In occasione della pubblicazione di Cybersecurity e Istituzioni Democratiche. Un’indagine interdisciplinare: Diritto, Informatica e Organizzazione Aziendale,…
Media e Democrazia: l’Agcom interviene per l’equilibrio informativo referendario
L’esercizio del diritto di voto in un sistema democratico presuppone che il cittadino possa formarsi un’opinione libera e consapevole attraverso un’informazione completa e bilanciata. In vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha recentemente esercitato la sua funzione di vigilanza, intervenendo per correggere alcune distorsioni rilevate nei palinsesti televisivi nazionali. Questo intervento si inserisce nel quadro della Legge 28 del 2000, la normativa che disciplina la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie, con l’obiettivo di garantire che nessuna tesi prevalga sulle altre per una semplice questione di esposizione mediatica.
Dall’analisi dei dati raccolti nel primo ciclo di monitoraggio, svoltosi nella seconda metà di febbraio, l’Autorità ha riscontrato una sotto-rappresentazione delle ragioni del sì su alcune emittenti private, nello specifico La7 e il canale Nove del gruppo Discovery. Per questa ragione, è stato emanato un ordine di riequilibrio immediato che impone alle testate coinvolte di adeguare i propri spazi informativi entro tempi certi, così da restituire visibilità a tutte le posizioni in campo. Tale decisione non è stata priva di dibattito interno all’Autorità stessa, come dimostra il voto contrario espresso da una componente del Consiglio su alcuni specifici provvedimenti, a testimonianza della complessità tecnica e giuridica che accompagna la regolazione del pluralismo.
Un altro aspetto centrale dell’attività dell’Autorità riguarda il ruolo dei soggetti istituzionali. Oltre agli ordini diretti alle singole emittenti, l’Agcom ha infatti rivolto una raccomandazione generale a tutto il sistema radiotelevisivo, inclusa la concessionaria pubblica. I dati hanno evidenziato una presenza del Governo nei telegiornali particolarmente elevata e trasversale. In questo contesto, il principio cardine richiamato dall’Autorità è la separazione tra la comunicazione istituzionale e la propaganda politica: la presenza di esponenti dell’esecutivo deve essere limitata al tempo strettamente necessario per l’esercizio delle funzioni di governo e per la trattazione dei temi di stretta attualità.
Questi interventi sottolineano come la qualità del dibattito pubblico dipenda da un monitoraggio costante e rigoroso. La funzione dell’Agcom è quella di assicurare che la competizione tra le diverse visioni della società avvenga in un perimetro di equità. In un’epoca caratterizzata da un flusso informativo incessante, la capacità delle autorità indipendenti di presidiare il pluralismo resta una garanzia fondamentale per la tenuta del sistema democratico e per la tutela del diritto all’informazione di ogni cittadino.
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