L'ultima delle cinque tappe del roadshow "Digitali e responsabili". Stazi: "Digitale grande leva di business, ma serve responsabilità"

(via corrierecomunicazioni.it) di Annalisa Casali Si conclude a Milano l’ultima delle cinque tappe del roadshow “Digitali e responsabili”organizzato da Google per sensibilizzare i giovani rispetto a un uso più consapevole del digitale. “Si tratta di un progetto – spiega Andrea Stazi, Public Policy Manager di Google – che vuole stimolare il dibattito sull’utilizzo del digitale, sia per coglierne le opportunità, la nostra ragion d’essere come Google, sia per evidenziare l’importanza di usare il digitale con attenzione, in modo responsabile, per tutelarsi e rispettare i diritti degli altri in Rete”. Per quest’ultimo appuntamento è stato scelto come tema il cuore vero dell’iniziativa, la responsabilità dei singoli cittadini, e più in generale dei soggetti pubblici e privati interessati, al corretto approccio al digitale.

“In queste cinque tappe abbiamo parlato di economia dei dati, di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico-culturale, di tutela della sicurezza in Rete, di modelli di innovazione attraverso il digitale e, oggi, di responsabilità”. Il digitale offre tante opportunità economiche, spiega il manager, che sottolinea il ruolo centrale della tecnologia come abilitatore dei processi di “democratizzazione” dei contenuti, che sono oggi più facilmente accessibili a un pubblico sempre più ampio; ma anche come moltiplicatore delle opportunità di business, come dimostrano i fenomeni delle startup e degli “youtuber”.

“Io personalmente ho voluto che in ogni tappa fosse presente uno youtuber, proprio per far comprendere come è possibile, grazie a Internet, diventare famosi e guadagnare, trarre profitto dalla propria creatività e credo che questo sia un messaggio chiave. Internet e l’utilizzo dei dati della Rete ampliano le possibilità di intraprendere che sono oggi a disposizione dei singoli e delle Pmi. Noi come Google lo abbiamo capito bene e offriamo da tempo strumenti efficaci di analisi dei dati aperti come Google Trends e Global Market Finder, che permettono alle aziende di capire come ampliare le proprie attività e dove espandere il proprio business all’estero”.

Strumenti che da un lato aiutano le imprese a migliorare le proprie strategie ma che dall’altro impongono un’attenzione ancora più spinta al tema della tutela della privacy. “Questa iniziativa nasce con il patrocinio del Garante della Privacy e di AgCom e vede la collaborazione di AltroConsumo, a testimonianza del fatto che Google è sensibile a questa tematica, tanto da aver adottato negli ultimi anni una serie di tutele, la più amplia delle quali è il cosiddetto “account personale”, che permette a ciascun utente di avere una vista chiara delle informazioni condivise con noi, capire come sono utilizzati i suoi dati e decidere in autonomia quali dati condividere e quali cancellare o spostare”.

(Fonte www.corrierecomunicazioni.it)