di Marco Scialdone Negli ultimi tre anni ho incontrato Marco Pannella quasi ogni domenica negli studi di Radio Radicale: io arrivavo per la diretta di “Presi per il Web” e lui andava via, dopo la consueta conversazione settimanale con Massimo Bordin.

Si fermava volentieri a scambiare qualche battuta, la sua preferita era che non dovevamo farci vedere troppo con lui altrimenti non ci avrebbero preso da nessuna parte.

Per i più Il ricordo di Pannella è e resterà legato alle sue battaglie per i diritti civili. Il mio ricordo di Pannella è e resterà legato all’uso della parola.…

[READ MORE]Spes contra Spem: il mio ricordo di Marco Pannella

Il fumo negli occhi

di Gianfrancesco Rizzuti Una recentissima sentenza della Corte di Appello Civile di Milano offre spunti per chi si occupa di comunicazione e di "influenza" sull'opinione pubblica. Il caso è molto serio e ha a che fare con la morte di un uomo spentosi a 54 anni per un tumore ai polmoni dopo aver fumato - come riportavano alcuni quotidiani di qualche giorno fa - quasi un milione di sigarette in 40 anni, due pacchetti al giorno.

Il giudice di appello ha confermato la condanna in primo grado a risarcire i familiari dell'uomo da parte dell'ex Ente Tabacchi. Rilevante, ai fini della comunicazione e della determinazione dei soggetti ritenuti…

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Quel legame tra rete e fiducia

di Gianfrancesco Rizzuti

Tre è il numero perfetto. Lo è per tanti motivi e tante culture. Nel nostro piccolo, questa settimana citeremo tre report interessanti sul rapporto tra tecnologia, comunicazione e fiducia. Buttiamo un occhio (di riguardo).

Il primo report. Ogni anno la multinazionale delle relazioni pubbliche Edelman pubblica un Trust Barometer, un’indagine condotta su un campione di 33mila persone in 28 Paesi che misura il grado di fiducia nei confronti di media, governo, aziende, associazioni non governative. Nell’edizione appena presentata e relativa al 2015, in Italia la fiducia è in crescita. Le élite – ovvero cittadini di età compresa tra i…

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di Gianfrancesco Rizzuti

Ultimi in ordine di tempo, il bail-in e la stepchild adoption. Ma l’”occupazione” è cominciata tanto tempo fa e qualcuno la definisce itanglese. È l’aumento di termini stranieri di natura apparentemente tecnica, soprattutto anglosassoni, nella lingua italiana. Non siamo tra i puristi che rigettano l’utilizzo di parole non italiane. Non esiste alcuna lingua impermeabile all’arrivo di “forestierismi”, perché vorrebbe dire che essa è morta. E fortunatamente l’italiano è ancora vivo, nonostante tutto. Ai fini di questa rubrica, cosa si cela dietro l’espandersi di parole non italiane specialmente in settori ad elevato grado di “tecnica”?

Prendiamo l’esempio del bail-in: descrive un…

[READ MORE]Tu chiamali, se vuoi, forestierismi