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La Commissione europea sanziona X con 120 milioni di euro per violazioni della legge sui servizi digitali

La Commissione europea ha annunciato oggi una sanzione da 120 milioni di euro nei confronti di X, ritenuta responsabile di gravi mancanze rispetto agli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sui servizi digitali (DSA). La decisione rappresenta la prima constatazione formale di non conformità adottata nell’ambito del nuovo quadro normativo europeo dedicato alle piattaforme online di grandi dimensioni.

Al centro della contestazione vi è l’utilizzo del cosiddetto “segno di spunta blu”, presentato come indicatore di verifica dell’identità dell’utente. Secondo la Commissione, il modo in cui questa funzione è stata ripensata da X crea un’impressione ingannevole: la piattaforma consente infatti di ottenere lo status di “verificato” semplicemente tramite pagamento, senza che venga effettuato un effettivo controllo sull’identità della persona o dell’entità che gestisce l’account. Questa ambiguità, rileva Bruxelles, compromette la capacità degli utenti di distinguere profili autentici da potenziali falsificazioni e aumenta l’esposizione a impersonificazioni, frodi e attività manipolative.

La mancanza di trasparenza riguarda anche l’archivio pubblicitario della piattaforma, che secondo l’analisi della Commissione non fornisce informazioni sufficienti né garantisce un accesso agevole ai dati. Il sistema attualmente in uso introduce ritardi e altre barriere tecniche che ostacolano la consultazione del materiale pubblicitario, limitando così la possibilità di ricercatori, giornalisti e società civile di individuare contenuti sospetti, campagne coordinate o forme di disinformazione. In diversi casi mancano persino elementi essenziali, come il contenuto integrale dell’annuncio, il soggetto che lo finanzia e l’argomento trattato.

Un ulteriore punto critico riguarda l’accesso dei ricercatori ai dati pubblici di X. La Commissione osserva che le condizioni di servizio della piattaforma ostacolano di fatto la raccolta indipendente di tali dati, anche quando si tratta di informazioni già visibili pubblicamente. Le procedure per richiedere accesso formale risultano complesse e restrittive, compromettendo la possibilità di analizzare i rischi sistemici che possono emergere online, come la diffusione di contenuti illegali o la manipolazione informativa.

La sanzione tiene conto dell’entità delle violazioni, della durata nel tempo e dell’ampiezza del pubblico europeo coinvolto. Ora X dispone di un periodo limitato per intervenire: entro sessanta giorni lavorativi dovrà comunicare come intenda eliminare l’uso considerato ingannevole del contrassegno blu, mentre entro novanta giorni dovrà presentare un piano d’azione dettagliato per colmare le carenze legate all’archivio pubblicitario e all’accesso ai dati per i ricercatori. Dopo la valutazione del Consiglio dei servizi digitali e l’esame finale della Commissione, sarà fissato un periodo di attuazione.

L’eventuale mancato rispetto di queste nuove prescrizioni potrebbe comportare ulteriori sanzioni. Parallelamente, prosegue l’indagine già avviata nel dicembre 2023 su altri aspetti del funzionamento della piattaforma, tra cui la moderazione dei contenuti illegali e le misure adottate per contrastare la manipolazione delle informazioni.

Con questa decisione la Commissione ribadisce l’intenzione di far rispettare rigorosamente la legge sui servizi digitali, considerata uno strumento centrale per garantire trasparenza, responsabilità e sicurezza negli ecosistemi digitali europei.

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