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Deepfake e IA generativa: l’avvertimento del Garante sui rischi per i diritti fondamentali

Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi di intelligenza artificiale come Grok, ChatGPT, Clothoff – già oggetto di un provvedimento di blocco – e altre piattaforme analoghe che consentono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, anche senza il consenso delle persone interessate.

L’Autorità ricorda che l’uso di tali strumenti e la diffusione dei contenuti così prodotti, tramite social media o servizi di messaggistica, possono comportare gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali, oltre a possibili fattispecie di reato e alle conseguenze sanzionatorie previste dalla normativa europea in materia di protezione dei dati personali.

Con lo stesso provvedimento, il Garante richiama i fornitori di questi servizi alla necessità di progettare e sviluppare applicazioni che consentano un utilizzo conforme alla disciplina privacy. Dall’istruttoria avviata d’ufficio è infatti emerso che, in molti casi, tali piattaforme rendono particolarmente agevole l’uso illecito di immagini e voci di terzi, in assenza di un valido titolo giuridico.

Per i servizi resi disponibili da X, l’Autorità è già al lavoro con l’omologa autorità irlandese e si riserva di adottare ulteriori iniziative. Il provvedimento è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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