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IA e relazione di cura: il confronto tra esperti rilancia la centralità del rapporto medico-paziente

Si è svolto il 27 maggio scorso, presso la sede di IAIC – Italian Academy of the Internet Code a Roma, il seminario “Relazione medico-paziente ai tempi dell’AI: considerazioni alla luce del parere del Comitato Nazionale per la Bioetica del 27 febbraio 2026”, un momento di confronto multidisciplinare dedicato alle implicazioni etiche e giuridiche dell’intelligenza artificiale applicata in ambito sanitario alla luce del parere del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) dedicato alla relazione di cura, al consenso informato e alla responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale.

L’iniziativa, promossa da IAIC, è stata aperta dai saluti del Prof. Avv. Alberto Gambino, Presidente dell’Associazione e componente del CNB, e del Prof. Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che hanno sottolineato l’importanza di un dialogo costante tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali.

A seguire il moderatore Dott. Carlo Maria Petrini, componente del CNB, Direttore dell’Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità e Presidente del Centro di Coordinamento Nazionale dei Comitati Etici ha presentato le relazioni dedicate alle trasformazioni che le nuove tecnologie stanno introducendo nel rapporto tra medico e paziente da diverse prospettive.

L’Avv. Elena Maggio, Associate di Unistudio Gambino Legal Tax & Advisor, ha evidenziato come nel nuovo contesto il medico diviene una sorta di mediatore critico che adatta l’informazione tecnica alla capacità di comprensione del singolo paziente, garantendo la sostanza del diritto all’autodeterminazione e come sia di fondamentale importanza procedere alla strutturazione di una responsabilità distribuita tra i medici che utilizzano i sistemi di AI e i vari soggetti che si inseriscono in tutta la filiera di sviluppo, addestramento e utilizzo.

Il Prof. Andrea Laghi, Ordinario di Radiologia presso Humanitas University e Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini del Gruppo Humanitas, ha illustrato le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per ottimizzare il percorso del paziente, mettendo in evidenza il contributo delle tecnologie digitali al miglioramento dell’efficienza e della qualità dell’assistenza sanitaria.

La Dott.ssa Diana Ferro, Health AI Officer e biologa specialista in intelligenza artificiale in medicina presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha sviluppato una riflessione sul paradigma “One Health – One Intelligence”, soffermandosi sul valore del dato sanitario come strumento capace di contribuire al diritto alla cura quando utilizzato secondo principi di responsabilità, equità e condivisione.

L’Ing. Michele Di Trana, Amministratore Delegato di AiHealth S.r.l., ha infine presentato un’esperienza applicativa dedicata alla relazione tra pediatra e famiglie, proponendo un esempio concreto di come le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale possano favorire la continuità del dialogo e il supporto al percorso assistenziale, a beneficio sia dei medici che dei pazienti.

A chiudere i lavori è stato il Prof. Pasquale Stanzione, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire uno sviluppo dell’innovazione tecnologica pienamente rispettoso dei diritti fondamentali, della protezione dei dati personali e della dignità della persona.

La varietà degli approcci e delle competenze rappresentate ha consentito di evidenziare come l’intelligenza artificiale costituisca una risorsa di straordinario valore per il sistema sanitario e come il suo impiego debba essere orientato da solide basi etiche e giuridiche, nonché accompagnato da una costante valorizzazione della relazione di cura. Il seminario ha così confermato come il dialogo tra discipline diverse rappresenti la chiave per governare l’innovazione, promuovendo un modello di sanità nel quale la tecnologia sia al servizio del medico e del paziente e contribuisca a rafforzare il rapporto di fiducia che costituisce il fondamento stesso della cura.

 

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