Copyright, Italia in difficoltà a causa della scarsa innovazione

I Paesi che meglio tutelano la proprietà sono anche quelli che innovano di più. La correlazione è chiara secondo l’International Property Rights Index (IPRI), uno studio realizzato con cadenza annuale dalla Property Rights Alliance che misura come e quanto viene tutelata la proprietà fisica e intellettuale in 127 Stati rappresentanti il 98 per cento del Prodotto Interno Lordo mondiale ed il 94 per cento della popolazione.

L’indice viene presentato in Italia dal think tank Competere e vede la partecipazione di 118 istituti di ricerca e organizzazioni operanti in 72 nazioni. L’edizione 2019 mostra un quadro piuttosto negativo per l’Italia che si colloca solamente al quarantaseiesimo posto della classifica (6.1 il punteggio), dopo il Bahrein e la Giordania, guadagnando qualche posizione rispetto all’anno precedente, ma arretrando rispetto al 2014 quando l’Indice ci collocava al 40esimi.

Rimaniamo ancora ben distanti dagli altri Paesi del G7 (7.9 punti di media) e di gran lunga staccati dai Paesi quali la Finlandia (8.7), la Svizzera (8.5), la Nuova Zelanda (8.5), Singapore (8.4) e l’Australia (8.3) che occupano le prime cinque posizioni dell’indice internazionale.

L’indice si compone di 3 voci principali che riguardano il “sistema politico e giuridico”, la “tutela dei diritti di proprietà fisica” e la “tutela dei diritti di proprietà intellettuale” a loro volta suddivise in sotto-capitoli che definiscono il punteggio finale. L’Italia è insufficiente nella prima voce (5.4), soprattutto per quanto riguarda la stabilità politica e l’efficienza e l’efficacia della giustizia civile, oltre agli alti livelli di corruzione percepiti. Per quanto riguarda la tutela della proprietà fisica vi è un leggero miglioramento rispetto al 2018, relativo soprattutto al funzionamento del sistema di registrazione. Riesce a strappare un discreto risultato (circa 6.78) nel campo della tutela della proprietà intellettuale grazie anche alle agevolazioni derivanti dal cosiddetto patent box e ad una burocrazia in questo settore più snella.

Nello specifico, il country profile relativo all’Italia segnala alcuni nodi critici come l’indipendenza della giustizia, valutata solamente 5/10 oppure le ripetute violazioni del copyright, sotto-indice che si attesta anch’esso sull’insufficienza (5.7 punti). Le performance peggiori vengono fatte segnare però dalla dall’accesso al credito, il dato peggiore in assoluto, che registra un punteggio pari a 3.3.

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