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Contenuti illegali e disinformazione online, nuovo rapporto dell’Osservatorio Audiovisivo Europeo
Le piattaforme digitali sono diventate spazi centrali per il dibattito pubblico, l’accesso alle informazioni e lo scambio culturale. Allo stesso tempo, però, la loro crescente influenza pone nuove sfide legate alla diffusione di contenuti illegali e disinformazione. È quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato dall’European Audiovisual Observatory, organismo del Council of Europe con sede a Strasburgo.
Il report, intitolato Enforcing rules on illegal content and disinformation online, analizza il modo in cui i quadri normativi europei e nazionali affrontano il problema dell’applicazione delle regole contro i contenuti illegali e le informazioni fuorvianti in rete. Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Institute of European Media Law e redatto da dodici esperti, esamina le misure adottate per garantire l’equilibrio tra libertà di espressione e tutela dei valori democratici.
Secondo il rapporto, la distinzione tra contenuti illegali e disinformazione rappresenta una delle principali sfide regolatorie. Mentre i primi violano direttamente la legge, la disinformazione può essere dannosa per il dibattito pubblico pur non essendo sempre illegale, rendendo più complessa l’azione dei regolatori e delle piattaforme.
Lo studio analizza inoltre il quadro giuridico europeo in materia, prendendo in considerazione strumenti normativi e iniziative sia a livello dell’Unione europea sia degli Stati membri. Tra gli elementi chiave emergono i meccanismi di rimozione dei contenuti illegali, l’evoluzione delle responsabilità delle piattaforme e l’impatto delle decisioni giudiziarie sulla moderazione dei contenuti.
Il rapporto sottolinea anche il crescente ruolo di alcune grandi piattaforme digitali nel determinare quali contenuti diventano visibili online, attraverso sistemi di raccomandazione algoritmica e pratiche di moderazione. Questo rafforza l’esigenza di maggiore trasparenza e di modelli di governance più strutturati per la gestione dei rischi informativi nello spazio digitale.
Nelle conclusioni, gli autori evidenziano che l’Europa ha compiuto progressi significativi nello sviluppo di strumenti normativi per contrastare contenuti illegali e disinformazione. Tuttavia, l’applicazione delle regole resta frammentata tra i diversi ordinamenti nazionali e richiede una cooperazione transfrontaliera più efficace per garantire un ambiente digitale sicuro senza compromettere la libertà di espressione.
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