di Gianfrancesco Rizzuti [*] Cosa c'entra la comunicazione con un libro che è un viaggio attraverso le minoranze del mondo, dall'Asia, all'Europa, all'Oceania passando per l'Africa e le Americhe? C'entra, c'entra. Non solo perché a scriverlo è un giornalista, Fabrizio Noli, vaticanista di Radio Rai, insieme al turcologo ed islamista Federico De Renzi. C'entra, centra, almeno per un'altra ragione, che ha a che fare con la scienza della comunicazione. Qualche decennio fa, una studiosa tedesca formulò una teoria. La studiosa si chiamava Elisabeth Noelle-Neumann, e definì la cosiddetta Spirale del silenzio, studiando le elezioni del suo Paese: l'afflusso continuo e ridondante delle news…

[READ MORE]"Dialoghi sulle Minoranze", la spirale del silenzio nel viaggio di Fabrizio Noli tra le comunità senza voce

di Marco Ciaffone [*] Un radicale cambio di prospettiva che porta assetti consolidati nei decenni a dover scendere a patti con le nuove logiche di consumo dei prodotti dell'industria culturale e un servizio pubblico radiotelevisivo rimasto troppo indietro su tutti i fronti aperti dalla rivoluzione digitale. Michele Mezza, giornalista Rai, saggista e docente universitario, descrive un sistema che, già profondamente mutato dal dilagare delle nuove tecnologie, è chiamato a giocare una partita che ne investe ogni aspetto fondamentale. Già inviato del Giornale radio in Urss e in Cina, Mezza nel 1993 ha collaborato al piano di unificazione del Gr e nel 1998 ha…

[READ MORE]Intervista a Michele Mezza (Rai): "Il libro non è più un prodotto finito, ma un forum polifonico. Il servizio pubblico garantisca il diritto del cittadino a produrre informazione. E i tg locali diventino navigatori dei territori"

di Marco Ciaffone Dal rifiuto per i media tradizionali in favore di una presunta comunicazione all digital che ha accompagnato l'ascesa del Movimento 5 Stelle fino al più recente lancio di un hashtag, #MatteoRisponde, tramite il quale il Presidente del Consiglio Matteo Renzi intende interagire con i cittadini, sono ormai innumerevoli gli esempi che ben descrivono come la necessità di veicolare il messaggio politico attraverso Internet e le piattaforme di interazione sociale sia ormai considerato un dato di fatto per chiunque si candidi, o ricopra già, una carica istituzionale. Ma la quantità equivale a qualità? Detto in altre parole: quanto la sempre maggiore presenza nei…

[READ MORE]"Come usare il web per costruire consenso e stimolare la partecipazione?", la ricetta di Gianluca Giansante

La e-lezione di Obamadi Gianfrancesco Rizzuti [*] Il passaggio dall’always “on” all’always “in”, ovvero la differenza tra l’essere sempre connessi (on, oppure wired) e l’essere sempre immersi in reti umane, ascolti e conversazioni (in) è significativo sotto tanti punti di vista. Nella comunicazione, perché esprime un’evoluzione da sistemi monadici chiusi  – con il singolo che si collega individualmente, verticalmente e gerarchicamente con una rete impersonale quasi sovraordinata – ad ambienti aperti dove le relazioni sono frutto di immersioni permanenti, orizzontali e non gerarchiche con altri “pari” o supposti e sedicenti tali. Ma la differenza tra connessione e immersione è importante anche sotto altre…

[READ MORE]La e-lezione di Obama