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Attacco informatico all’infrastruttura mobile della Commissione UE, dati del personale potenzialmente esposti

La Commissione europea ha reso noto di aver individuato, il 30 gennaio, tracce di un attacco informatico alla propria infrastruttura centrale per la gestione dei dispositivi mobili. L’incidente potrebbe aver comportato l’accesso ai nomi e ai numeri di telefono cellulare di una parte del personale.

Secondo quanto comunicato dall’Esecutivo UE, la risposta è stata immediata: l’attacco è stato contenuto e il sistema è stato ripristinato entro nove ore. Non è stata invece rilevata alcuna compromissione dei dispositivi mobili utilizzati dal personale.

La Commissione ha assicurato che la sicurezza e la resilienza dei sistemi interni restano una priorità e che la situazione continuerà a essere monitorata. L’episodio sarà oggetto di un’analisi approfondita e contribuirà a rafforzare ulteriormente le misure di cibersicurezza già in corso.

Nel contesto di un aumento quotidiano di attacchi informatici e ibridi rivolti a servizi essenziali e istituzioni democratiche, la Commissione ribadisce il proprio impegno a potenziare le capacità di difesa dell’Unione.

La protezione informatica delle istituzioni UE è affidata al CERT-UE, che fornisce monitoraggio continuo delle minacce, sistemi di allerta automatizzati e risposte rapide agli incidenti. Il coordinamento è garantito dal Comitato interistituzionale per la cibersicurezza, che definisce standard comuni e vigila sull’attuazione delle misure di sicurezza.

L’episodio si inserisce in una fase di rafforzamento del quadro normativo europeo: il 20 gennaio 2026 la Commissione ha presentato un nuovo pacchetto sulla cibersicurezza, centrato sul Cybersecurity Act 2.0, sulla direttiva NIS2 e sul regolamento sulla cibersolidarietà, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e la risposta alle minacce informatiche su larga scala.

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