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Comunicazioni, media e servizi postali in Italia: fotografia del primo trimestre 2025

Il primo trimestre del 2025 restituisce un quadro complesso e sfaccettato dei principali settori monitorati da Agcom: telecomunicazioni, televisione, editoria quotidiana, piattaforme online e servizi postali. L’analisi evidenzia tendenze differenziate, con dinamiche di crescita in alcuni comparti e contrazioni significative in altri, in un contesto di trasformazione tecnologica e mutamento delle abitudini di consumo.

Telecomunicazioni: più dati, meno voce

Le linee complessive di rete fissa si mantengono stabili intorno a 20,2 milioni, con una netta prevalenza di connessioni a banda larga e ultralarga (oltre 19,2 milioni). Sul fronte mobile, le SIM attive superano i 109 milioni, di cui circa 79 milioni destinate all’uso “human” (smartphone e dispositivi personali).
La domanda di dati continua a crescere rapidamente: il traffico medio giornaliero per linea broadband è passato da 7,5 a 10,3 GB in un anno (+37%), mentre quello per SIM “human” è più che raddoppiato in cinque anni, raggiungendo 0,92 GB al giorno (+112% dal 2021).

Televisione: audience in calo, ma con differenze tra editori

Gli ascolti televisivi nel giorno medio calano dell’1,9% rispetto al primo trimestre 2024 e di oltre il 24% rispetto al 2021, sia nell’intera giornata sia nel prime time.
Rai resta leader con 8,4 milioni di spettatori medi in prima serata (+2% su base annua), seguita da Mediaset con 7,1 milioni (-4,7%). Warner Bros. Discovery e Sky mostrano cali superiori al 5%, mentre La7 cresce del 6,4%.
A livello di canali, Rai 1 si rafforza (26,8% di share, +2,2 punti), Italia 1, La7, Rete 4 e Rai 2 crescono moderatamente, mentre Canale 5 perde 1,6 punti di share.

Informazione televisiva: tenuta del Tg1 e boom del Tg4

Nel mezzogiorno, il Tg1 delle 13:30 cresce del 2,1%, mentre il Tg5 arretra del 3,6%. Spiccano i forti incrementi di Studio Aperto (+4,1%), Tg4 (+37,9%) e Tg La7 (+21,9%).
In fascia serale, il Tg1 delle 20:00 sale del 3,1%, mentre il Tg5 cala del 7,4%. Anche qui il Tg4 segna un aumento rilevante (+23,9%).
Nel confronto con il 2021, il tempo complessivo dedicato alla visione dei telegiornali è sceso del 25% a mezzogiorno e del 22,9% la sera.

Quotidiani: il calo non si arresta

Le copie vendute nei primi tre mesi del 2025 sono state 111 milioni (-7,4% rispetto al 2024 e -29,5% dal 2021). Il calo riguarda sia le edizioni cartacee (-8% annuo) sia quelle digitali (-4,4%).
Le testate nazionali tengono leggermente meglio di quelle locali, ma in cinque anni entrambe hanno perso oltre un quarto della diffusione. Alcuni segmenti mostrano più resilienza: i quotidiani sportivi limitano il calo cartaceo al -9,2% in cinque anni, mentre gli economici mantengono una discreta tenuta nel digitale (-8,1% in cinque anni).

Piattaforme online: stabilità di utenti, spostamenti tra servizi

A marzo 2025, 44,6 milioni di italiani hanno navigato in rete per oltre 75 ore medie mensili. I big player internazionali (Google, Meta, Amazon, Microsoft) restano dominanti.
L’informazione online registra una lieve flessione (-0,1%), ma con forti differenze: “la Repubblica” cresce dell’11,8%, “il Messaggero” del 3,4%, mentre “Corriere della Sera” arretra dell’1,4%.
Nei social, Facebook perde l’1,9%, Instagram cresce dello 0,5%, TikTok del 4,3%, mentre X (ex Twitter) crolla del 27,2%.
I servizi VOD a pagamento calano leggermente (-2% utenti unici), con Amazon Prime Video in crescita (+5,2%) e Disney+ in calo (-4,6%). I VOD gratuiti, invece, avanzano (+3,4% utenti e +16,6% tempo speso).

Servizi postali: spinta dai pacchi, corrispondenza in calo

Il mercato postale cresce del 3,2% annuo, superando i 2,16 miliardi di euro di ricavi trimestrali. I pacchi, che rappresentano ormai l’80% del fatturato, salgono del 4,6% nei ricavi e del 5,7% nei volumi; più vivace la componente transfrontaliera (+14%).
La corrispondenza cala del 2% nei ricavi e del 6,6% nei volumi, con i servizi inclusi nel servizio universale in riduzione del 3,9% e le notifiche in flessione del 15,1%.
Poste Italiane resta leader del mercato complessivo (32,4% di quota), ma Amazon consolida la seconda posizione nei pacchi (19,6%, +1,8 punti).

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