Come l'intelligenza artificiale rivoluzionerà il turismo

L’ultima vittima eccellente del turismo è Thomas Cook. Molti puntano il dito contro il web ma gli addetti ai lavori la pensano diversamente: il tour operator britannico sarebbe affondato sotto il peso dei debiti, ben prima che per il digitale. Sicuramente la trasformazione digitale sta cambiando gli scenari ma la differenza non sta tra online e offline, bensì tra chi riesce a cogliere le tendenze e chi arranca.

L’esigenza sempre più sentita del viaggiatore si chiama personalizzazione. E ora la risposta- in sintonia con molti altri settori - arriva dall’intelligenza artificiale (Ai).

«L’Ai è un supporto di cui non si potrà presto fare a meno- spiega Eleonora Lorenzini, direttore dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano - Innanzitutto per l’idea di personalizzazione del servizio. Tramite l’Ai sarà possibile spingere al massimo la profilazione in modo da avere i 5 risultati di ricerca sulle Ota (online travel agency ndr.) più adatti all’utente e quindi massimizzare la conversion (che si traduce nell’acquisto ndr.) ».

L’Ai fornisce quindi proposte di viaggio il più vicine possibili alle esigenze e al profilo dell’utente. Siamo nell’ambito dei reccomender system - secondo la mappatura che l’Osservatorio del Politecnico presenterà al Ttg Expo di Rimini dal 9 ottobre - ovvero di sistemi che offrono raccomandazioni personalizzate all’utente sulla base dei suoi interessi e delle sue preferenze.

«Un altro ambito di Ai in espansione è l’assistenza all’utente. Le domande sono all’80% standard. E il chatbot risponde in cinque secondi con grande soddisfazione delle persone. Se la domanda è più complessa entra in gioco l’operatore umano» aggiunge Lorenzini. 

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