Tutte le mosse di Google contro la pirateria online. Numeri e progetti in un nuovo report del colosso di Mountain View

Google compie progressi nella lotta alla pirateria digitale, un modo che resta comunque in continua evoluzione. È quanto si legge nel report How Google Fights Piracy. Nello studio appena pubblicato emerge l’impegno del colosso di Mountain View, che spiega come a lato di un mercato legale per l'acquisto di film, canzoni e altri contenuti stiano prendendo piede dei software aggiuntivi che - se installati su lettori digitali open source pienamente legittimi, come la Kodi Box - consentono di avviare un flusso illecito di contenuti protetti dai diritti d'autore. Questi programmi vengono spesso caricati sullo stesso store di Google, che poi provvede a eliminarli.

I NUMERI

Nel suo report, Google spiega che tra gli strumenti utilizzati per bloccare contenuti protetti c'è Content ID di YouTube, un sistema di "notifica e rimozione" che consente dal 2013 il controllo costante delle violazioni di copyright (con il 98% dei contenziosi risolti) sui video caricati online e che fino a oggi ha generato tra il 2017 e il 2018 oltre 2 miliardi di dollari di guadagno per i creatori. Inoltre Google ha espulso dal 2012 più di 100mila siti dal suo programma AdSense per violazioni delle norme sul materiale protetto da diritti d'autore. Mentre sul suo store online Google Play le condizioni di utilizzo vietano app che violino il copyright, incoraggino lo streaming illegale o tentino di ingannare gli utenti impersonando altri programmi. Solo lo scorso anno, il colosso di Mountain View ha respinto più di 10 milioni di annunci sospettati di violazione dei diritti d'autore o di collegamento a siti Web che lo hanno fatto. Ciò comporta impegno e impiego di risorse. Ad esempio i circa cento milioni di dollari investiti in staff e soluzioni tecnologiche dedicati a queste problematiche.

(Fonte Cyber Affairs)