Come blockchain e intelligenza artificiale cambieranno il mondo delle imprese

Di blockchain e AI si parla tutti i giorni. Le due tecnologie sono oggetto di ricerche e innumerevoli paper scientifici. Uno degli argomenti più trattati è il loro effetto sull’organizzazione aziendale e sui modelli di business. «Negli ultimi due anni le società di consulenza hanno pubblicato oltre mezzo milione di report sui possibili impatti a livello aziendale dell’AI e della Blockchain. Le finalità commerciali di tali report portano a porre meno attenzione sulla rigorosità delle metodologie di analisi adottate», spiega Carlo Bagnoli, professore ordinario di Innovazione Strategica dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Bagnoli di report e paper scientifici ne ha letti molti. O meglio, il software da lui utilizzato. Grazie al programma, il suo team ha analizzato migliaia di documenti estraendo concetti e parole chiave, traendone poi le conclusioni. “Gli impatti dell’Intelligenza Artificiale e della Blockchain sui modelli di business” è una ricerca che verrà presentata (il 15 e il 16 novembre) allo Strategy Innovation Forum a Venezia. «Entrambe le tecnologie presentano un tratto in comune: il recupero dell’efficienza. Più che fare le stesse cose meglio, dovrebbero fare le cose in maniera diversa», puntualizza Bagnoli.

Per quanto riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale, il 23% delle fonti analizzate sostiene che i sistemi di machine learning avranno un’influenza notevole sul mondo del lavoro: riducendo gli errori umani, gli infortuni e aumentando la produttività. Allo stesso tempo, l’AI favorirà anche l’’ottimizzazione dei processi produttivi.

Secondo il 13% delle fonti analizzate, la blockchain permetterà di tracciare la proprietà degli asset aziendali in tempo reale e allo stesso tempo aumenterà l’affidabilità delle informazioni condivise tra due o più parti. In particolare poi, il registro distribuito consente lo scambio di dati in sicurezza, potenziando la privacy e il trattamento delle informazioni sensibili. Senza dimenticare l’impiego dei cosiddetti “smart contracts”: grazie ai quali sarà possibile eliminare i documenti cartacei e garantire l’identità digitale del venditore e del compratore.

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