Dal 16 marzo entrerà in vigore il nuovo Regolamento sul rating di legalità approvato dall’Autorità…
Il paradosso dell’intelligenza artificiale: sì alle foto hard ma censura le opere d’arte
La professoressa Valeria Falce, socia fondatrice di IAIC, approfondisce la frattura tra vita vera e digitale, sottoposta a leggi che sembrano non essere efficaci. A partire dalla privacy
Due pesi e due misure. Da una parte la vita vera, quella concreta fatta di interazioni tra persone. Dall’altra la bolla dei social, virtuale e fatta di interazione tra profili. Mentre spesso si continua a vivere nel “convincimento che tutto ciò che è illecito offline lo è anche online” e viceversa, la realtà è evidentemente ben distante. “Quel declamato allineamento tra mondo offline e online non è ancora stato realizzato”, scrive sul Sole 24 Ore Valeria Falce, docente di diritto dell’Economia e Jean Monnet professor di Digital transormation and Ai policy – così come direttrice dell’Innovation regulation and competition policy centre all’Università europea di Roma. “Ed è ancora il numero di pixel o di click a contribuire a decidere in maniera rilevante, se non determinante, dove censurare o pubblicare un contenuto”.
Due esempi, dalle opere d’arte censurate alle foto modificate
La professoressa Falce porta due limpidi esempi di questa uniformità mancante. Da una parte alcune opere d’arte, quelle che spesso hanno fatto la storia e che – se pubblicato in formato fotografico su alcuni social – vengono censurate perché “le rappresentazioni del nudo sono qualificate dall’algoritmo come contenuti non appropriati per gli utenti digitali”. Dall’altra parte, però, quegli stessi social permettono letteralmente di prendere una foto di una persona e “denudarla” digitalmente grazie ai sistemi di intelligenza artificiale. “Così – scrive Valeria Falce – se nel mondo offline ci si indigna e si ricorre a diffide, form e querele per far interrompere e punire comportamenti diffamatori e calunniosi, nel mondo online quelle stesse condotte si diffondono apparentemente senza filtri”.





