L’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più complesse per l’Unione europea. Il problema non riguarda…
Immagini generate dall’intelligenza artificiale e tutela della privacy: l’EDPB sostiene la dichiarazione congiunta dell’Assemblea globale per la privacy
L’European Data Protection Board – EDPB ha aderito alla dichiarazione congiunta sull’uso delle immagini generate dall’intelligenza artificiale e sulla tutela della privacy, firmata dalla presidente Anu Talus per conto del Board. Il documento, coordinato dalla Global Privacy Assembly attraverso il suo gruppo di lavoro sulla cooperazione internazionale in materia di enforcement, rappresenta la posizione comune di 61 autorità di protezione dei dati di tutto il mondo e conferma l’impegno dell’EDPB nel rafforzare il dialogo globale sulla protezione dei dati nel quadro del programma di lavoro 2026-2027.
La dichiarazione esprime forte preoccupazione per l’uso di sistemi di intelligenza artificiale in grado di generare immagini e video realistici che raffigurano persone identificabili senza il loro consenso. Se da un lato queste tecnologie possono portare benefici, dall’altro la loro integrazione nelle piattaforme social facilmente accessibili ha favorito la diffusione di contenuti dannosi come immagini intime non consensuali, rappresentazioni diffamatorie e altri materiali lesivi dei diritti individuali. Particolare allarme riguarda i rischi per i minori e per le persone più vulnerabili, esposte a fenomeni come cyberbullismo e sfruttamento.
Le autorità firmatarie richiamano le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di generazione di contenuti basati sull’IA al rispetto delle norme applicabili in materia di protezione dei dati e della vita privata. Pur nella diversità dei quadri giuridici nazionali, viene ribadita la necessità di fondare questi sistemi su principi comuni che garantiscano adeguate tutele, trasparenza effettiva e strumenti accessibili per proteggere le persone coinvolte, con un’attenzione specifica ai rischi che riguardano i minori.
Secondo le autorità, i danni derivanti dalla creazione non consensuale di contenuti intimi, diffamatori o comunque lesivi che coinvolgono persone reali sono tali da richiedere un’attenzione regolatoria urgente e coordinata a livello globale. Per questo motivo i firmatari si impegnano a rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni sulle rispettive iniziative di contrasto e invitano le aziende a dialogare in modo proattivo con le autorità, adottare misure di sicurezza robuste fin dalle prime fasi di sviluppo e assicurare che l’innovazione tecnologica non avvenga a scapito di privacy, dignità, sicurezza e diritti fondamentali, soprattutto delle persone più vulnerabili.
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