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Digital Services Act: la Commissione UE contesta a TikTok e Meta violazioni sugli obblighi di trasparenza
La Commissione europea ha annunciato oggi di aver constatato in via preliminare che TikTok e Meta (per le piattaforme Facebook e Instagram) hanno violato alcuni obblighi di trasparenza previsti dalla legge sui servizi digitali (DSA).
Secondo la Commissione, entrambe le piattaforme avrebbero limitato l’accesso dei ricercatori ai dati pubblici, ostacolando così la possibilità di analizzare fenomeni come la diffusione di contenuti illegali o dannosi, anche rivolti ai minori. In particolare, sarebbero stati introdotti procedimenti complessi e restrittivi che rendono difficile ottenere dati completi e affidabili, compromettendo il controllo pubblico sul potenziale impatto delle piattaforme digitali.
Per quanto riguarda Meta, la Commissione rileva anche carenze nei meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali e nei sistemi di ricorso per la moderazione dei contenuti.
I meccanismi attuali – si legge nella nota – non sarebbero facilmente accessibili e imporrebbero agli utenti “passaggi inutili e fuorvianti”, ricorrendo a cosiddetti “modelli oscuri” (dark patterns) che rendono più difficile la segnalazione di materiale illecito, come contenuti terroristici o pedopornografici. Inoltre, gli utenti non disporrebbero di strumenti adeguati per presentare prove o spiegazioni quando intendono contestare una decisione di rimozione o sospensione.
Le valutazioni della Commissione si basano su indagini approfondite, condotte in cooperazione con il Coimisiún na Meán, il coordinatore irlandese dei servizi digitali.
Le piattaforme interessate potranno ora esaminare i documenti dell’indagine e presentare osservazioni scritte. Se le conclusioni preliminari saranno confermate, la Commissione potrà adottare una decisione di non conformità, imponendo sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo del gruppo e, se necessario, penalità di mora per forzare l’adeguamento.
Il 29 ottobre entrerà inoltre in vigore il nuovo atto delegato sull’accesso ai dati, che garantirà ai ricercatori la possibilità di ottenere dati non pubblici da piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle big tech.
Le constatazioni odierne si inseriscono nei procedimenti formali avviati ai sensi del DSA nei confronti di Meta e TikTok, distinti dalle altre indagini in corso relative al rispetto di ulteriori norme europee.
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