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L’Unione europea elimina l’esenzione doganale sui piccoli pacchi del commercio elettronico: introdotto un dazio temporaneo di 3 euro
A partire da oggi, l’Unione europea ha abolito l’esenzione dai dazi doganali per i pacchi del commercio elettronico di valore inferiore a 150 euro, introducendo un nuovo prelievo pari a 3 euro per articolo. La misura si inserisce nell’ambito della riforma doganale dell’UE e si applica alle merci provenienti da paesi terzi acquistate online e spedite direttamente ai consumatori nello spazio unionale.
Secondo la Commissione europea, l’intervento risponde all’esigenza di correggere uno squilibrio strutturale generato da un’esenzione concepita per modelli di consumo ormai superati, caratterizzati da acquisti online occasionali e da sistemi doganali meno digitalizzati. L’attuale volume di importazioni di basso valore, che coinvolge miliardi di articoli, ha reso tale regime non più adeguato alle condizioni del mercato.
La misura è motivata dall’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza più equilibrate tra operatori economici dell’Unione e piattaforme extra-UE, nonché di rafforzare la tutela dei consumatori. In tale prospettiva, la Commissione evidenzia anche profili di criticità legati alla sicurezza dei prodotti, rilevando che una quota significativa delle merci di basso valore non rispetta pienamente i requisiti normativi vigenti.
Il nuovo assetto prevede che il dazio sia riscosso dalle autorità doganali direttamente presso le piattaforme o gli operatori coinvolti nella vendita e nella spedizione dei beni, escludendo il consumatore finale dal pagamento diretto al momento della consegna.
La riforma introduce inoltre l’obbligo di dichiarazione degli identificatori di prodotto, con l’obiettivo di migliorare i controlli e la gestione del rischio da parte delle autorità competenti. Tale requisito sarà applicato su base volontaria a partire dal luglio 2026 e diventerà obbligatorio dal novembre 2026.
Il regime di 3 euro è concepito come misura transitoria, destinata a rimanere in vigore fino all’entrata a regime del centro doganale digitale europeo prevista per il 2028, quando si applicheranno integralmente i dazi ordinari secondo classificazione tariffaria, origine e valore delle merci.
Nel contesto della riforma, la Commissione richiama la forte crescita del commercio elettronico transfrontaliero e l’elevato numero di spedizioni di basso valore che entrano quotidianamente nel mercato unico, sottolineando come le attuali dinamiche abbiano ridotto l’effettiva parità competitiva tra operatori e aumentato i rischi legati alla conformità dei prodotti.
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