Il Garante della Privacy a Toninelli: più tutele per i clienti Ncc

(Via Corriere della Sera)

I fogli di servizio compilati dagli Ncc «consentono l’identificazione del soggetto» e «la tracciabilità del percorso», ma soprattutto possono «disvelare dettagli sensibili della vita» dei clienti. Per questo motivo Antonello Soro, 70 anni, ex capogruppo Pd alla Camera, dal 2012 presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ha scritto giovedì 16 maggio al premier Giuseppe Conte e al ministro M5S dei Trasporti, Danilo Toninelli, per segnalare la necessità di «un intervento correttivo» della nuova disciplina introdotta dalla legge 12 del febbraio scorso che ha modificato l’articolo 11 della vecchia legge 21 del 1992. Il Garante della Privacy ha ravvisato «criticità» nella norma e sollevato «preoccupazioni» sotto il profilo della protezione dei dati, rilevando anche il mancato rispetto dell’obbligo di consultazione preventiva dell’Authority, prima di licenziare la legge.

La nuova disciplina dell’articolo 11 ha introdotto l’obbligo da parte del conducente Ncc di compilare a fine corsa un foglio di servizio in formato elettronico con i dati del fruitore del servizio, i luoghi di partenza e di arrivo, gli orari d’inizio e fine corsa. Insomma, addio privacy per personaggi noti e gente comune. Il foglio (anche in versione cartacea nella fase introduttiva della riforma) va tenuto a bordo della vettura (per un periodo non inferiore a 15 giorni!!) pronto ad essere esibito agli organi di controllo. Tanti dati, perciò, secondo l’Authority, costituiscono «informazioni delicate» e non c’è conformità, a giudizio di Soro, rispetto al «canone di proporzionalità» previsto dal Regolamento dell’Unione Europea (il numero 679 del 2016) su cui si fonda la legittimità delle limitazioni del diritto alla protezione dei dati. Il legislatore, a parere del garante, non ha previsto «misure adeguate ed efficaci» per «escludere» o «ridurre» i rischi per i clienti, a partire dalle modalità di conservazione dei dati e dei soggetti legittimati ad accedervi. L’Authority, comunque, si dice pronta «ad ogni collaborazione» col ministero per ristabilire un po’ di riservatezza.

Fonte: Corriere della Sera