“A Cesare quel che è di Cesare”. La giornata di riflessione organizzata dal Centro di Ricerca sulla fiscalità etica

Organizzato dal Centro di Ricerca sulla fiscalità etica, l’imposizione tributaria e i reati economici dell’Università Europea di Roma, il 18 settembre 2017 si è svolto presso Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, il convegno “A Cesare quel che è di Cesare”, che ha proposto una riflessione sul tema dell’adeguatezza del sistema tributario italiano rispetto ai rapidi mutamenti che stanno interessando il sistema economico, italiano e non, ed agli strumenti, già in essere o da adottare, per il contrasto alle forme di elusione ed evasione fiscale.

Il convegno, moderato dal dott. Jean Marie Del Bo (Capo Redattore di Norme e Tributi de Il Sole 24 Ore), si è aperto con i saluti da parte delle autorità. In particolare, sono stati rivolti saluti ai partecipanti da parte di Padre Pedro Barrajon LC (Rettore dell’Università Europea di Roma), del dott. Lamberto Bertolè (Presidente del Consiglio comunale), del dott. Roberto Tasca (Assessore a Bilancio e Demanio del Comune di Milano), della dott.ssa Simonetta D’Amico (Consigliere del Comune di Milano e Presidente della Commissione Casa), del dott. Emmanuel Conte (Consigliere del Comune di Milano e Presidente della Commissione Bilancio), dell’avv. Remo Danovi (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano) e del dott. Marcello Caradonna (Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano).

Successivamente ai saluti delle autorità ha preso la parola il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, la quale ha evidenziato l’importanza degli interventi rivolti alla riduzione della pressione fiscale che si sono succeduti negli ultimi anni – e, in particolare, con il Governo Renzi e con l’attuale Governo Gentiloni – sottolineando altresì i risultati conseguiti nel contesto del contrasto alle manovre di evasione ed elusione fiscale.

Il Sottosegretario ha precisato che tali indirizzi verranno seguiti anche in occasione della prossima legge di stabilità, il cui disegno di legge è in corso di preparazione, sebbene i margini di manovra sotto il profilo dei saldi di finanza pubblica siano piuttosto ristretti, anche in ragione dei vincoli europei in materia.

Nel successivo intervento del prof. Vittorio Emanuele Falsitta (Straordinario di diritto penale tributario nell’Università Europea di Roma e Direttore del Centro di Ricerca sulla fiscalità etica, l’imposizione tributaria e i reati economici) è stato posto l’accento sulla necessità di una profonda revisione di molti istituti del nostro ordinamento tributario, ritenuti non più adeguati al mutato contesto economico e sociale. Il riferimento è stato operato, in particolare, alle nozioni di residenza fiscale – tanto delle persone fisiche quanto degli enti societari – e di stabile organizzazione, le cui criticità rispetto alla tassazione dei soggetti operanti nel settore dell’economia digitale sono ben visibili ed al centro dei recenti dibattiti dell’opinione pubblica e delle autorità governative di diversi Stati europei.

Nell’intervento del dott. Ernesto Maria Ruffini (Direttore dell’Agenzia delle entrate) si è dato risalto ai nuovi indirizzi che stanno ispirando la riforma dell’Agenzia delle entrate; indirizzi rivolti a conferire maggiore rilievo al momento dell’adempimento dell’obbligazione tributaria da parte del contribuente mediante strumenti che facilitino la compliance tributaria rispetto ai momenti successivi e di carattere “repressivo” dell’accertamento tributario delle imposte non versate. Di qui la nuova veste dell’Agenzia delle entrate, il cui ruolo deve essere non più solo quello di controllore, ma di vero e proprio consulente del contribuente nel corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.

I lavori sono ripresi con l’intervento del dott. Francesco Greco (Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Milano) che ha sottolineato la rilevante attività di induzione all’adempimento portata avanti negli ultimi tempi da parte dei diversi Governi e dell’Amministrazione finanziaria, mediante la messa a disposizione dello strumento della voluntary disclosure, la quale ha consentito l’emersione di ricchezze prima “sconosciute” al Fisco e, dunque, l’ampliamento, in un’ottica prospettica, della platea dei contribuenti “visibili” per l’Amministrazione finanziaria.

Il dott. Greco ha inoltre evidenziato l’importanza di aver concluso accordi di accertamento con adesione con diverse imprese operanti nel settore dell’economia digitale (su tutte, Apple e Google); accordi con i quali si sono obbligate queste imprese a contribuire per la prima volta alle finanze pubbliche italiane.

Il dott. Renato Brichetti (Presidente Vicario della Corte d’Appello di Milano) si è soffermato sul contributo dato dalla giurisprudenza alle forme di contrasto delle manovre di evasione fiscale, quale momento finale – ma non per questo meno rilevante – dell’accertamento delle imposte dovute.

Nel successivo intervento del dott. David Pitaro (Dirigente della Banca d’Italia e Presidente del Gruppo sullo scambio automatico di informazioni del Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes dell’OCSE) si è posto l’accento sugli importanti e positivi sviluppi che si sono succeduti negli ultimi anni sul versante dello scambio di informazioni tra gli Stati, in particolare tra quelli dell’Unione europea e dell’OCSE, e sulle positive ricadute sul contrasto alle forme di evasione ed elusione fiscale che potranno derivare dall’entrata a regime dello scambio automatico di informazioni fiscali tra gli Stati OCSE aderenti al Common Reporting Standard.

La conclusione dei lavori è stata affidata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, che ha espresso l’auspicio della prosecuzione dell’attività dell’attuale Esecutivo verso il contrasto all’evasione fiscale mediante strumenti di compliance tributaria ed ha altresì sottolineato la necessità di interventi di più profonda riforma del sistema tributario; interventi che, tuttavia, sarà difficile adottare nel breve lasso temporale residuo dell’attuale legislatura e che, con tutta probabilità, dovranno essere messi a punto dagli organi legislativi ed esecutivi che verranno a formarsi a seguito delle prossime consultazioni elettorali. Ottima la risposta del pubblico che ha partecipato al convegno, a testimonianza dell’interesse per le tematiche proposte.