skip to Main Content

La Corte di giustizia condanna il Portogallo: multa da 10 milioni per la mancata tutela dei siti Natura 2000

Il Portogallo è stato condannato a pagare una somma forfettaria di 10 milioni di euro per non aver eseguito una precedente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa alla tutela degli habitat naturali. Oltre alla sanzione una tantum, la Corte ha imposto anche una penalità giornaliera di 41.250 euro fino alla completa attuazione della decisione del 5 settembre 2019, con una riduzione progressiva della somma in base ai progressi compiuti.

La decisione riguarda la mancata applicazione della direttiva europea “habitat”, uno degli strumenti principali della politica ambientale dell’Unione europea. La direttiva contribuisce alla conservazione della biodiversità attraverso la protezione degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali presenti sul territorio europeo. In questo quadro è stata creata la rete ecologica Natura 2000, la più grande al mondo, che ha l’obiettivo di garantire la sopravvivenza a lungo termine degli habitat e delle specie più preziosi e minacciati.

La rete Natura 2000 comprende due tipologie di aree protette: le zone speciali di conservazione designate in base alla direttiva habitat e le zone di protezione speciale previste dalla direttiva uccelli. Per istituire queste aree, la Commissione europea stabilisce insieme agli Stati membri un elenco di siti di importanza comunitaria. Gli Stati sono poi tenuti a designare tali siti come zone speciali di conservazione entro un termine massimo di sei anni e ad adottare le misure necessarie per mantenere o ripristinare lo stato di conservazione degli habitat e delle specie interessate.

Con una sentenza del 5 settembre 2019, la Corte aveva già stabilito che il Portogallo non aveva rispettato tali obblighi, in particolare per non aver designato come zone speciali di conservazione 61 siti di importanza comunitaria situati nelle regioni biogeografiche atlantica e mediterranea e per non aver adottato le misure di tutela richieste.

Ritenendo che quella sentenza non fosse stata eseguita, il 21 settembre 2024 la Commissione europea ha presentato un nuovo ricorso per inadempimento chiedendo l’imposizione di sanzioni finanziarie. Nella decisione odierna la Corte ha constatato che il Portogallo non ha ancora dato piena attuazione agli obblighi previsti.

Secondo i giudici, la normativa adottata dallo Stato membro si limita a designare alcuni siti come zone speciali di conservazione senza specificare i tipi di habitat naturali o le specie protette presenti in ciascuno di essi. Inoltre non risultano adottate misure di conservazione adeguate.

La Corte ha quindi qualificato le violazioni come particolarmente gravi, sottolineando che il territorio portoghese ospita una biodiversità significativa, con 99 tipi di habitat e 335 specie tutelate dalla direttiva habitat. Alla luce dell’importanza del patrimonio naturale coinvolto, della durata dell’infrazione e della capacità di pagamento dello Stato, è stata fissata la sanzione forfettaria di 10 milioni di euro.

Oltre a questa somma, il Portogallo dovrà versare alla Commissione una penalità di 41.250 euro al giorno fino alla completa esecuzione della sentenza del 2019. L’importo potrà diminuire progressivamente di 750 euro al giorno per ogni sito che verrà reso conforme agli obblighi della direttiva. Le sanzioni resteranno quindi in vigore fino a quando tutte le zone interessate non saranno adeguatamente protette nell’ambito della rete Natura 2000.

Approfondimenti:

Back To Top