Blockchain e diritto d'autore: potenzialità e rischi

L'emergere e lo sviluppo di diversi progetti basati sull’uso delle tecnologie blockchain e smart contracts, accolti con fiducia anche dal Parlamento Europeo nella Risoluzione sulle tecnologie di registro distribuito, impongono di interrogarsi sul possibile uso dei nuovi strumenti digitali per la gestione e la protezione della proprietà intellettuale e, in particolare, del diritto d’autore. Proprio in quest’ambito, in effetti, sistemi di gestione automatizzati dei diritti, conosciuti come sistemi di Digital Rights Management (DRM), sono già da qualche decennio implementati dai titolari dei diritti per la (auto)tutela digitale dei propri interessi. Ma le tecnologie blockchain sembrano offrire la promessa di modelli diversi e, forse, più bilanciati di gestione digitale dei diritti.

Se da un lato vi è il pericolo che queste tecnologie favoriscano lo sviluppo di DRM di nuova generazione al servizio di interessi privati, dall’altro la relativa immaturità di queste tecnologie e quindi la loro malleabilità offrono l’opportunità di implementarle secondo un approccio che salvaguardi i diversi interessi in gioco.

In aggiunta, blockchain e smart contracts potrebbero essere impiegati per risolvere alcuni dei problemi emersi con la digitalizzazione delle opere, tra cui la mancanza di un registro pubblico delle opere, dei diritti sulle opere e dei diritti connessi, e le conseguenti problematiche di raccolta e distribuzione dei compensi per lo sfruttamento digitale dei contenuti protetti.

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