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Equo compenso per l’utilizzo di contenuti giornalistici: AGCOM stabilisce quanto dovuto da Meta al Gruppo GEDI

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), nella riunione del 10 luglio 2025, ha adottato — con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi — il primo provvedimento che definisce l’equo compenso dovuto da un social network, nella fattispecie Meta Platforms, per l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche del Gruppo GEDI, tra cui la Repubblica e La Stampa, attraverso i servizi offerti da Facebook.

La decisione arriva a valle di una procedura avviata in seguito al mancato accordo tra le parti. In applicazione del Regolamento AGCOM n. 3/23/CONS, l’Autorità ha valutato le proposte economiche presentate da Meta e GEDI, ritenendole entrambe non conformi ai criteri previsti dall’articolo 4 del Regolamento. Di conseguenza, l’Autorità ha provveduto a determinare in autonomia l’ammontare dell’equo compenso spettante a GEDI.

La base di calcolo è stata individuata nei ricavi pubblicitari generati da Meta attraverso l’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche dell’editore, al netto dei ricavi di GEDI derivanti dal traffico di reindirizzamento verso i propri siti. A tale base è stata applicata un’aliquota fino al 70%, calcolata in conformità ai criteri stabiliti dal Regolamento.

Nel dettaglio, l’Autorità ha definito il perimetro dei servizi Meta rilevanti, ha individuato le pubblicazioni ammissibili ai sensi dell’art. 43-bis della legge sul diritto d’autore e ha valutato i contenuti effettivamente configurabili come pubblicazioni di carattere giornalistico. L’aliquota è stata poi determinata tenendo conto, in modo cumulativo e con peso decrescente, di una serie di fattori: dal numero di visualizzazioni online alla rilevanza editoriale del gruppo, dalla forza lavoro giornalistica impiegata agli investimenti tecnologici sostenuti sia dall’editore che dal prestatore, fino all’adesione a codici deontologici e standard di qualità dell’informazione, e all’anzianità delle testate.

L’applicazione dei criteri è avvenuta sulla base della metodologia sviluppata da AGCOM, contenuta in una nota tecnica allegata al provvedimento, che fornisce indicazioni operative per la valutazione delle proposte e per la determinazione dell’equo compenso.

Questa decisione segna un precedente significativo nell’attuazione delle disposizioni europee in materia di diritto connesso per gli editori di giornali, e rappresenta un primo caso di applicazione concreta ai servizi delle piattaforme digitali.

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