Evviva il divieto di pubblicità del gioco: non esiste gioco responsabile!

Evviva il divieto di pubblicità del gioco: non esiste gioco responsabile: Blog su Today.it

Evviva il divieto di pubblicità del gioco: non esiste gioco responsabile :: Blog su Today
„Attenzione Agli Acquisti: tutto quello che i consumatori non devono fare quando decidono di comprare qualcosa. Dal supermercato all'e-commerce, passando da bollette impazzite e prodotti difettosi: mai credere alla pubblicità e mai rassegnarsi. Parola del Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Avv. Massimiliano Dona

Devo ammettere che il tema della pubblicità dell’azzardo resta mediaticamente molto controverso (ne avevo già parlato su questo blog lamentando controlli insufficienti sugli spot). Alcuni insistono sulla presunta esistenza di un “gioco responsabile”, altri sulla necessità di fare alcuni distinguo (il gioco ha molte forme, dal gratta e vinci alle lotterie istantanee, dalle piattaforme di gioco online alle slot), alcuni giungono ad evocare il rischio di una restrizione della libertà di espressione

Insomma, la lobby del gioco non sa più cosa inventarsi e forse, per certi aspetti, siamo davvero alle fake news se è vero, come ci ricorda Gustavo Ghidini, che da cinquant’anni la Corte Costituzionale insegna che l’art 21 non si applica alla rèclame commerciale, viceversa assoggettabile ai limiti che la legge può prescrivere alle attività economiche qualora il loro esercizio si svolga “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla  libertà, alla  dignità umana” (art. 41.2 Cost.).

Da parte nostra abbiamo le idee chiare (con l’Unione Nazionale Consumatori abbiamo festeggiato il “Decreto Dignità” che stabilisce un divieto assoluto di pubblicità di questi “servizi”). Per noi è facile: proprio la nostra organizzazione si batte da anni per contenere l’invadenza degli spot e, pur consapevoli del rischio di fare delle generalizzazioni, non condividiamo l’obiezione di chi auspica si faccia qualche gradazione… In casi come questo, a mali estremi, è necessario procedere con mano ferma per tutelare la salute dei cittadini (forse dovremmo dire per proteggere la nostra stessa società).

Per questo siamo al fianco di Luigi di Maio accusato, pensate un po’, di aver proposto una regolamentazione “persecutoria” del gioco, tale da provocare danni ingenti alle imprese, all’occupazione, all’erario e persino di giovare all’allargamento dell’area del gioco clandestino.

Chi evoca questi catastrofismi dimentica che il gioco d’azzardo con le sue modalità, i requisiti organizzativi, i limiti di età per accedervi è già stato regolamentato (riduzione dei punti gioco e delle slot machines; distanza dai luoghi ‘sensibili’ come scuole e chiese; potere dei Sindaci sugli orari di chiusura; identificazione dei giocatori; videosorveglianza, etc.). E dunque, il Decreto Dignità non restringe l’area del gioco d’azzardo, ma si limita a vietarne la pubblicità (peraltro la Rai l’aveva già meritoriamente esclusa da tutta la sua programmazione, anche grazie alle pressioni dell’Unione Nazionale Consumatori). A ben vedere, siamo nella stessa logica del divieto di pubblicità delle sigarette che possono essere prodotte e vendute, osservando certe regole, ma non si può far propaganda a una abitudine tanto nociva per la salute. Eppure parliamo di un settore in continua crescita (secondo alcuni dati, oltre il +48% tra il 2012 e il 2017) come crescono i dissesti provocati dal gioco con oltre 400 mila giocatori già patologici!

In conclusione, al di là dei proclami delle piattaforme, fatico molto a immaginare come possano coabitare etica e azzardo. Per questo concordo nella necessità di imporre un divieto assoluto di pubblicità! La battaglia non è ancora vinta, si passa alle Camere dove si discuterà “ferocemente”! L’Unione Nazionale Consumatori è contro la pubblicità dell’azzardo perché non c’è alcuna onestà nelle comunicazioni commerciali che vediamo (tanto in televisione che su internet). Avete mai osservato quell’odioso disclaimer (“gioca responsabilmente”) che chiude gli spot? La ritengo un’offesa per la nostra società e un affronto all’intelligenza dei consumatori.

 

L’unico messaggio che è onesto da dare ai giocatori è quello di una nostra campagna (lanciata in collaborazione con Udicon) che ci sta portando in giro per l’Italia con una raccolta firme: seguiteci con l’hashtag #VincoSeSmetto. Non ci sono altre strade per sconfiggere l’azzardo.



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