre, la Corte constata che la direttiva IVA esclude ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai "servizi forniti per via elettronica". Secondo la Corte, la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo. La Corte respinge l’argomento secondo cui la fornitura di libri elettronici costituirebbe una cessione di beni (e non un servizio). Infatti, solo il supporto fisico che consente la lettura dei libri elettronici può essere qualificato come "bene materiale", ma un siffatto supporto non è presente nella fornitura dei libri elettronici. La Commissione addebita altresì al Lussemburgo di applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3%, mentre la direttiva IVA vieta, in via di principio, le aliquote IVA inferiori al 5%. La Corte ricorda che, secondo la direttiva IVA, "uno Stato membro può applicare aliquote IVA ridotte inferiori al 5%, fra l’altro, a condizione che le aliquote ridotte siano conformi alla legislazione dell’Unione". Dato che la Corte ha poco prima concluso che l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici non è conforme alla direttiva IVA, la condizione di conformità alla legislazione dell’Unione non è soddisfatta, cosicché il Lussemburgo non può applicare un’aliquota IVA super ridotta al 3% alla fornitura di libri elettronici. "Le sentenze odierne - precisa la Corte - non ostano a che gli Stati membri istituiscano un’aliquota IVA ridotta per i libri su supporto fisico, come in particolare i libri cartacei". Un libro è un libro - Sul tema in Francia rimbalza da poche ore, sotto l'hashtag #thatisnotabook, la campagna lanciata dal Syndicat national de l'édition, l’Associazione degli editori d'oltralpe. Iniziativa del tutto simile a quella della Associazione italiana Editori (Aie) #unlibroèunlibro, mobilitazione che aveva portato all'inserimento nella Legge di stabilità varata nel dicembre scorso l'abbassamento dell'IVA per gli eBook al 4%. E proprio l'Aie sottoscrive la lettera aperta che i rappresentanti degli editori hanno inviato al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk, nella quale si legge: “Siamo fermamente convinti che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato eBook. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso". 5 marzo 2015