La Commissione europea ha avviato una fase di confronto strategico in vista dell’elaborazione del futuro…
La Commissione europea approva, ai sensi dell’articolo 107 TFUE, un regime italiano di aiuti di Stato da 6 miliardi di euro per la produzione di idrogeno rinnovabile
La Commissione europea ha autorizzato un regime di aiuti di Stato notificato dall’Italia, del valore complessivo di 6 miliardi di euro, volto a sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile nei settori dell’industria e dei trasporti, ritenendolo compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE e della disciplina in materia di aiuti a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia del 2022.
La misura è finalizzata allo sviluppo della capacità produttiva nazionale di idrogeno rinnovabile, con un obiettivo stimato di circa 200.000 tonnellate annue, in linea con la strategia europea per l’idrogeno e con gli obiettivi di decarbonizzazione perseguiti dall’Unione. Il regime include sia l’idrogeno prodotto mediante elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, sia quello derivante da fonti biogeniche attraverso processi biologici o termochimici.
Il sostegno pubblico sarà erogato attraverso contratti bidirezionali per differenza, assegnati mediante procedure competitive. Tali contratti prevedono la determinazione di un prezzo di esercizio: qualora il prezzo del combustibile alternativo di riferimento sia inferiore a tale soglia, lo Stato corrisponderà la differenza ai produttori; viceversa, in caso di prezzo superiore, saranno i beneficiari a versare la differenza allo Stato. Il regime resterà in vigore fino al 31 dicembre 2029.
Nella propria valutazione, la Commissione ha ritenuto la misura necessaria e idonea a promuovere lo sviluppo di un settore strategico per la transizione energetica, evidenziando altresì l’effetto di incentivazione dell’aiuto, in quanto, in assenza di sostegno pubblico, gli investimenti nella produzione di idrogeno rinnovabile non risulterebbero economicamente sostenibili. La proporzionalità dell’intervento è stata ravvisata nella selezione dei beneficiari tramite gare competitive, mentre il bilanciamento complessivo tra effetti positivi e distorsioni della concorrenza è stato ritenuto favorevole, in considerazione dei benefici ambientali connessi alla riduzione delle emissioni nei settori ad alta intensità energetica.
La decisione si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee di sostegno alla transizione ecologica, in cui il ricorso agli aiuti di Stato è ammesso, entro limiti definiti, per favorire lo sviluppo di tecnologie pulite e il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo.
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